ROBE DI RO.BE.
Il cattolico disorientato
di Roberto Beretta | 12 ottobre 2017
Non è mai simpatico sentirsi dire, dopo una vita di lotte per mantenersi passabilmente coerenti con quanto veniva predicato, che invece il proprio atteggiamento era almeno in parte sbagliato...

«Ma insomma, possibile che non ne combiniamo una giusta? Cerchiamo di fare del nostro meglio, di essere obbedienti e osservanti della gerarchia, e poi dobbiamo sorbirci anche le continue rampogne del Papa perché non siamo quello che dovremmo essere?!?». Si esprime spesso in questi termini popolari la difficoltà che riscontro in non pochi cattolici nell'accettare la critica «interna», quella che viene cioè dai fratelli di fede o addirittura dalle gerarchie (in primis appunto Papa Francesco): incompresi e ridicolizzati da fuori, bastonati pure in casa propria.

E un po' mi fanno tenerezza - dico la verità - queste reazioni, perché in gran parte provengono da persone semplici e convinte, uomini e donne che per decenni hanno dato fiducia al clima di militanza assoluta che si respirava in parrocchie e associazioni cattoliche: il bene di qui, il male di là; e non è mai simpatico sentirsi dire, dopo una vita di lotte per mantenersi passabilmente coerenti con quanto veniva predicato, che invece il proprio atteggiamento era almeno in parte sbagliato...

Capisco dunque il disorientamento, e lo rispetto: «Guai a chi scandalizza uno di questi piccoli». D'altra parte, però, dare una scossa è pur necessario, se è vero ­- come io credo - che il mondo cattolico italiano ha davvero tanti difetti da correggere; e difetti che in parte arrivano da lontano, proprio da quel «lontano» dell'educazione religiosa nella quale (non per colpa loro) tanti credenti sono cresciuti.

Ce ne siamo scordati? Una cultura popolare dove l'ecumenismo, per non parlare del dialogo interreligioso, non esistevano: bisognava anzi tenersi lontani il più possibile dai portatori dell'eresia. Dove la Bibbia era pochissimo praticata e comunque la sua interpretazione doveva attenersi al senso letterale, da credere senza troppe mediazioni. Dove liturgia e devozioni si sovrapponevano in modo fuorviante, come se il Padre nostro e il «Gesù d'amore acceso» avessero lo stesso valore. Dove infine l'unica e definitiva autorità sul cristianesimo era il parroco, contro il quale ogni obiezione sarebbe stata considerata come una rivolta...

Anche se sono ormai passati oltre 50 anni dal Vaticano II (le generazioni post-conciliari, peraltro, non si possono certo dire scevre da altri difetti non meno gravi: ignoranza catechetica, sottovalutazione della morale, perdita di cultura religiosa diffusa...), lo «zoccolo duro» dei cattolici praticanti - coloro appunto che mal sopportano le ramanzine del Papa - è ancora figlio dell'idea di un possesso della verità anche soggettivamente assoluto e incontestabile.

Francesco sta rompendo tale compatto sistema, che circonda di pesanti condizionamenti e discutibili credenze il nostro modo di vivere la fede; ed è naturale che susciti sconcerto anche nelle anime più sincere. Ma si tratta di un urto necessario, benefico. Anzi - come ho avuto modo più volte di scrivere - è esattamente dalla concezione monolitica del cristianesimo che abbiamo bisogno di liberarci, accettandone una visione più «liquida» (o, se preferite, più umile, più aperta, più «in progress»). La differenza è quella tra stare abbracciati a uno scoglio immobile o affrontare le onde del mare: non è facile, però bisogna provarci.

 

16/10/2017 14:31 Francesca Vittoria
Il cristianesimo nasce pacifista dice Sara, ma a me viene di pensare che invece per l’epoca di allora e di oggi sia “rivoluzionario” come sembra venga tacciato da fedeli l’attuale Papa, un incompreso? Papa Ratzinger si esprimeva con un linguaggio alto, è veramente un piacere leggere i suoi pensieri che impegnano la nostra mente alla riflessione, alla scoperta, è in scientifico del cristianesimo. Trasmette sicurezza nella fede cristiana mettendo a confronto Gesù Cristo e il mondo, ne analizza gli aspetti senza indulgere a convenienza di parte, la lettura dei suoi scritti lusinga le menti di ogni pensiero e sollecita il dialogo intellettuale a confronto. Ma è stato Egli stesso un rivoluzionario come Papa Francesco appare e si vuole vedere in un altro piano. Non ha forse rinunciato a “regnare”? il ritirarsi oggi per come è il mondo oggi appare quasi da fuori di testa, da deboli!!La lotta per il potere è vivace in politica, e non induce neppure il pensare – vinca il migliore . Ma se si parla di Papi è un’altra cosa, Si sono succeduti – almeno quelli conosciuti, tutte persone “tra i migliori”, ma tutti diversi perché è la storia del nostro tempo che lo richiede, e forse lo Spirito Santo davvero è entrato a – gamba tesa, visto le incertezze che il popolo cristiano per non dire del mondo sta attraversando, sembra quasi davvero doverci paragonare come in un esodo, tanto si parla di fame. Calamità naturali, guerre – polveri sottili delle nostre città che creano malattie sempre nuove anche ai sani. Papa Ratzinger ha passato il testimone a Papa Francesco il quale ha fatto ulteriori passi è sceso in mezzo alla folla, si mischia ad essa e continua il dialogo dei predecessori a tu per tu, Se Gesù Cristo è sceso nel mondo umano per necessità di questo, anche Papa Francesco, sembra abbia scelto di fare altrettanto rompendo una tradizione che ormai richiedeva il cambiamento. Deve costargli in disagio e fatica, perché si valuta che non fa certo una vita da “papa” e le sue omelie non debbono essergli facili perché parlare in modo semplice la Parola perché questa raggiunga la gente di oggi, i desideri di oggi, la sordità causata dai molti rumori , canti di sirene accattivanti e che il Papa deve anche fare in modo che la Sua Parola li superi e raggiunga non solo le genti vicine ma quelle di tutte le nazioni del mondo”. A me sembra un impegno immane se si pensa anche che non è a un popolo di fedeli che è guida ma l’impegno accettato dal Maestro, un uomo Dio che anche Lui non ha mai visto ma che come tutti noi mortali confidiamo , per la testimonianza che ha dato di se, la via alla pace alla bonta, alla misericordia, una via tutta nuova per il mondo in cui viviamo e che solo Gesù Cristo ha tracciato e ci assicura che è una via che se anche è difficile da percorrere ma porta a felicità, gioia a un compenso che è quello di non vivere per niente, che i nostri cari ci assicura vivono e tutto questo che si chiama Amore, non è quello che si desidera godere oggi ?ui ci garantisce sarà per sempre . Siamogli grati per questi leader, questi timonieri della Sua Barca.
Francesca Vittoria



16/10/2017 11:16 Teresa Benedini
Un grande dono di Dio papa Francesco, crea difficoltà e spaesamento ???? Cristo è stato messo in croce proprio per la difficoltà e lo spaesamento che ha creato nell' elite religiosa e non di allora. Benvenga lo spaesamento se a muoversi è la fede e non la religione !
Mi auguro che le parole di papa Francesco facciano breccia nelle nostre parrocchie e negli ambienti religiosi, dove tranquillamente si vota contro gli stranieri pensando di ...dare gloria a Dio !

Avanti così , caro papa Francesco e ..grazie per lo spaesamento che provochi !!!



15/10/2017 21:59 Roberto cutaia
Gentile Roberto,
come sempre acuta disanima. Non c'è molto da aggiungere condivido!
Roberto Cutaia



15/10/2017 11:15 Sara
Il deuterinomio Pietro, appunto. E' facile accusare Ambrogio quando poi e' evidente che le stesse idee riaffiorano di nuovo, anche se apparentemente diverse.
In fondo la coperta e' sempre quella: se la tiri troppo da una parte finisce inevitabilmente per scoprirsi dall'altra.



15/10/2017 08:32 M aria
I papi Dio a volte li dona, a volte li permette, a volte li inffligge.
Questa massima e'perfettamente cattolica:non siamo tenuti ad essere contenti e felici di ogni papa ,come i contemporanei di Bonifacio VIII o di papa Borgia magari non erano felici del papa inflittogli anche se perfettamente cattolici.
Si puo'essere cattolici e critici di papa Francesco?Certo.Ul cattolico non e'papolatra e l'infallibilita'papale e'solo su pronunciamenti ufficiali ex-cathedra su temi fi fede e di morale.
Si puo'non condividere le posizioni politiche di papa Francesco ed essere cattolici?Certo.
Le opinioni politiche di un papa non sono materia di fede.
Che oggi molti cattoluci vivano il pontuficato di Bergoglio come un castigo inflitto piu'che come un dono e perfettamente leggittimo.
Ma pare che i progressisti betgogluani siano ormai diventati i piu sfegatati papisti mai vistu nella,storia della chiesa:guai a non essere entusiati del papa !Peccato di lesa maesta'!



15/10/2017 04:13 Francesca Vittoria
Eppure signor Borghi malgrado la dottrina impartita dalla Chiesa nel passato anche prossimo rispetto ai secoli di cristianesimo, il Vangelo è stato vissuto da certo popolo di fede nella sua integrità e lo prova il fatto che esso ha trasmigrato da una generazione all!altra, cioè è passato dal "crogiolo " delle vicissitudini difficili e appare a noi come "oro fino" proprio come da Parola di Gesù Cristo. Parola Vera perche vista nei fatti che però si valutano non nel tempo che si vivono, ma più in là, dopo. Non sono stati scritti perché vissuti nel "nascondi entro" che è la vita di tanta gente semplicemente , avendo come educati on proprio la Parola di quel pulpito da dove la Chiesa istruiva con i chiarimenti utili in quell'epoca, in quelle circostanze e che magari saranno apparsi a certuni come oggi opportuni insegnamenti o anche incomprensibili, o retro, e anche ignorati quando distanti dai propri interessi. A parere personale ogni individuo è persona diversa, ha una sua personale evoluzione a seconda della vita vissuta per cui anche la sua religiosità sarà diversa rapportata a quella di un altro malgrado la saggezza della Paro
A che è la stessa sempre nei secoli e che la Chiesa ha incarico dal Maestro di trasmettere, anche fatta arrivare a tutte le nazioni, ciò sembra significare che venga conosciuta e per questo ogni altra venga superata.Ma dipende dalla libertà della persona il farla proprio modello di vita, perché la Parola si adatta al cuore che la riceve e alla mente che la accetta . E il Vangelo come un libro tascabile,, di un Dio che si è fatto a misura di uomo, grande, immenso potente, ma che anche può essere conosciuto dal più piccolo uomo prova ne sia che Dei pastori, della gente che viveva ai margini della società, non educata è stata scelta tra i primi ad essere stato annunciato. I moribondi di madre Teresa r,i raccolti per strada avranno provato meraviglia con il sollievo delle cure. I musulmani o altr fedi restino pure come sono perché è il Vangelo l'ultima parola , questo non si impone, come in certe immagini, il Signore è raffigurato che "bussa alla porta" politely.,, ?, come in una parabola fa cenno che passa oltre dove sa di essere estraneo e ai suoi ha detto di scuotere la polvere dai loro calzari se non sono bene accetti. Un Dio che rispetta la libertà dell'uomo, che non abusa, non lusinga con il potere, non vuole schiavizzare nessuno, solo si preoccupa del nostro bene di oggi e del nostro futuro.che sia gioia bellezza in fin dei conti e ciò che desideriamo e aspiriamo ad avere La Chiesa e Cristiana se Cristo e in lei è di sicuro Lui c'è perché è venuto per questo è la deve condurre perché è il Padre che lo ha voluto. Tanta sofferenza , altrimenti, per nulla?




Francesca Vittoria



14/10/2017 18:28 Pietro Buttiglione
x Sara
Ho già scritto che la CC se serve se stessa e non Cristo è meglio che sparisca e se la CC morisse non morirebbe il cristianesimo.
Sull’Ebraismo. Diamo x scontato che la ns religione ne è costola. OK
QUALE la specificità di Cristo ( e Paolo?) vs la legge ( cfr Deteuronomio)??
Con chi se la sono presa??
Con CHI se la prende Francesco??



14/10/2017 17:11 gilberto borghi
Chiedo scusa, il mio post er in risposta ad Ale non a Sara.
Maria. Non so quali veccehiette frequenti tu. Quelle che incontro io amano questo papa per il motivo che ho detto. Anche mia madre andava a messa tutti i giorni finchè a potuto, mia zia lo fa ancora, le vicine di casa di ia zia e hanno una percezione molto buona del papa. Come vede è molto variabile la questione.



14/10/2017 16:56 Sara
E poi lo avevo scritto che il cristianesimo nasce Pacifico e cede alla guerra solo secolarizzandosi.
Sugli ebrei: papa Francesco attacca i dottori della legge due volte al giorno ma gli ebrei non avevano la legge, non erano loro i dottori tanto odiati?La polemica tra cristiani ebrei nei vangeli e' ancora interna all'ebraismo in un certo senso, proprio come tra progressisti e conservatori o tra misericordiosi e rigidi per questo a me non piace sentire il Papa che martella i rigidi tutti i giorni.
Bisogna anche sapere da dove parte l'antigiudaismo.



14/10/2017 16:50 Sara
2) sul cristianesimo buono con i nemici ci andrei cauto x nn fare brutte figure: dopo la fine delle proprie persecuzioni si mise a perseguitare la parte perdente ... ricordo una lettera di Ambrogio sugli ebrei.. fino agli Albigesi mille anni dopo x nn parlare della Santa Inquisizione un nome : Hus!!


E' quello che dico io: se la storia è un cumulo di errori a che serve il cristianesimo e la chiesa?



14/10/2017 16:37 Pietro Buttiglione
Spunti in formazione sciolta:
1) non Abramo e ... parlavano con Dio, ma qualsiasi ebreo parla, discute, si incavola con Lui.. e Gesù era un bravo ebreo. Poi: Devo ricordarvi come Lui ci invita a rivolgerci DIRETTAMENTE a Dio??
2) sul cristianesimo buono con i nemici ci andrei cauto x nn fare brutte figure: dopo la fine delle proprie persecuzioni si mise a perseguitare la parte perdente ... ricordo una lettera di Ambrogio sugli ebrei.. fino agli Albigesi mille anni dopo x nn parlare della Santa Inquisizione un nome : Hus!!
Mi sa che frequentate solo siti casalini🤡
3) su Francesco poco cattolico. Può darsi. Me stesso ... ma vi sfido a definirmi e trovarmi un VERO assoluto cattolico uguale nei secoli dei secoli ( dicesi relativismo cattolico) e ripeto l’altra sfida qui già lanciata più volte e caduta nel vuoto:
Trovatemi UNA cosa che dice Francesco che NON abbia radici nella Parola💚 il che mi fa sorgere dubbi sulla frequentazione...🙃😊



14/10/2017 14:59 Sara

Sara, i miei studenti di terza superiore, dopo aver compreso i conetti chiave del cristianesimo, sanno leggere in quelle frasi di Farncesco gli stessi contunuti che ho letto io. Non credo perciò che sia neceesario chissà quale livello teologico per comprenderle.

Però mi pare che lei stesso un anno fa ha scritto proprio che l'islam sarebbe diventato pacifico con il tempo proprio come avevamo fatto noi, e probabilmente anche i suoi studenti sono formati nella stessa mentalità. E cioè: noi occidentali abbiamo avuto la rivoluzione francese la dichiarazione dei diritti dell'uomo e abbiamo abbandonato le crociate, però questo, io dico, porta a sostenere che è la Chiesa a dover rincorrere il progresso, insomma la Chiesa è sempre arretrata il progresso viene da fuori e la Chiesa poi lentamente si adegua.
La profezia in poche parole è solo un lento adeguarsi.
Non so, messa così è un po' triste. (perché in pratica è come dire che la Chiesa non serve)
Ri-peace and love.




14/10/2017 14:39 Maria

Caro Borghi non e'vero che le vecchine tutta fede e non intellettuali amano questo papa, anzi.Sono proprio gli anziani fedeli i piu'sconcertati da certe uscite di papa Francesco.Lo dico per esperienza, mio padre ultranovantenne, le mie prozie che vanno a messa tutti i giorni alle 7, sono abbonate ad Avvenire e Famiglia Cristiana, la mia vicina di casa attivissima in parrocchia e ottantenne, tutte queste persone ben disposte e non critiche se all'inizio avevano subito provato simpatia perpapa Francesco, per la sua figura bonaria e alla mano, ora spno di giorno in giorno sempre piu'confuse, smarrite, inquiete, non accettano che si possa sempre e solo bacchettare i cattolici ligi alle regoled esaltare sempre e solo chi se ne frega delle regole.
Chi sono io per giudicare i gay....non fate figli come conigli...Dio non e'cattolico...Lutero ha fatto tanto bene alla Chiesa.. queste ed altre discutibili "semplificazioni"stridono talmente sulla bocca di un papa che persino la vecchietta non intellettuale comincia a dubitare:molte vecchiette sonoconvinte che il "vero"papa e'ancora Benedetto XVI.




14/10/2017 14:34 Lorenzo

stiamo parlando di questo
http://www.ilcorrieredellanotte.it/papa-francesco-ai-fedeli-corano-e-bibbia-sono-la-stessa-cosa/
cioè questo
http://www.cattoliciromani.com/8-principale/58788-frasi-mai-pronunciate-attribuite-al-papa
???




14/10/2017 14:32 Sara

Sicuramente la Chiesa è chiamata a fare un salto, soprattutto è chiamata ad attraversare il mare del postmoderno, con i suoi pro e contro, compreso emotivismo esagerato e spettacolarizzazione, razionalmente lo comprendo non ho nessun problema in questo, sono anche d'accordo quasi su tutto.
Eppure a livello razionale questo corrodere goccia a goccia le credenze di ieri apre lo stesso a certi rischi che tra parentesi si sono già percorsi in passato.
Forse il Papa perfetto non esiste e meglio così probabilmente.
Io però quando leggo certe cose preferisco saltare perché vedo il buco razionale e questo è più impegnativo per me.
Poi finisce lì, so filtrare, prendo quello di buono che vedo e aspetto di capire meglio in futuro, perché in fondo mi fido della Chiesa.
Questo però non fa di me una tradizionalista rigida e farisea e tutta quella roba lì, solo una persona che cerca di capire anche con l'intelletto, a lungo andare ci si sente fuori anche a essere sempre rimbrottati ingiustamente.




14/10/2017 13:26 gilberto borghi
Sara, i miei studenti di terza superiore, dopo aver compreso i conetti chiave del cristianesimo, sanno leggere in quelle frasi di Farncesco gli stessi contunuti che ho letto io. Non credo perciò che sia neceesario chissà quale livello teologico per comprenderle.
Ripeto che a me sembra che il problema si non la non chiarezza, ma il registro comunicativo. Molti cattolici, di un certo livello di cultura sono abituati al registro preciso e definitorio della teologia. Che era funzionale ad un uomo convinto che per poter vivere una cosa bisogna prima comprenderla nel modo più chiaro possibile. E guarda caso, sono proprio questi che segnalano disorietamento, non la vecchietta dalla fede vissuta molto e pensata poco. Per lei, e ne trovo molte io, Francesco è un gran papa, perchè è una persona che ci crede davvero e che fa delle cose per dimostrare la sua fede. Lo guardano e lo valutano non a partire dalle parole, ma dai fatti e dai modi. E questo registro comunicativo meno verbale si va a sintonizzare più facilmente oggi con la media delle persone post moderne che sono molto poco abituate alla chiarezza dei concetti levigati e precisi della teologia, ma molto più mossi dall'emozione di un gesto o di un modo di esprimersi.
Allora è come giudicate coi metri dei centrometristi, un saltatore con l'asta mentre corre i cento metri.
La domanda da farsi sarebbe invece: come mai lo Spirito Santo ha scelto un papa così, che ama questo registro espressivo molto più di quello teolgico? E come mai lo ha scelto attraverso un evento storico quasi unico come la rinuncia del suo predecessore? Non è che oggi la chiarezza teologica che tanto chiediamo a Francesco finirebbe per garantirci di poter possede la verità del Vangelo? Non è che Dio stia cercando di insegnarci che la fede prima che essere pensata va vissuta, altrimenti nemmeno riesci a pensarla bene?
Gli apostoli restano disorientati da Gesù che sale al cielo. Perchè Dio non gli da qualche spiegazione più chiara e precisa? Perchè sceglie di inondarli di Spirito Santo e di trascinarli quidni ben oltre le looro aspettative e i loro biosgni di chiarezza, in una "giostra" d'amore umano-divino che nessuno poteva nè prevedere, nè controllare? Se ci disorienta il modo di fare di Dio e resistiamo al suo corso, il problema ce l'abbiamo noi, non chi invece ci prova, utilizzando le proprie caratteristiche umane.



14/10/2017 13:06 Sara
Chiarisco meglio: così come è evidente esistere il tradizionalismo è altrettanto certo che esiste il modernismo.
Per cui tutto va storicizzato e il progresso stesso è venuto dopo nei secoli e solo adeguandosi ad esso la Chiesa è diventata quella buona e pacifica di oggi.

Personalmente invece tendo a pensare che nonostante le brutte cadute se oggi abbiamo quel progresso pacifico è stato proprio grazie al cristianesimo che insegnava a guardare anche il nemico come un fratello e riporre nel fodero la spada.
Soprattutto dopo con il crollo dell'impero romano e con le invasioni barbariche a lungo il cristianesimo ha tentato di ingentilire il mondo, se ha sbagliato ha sbagliato nel cedere alla cultura del mondo, cosa che a me oggi sembra fare in altri ambiti.

Poi divagheremmo e ormai abbiamo già detto di tutto.



14/10/2017 12:54 Sara
"È vero che l’idea della conquista appartiene allo spirito dell’islam. Ma si potrebbe interpretare secondo la stessa idea di conquista la fine del Vangelo di Matteo, quando Gesù invia i suoi discepoli a tutte le nazioni".


Il papa ricorda il rischio che anche l'evangelizzazione cristiana possa diventare luogo di conquista culturale e politica, come già è avvenuto alcune volte nella storia del cristianesimo.

Secondo me è un paragone azzardato, perché il cristianesimo nasce radicalmente pacifista, caso mai è con la secolarizzazione e con la sua diffusione che ci si appoggia anche alle strutture politiche, in Agostino poi il concetto di guerra giusta è davvero paragonabile a quello di guerra umanitaria dell'Onu, non è una guerra di conquista ma di difesa sempre e solo a determinate condizioni.

Oggi sappiamo che anche questo pretesto sacrosanto può essere distorto e mal interpretato (vedi Sarkozy che attacca Gheddafi sotto l'egida Onu quando probabilmente aveva in mente solo il petrolio), però ripeto che il concetto di guerra giusta nel cristianesimo non nasce assolutamente come guerra di conquista.

Le prime comunità cristiane sono ripeto radicalmente pacifiste


" Nella Chiesa antica, e ancora per secoli, qui c’era l’espressione: «Rinunciate alla pompa del diavolo?», e oggi sappiamo che cosa era inteso con questa espressione «pompa del diavolo». La pompa del diavolo erano soprattutto i grandi spettacoli cruenti, in cui la crudeltà diventa divertimento, in cui uccidere uomini diventa una cosa spettacolare: spettacolo, la vita e la morte di un uomo. Questi spettacoli cruenti, questo divertimento del male è la «pompa del diavolo», dove appare con apparente bellezza e, in realtà, appare con tutta la sua crudeltà."

http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/speeches/2012/june/documents/hf_ben-xvi_spe_20120611_convegno-ecclesiale.html

Il battezzato rinuncia a questa idea di violenza, non può combattere, non può vedere gli spettacoli del circo, deve rompere con questa idea di mondo. Caso mai è dopo, con l'allargamento e la secolarizzazione che si viene a patti.

Io condivido l'interesse del Papa a gettare il ponte con l'Islam ma non si può dire sempre mal comune mezzo gaudio, uccidevano loro abbiamo ucciso anche noi, tarallucci e vino e buona notte.

E' un argomentazione fallace che si ritorce anche contro.


Si può difendere l'islam senza dover sempre buttar giù il cristianesimo, tra parentesi l'idea che tanto la storia è stata solo un cumulo di errori produce cinismo e assuefazione il contrario di ciò cui aspireremmo tutti.


Parere personalissimo.



14/10/2017 11:54 Ale.
Borghi, le tue interpretazioni dei citati discorsi del Papa sono quelle di una persona molto "addentro" nelle "cose di fede".
Ma la maggior parte delle persone si ferma alle parole, per non parlare dei titoli "stravolti" dei mass media.
Per questo credo fermamente che sia necessario essere più chiari, o quanto meno chiarire dopo.

Esempi:
“Noi crediamo che il Signore è presente lì. Voi credete che il Signore è presente. E qual è la differenza?” – “Eh, sono le spiegazioni, le interpretazioni…” Ricordare che, nel Pane consacrato, per i cattolici il Signore non solo "è presente", ma quel Pane "è" il Signore stesso, noo? Se in quel momento non gli sembrava opportuno, chiarirlo almeno dopo. Non basta dire "Non darò mai il permesso" senza chiarire il perché.

“Gesù Cristo, il Signore, Allah. Questi sono tutti i nomi utilizzati per descrivere un’entità che è decisamente la stessa in tutto il mondo". Gesù Cristo, un'entità? Il Figlio di Dio fatto uomo, una semplice "entità"??
"Corano e Bibbia, due facce della stessa medaglia, di uno stesso Dio”. Come non rendersi conto che per un ascoltatore superficiale, come la maggior parte, questo significa l'equivalenza delle religioni? Certo vi è la ricerca di Dio anche da parte islamica, ma un minimo di maggior chiarezza nel citarle sarebbe quanto meno prudente.

"Si potrebbe interpretare secondo la stessa idea di conquista la fine del Vangelo di Matteo, quando Gesù invia i suoi discepoli a tutte le nazioni". Se è vero che gli uomini in alcuni momenti storici hanno strumentalizzato il Vangelo per fare conquiste, questa non è stata certamente l'intenzione di Gesù nel dare il compito di annunziare la Buona Notizia a tutto il mondo. La "conquista" evangelica è profondamente diversa da quella comandata dal Corano, ma le parole del Papa sembrano metterle sullo stesso piano.
Manca la chiarezza, sempre necessaria per un pubblico vasto come quello del Papa, se non si vuole essere fraintesi. Ma sembra che non gliene importi niente. E questo genera un ovvio "disorientamento".

Anche io, come Sara, me ne sono fatta una ragione; però vedere lo sconcerto suscitato senza che, in apparenza, ci se ne preoccupi minimamente, convinti di essere totalmente dalla parte della ragione, mi dà tristezza.



14/10/2017 09:18 Sara
Io ci ho pensato molto negli ultimi due anni e mi sono fatta questo piano.
Se bisogna snellire snellisco da sola. L'antico testamento a me, confesso, e' sempre piaciuto, anche se adesso va di moda rappresentarlo come troppo rigido e arretrato, e quindi me lo tengo.
Abramo che parte in cerca della terra promessa, Sara, Lia, Rachele e le grandi matriarche, Il libro dell'esodo e il cammino di liberazione , La delicatezza di Rut, i canti sapienziali che non hanno nulla da invidiare ai greci, i grandi profeti, Isaia e l'arida steppa che fiorisce, il lupo e l'agnello che dormiranno finalmente insieme.
Il nuovo testamento me lo porto dietro tutto, penso sia ancora permesso no? I vangeli, gli atti, le lettere, l'apocalisse.
Di teologi ne scelgo due: Gutierrez, per la solidità della carità, De Certeau per la leggerezza della curiosità.
Di enciclica una, la Caritas in veritate, perché c'è già dentro tutto.
Il resto amen, però non mi e' piaciuto il sinodo e sentire il Papa che da dei rigidi a tutti tranne gli amici suoi.
Benedetto era più ecumenico nei modi.
Peace and love e buona domenica.



13/10/2017 23:00 gilberto borghi
Ale,
nel merito dei testi che hai citato:
1) sui luterani e la comunione. Il papa non concederà il permesso della comunione eucaristica congiunta e invoca un reciproco cammino di rinnovata fede e preghiera al Signore per andare avanti sul cammino della riunificazione.
2) Su Allah e Cristo. Il papa sottolinea la comune radice abramitica tra noi e loro e della comune destinazione all'unità del genere umano.
3) Sul vangelo come conquista. Il papa ricorda il rischio che anche l'evangelizzazione cristiana possa diventare luogo di conquista culturale e politica, come già è avvenuto alcune volte nella storia del cristianesimo.
In tutta onestà a me non sembra che questo possa disorientare un cristiano che ha davvero fede e tiene il vangelo (per intero) come suo riferimento. Sia BXVI che GPII hanno detto le stesse cose, che fanno parte della fede cristiana.
Ma allora ho il dubbio che il problema sia accettare che esitano diversi linguaggi per esprimere la fede e che interpretazione della styessa sia sempre neceesaria. Forse pensiamo sul serio che la fede cristiana possa non essere sottoposta alla necessità di una interpretazione e di una continua traduzione nei linguaggi della storia?
Semmai si può ragioanare su come interpretiamo la fase storica che stiamo attraversando e quale possa essere l'accentuazione migliore del vangelo per l'oggi. Perchè una accentuazione del vangelo c'è sempre, in ogni epoca, la fede non è mai fuori dalla storia. Ma accentuare non significa scegliere da fiore a fiore.
Per questo trovo interessante la tua osservazione sul fatto che noi avremmo una condizione diversa da quella di Giobbe o Abramo, e che perciò noi corriamo il rischio di doverci fidare ciecamente di un uomo e loro no. Loro erano fuori dalla storia? E per noi il rapporto ditretto con Dio non esiste? Io non ho mai pensato nè detto che dobbiamo fidarci ciecamente di un uomo. Perchè contiuo a credere che, come Abramo e Giobbe anche noi abbiamo un rapporto diretto con Dio, se lo vogliamo coltivare. Che cosa è, se no, la fede, nella sua essenza??



13/10/2017 21:40 M a ria
La concezione filosofica che sta sotto tutto questo e'lo storicismo e l'immanentismo di stampo hegeliano.
La teologia cattolica ha abbandonato il realismo ontologico del tomismo ed e'caduta nell'equivoco tutto evolve, tutto muta, tutto progredisce, tutto cambia.
Nessuno pensa che una verita'assoluta come due piu due fa quattro possa " evolvere"e mutare e cambiare col tempo perche e'ovvio che una verita'non muta e non si evolve.
Le verita metafisiche non mutano ne'si evolvono.
Il grande equivoco e'pensare che la fede cattolica possa "evolvere"o mutare coi tempi, possa essere sottoposta allo "Spi r ito del tempo"quando invece appartiene all'ambito delle verita'assolute metastoriche.
La verita insegnata da Cristo non puo'cambiare non puo'mutare c on la storia
Altrimenti e'per definizione relativa e quindi
Non vera in modo assoluto.
Credere in una dottrina relativa e chepuo'cambiare e'assurdo:allora e'meglio non credere affatto.
IL RELATIVISMO e'il vero nemico della fede, c ome gia'ebbe a denunciare Benedetto XVI.
Lascio a voi se vi piacela fede in qualcosa che puo'mutare con lemode e i tempi.
Chi cerca il mesaggio di Cristo cerca l'as d oluto e non lo storico, il relativo, lo "spurito dei tempi"



13/10/2017 19:12 Ale.
Beretta, Borghi: il discorso si sviluppa su due piani, che si intersecano ma sono distinti: il Papa e la fede/religione cattolica. Prendiamoli singolarmente.

1) Il Papa: io rispetto il Papa in quanto Papa (ero pure presente sotto la pioggia alla sua Messa allo stadio di Bologna), ma per fortuna non è un dogma dover concordare con ogni sua parola.
Io da lui mi aspetto che, in quanto successore di Pietro, mi confermi nella fede secondo il compito affidato da Gesù stesso. Per questo mi dispiace quando manca - a volte consapevolmente - tale “conferma” (come negli esempi che avevo citato).
E mi dispiace anche quando tale sicurezza sembra solo in se stesso, allorché – pur chiedendo parresia - rifiuta di chiarire il proprio pensiero a chi osa domandarglielo, anzi non lo considera affatto.
E mi dispiace, quando i media danno un’interpretazione palesemente fuorviata alle sue parole, che non se ne curi per niente ma tacitamente consenta che il fraintendimento venga creduto verità.
Credo che, quando si vuole trasmettere un messaggio, sia NECESSARIO farlo con chiarezza: per lo meno la stessa chiarezza che usa nelle rampogne “ad intra”.
Non pretendo certo che sia perfetto: anche lui è un essere umano, col proprio carattere e il proprio pensiero sviluppatisi in un determinato ambiente. Ma, appunto, ha i limiti di un essere umano, e per me a volte le sue parole accendono la luce, altre volte la fanno quanto meno tremolare.

2) Giobbe, Abramo (citati da Borghi): loro si rapportavano direttamente con Dio, non vi erano intermediari umani. Anzi, Giobbe con gli umani questionava: solo quando ebbe la risposta “diretta”, comprese.
Affidarsi alla volontà di Dio, pur senza comprendere, è ciò che hanno fatto tutti i santi, ma è cosa diversa dall’affidarsi ciecamente alle parole di un essere umano, pur se di grado sommo. Il Signore ci ha fornito l’intelletto e il giudizio per esercitarli, senza supponenza ma con “caritas”.

Gesù, Uomo-Dio, cui noi ci riferiamo in quanto cristiani, ha avuto sempre parole chiare, alcune delle quali sembrano oggi obsolete: non ha fatto solo il discorso della montagna, ma ha anche parlato della necessità di avere fede in Lui, ha più volte parlato della Geenna (che pare non esistere più), ecc.
Non possiamo scegliere “fior da fiore” a nostro piacimento, ignorando volutamente il resto.
Il Vangelo ci indica la strada; i nostri predecessori a volte l’hanno seguita, a volte hanno deviato; il nostro compito ora è cercare i “segnali” per percorrerla a nostra volta, senza smarrirci nella nebbia, ma rettificando eventuali deviazioni quando veramente tali.
Ma vi possono essere diverse strade per giungere alla meta, nessuno ha in tasca l’unica giusta.



13/10/2017 16:39 Sara
Scusate avevo riscritto meglio l'ultima frase ma si è perso il messaggio.
In ogni caso: possiamo chiederci se imparare a fregarcene sia un bene o un male.



13/10/2017 15:47 Roberto Beretta
Certo, punti fermi. Il problema è quali. La mia sensazione - più e più volte espressa in questo blog - è che il cattolicesimo, in quanto forma religiosa, abbia troppo spesso abusato di questa dogmaticità, anche per materie che non vi sono sottomesse. La strada ben segnata... Ma chi, nella vita, ha la strada "sicura", certificata, fissata? Io credo che dobbiamo accettare il rischio di cercare e di pensare. Papa Francesco va oltre, e dice che preferisce sbagliare che stare fermi: vedi un po'... Con simpatia


13/10/2017 15:37 gilberto borghi
Ale, mi fa molto piacere che tu ti DOMANDI. E questo significa che non sei fermo, ma in cammino.
Però allora permettimi una domanda a te. Sei davvero convivnto che il progresso della fede segua una linea chiara e netta. Tu chiedi risposte in cui sia "chiarito il contenuto che si intende realmente trasmettere". Chiedi che "la strada debba essere ben segnata, altrimenti in mezzo al terreno paludoso ci si pianta". Affermi che nella religione "devono esserci dei punti fermi". Sei davvero sicuro che questo sia il modo di procedere di Dio con noi? O non è forse vero che il progresso nella fede è un continuo accettare di lasciare andare le nostre sicurezze e fidarci proprio là dove non capiamo, là dove sembra che ci sia pantano, dove sembra che i punti fermi non ci siano. Se no perchè Giobbe? Se no perchè Abramo? Se no perchè "lo spirito vi guiderà alla verità tutta intera"?
Se fosse come dici tu sarebbe stato molto meglio che Dio avesse dettato i punti fermi con chiarezza, le verità da credere senza possibilità di fraintendimento. Perchè lasciare a noi il compito di "tradurre" il Vangelo in ogni epoca, con il rischio sempre incombente di tradirlo? Quello che tu reputi un limite è la cifra con Dio vuole evitarci di ridurre la fede ad una ideologia, un insieme di verità chiare e distinte da comprendere in forma logico - razionale. Gesù cristo è un punto fermo perchè è una persona con cui sempre possiamo relazionarci, non perchè sia un insieme di idde chiare e distinte.
Persino i dogmi critologici e trinitari, cioè i punti più fermi in assoluto della fede, sono nati come risposta a possibili eresie. Cioè dicono dove non è la verità. Se tu sei in camino, e qualcuno ti dice dove non è la verità, il tuo cammino continua e la tua risposta chiara e distinta continua a non esserci. Solo sai che qualche via non porta alla verità. Ma tutto il resto resta da fare.



13/10/2017 12:23 Ale.
Beretta, io non mi schiero pro o contro. Io MI DOMANDO. Io desidero vedere le cose chiare, poterle capire "dentro".

Molte volte io (e non io soltanto) non riesco a capire il vero "contenuto" di ciò che viene detto. E allora mi "disoriento". Troppe volte vengono espressi concetti che sono puro nominalismo, non ne viene chiarito il contenuto che si intende realmente trasmettere.
Ma, come dice Sara, ormai mi lascio "scivolare" queste cose addosso, ma non credo che sia un bene.

C'è anche da chiedersi se quello che viene chiamato "progresso" sia sempre un reale progresso.

Tutto evolve, certamente: sempre si può crescere, sempre si è in cammino: però la strada deve essere ben segnata, altrimenti in mezzo al terreno paludoso ci si pianta.
Fuor di metafora, anche nella religione (pure cattolica) devono esserci dei punti fermi (se non altro, Gesù Cristo, che è una persona vera, che ha parlato e agito). Non possiamo sceglierci dal Vangelo quello che più ci aggrada o che meglio viene accettato di tempo in tempo.



13/10/2017 10:34 Roberto Beretta
Bravo Ale, le tue citazioni sono esattamente alcune di quelle che disorientano il buon cattolico medio. Ma invece di schierarci semplicemente pro o contro, proviamo a chiederci se non sono "profetiche" di un diverso modo di intendere la fede. Il nuovo "dogma" (o meglio atteggiamento mentale, metodo) dovrebbe essere: il cristianesimo non è MAI stato fermo, il cristianesimo evolve.


13/10/2017 07:34 Sara
Kasper dice che non c'è differenza però Spadaro (su Civiltà Cattolica non Topolino) sostiene che gli evangelici e i calvinisti vogliono la teocrazia. parla di ecumenismo dell'odio (evangelical e conservatori) e condanna la protestantissima teologia della prosperità.
Da casa penso: ha ragione Kasper o Spadaro?
Visto che parlano in contemporanea dicendo cose opposte?
Io mi faccio la mia idea e me la tengo (sono più per Kasper) alla fine si impara a lasciarsi scivolare le questioni addosso, possiamo imparare se impalare a fregarsene sia un bene o un male.



12/10/2017 21:32 Ale.
"Newsweek: Is the Pope catholic?"
A questa domanda proviamo a trovare risposta, attingendo ad alcune autentiche esternazioni papali fra le tante.

"Alla domanda sul condividere la Cena del Signore (fra luterani e cattolici, ndr) non è facile per me risponderle, soprattutto davanti a un teologo come il cardinale Kasper! Ho paura!" [...] “Noi crediamo che il Signore è presente lì. Voi credete che il Signore è presente. E qual è la differenza?” – “Eh, sono le spiegazioni, le interpretazioni…”. La vita è più grande delle spiegazioni e interpretazioni. Io non oserò mai dare permesso di fare questo perché non è mia competenza. Un Battesimo, un Signore, una fede. Parlate col Signore e andate avanti. Non oso dire di più." (15/11/2015, in visita alla chiesa luterana di Roma).

“Gesù Cristo, il Signore, Allah. Questi sono tutti i nomi utilizzati per descrivere un’entità che è decisamente la stessa in tutto il mondo. [...] Siamo in grado di realizzare le cose miracolose nel mondo unendo la nostra fede, e il tempo per farlo, è adesso. Corano e Bibbia, due facce della stessa medaglia, di uno stesso Dio”. (Discorso a fine luglio 2015, periodo espunto dall'archivio vatican.va).

"È vero che l’idea della conquista appartiene allo spirito dell’islam. Ma si potrebbe interpretare secondo la stessa idea di conquista la fine del Vangelo di Matteo, quando Gesù invia i suoi discepoli a tutte le nazioni". (intervista 16 maggio 2016, equivalenza fra jihad ed evangelizzazione).

Come si può notare, queste parole sono una perfetta conferma nella fede cattolica per i fratelli.
Quindi, non c'è davvero alcun motivo perché i cattolici possano essere "disorientati"!!



12/10/2017 15:11 Pietro Buttiglione
Arriverà il mom che...,
Scrive Fede
Come non sentire il tono di minaccia, cone non avvertire la istigazione alla PAURA, come non riconoscere il richiamo obnubilante alla pancia??
Ecco: questo, lo dico, anzi lo urlo, NON È IL SENSO DEL LIETO EVENTO, del LIETO ANNUNZIO!!



12/10/2017 14:20 Federico B.
Pietro, stai sereno: adesso non si parla proprio più di Aldilà, pochissimo di peccato e confessione, quasi niente di penitenza.
Arriverà ugualmente il momento in cui ci sarà chiesto conto delle nostre azioni e probabilmente non basterà essere favorevoli allo ius soli o aver applaudito papa Francesco... Chi ringrazieremo allora?



12/10/2017 13:51 Pietro Buttiglione
Ce ne siamo scordati? Una cultura popolare dove l'ecumenismo, per non parlare del dialogo interreligioso, non esistevano: bisognava anzi tenersi lontani il più possibile dai portatori dell'eresia. Dove la Bibbia era pochissimo praticata e comunque la sua interpretazione doveva attenersi al senso letterale, da credere senza troppe mediazioni. Dove liturgia e devozioni si sovrapponevano in modo fuorviante, come se il Padre nostro e il «Gesù d'amore acceso» avessero lo stesso valore. Dove infine l'unica e definitiva autorità...

Dove Dio era quell'occhio triangolare ( massone anche lui?) cui nn sfuggiva che rubavi la marmellata, giudice e basta anche un pó vendicatore!!
Stai ATTENTO che poi... NON fare così e colà..
Ma ci siamo scordati che TUTTA la predicazione era basata sull'aldilà, e che l'aldiqua si rifuceva ad un pechenino di peccati, veniali e mortali.. e che gli esempi comprendevano ceci sotto le ginocchia o rimangiarsi il roves... o amore per le sofferenze..



12/10/2017 13:27 Federico B.
Non credo che si possa parlare di un "urto necessario" o addirittura "benefico".
Il Papa ha certamente le sue ragioni, ma dovrebbe anche valutare quanto bene e quanto "disorientamento" stanno producendo alcune sue parole e alcune sue scelte.
I tempi sono quelli che sono: si è deciso di non usare più la parola "relativismo" ma il pericolo che rappresenta è ancora ben presente e si sta radicando. Non si può accettare il "disorientamento" come una conseguenza inevitabile del cambiamento: la confusione generata potrebbe superare il bene (a scanso di equivoci: per me è così) di una riforma non ritenuta necessaria da tutti.
Il colpo è arrivato, si valuti adesso come proseguire.



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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto 25 libri, quasi tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa). Gli ultimi lavori sono: Fake pope. Le false notizie su papa Francesco (San Paolo), Fuori dal Comune. La politica italiana vista dal basso (Edb), Oltre l'abuso. Lo scandalo della pedofilia farà cambiare la Chiesa? (Ancora) Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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