ROBE DI RO.BE.
Caro arcivescovo, continua a pungere
di Roberto Beretta | 21 settembre 2017
La Chiesa milanese ha bisogno di qualcuno che la sgonfi con la puntura di un po' d'ironia. Auguro a Delpini di continuare a farlo anche sulla cattedra di Ambrogio

Qui da noi a Milano abbiamo il nuovo arcivescovo, monsignor Mario Delpini, che entrerà ufficialmente in diocesi domenica prossima 24 settembre. Il titolare della grande comunità ambrosiana non è mai un vescovo proprio come gli altri, tanto più dopo predecessori come Montini o Martini (così per citare), ed è dunque scontato che tutti siano in attesa di vedere che cosa dirà, quali saranno i suoi primi gesti simbolici.

A dir la verità, alcuni scritti di Delpini li abbiamo già, anzi sono stati anche stampati in volume (editore San Paolo) con titoli garbati come «Con il dovuto rispetto» e «Reverendo, che maniere!». Si tratta di brevi raccontini, apologhi spesso tratti dalla concreta esperienza, che con molta ironia stigmatizzano alcuni atteggiamenti tipici delle comunità cristiane e dei sacerdoti stessi; mode, manie, abitudini, pratiche indotte soprattutto dal clericalismo.

Si tratta di un modo simpatico, molto raro negli uomini di curia (come Delpini è stato), che mi è personalmente congeniale ma che - proprio perché l'ho praticato anch'io in passato nello stesso modo - per quanto sia fatto con garbo e umorismo, so che non attira affatto le simpatie dei preti, anzi! Aspetto dunque di vedere se il neo-arcivescovo avrà il coraggio di mantenere lo stesso registro un po' pungente ed autocritico anche sulla cattedra milanese.

Peraltro nello stesso torno di tempo il medesimo monsignore - in qualità di vicario generale della diocesi - ha concluso la visita pastorale nella comunità cui appartengo e dunque ha inviato ai fedeli una lettera in cui riassume le sue impressioni e suggerisce alcune raccomandazioni e iniziative. Ebbene, lo stile dell'autore vi è completamente diverso sia per il linguaggio usato, parecchio immerso nelle scontate frasi fatte del cosiddetto «ecclesialese» («siamo chiamati a», «condividere priorità», la «vita buona», la «fede che diventa cultura», l'«atteggiamento di servizio»...), sia per le proposte avanzate, che mi paiono alquanto deboli nel contesto presente: la costituzione di gruppi liturgici, l'adesione all'«apostolato della preghiera» (!),  la lettura della «buona stampa» (!!), la formazione permanente di preti e laici.

Nei raccontini come nella lettera il neo-arcivescovo si indirizza in realtà alle stesse persone (sacerdoti e fedeli soprattutto ambrosiani) ed esprime analoghi contenuti di pastorale spicciola, eppure sembra di trovarsi davanti a due Delpini diversi: uno compreso nell'ufficio burocratico da svolgere, per il quale "si devono" usare sorvegliate parole standard; l'altro che invece cerca uno stile personale conforme al proprio carattere ed osa parlare con libertà e leggerezza.

Ecco: io auguro al mio fresco arcivescovo di poter essere se stesso anche nel nuovo impegnativo ruolo, senza lasciarsi schiacciare da presunti cliché clericali, rompendo gli schemi del linguaggio non solo per parlare ai «lontani» ma anche quando si rivolge all'interno della comunità: la Chiesa milanese - a volte così altezzosa della sua particolarità e della sua efficienza - ha bisogno di qualcuno che la sgonfi con la puntura di un po' d'ironia; e adesso, con Papa Francesco, sarebbe anche il tempo giusto...

 

25/09/2017 14:14 Pietro Buttiglione
Ho avuto Mons.Delpini come Vescovo aux per molti anni. La natura: semplice! Lo spirito? arguto! Le posizioni? Vicine all'uomo, in senso lato. Che poi si senta obbligato in certi consessi ad usare un certo tipo di linguaggio.. p.f. Beretta soprasseda! Noi laici spesso "vediamo" i ns clerici "imbalsamati". Invece, specie tra di loro, molti sono davvero allegri quasi esilaranti!!
Ok, non tutti. Come un certo vescovo di dove abito adesso che al suo don €, che ha sperperato tanti soldi dei fedeli in lussi sfrenati, dopo averlo rimosso, fopo ANNI di denunce dei suoi parrocchiani, gli ha comperato una villetta ( 250.000€) perché quelle parrocchiali non gustavano al desso ( umide o altro) e gli passa un mensile " per carità cristiana😡😡😡👹"
Cfr il Tirreno e la Nazione di oggi, che parlano di ricatti..
O Dio ma questa è la TUA Chiesa???



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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto 25 libri, quasi tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa). Gli ultimi lavori sono: Fake pope. Le false notizie su papa Francesco (San Paolo), Fuori dal Comune. La politica italiana vista dal basso (Edb), Oltre l'abuso. Lo scandalo della pedofilia farà cambiare la Chiesa? (Ancora) Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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