ROBE DI RO.BE.
Meglio saperlo dai propri che da altri
di Roberto Beretta | 18 ottobre 2017
Far osservare che «il re (il vescovo, il laico maître à penser o persino il papa) è nudo» non è esercizio di lesa maestà, per un cristiano; al contrario può servire a difendere i più deboli

Per continuare il discorso sui «cattolici disorientati»: ecco un altro non secondario elemento per cui è utile la critica alla Chiesa «dall'interno», quella cioè che - scrivevamo - «viene dai fratelli di fede o addirittura dalle gerarchie (in primis appunto Papa Francesco)». Tale autocritica infatti è spesso una tutela proprio e soprattutto per i «piccoli», ovvero - ci citiamo di nuovo - per le «persone semplici e convinte» che oggi si sentono disorientate in quanto apparentemente private dei punti fissi cui avevano appoggiato il loro credo.

La tesi potrebbe essere riassunta così: meglio saperlo prima che dopo; meglio saperlo dai propri che da altri. Il ragionamento è abbastanza chiaro: se il Papa proclama la «tolleranza zero» per i prelati coinvolti, purtroppo in numero così alto, nei turpi commerci della pedofilia e del sesso in genere, non è forse un «vantaggio» per il clero onesto, per i fedeli sinceri che s'immaginano e comunque vorrebbero una Chiesa senza macchia? E se lo stesso pontefice assesta scossoni alle esagerazioni del fideismo e richiama a letture più aperte del Vangelo, non è forse un allarme salutare per i credenti che rischiano di affidarsi con troppa faciloneria al sottile ma ancor molto pervasivo «potere» clericale?

Io trovo che un certo atteggiamento di libera ricerca e persino di denuncia dei rischi connessi alla militanza in un corpo inevitabilmente gregario come è la Chiesa offra anche - e anzitutto ai «piccoli» da non scandalizzare mai - una salutare sveglia, un'occasione per aprire gli occhi ed evitare atteggiamenti da succubi di cui potrebbero in seguito pentirsi. Basta pensare a quanti sinceramente hanno seguito certi movimenti "spirituali", poi rivelatisi farlocchi o peggio; oppure a chi tuttora viene indotto a subire indottrinamenti in nome di un Vangelo stravolto da presunti "maestri"... Quanto è facile manipolare le personalità dei buoni, sotto pretesto di generosità! E quante tristi vicende cattoliche abbiamo visto in materia!

Che cosa dovrebbe dire, il famoso «popolo cristiano», se un giorno si dovesse accorgere che si è abusato della sua buona fede con spiegazioni dubbie del messaggio cristiano, che qualcuno ha preteso la sua obbedienza anche dove non era affatto necessario? Credo che avrebbe buon diritto di chiedere conto alle guide deputate - vescovo e preti, teologi e intellettuali cattolici - di non averlo messo sull'avviso, di non aver vigilato a sua difesa. E non penso soltanto a casi di abuso macroscopico, da codice penale; ma anche a percorsi che - anziché educare all'autonomia e alla responsabilità - inducono gli individui a ripiegarsi nella paura e nella sottomissione.

Purtroppo nella Chiesa (proprio per la sua natura di organismo gerarchico privo di controllo «democratico») sussistono larghi margini affinché qualcuno approfitti della fiducia altrui per costruirsi posizioni di potere ammantate di sacralità e dunque intoccabili. Smontare tale apparato formale, non fermarsi di fronte a timori reverenziali, far osservare che «il re (il vescovo, il laico maître à penser o persino il papa) è nudo» non è esercizio di lesa maestà, per un cristiano; al contrario può servire a difendere i più deboli di fronte a possibili mistificazioni. Anche questo è «magistero», no?

 

 

24/10/2017 16:21 Alberto Hermanin
VOgliamo tenere conto di quello che pensa il popolo? mai letto Peyrefitte?
Aggiungerei anche Dan Brown, per tenersi informati su quello che pensa il popolo.



23/10/2017 14:45 Sara
Ho pensato anche io (che di anni ne ho 46) che da bambina o ragazza sentivo parlare di scismi e scontri e concili e scomuniche sembrava tutto cosi lontano e invece forse era solo una pausa: ho nostalgia della chiesa degli anni '80.


23/10/2017 12:33 Francesca Vittoria
Da semplice cristiana penso che la fede sia il motore che ispira le nostre decisioni. Mi è capitato di leggere che un bambino inaspettatamente è morto senza che nulla lo facesse prevedere e che appunto i doveva ancora essere battezzato per via di un corso di approfondimento non completato in uso anni fa. Se fossi in un luogo deserto di religione la mia premura sarebbe presentare mio figlio al Padre Eterno, metterlo sotto la sua protezione, per la mia fede intanto . Io non è detto che non abbia mancanze ma la fede in lui rimane intatta tanto che gli affidò mio figlio. Le madri del prima concilio, magari con soltanto la conoscenza del catechismo che oggi si processa per adeguarlo sempre più alle esigenze intellettuali di oggi, obbedivano alla stessa fede nel Dio di cui oggi si scrive molto ma se ne parla poco o se lo si sembra tenuto lontano dalle nostre decisioni, scelte di vita. Anche a parlare di coppie che non siano più tali, per subentrate difficoltà della coppia, non è detto che Totti scelgano di contrarre una nuova unione se non decade la prima, il sacramento se resta valido , dipende anche qui dalla fede della persona, questa esiste anche da parte di Dio che se ne prende cura e interviene con il suo speciale aiuto , magari aprendo vie in immaginate dal fedele. Quindi a me sembra non potersi troppo addentrare là dove non si conosce e neppure immaginare quello che si suppone sia secondo Dio neppure da parte del teologo o saggio che sia perché è sempre il pensiero di un umano che però e limitato rispetto alla volontà e alla mente e....come dice e si pronuncia il Santo Padre, dalla Sua misericordia , una virtù astratta che sembra solo appartenere al divino.
Francesca Vittoria



23/10/2017 11:56 Lorenzo Pratesi
Sperando di non essere bannato...

Le ultime notizie confermano l'accentuazione della polarizzazione da sempre presente all'interno dello stesso mondo cattolico.
Infine, ermeneutica della (pretesa) rottura e ermeneutica della continuità sono emerse in tutta la loro distanza.
A ben vedere, gli stessi fautori dello "spirito" conciliare si rifanno a tradizioni storicamente ben presenti nella teologia cattolica, in qualche modo accantonate - come ha avuto modo di osservare reiteratamente e con ragione il Prof. Grillo - quando il Papa ha perso il potere temporale e, con esso, la possibilità di rifarsi a leggi positive (non solo a leggi naturali).
Paradossalmente, entrambe le posizioni rivendicano l'autenticità della Tradizione a cui si rifanno, specularmente accusando l'altra di tradimento.
E' evidente che è in gioco molto più delle questioni singole: è in gioco la visione dell'uomo e del suo rapporto con il Creatore.
Al di là di una sensibilità e di una cultura personali, davvero non ho le competenze (chi le ha?) per stabilire dove sia il Vero, ma a ben vedere scontri di questa violenza attraversano tutta la storia della Chiesa ed abbiamo sbagliato noi quarantenni a pensare che fosse una stagione (un'epoca?) superata.
Un caro saluto a Massimo Mezzenghi.



21/10/2017 18:20 PietroB
sul commento di M.Luisa
Prima di tutto : prima andava tutto bene? Come leggere la storia della CC del secolo scorso?
SE si risponde che un cambiamento fosse urgente e necessario..
SE si prende atto che si fece all'uopo un Concilio valido ma inatteso
Ebbene si dia inizio alle danze e cambiamento, VERO cambiamento sia!
Ma, ma, ma, il cambiamento porta tutti quei fenomeni, spesso solo apparenze, ma cmq veri che M.Luisa denuncia.
Fa parte del gioco. Ma, come ho scritto in altro msg, indietro non si può più tornare. PENA PASSARE DA PICCOLA BARCA A ZATTERA oops alla deriva.



21/10/2017 12:49 Sara
Can. 843 - §1. I ministri sacri non possono negare i sacramenti a coloro che li chiedano opportunamente, siano ben disposti e non ne abbiano dal diritto la proibizione di riceverli.


Can. 848 - Il ministro, oltre alle offerte determinate dalla competente autorità, per l'amministrazione dei sacramenti non domandi nulla, evitando sempre che i bisognosi abbiano ad essere privati dell'aiuto dei sacramenti a motivo della povertà.

Il fatto di richiedere il consenso e un minimo di catechesi prima del sacramento è anche a difesa del battezzato perché si dà importanza alla libertà e alla consapevolezza dell'atto. (dato che in passato il battesimo si è più facilmente imposto che negato)

Faccio fatica a capire perché il Papa non metta in evidenza che molte cose di cui si lamenta sono già ampiamente previste dal codice di diritto canonico e si limiti a dare la colpa ad un fantomatico "legalismo".

Capisco che lui con fariseo, dottore della legge e dottrinario dia un'interpretazione ad ampio raggio di un determinato atteggiamento giustamente biasimato, ma la legge canonica e anche la dottrina uscita dal Vaticano II è tutt'altro che rigida, farisaica e arretrata.

Se c'è un errore da parte dei sacerdoti si corregge il singolo errore non si spara nel mucchio. E se il codice è ritenuto superato in quanto supremo legislatore della Chiesa il Papa può sempre aggiornarlo.

E' questo buttare tutto nel mezzo che mi risulta incomprensibile.

Tra parentesi le regole non sono fatte solo per impedire la libertà ma anche per tutelare i più fragili in un'organizzazione che comprende più di un miliardo di persone sparse per 5 continenti e con differenze culturali e sociali spesso profondissime. Se si chiede un minimo di catechesi è proprio per proteggere il fedele da quelle pressioni fideistiche che lo stesso Beretta denuncia in questo post. Secondo me.



21/10/2017 11:35 M. Luisa
Intervengo di nuovo perché interpellata.

Yolanda, io ti avevo rivolto una domanda, ma non mi hai risposto.

Lorenzo: credo che non ci sia ambivalenza di significato nei termini che hai usato.
Il significato di "confondere" è "mescolare insieme in modo disordinato - scambiare una cosa per un'altra - turbare, offuscare" (Treccani) e se, come dici, "Francesco è un papa che ama confondere" non credo se ne possa trarre un significato positivo, qualunque sia la finalità (il fine non giustifica i mezzi).

Così come non equivoco è il termine usato da Beretta: cattolici "disorientati", cioè che hanno perso il senso della direzione, che sono stati resi incerti (Treccani). Ripeto, alla faccia del "confermare i fratelli".

Tu stesso, riferendoti a una frase del Papa, commenti: "Qualunque cosa voglia dire". Quindi il senso non è definito.
Può accadere di conseguenza che, come in questi giorni, da una parte dell'Oder i Vescovi interpretino AL in un certo modo, e dall'altra sponda del fiume la si interpreti nel modo opposto, entrambi convinti di averla interpretata correttamente.

Sono d'accordo sulla conseguente polarizzazione delle posizioni, ma non mi sembra un gran risultato, anche perché è proprio questo che causa incertezza nei fedeli, che fa perdere loro il senso della direzione. Più ancora dei peccati del clero: il prete peccatore si addita e si punisce, crea scandalo ma sai che è una sorta di corpo estraneo da espellere al più presto senza ripensamenti, non influisce sul senso del TUO essere cristiano. I discorsi indefiniti invece sì, perché non sempre si riesce a governare al meglio i processi che si vogliono generare.

Quando si postula che "il tutto è superiore alla parte", ci si aspetta che il principio venga applicato anche nella comunicazione. Io non ho da obiettare sulle parole del Papa, ma sul fatto che tante volte nei suoi discorsi, omelie ecc. sembra rimanere qualche "buco".
Per fortuna c'è, come dici, il Vangelo, ed è a quello che dobbiamo ispirarci, anche le pagine di queste domeniche.

Del resto, ve ne sono altri di postulati papali disattesi: leggendo qui, in esempio, non si direbbe che "l'unità prevale sul conflitto". L'articolo sembra scritto apposta per suscitare un vespaio, e c'è pure chi interviene solo per lasciare impronte malevole (Menzaghi).
Anch'io sono di passaggio, e gli interventi i.e. di Sara mi sono sembrati non solo competenti, ma pure appassionati. E' un peccato che si debba "soffrire" anche per ciò che dovrebbe darci solo gioia.



21/10/2017 07:15 Francesca Vittoria
L'aria è inquinata, polveri sottili la rendono dannosa alla salute, meglio tenere finestre chiuse, Qquesto il comunicato stampa ai cittadini da parte de parte delle autorità comunali e un cittadino si chiede a che cosa servono le previsioni del tempo se non a rendere possibile una maggiore tempestività I provvedimenti da attuare in merito?.Una notizia sconvolgente, di quelle che dovrebbero far fare silenzio e invece toccare le coscienze di chi ci governa, un padre da fuoco alla sua abitazione e muore con i suoi quattro figli, un disoccupato, una persona che disperata, debole e sconvolta non ha gridato abbastanza forte la sua disperazione, e a suo modo ha tolto il disturbo di fronte a una società dal cuore rigido?, Ma come non accorgersi che un vicino, un cittadino, una situazione famigliare in difficoltà , una persona conosciuta , si è sentita tanto trascurata da pensare che era meglio la morte che la vita! E siamo in Italia,non a Calcutta! Non ha ragione il Papà, a gridare alle assemblee, scandalo la mancanza di lavoro, dignità offesa della persona umana,!! a insistere sui mali cui porre tempestivo maggiore rimedio rispetto a quanto viene attuato? È un Pastore che si fa politico, che si fa medico di chi lui vede la gravità delle malattie che soffre la società oggi è le chiama con il loro nome. Quello imparato al catechismo e che la Chiesa invita a praticare Le Opere di Misericordia spirituali e corporali? Si il suo parlare e il suo agire disorienta perché è un tempestivo, non rimanda al domani quello che è necessario fare oggi, non si rassegna a stare alla finestra soltanto benedicente e disturba i potenti e non rovesciando i banchi di chi fa affari davanti a una umanità sofferente che si trascina per le vie del mondo a testa bassa, senza fiato per chiedere , ma si dispone oggi di mezzi di comunicazione tali che vediamo i lontani ma non ci accorgiamo di quelli che ci passano accanto. Non è forse la persona anche tempio dello Spirito Santo? Gesù Cristo ha rovesciato i tavoli davanti al tempio e sappiamo che cosa ha detto, forse che oggi non viviamo la stessa realtà aggravata perché intanto la società si è evoluta dove i poveri sono sempre più e pochi ricchi possiedono la terra. Si l'aria che respiriamo è inquinata come le sorgenti d'acqua sono asciutte , non c'è lavoro per tutti, briciole cadono dalla tavola dei potenti, che si intrattengono in schermaglie e divertimenti che offendono la vita , la dignità della sua esistenza è dell'uomo e della natura che lo circonda.
Francesca Vittoria



20/10/2017 22:33 Massimo Menzaghi
Era moltissimo che non passavo di qua... e ritolgo subito il disturbo: Beretta è sempre brillante e stimolante (e non avevo dubbi...), la discussione che ne segue molto, molto meno... (e sospettavo anche questo...)
PS una volta, molto tempo fa, si tiravano le orecchie se si superava il secondo commento dentro una discussione... e se osavi imbandire scambi reiterati tra gli stessi interlocutori ti minacciavano di ban...: non so se fosse meglio o peggio, ma discussioni come questa sono illeggibili anche per chi arriva ben disposto...



20/10/2017 19:57 Sara
Perdonare va benissimo, ma si può perdonare sia dopo che prima. Prendiamo Trump e Pyongyang che litigano: li lasciamo scatenare una guerra termonucleare e dopo ci mettiamo un cerotto per rimediare o cerchiamo di fermarli facendoli riappacificare prima che distruggano mezzo mondo?

E' una differenza enorme.

La Chiesa ha sempre creduto che non sia impossibile prevenire le occasioni di conflitto e di peccato.



20/10/2017 19:19 Lorenzo Pratesi
@ M.Luisa
Credo ci dobbiamo intendere sui termini.
A me pare che con Papa Francesco "la confusione sia grande sotto il cielo". Il che non è un giudizio necessariamente negativo, nel caso la confusione la si sia voluta creare per rendere "propizio" il momento. Come ha detto il Cardinale Kasper, con Francesco la dottrina non è cambiata di uno Iota (e la ripubblicazione, in questi giorni, del CCC di Giovanni Paolo II, peraltro commentata da alcuni che di quel Papa furono fieri oppositori, ne è una abile conferma); è il paradigma con cui la si legge ad essere completamente diverso. E questo può generare confusione, se nei promotori (come mi pare dica Sara) paradossalmente manca proprio quella cura pastorale che si assume proprio a nuovo paradigma.
Non sono invece altrettanto sicuro che vi sia disorientamento (se non come categoria sociologica): al contrario, mi pare proprio che la confusione generata dal magistero "liquido" di Papa Francesco abbia determinato una evidente polarizzazione delle posizioni: da una parte, coloro che vedono in pericolo la solidità dell'impianto magisteriale per come lo abbiamo conosciuto dal Vaticano II ad oggi; dall'altro, benedicono un Papa che infine ha sdoganato anche a livello apicale quelle che erano minoritarie teorie confinate a certi ambienti cattolici. Da un parte coloro che vedono nell'Eucaristia la partecipazione al dono di sé di Cristo sulla Croce, che presuppone a sua volta non essersi chiusi alla grazia, alla Misericordia, di Dio, pena "mangiare la propria condanna"; dall'altra coloro che vedono nell'Eucaristia un "generoso rimedio e un alimento per i deboli", qualsiasi cosa voglia dire. Certamente, per i primi, che io chiamo i rigorosi, la Misericordia di Dio precede la libertà dell'uomo per orientarlo al bene, è "in principio" e lì vi rimane per rendersi razionalmente conoscibile all'uomo che le si sia negato; per i secondi, che io chiamo gli inclusivi, la Misericordia si pone quale "rimedio" ex post aiutare l'uomo di oggi che non ha tempo da perdere con concetti come il Bene, il Vero, ecc... e che, al più, chiede di essere scusato, non perdonato.

Poi leggiamo il Vangelo delle ultime 3-4 domeniche e ci vengono i brividi. Ma questa è un'altra storia.
:)



20/10/2017 19:00 Yolanda
M.Luisa ma di quale fede parli? Mi pare che il Papa confermi nella fede in Gesù Cristo e nel vangelo
Se i cristiani vogliono essere confermati nelle loro convinzioni frutto di altri maestri ovvio che siano confusi. Il problema non è il Papa.



20/10/2017 18:09 Mauro Antonio Calo'
Certo che il Papa disorienta. Perché guarda caso è il Vangelo che disorienta. Le parole di Gesù hanno sempre disorientato gli uomini. Vanno contro la logica umana, seguono la logica di Dio. Per Lorenzo. Quante volte si deve perdonare ? La risposta di Gesù è sempre. A tutti noi cristiani battezzati questo disturba. Ma questa è la giustizia di Dio che ama tutti e perdona sempre tutti, anche noi, anche i divorziati, che rincorre la pecorella smarrita , per far capire la immensità del suo amore alle 99 che sono rimaste e pensano di essere giuste. Cara Sara, vuoi recintare forse l'amore di Gesù? Vuoi mettere dei limiti alla Sua misericordia ? Bisogna " solo " fidarsi del Suo amore. Non ci chiede nulla di più. È normale che questo Papa sia avversato. Soprattutto dai suoi. Lo fu anche Gesù, lo ascoltavano di più o solo i ladri e le prostitute.


20/10/2017 15:12 M.Luisa
Lorenzo: "Mi limito a dire che Francesco è un Papa che ama confondere".
Come stupirsi allora se il Popolo di Dio è "confuso", cioè disorientato?
Pare che sia esattamente il risultato che il papa vuole ottenere: alla faccia del "confermare i fratelli nella fede"!



20/10/2017 15:07 M.Luisa
Yolanda, quali sarebbero le "false credenze spacciate per sacre"?


20/10/2017 14:06 Sara
Se ci sono problemi con i sacerdoti perché non ne parla con loro o con i vescovi invece di svergognarli in pubblico? Dipinge le parrocchie come un covo di zoticoni, mai che gli esca un grazie nemmeno sotto tortura.
Da noi metà catechisti sono divorziati e fanno la comunione in prima fila: lo sa? Sembra fermo al secolo scorso, tutti bigotti tutti chiusi tutti legalisti.


Ha fatto 200 telefonate a Scalfari se è vera la storia del sacerdote perché non lo chiama e gli parla invece che criticarlo in mondovisione?

Secondo me alla sera guarda pure sotto il letto per controllare se c'è qualche fariseo, perché non si spiega questa fissazione.

E poi scusa: puoi abbandonare tua moglie e i tuoi figli e non puoi avere il difetto di essere persona chiusa? O rigida? Anche fosse che uno è rigido. Si è fatta una nuova gradazione dei peccati a quanto pare....



20/10/2017 13:20 Sara
Veramente dico il contrario, però scusa Yolanda visto che il Papa considera il tribunale della Rota, il catechismo e il diritto canonico una inutile sovrastruttura perché non li elimina come ha fatto con l'appartamento pontificio?
Li elimina con un motu proprio e la facciamo finita. Invece (premesso che non mi risulta alcuna legge che vieti il battesimo ai bimbi per colpe dei genitori e non capisco perché incolpare la solita legge per le mancanze di un singolo sacerdote) da una parte abbiamo la vecchia chiesa ancora in funzione e dall'altra il Papa (capo supremo della Chiesa) che la attacca nelle omelie. Quanto meno e' bizzarro.
Che senso ha sentire continuamente omelie in cui il capo si lamenta dei suoi sottoposti di cui lui è responsabile?
E' irritante .



20/10/2017 12:52 Lorenzo Pratesi
Io non credo che sia il Papa a disorientare. Io credo che sia Macial ad aver disorientato i membri dei legionari di Cristo, ad esempio. Io credo che siano stati i preti pedofili a disorientare. Io credo che disorienti tutto ciò che allontana dalla Croce di Cristo.

Trovo invece che le varie forme di devozione alla Madonna, per dirne una, siano orientatissime. Lo scorso 13 ottobre, per esempio, mi son sembrati tutti molto ben orientati: dalla Polonia alla Nigeria, all'Afganistan alla professoressa dell'Università di Macerata. E proprio il silenzio delle gerarchie vaticane porta a non escludere che il disorientamento sia da ricercarsi altrove.

Su Papa Francesco non mi esprimo, poiché San Giovanni Paolo II - che sensus fidelium ne intercettava non poco, con grande disorientamento di vasta parte della teologia - dà indicazioni ben precise su fino a dove è possibile esprimere il "dissenso" nella Chiesa. E anche questo aiuta ad orientarsi.
Mi limito a dire che Francesco è un Papa che ama confondere: come quando sostiene che l'Eucaristia non sia un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio (rimedio?) per i deboli; come quando afferma che Giustizia sia perdonare tutto.
Quando evidenzio questi aspetti, mi viene risposto che lui è argentino e che siamo noi europei a dover smettere di pensare una Chiesa eurocentrica. Che mi sta anche bene, basta non fare dell'Argentina la nuova Europa.



20/10/2017 11:12 Yolanda
Giuro che non capisco la tua ostinazione Sara a voler regolamentare con la legge la regola dell' amore che è su un altro piano. Estenuanti discorsi che non portano a niente e la realtà dei fatti e delle persone concrete neppure sfiorate. Ribadisco che tra il dire e il fare.....nel nome della legge e di false credenze spacciate per sacre quante inutili sofferenze!


20/10/2017 08:16 Sara
https://www.google.it/amp/www.ilmessaggero.it/AMP/papa_francesco_amoris_laetitia_parroci_battesimo_bambini_genitori_divorziati_scandalo_farisei-3312000.htmM

Anche ieri il solito: critica ai parroci che non battezzano i figli dei divorziati (ma ce ne sono davvero?) , attacco ai precetti, ai dottori delle legge, ai farisei ecc.
Io ripeto: possibile il Papa voglia far sembrare il matrimonio come un banale precetto?? Come una banale legge? Non capisco questa fissa abnorme con i farisei. E poi a questo punto pure Gesù che si oppone al divorzio seccamente (concesso da Mose' solo per la durezza del
Cuore) con questo metro di giudizio e' un fariseo.
Bho.

P.s. In pratica mi sembra identificare continuamente la legge "canonica" (??) con la legge mosaica che è quella che Gesù invita a superare in senso misericordioso. Insomma i vecchi cattolici sono come gli ebrei che non si aprirono alla grazia. Ma nel Vangelo e' la legge mosaica che permette il divorzio ed e' quello che Gesù vuole superare. Giuro che non capisco.



19/10/2017 11:02 Angheran
Vi sono "rischi connessi alla militanza" e non vi sarebbero rischi connessi alla sudditanza (culturale)?

Se si porta avanti l'agenda del Partito Radicale per un cattolico da chi sarebbe meglio saperlo?

Se si pretende di introdurre nel magistero teorie ecologiste che non hanno nemmeno il consenso
di tutto il mondo scientifico da chi si dovrebbe saperlo?

Siamo al surrealismo totale da parte della compagine gesuitica che ha ormai preso possesso di ogni spazio mediatico e candidamente pubblica "Adesso fate le vostre domande"..Sottotitolo: "tanto le risposte ve le potete sognare"? Oppure chiedetele a Scalfari..

Può anche essere un bene non trovarsi d'accordo con quanto la gerarchia e il Papa stesso a volte suggeriscono - l'infallibilità è garantita solo in un certo contesto - questo almeno è dato per acquisito , ma essere costretti a ignorarle sistematicamente non pare un bel segnale.

Scrive padre Scalese:

"Si ha l’impressione che si stia verificando uno scollamento fra i vertici della Chiesa e la sua base. In un’epoca in cui si fa tanta retorica sul fatto che la Chiesa non consiste nella gerarchia ma nel “popolo di Dio”, non si direbbe un gran risultato".



19/10/2017 09:14 Sara
Aggiungo che a questa stagione ecclesiastica si adatta alla perfezione l'apologo di Biffi sul pastore che , dopo aver perso le 99 pecorelle, se se la prende con l'unica rimasta, la sgrida per bene e poi va ad un covegno sulla pastorizia.

Tale e quale
Buona giornata



19/10/2017 08:43 Sara
Ha ragione Fabio: ero molto arrabbiata e sono stata troppo brusca. Però uno alla fine lo deve dire, il Papa avrà fatto 800 omelie contro i rigidi ma non e' mai sceso a dire che anche nei matrimoni falliti ci sono rigidi che non si incontrano, che non usano misericordia e non si perdonano. Sarà che di situazioni dolorose ne ho viste e una in particolare e' finita con un suicidio mi spiace che anche la Chiesa sembri abbandonare la possibilità di potersi riconciliare.

Ultimamente pare che una coppia vada in Chiesa, si sposi e poi Dio scompaia dalla sua vita, rimcompare giusto se ti risposi e vuoi fare la comunione. Alla fine a che serve sposarsi in Chiesa?
Non capisco nemmeno questa fissa del legalismo, che legalismo c'è nel promettere amore ad un altro?
Secondo me certi progressisti riducono il matrimonio ad una questione di sesso, dimenticano l'aspetto della carità, della fedeltà, della cura reciproca. Attaccano il matrimonio borghese e dimenticano troppo che sotto quella crosta c'è il matrimonio cristiano.
Uno prova a dirlo più volte con gentilezza poi all'ennesima omelia sui rigidi (sempre identificati in quelli che si oppongono al divorzio senza mai indicare le rigidità che portano al divorzio stesso), uno perde la pazienza e dice: ma non sarà un po' ipocrita tutto questo?
Tra parentesi a me spiace che siano solo i tradizionalisti a dire queste cose dato che mi sento molto lontana da quel mondo.



19/10/2017 07:12 PietroB
Imo il pdv di Beretta coincide con quello del Papa. Così si spiega che lascia dire ai 4(-2) +? il loro pdv..😊💚
Guardate Pell! Qui tra poco si dirà che i (-2) li ha fatti fuori lui!!😡
PS IT : ma vi rendete conto che è opinione comune che GPI sia stato FATTO FUORI👹? VOgliamo tenere conto di quello che pensa il popolo o rinchiuderci e portare il cervello.. mai letto Peyrefitte, il primo nome che mi sovviene?!



19/10/2017 00:40 Ale.
Beretta, sempre la mania di appiccicare etichette.
Io non mi sento affatto parte dei "cattolici dogmatici e monolitici", anzi mi sembra che lo siano molto di più coloro che sempre si allineano sulle posizioni del papa e controbattono (eufemismo) le argomentazioni di chi invece obietta.
Ho già avuto modo di dire che rispetto il Papa in quanto Papa, tante volte condivido le sue parole, ma non mi sento affatto in colpa se altre volte non concordo con certe sue esternazioni o modalità, e lo esplicito.
Neanche mi arrabbio per questo, semplicemente - visto che questo dovrebbe essere un luogo di apporti diversi - ritengo di avere il diritto di esprimere - a volte con un po' di ironia - la mia opinione sulle asserzioni che leggo e che non condivido.
Mi sembra invece che Beretta sia molto più "arrabbiato" di me, nelle sue ricorrenti provocazioni. Che da taluni sono apprezzate, da altri no. E questo è nella logica dei blog. Sempre con serenità.



18/10/2017 23:54 Fabio Gaspari
Ho scritto molto di rado su questo blog, però lo scritto di Sara, che peraltro apprezzo per gli interventi che fa spesso ricchi di cultura e spirito costruttivo, mi suscita una risposta: mi sembra un po' una semplificazione sostenere che la Chiesa, almeno in una sua porzione considerevole, abbia intenzione di "sdoganare" il divorzio, come se i tentativi di proporre una revisione della disciplina che regola la situazione dei divorziati in nuova unione fossero di fatto una strizzatina d'occhi alla cultura divorzista. Per quanto un po' confusi e necessitanti di ulteriori chiarimenti e approfondimenti appaiano anche a me, personalmente penso che essi non siano espressione di un appoggio alla cultura divorzista, quanto un tentativo di rispondere a chi di quella cultura, che ha impregnato le ultime generazioni, è di fatto rimasto vittima, più o meno consapevolmente. E qui sta a mio giudizio il difficile compito del discernimento che deve credo farsi carico di questa differenza tra il promuovere una cultura divorzista e il rimanerne vittima di quella cultura. Poi magari mi sbaglio ma credo che riflettere su queste cose non sia tempo sprecato.


18/10/2017 23:48 Matteo
Grazie Sara.
Chiarissima ed efficacissima



18/10/2017 22:02 Sara
Io non sono affatto dogmatica ne monolitica, e mi sento libera, per quel poco che possano servire, di dare i miei poveri suggerimenti a fin di bene Molte cose su Papa Francesco mi piacciono moltissimo, peccato solo certe asprezze a volte un po' inutili.


18/10/2017 21:45 Roberto Beretta
Ritrovo, qui e altrove, nei commenti di Ale e Sara sempre lo stesso equivoco: ma chi ha mai detto che i cattolici devono pensarla come Papa Francesco o (tanto, tanto meno) come il sottoscritto? Vi arrabbiate perché il Papa - questo Papa - a vostro dire non si spiega abbastanza o dice cose sbagliate; ma avete tutto il diritto di crederlo senza farvi alcun senso di colpa! Mi sembrate ancora prigionieri del pregiudizio che un Papa debba dire cose che tutti condividono. Io sostengo esattamente il contrario: che siamo liberi di non condividere qualunque cosa. E quello che dico della critica "dall'interno" vale dunque per tutti e sempre: se un autore di Vino nuovo esprime il suo parere, non è che bisogna accoglierlo per forza solo perché lo scrive, anzi... Quindi tranquilli: qui si discute e basta. Poi ognuno giudica secondo coscienza: che è ciò che - sempre a mio parzialissimo parere - noi cattolici dogmatici e monolitici abbiamo purtroppo imparato a fare pochino.


18/10/2017 17:35 Ale.
"...in primis appunto Papa Francesco" "Tale autocritica infatti è spesso una tutela proprio e soprattutto per i «piccoli»..."
AUTOCRITICA?? A casa mia un'autocritica è una critica di se stessi, e non mi risulta che Papa Francesco sia solito fare "autocritiche". Anzi, nemmeno si mette in discussione! Le sue critiche riguardano sempre "altri" del suo entourage, e non se stesso.

"far osservare che «il re (il vescovo, il laico maître à penser o persino il papa) è nudo» non è esercizio di lesa maestà, per un cristiano"
Davvero?? Non si direbbe, visto che, pur mostrando di volere "parresia", chi si azzarda a pronunciare parole non concordanti con il "re" viene subitamente defenestrato. Altro che lesa maestà! E' ovvio quindi che ci siano tanti ammiratori del "vestito" del re. E guai a chi mette in discussione quel vestito!

Per il resto, concordo pienamente con lo sfogo di Sara.
La "chiarezza" che io, forse esprimendomi male, invocavo commentando il precedente articolo, consisteva appunto in quei "10 minuti per spiegarlo meglio": sarebbe un gesto di attenzione verso il tanto vituperato "credente normale" che chiede semplicemente di poter "capire" anziché doversi inchinare fideisticamente all'autoritarismo.



18/10/2017 10:40 Pietro Buttiglione
Dicesi”portare il cervello all’ammasso”
Critica diffusa “fuori”...
E “fuori” in ambiente simile spesso è l’unica via.
Purtroppo. Il gap è tale che, chcchè se ne dica, Francesco procede con cautela... imo troppa.



18/10/2017 09:37 Yolanda
Certo in via teorica può servire. Ma è sul campo che si difendono i più deboli mettendoci la faccia. Ma tra il dire e il fare c'è sempre di mezzo il mare.


18/10/2017 08:51 Sara

Tra parentesi: ricorrere al Vangelo e alla misericordia per sdoganare (nei fatti) il divorzio a me pare sommamente ipocrita, primo perché è evidente che si divorzia per mancanza di misericordia dentro le coppie e non si capisce in che modo divorziare renderebbe il mondo più misericordioso. (al contrario è la capacità di perdonarsi e riappacificarsi che lo farebbe) secondo cosa c'entra il Vangelo? le separazioni si diffondono proprio perché non ci si crede più, certo si può anche cambiare la prassi penitenziale dato lo sfaldamento generalizzato dei matrimonio, ma lo si dovrebbe fare con un pizzico di umiltà in più, dicendo ok non siamo stati capaci di contrastare questo fenomeno, cerchiamo un'altra strada, invece questo trionfalismo misericordioso per mettere una toppa, che ti devo dire....




18/10/2017 08:45 Sara
" E se lo stesso pontefice assesta scossoni alle esagerazioni del fideismo" secondo me non ci si capisce con il rischio di finire in un dialogo tra sordi. Il papa in teoria vorrebbe assestare uno scossone al fideismo però alla fine si rifà al fideismo e al senso di obbedienza dei fedeli per introdurre novità che a volte fanno un po' a pugni con il senso comune.

Ad esempio: nel vangelo il fariseo è colui che utilizza i cavilli della legge per ottenere il divorzio, quindi è una persona apparentemente rigida ma in realtà lassista che usa una correttezza formale solo per farsi i cavoli suoi.
E' il senso della critica che Pascal a suo tempo faceva alla casuisistica dei gesuiti sostenendo che a forza di cavilli si poteva giustificare anche l'omicidio.

Invece nelle parole di Francesco il fariseo è diventato colui che si appella alle parole del vangelo in senso letterale (non osi separare ecc.) per impedire il divorzio.

Ora se nel vangelo è chiaro che il fariseo è colui che vuole il divorzio è fideismo chiedermi di credere che oggi il fariseo è colui che si oppone perché non c'è alcun fondamento razionale per giustificare questo passaggio se non un atto di autorità del Papa. Con lo sberleffo in più di chi ti dice, testuale, che in teologia 2+2=5 (non è fideismo questo??)


Io faccio fatica ad ascoltare uno che mi chiede di stravolgere il senso delle parole. Allora gli si chiede. potresti spiegare meglio questo passaggio? E lì invece hai la risposta autoritaria che grosso modo si rifà al vecchio "un Papa bolla e uno sbolla" si cambia perché sì, perché dobbiamo e se non lo fai sei un troglodita.


E' un esempio valido anche per altri argomenti, che a lungo andare pesa.

Nel catechismo odierno non mi pare ci sia particolare fideismo, nel senso che le affermazioni sono tutte rigorosamente basate su passi della bibbia, dei padri, dei concili, dei pontefici precedenti, uno può leggerlo e capire almeno perché si sostiene questo o quello, può essere più o meno d'accordo però c'è una spiegazione razionale.

Ad esempio il giornale per cui scrive Avvenire tempo fa ha pubblicato una spiegazione molto puntuale di Antonio Pitta, poi raccolta in un libricino intitolato " So a chi ho creduto" so, appunto, perché un minimo di fondamento razionale c'è.

Il Papa ha tutta l'autorità di cambiare questo e quello però se una parte dei fedeli non capisce perché si debba cambiare come vuole lui dovrebbe anche perdere 10 minuti per spiegarlo meglio, se non lo fai testardamente dopo numerose richieste, ricorri si al fideismo e all'autoritarismo.

Ora noi siamo cattolici e siamo tenuti a fidarci del Papa, quello che a volte da fastidio è proprio che si fa da una parte la figura di quelli aperti che vogliono contrastare il fideismo e dall'altra si ricorre all'odiato fideismo anche più dei papi del passato che i famosi 10 minuti per spiegare li perdevano.

Ad esempio Giovanni Paolo II chiese più volte ai teologi di approfondire i passaggi poco chiari tra il pre-concilio e il post-concilio proprio perché non si creassero buchi in grado di disorientare i fedeli, mentre i vescovi in occasione del pro multis chiesero di non cambiare rapidamente formula proprio per la difficoltà di spiegare ai fedeli i cambiamenti improvvisi.

E' una gentilezza nei confronti delle persone che oggi invece si vede abbandonata al posto di una bastonatura quotidiana verso i recalcitranti che non ha precedenti nell'ultimo secolo. (forse i Papi del rinascimento....).

Detto ciò uno (come me) fa un atto di fiducia pensando che magari tra 10 anni spiegheranno meglio, però che ci si voglia opporre in questo modo al fideismo anche no.



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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto 25 libri, quasi tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa). Gli ultimi lavori sono: Fake pope. Le false notizie su papa Francesco (San Paolo), Fuori dal Comune. La politica italiana vista dal basso (Edb), Oltre l'abuso. Lo scandalo della pedofilia farà cambiare la Chiesa? (Ancora) Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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