ROBE DI RO.BE.
Quel sacrificio così cattolicamente scorretto
di Roberto Beretta | 08 agosto 2017
La forza del cristianesimo - hanno notato molti studiosi - è quella di aver assunto e trasformato, non cancellato, ciò che c'era prima; vale anche nel caso della Messa

La messa come «sacrificio», la messa come «banchetto». La dialettica (che poi dialettica escludente per il cattolico non dovrebbe essere, secondo la solita logica dell'«et et»...) è ben nota e riassumibile nelle consuete categorie che prego di considerare molto all'ingrosso: di qui "la destra" (i tradizionalisti, i passatisti), che sottolinea l'aspetto di sanguinosa salvezza conquistata dalla passione di Cristo; di là "la sinistra" (i progressisti, i protestanti), per cui la realtà di cena comunitaria fa premio su tutto il resto.

Non sono certo tuttavia che quanti premono sul senso sacrificale, addirittura accreditando di protestantesimo chi vi glissa sopra, abbiano davvero presenti le radici antropologiche su cui posa quest'aspetto della messa. In tutte le culture antiche infatti il sacrificio aveva non solo un lato cruento, ma anche ragioni specifiche che la liturgia cattolica ha evidentemente inglobato e cui tuttora obbediscono (il più delle volte inconsciamente) i credenti osservanti.

Il sacrificio pagano di animali (nei casi più importanti i primogeniti: vedi la chiara analogia con Gesù l'Unigenito) o persino di persone era il modo ancestrale che gli uomini hanno escogitato per "restituire" all'Essere supremo - comunque lo chiamassero - il dono ricevuto. I primitivi erano infatti ben consapevoli che, senza il ciclico ricominciamento della natura con le sue stagioni e i suoi frutti, non avrebbero potuto sopravvivere; era dunque intuitivo per loro ingraziarsi il dio con l'offerta di una primizia, anche per scongiurare il rischio che la divinità irosa smettesse di rinnovare il miracolo della nascita di animali da uccidere e consumare o della crescita di vegetali buoni da mangiare.

«Eucaristia», che per l'appunto significa «ringraziamento», conserva dunque antropologicamente parlando anche questo senso antichissimo: rendere grazie per i doni ricevuti, riconoscerne la provenienza "gratuita" (cfr. l'offertorio), ma pure placare un Dio di cui in fondo si ha timore e assicurarsene la benevolenza perpetua. Pagare la vita (propria) con la vita (di un altro, in questo caso volontariamente donata): sotto il rito domenicale c'è un'ancestrale - e nient'affatto "buonista" né cattolicamente corretta, almeno secondo i canoni correnti - idea di scambio.

Del resto il vino sull'altare è l'esatta trasposizione del sangue degli animali che colava sull'ara dei sacrifici pagani; e la teoria di Cristo come "vittima sostitutiva" (d'altronde più volte esplicitata anche nei testi biblici e in quelli della liturgia cattolica) non vale soltanto in senso metaforico ma è efficace pure più in profondità, sulle strutture mentali che ci portiamo dietro dalle nostre origini più remote, tribali. Il vino consacrato non è solo sangue del Salvatore, bensì sostituisce o forse sublima anche quel sangue che i nostri antenati con profondo senso del mistero vedevano scorrere sulle loro are.

La forza del cristianesimo - hanno notato molti studiosi - è quella di aver assunto e trasformato, non cancellato, ciò che c'era prima; vale anche in questo caso. E il nostro inconscio certamente ne conserva memoria.

(2. CONTINUA)

 

14/08/2017 07:43 Pietro Buttiglione
Quero hominen..
Senza Dio che cosa è diventato l'Uomo?
Non solo il cristiano è evaporato ma lo stesso uomo..
E non lo ha ucciso Nietsche o Hitler, ma anche i cristiani corrotti, i cristiani pedofili, i cristiani misogeni, i cristiani persecutori di ebrei, di indios, di omosex e di quant'altro.
Difficilissimo recuperare x noi.
Ma non x Lui.



13/08/2017 21:03 Yolanda
Il male un vuoto??? Altro che vuoto . Vogliamo parlare anche delle distruzioni dei territori dagli incendi agli inquinamenti che hanno reso tossici la casa comune non solo nostri ma anche delle prossime generazioni?
Fede si o no sembrano andate in ferie permanente le coscienze,i principi,il senso dell'importanza del bene comune. Se tanti bei principi sono solo enunciati ma non messi in pratica dai cristiani a che servono tante celebrazioni? Dove troveranno i giovani il coraggio di lottare per sfuggire allo sfruttamento che ruba loro la vita e il futuro?
C'È anche il bene nascosto che è tale appunto ,nascosto. La teologia,gli approfondimenti non fanno il bene che manca,non fanno le visibili testimonianze che incoraggiano a perseguire il bene possibile.
E con il supporto della presenza di Cristo e dello Spirito, se ci credessero davvero, i cristiani potrebbero essere preziosi testimoni. Ma dove sono?



13/08/2017 17:04 Yolanda
La vita è vita e per la vita siamo stati creati. Eterna anche in estrema sintesi per tutti. Qui non è in gioco il problema della morte ma della vita terrena del male evitabile,del dolore e della sofferenza evitabili e resi insostenibili dall' indifferenza, dalle ingiustizie,dalle violenze e ingiustizie di ogni genere, dalle prevaricazioni del potere, del denaro, della cattiva politica che con le leggi distrugge il sistema sanitario lasciando soli i più fragili. Per non parlare delle corruzioni ormai rese normali e passivamente accettate che ingrassano i meccanismi delle mafie o delle violenze sulle donne e del clima culturale che le facilitino in cui tutti siamo coinvolti. Lo stillicidio quotidiano dei femminicidi non suscita più nessuno sdegno come le stragi di morti in mare o dei bimbi migranti riconsegnati agli aguzzini con gaudio per la politica che ne approfitta per andare a caccia di voti.
Questi mali non ci interrogano neppure più quando celebriamo ,non suscitano neppure un passeggero sussulto di indignazione e si sorvolano perché le risposte ci coinvolgerebbero e impegnerebbero. Ma la mia fede e' piccola piccola.



13/08/2017 15:56 Sara
"Il male infatti è un “vuoto”, un vuoto di bene, e un vuoto non si può riempire con un altro vuoto, ma solo con un “pieno”, cioè con il bene."

https://w2.vatican.va/content/francesco/it/angelus/2017/documents/papa-francesco_angelus_20170219.html



13/08/2017 11:50 Pietro Buttiglione
Preciso.
La perdita di un figlio è, credo, uno dei più temibili mali che ci può, INNOCENTEMENTE x lui e x noi, capitare.
Il solito mio interlocutore preferito, un mis-credente, mi potrebbe chiedere ragione di:
1) Ma se tu credi nel Paradiso...ecc ecc
2) ma se tu dici di volergli bene e credi che lui stia BENE, allora xchè..ecc ecc
3) ho sentito che tu ripeti spesso "Sia fatta non la mia ma la Tua volontà" allora ecc ecc
4) se la vita x un cristiano è solo una prova, un passaggio, cosa dovrebbe essere la cosa desiderabile? Lo è?
In estrema sintesi:
Il probl del male, in Dio, scompare; come una luce a fronte del Sole, come un uomo a fronte dell'Universo..
Da DOVE viene la ns Luce? Col Salmo: ma tu lo hai fatto poco meno de...
Col Vangelo di oggi: ma se la fede è piccolapiccola..



13/08/2017 08:45 Yolanda
Il male e' male e fa male. Schiavizza e uccide il corpo,la mente,lo spirito .Annienta la speranza. Collaborare con lo Spirito vuol dire combattere il male in ogni sua forma. Impegno per ogni credente.
Non ci si può limitare a dire che è solo una assenza di bene o che conoscendo Dio, e chi può dirlo, perde il suo valore. Ecco perché e' insieme che si celebra la messa e ci si sostiene vicendevolmente.



13/08/2017 00:22 Sara
"SE, si conosce( in senso biblico) DIO, il male scompare e perde ogni valore."


Più o meno è lo stesso concetto.



12/08/2017 10:56 Pietro Buttiglione
Mai nascondersi dietro un cerino, x un cristiano!😡
Assenza di bene nel male innocente???????



12/08/2017 09:43 Sara
Che il male non esista se non come assenza di bene e' la risposta classica di Agostino e Tommaso e anche quella e' teologia.
Molte riflessioni "eterodosse" sono nate nel tentativo di spiegarlo in altro modo. (Ad esempio lo gnosticismo)



11/08/2017 16:12 Pietro Buttiglione
La teologia dovrebbe ( senza riuscirci😫) spiegare Dio, non il male.
SE, e ribadisco e sottolineo il SE, si conosce( in senso biblico) DIO, il male scompare e perde ogni valore.

Nota a margine: la religione, qualsiasi, che si perde nel cercare il senso del male, innocente, va a sbattere. Giobbe docet.



11/08/2017 12:55 Yolanda
Cosa significa animazione? Forse dare anima, senso,significato a ciò che si fa. Nel lungo post disperso raccontavo appunto su come la preparazione di ogni messa fosse complessa e richiedeva un'approfondimemento sulle letture,una ricerca dei canti appropriati che integrassero stili diversi per andare incontro a gusti musicali diversi ,un accoglienza e coinvolgimento di persone di età ceto e provenienza diversi per l'offertorio e la cura nel seguirli. I dissidi erano originati dal prevalere del ruolo clericale su tutto il resto .Faccende da uomini . La chiesa è Cristocentrica. Non è questione di equilibri ma di armonia che manca per giustificare ruoli e funzioni a volte impropri.


11/08/2017 11:11 Sara
Si ma prenda la lite sull'animazione che ricordava giorni fa: c'entra lo spirito santo o i limiti dell'uomo? Girard la spiegherebbe molto probabilmente come una classica crisi mimetica.

Non so, è questione di equilibri credo, c'è lo spirito e ci siamo noi che abbiamo limiti umani (il peccato originale) ma possibilità di fare il bene (siamo già stati redenti).

Tutto sommato il cattolicesimo non spiegherà tutto ma è meno peggio di tanti sistemi filosofici.



11/08/2017 10:45 Yolanda
Il male esiste ed è. un mistero per il momento insondabile. Però esiste anche lo Spirito che interviene e sostiene in modi imprevedibili. Non a caso soffia dove vuole e non è manipolabile dall' uomo ,dai suoi riti e tradizioni. Credo nello Spirito Santo...ma i cristiani ci credono davvero ? Non ne parlano mai tutti concentrati su loro stessi e i loro studi.


11/08/2017 10:02 Sara
Il problema è che (purtroppo per noi) il male esiste e una teologia un minimo seria deve cercare di spiegarne l'origine.

Per cui si può giungere a vedere il male in Dio (come nella predestinazione calvinista) nell'uomo (come nel pelagianesimo) o nel diavolo (come nel marcionismo e in tutti i dualismi).

Esiste un filone teologico (inaugurato da Hans Jonas) che si interroga sul Dio dopo Auschwitz e che, nel tentativo di conciliare la misericordia divina con l'orrore dell'olocausto, arriva a ipotizzare la sua impotenza. Dio vede il male, soffre con l'uomo e partecipa, ma di fatto non può intervenire e lo permette.

Non so quanto sia più "misericordiosa" l'idea di un Dio che non interviene, lo stesso Kung ha rigettato questa visione in un suo libro sull'ebraraismo.

La presenza del male è il vero mistero e la vera montagna da scalare, tutto il resto, secondo me, sono quisquilie.



11/08/2017 02:43 Yolanda
Concordo con la posizione di Pietro. Era il motivo dell'importanza della preparazione descritto nell' ultima risposta inviata alla prima puntata correttamente e sparita. Un sistema semplice per superare tutti i sacrifici precedenti per consentire a tutti di rialzarsi dalla schiavitù dei peccati e camminare con la dignità e libertà dei figli di Dio. Sapendo di non essere soli perché dove due o più sono riuniti nel suo nome Lui è presente in mezzo a noi . Per tutti non per il singolo perché è insieme che ci si salva e non da soli. La convivialità e' un richiamo all'essenziale quindi .


10/08/2017 16:04 PietroB
Io non posso seguire un "dio" che ha BISOGNO di una offerta x i peccati.
Un dio di-midiato, un dio vendicatore, un dio che "perdona a chi gli chiede perdono", un dio che ha bisogno di versare il sangue di suo Figlio per.. ecc ecc
NO. Gesù Cristo è stato ucciso dagli uomini, non da Dio.
Gesù Cristo NON voleva morire, Gesù voleva VIVERE.
Chissà xchè Giovanni sostituisce con la lavanda!?
Per me l'ultima cena è convivialità pura, come testimonia tutta la sua vita..
Ogni volta che..= dove due o più... è la stessa cosa.
Se si xapisse questo le nostre messe non sarebbero così s.morte



10/08/2017 13:35 Roberto Beretta
Mi fa molto piacere lo svilupparsi del dibattito. Volevo solo ricordare, per Girard e il resto, che si tratta di un post in varie puntate... vi leggo con interesse. Buon proseguimento. E buone vacanze


10/08/2017 02:21 Sara
"Il meccanismo sacrificale ed espiatorio,che consisteva nel caricare la vittima ,il capro espiatorio,delle colpe del popolo, viene ripreso simbolicamente dall'Agnello di Dio,Cristo ,che si carica dei nostri peccati."

Ma Girard non nega affatto l'importanza del sacrificio di Cristo,dice solo che è radicalmente nuovo e definitivo rispetto a quelli antichi.


come la lettera agli ebrei

[11]Ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e ad offrire molte volte gli stessi sacrifici che non possono mai eliminare i peccati. [12]Egli al contrario, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati una volta per sempre si è assiso alla destra di Dio, [13]aspettando ormai solo che i suoi nemici vengano posti sotto i suoi piedi. [14]Poiché con un'unica oblazione egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati. [15]Questo ce lo attesta anche lo Spirito Santo. Infatti, dopo aver detto:16]Questa è l'alleanza che io stipulerò con loro
dopo quei giorni, dice il Signore:io porrò le mie leggi nei loro cuori e le imprimerò nella loro mente,[17]dice: E non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità.

[18]Ora, dove c'è il perdono di queste cose, non c'è più bisogno di offerta per il peccato.

Penso che i protestanti nel loro timore dell'idolatria tendano ad assolutizzare il "non c'è più bisogno" ma non perché non lo ritengano importante, anzi....



10/08/2017 00:54 Ale.
Mi sembra che si stia creando una certa confusione.

Beretta non solo non ha presente Girard (es.“Il capro espiatorio”), ma nemmeno ha presenti i sacrifici dell’antico culto ebraico, e per di più neanche ha presenti i Vangeli, che sono radice della celebrazione eucaristica di ogni confessione cristiana (a meno che anch’egli non ritenga i Vangeli inattendibili perché gli apostoli non avevano il registratore, né tanto meno la telecamera).

Se invece vogliamo prestar fede al racconto dei Vangeli sinottici, tutti pressoché analoghi, possiamo comprendere che:

- La Messa è INSIEME sacrificio e banchetto: fu infatti DURANTE LA CENA che Gesù prese il pane, recitò la benedizione e lo spezzò tra gli apostoli affinché se ne cibassero come suo Corpo: Corpo che chiaramente diveniva esso stesso SACRIFICIO di comunione, rituale in cui una parte veniva offerta a Dio e una parte veniva consumata convivialmente dal popolo a significare l’unione con Dio e con il prossimo ad un tempo;
- Poi Gesù prese il calice del vino, rese grazie (rendimento di grazie, eucaristia), e lo diede agli apostoli affinché ne bevessero tutti, affermando : Questo è il MIO SANGUE della (nuova) alleanza, versato per il perdono dei peccati. Qui il sacrificio, oltre che di comunione, diviene anche di espiazione, secondo il dettato della Legge ebraica che Gesù non era venuto ad abolire ma a portare a compimento.
Compimento che avviene con la volontaria offerta di se stesso: non offre la vita di un altro, ma la propria.
Similmente la nostra vera partecipazione starebbe nell’offrire a Dio noi stessi, la nostra volontà, affidandoci totalmente alla Sua.

La celebrazione eucaristica è il memoriale (rinnovazione) per cattolici e ortodossi, la memoria (ricordo, ripetizione) per i protestanti, di quanto avvenuto nell’ultima cena di Gesù con gli apostoli: banchetto, appunto, che si trasforma in consumazione del sacrificio. Senza tante elucubrazioni.

Per qualche chiarimento in più (ovviamente, per chi non crede di sapere già tutto):

http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/allegati/34444/LEZIONE-III-il-sacrificio-gradito-a-Dio.pdf



10/08/2017 00:00 Francesca Vittoria
La forza del cristianesimo sta nel la possibilità di un rinnovamento per ogni uomo. È questo grazie a un uomo-dio Gesu Cristo, che ha accettato di essere l'agnello sacrificale . Egli il perfetto, agnello mite e buono si è lasciato immolare dalla cattiveria dell'uomo perché così l'amore fosse conosciuto e trionfando sul male spalanchi le porte alla vita eterna per ogni uomo che voglia seguirlo. A onorare la divinità non bastava più l'offerta di animali che potevano avere significato per l'uomo di quel tempo, ,il sacrificio di GesuCristo , ha parlato a tutte Lele generazioni a seguire da Lui , uomini ai quali insegnare che per Dio ogni nostro sacrificio piccolo o grande fatto con l' amore di cui Egli ha dato prova eleva e lo fa crescere segno di divinità che Dio Padre ha voluto dotare l'essere umano. Ogni vita umana sacrificata al le cose del mondo , come la sofferenza provocata da guerre, quante madri hanno il cuore trafitto a causa di figli persi-dispersi, quanto dispregio della vita sacrificata su altari dedicati a idoli somiglianti a se stessi.,! Il sangue umano scorre come fiume oggi . Come ieri, Si va ripetendo nella storia il sacrificare Cristo che è e Ecco quindi che nella Messa realmente Egli vive in tutti i sacrificati . SONO Questi ultimi che trovano la porta spalancata da Cristo, sono loro che siedono al banchetto.....cCristo non è un uomo morto , e il resuscitato , che vuole dei resuscitati, per questo a chi gli chiede perdono perdona e a chi lo invoca si fa mano misericordiosa.
Francesca Vittoria



09/08/2017 18:55 Pietro Buttiglione
Non so se riuscirò a parteciparvi il mio profondo dissenso vs i contenuti del msg di Maria.
1) ma che razza di dio sarebbe quello che x sanare una offesa manda suo figlio sul patibolo?? Davvero incomprensibile e inaccettabile. Dal buon senso comune.
1bis) la categoria della salvezza ( mistago..) è e nn può che essere individuale e personale. Il msg di Cristo è rivolto ad ognuno di noi,
P e r s o n a l m e n t e.
Mi rifiuto di assimilarlo ad uno Spic&Span.
1ter) Al centro del meg c'è il messaggio. Che non si può ridurre nè alla Croce nè alla Risurrezione. Tutto l'Annuncio trasuda di Rivelazione. Conoscere Dio. Vi basta? Non vado oltre ma invito alla riflessione e discernimento.
2) SACRO. Bellissima la liturgia ortodossa con i paraventi. Ma conoscere Dio in Spirito e Verità non può significare nasconderLo.
Il Sacro invocato da persone che non credono come Galimberti è paravento nostalgico, è stato nei secoli imbonimento delle anime ingenue.
Faccio un esempio che nn c'incentra (apparente-mente😎):
Nei primi incontri RNS ci si piagnucolava addosso con MISERERE, sono peccatore, ecc
Poi si capì che non era il modo giusto di porsi davanti a Lui.
Così proruppe la Lode, il Canto, l'esaltazione di Dio : fino alla assimilazione tra noi e in Lui!
Domanda: dove il cosiddetto "SACRO"?
(((( senza parlare di Sacerdozio universale...))))



09/08/2017 16:31 Maria
Nel suo libro La filosofia del culto ,padre Pavel Florenskji,sacerdote ortodosso martire e genio religioso, scava con profondita'religiosa in maniera del tutto diversa dall'antropologo agnostico Girard, il significato sacro e simbolico del sacrificio presso il popolo di Israele, a cui appartennero sia Gesu'di Nazaret sia l'evangelista Giovanni e San Paolo.La denominazione giovannea di Gesu'"Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo"non si puo'capire se non si conosce il culto di Dio nel Tempio di Gerusalemme, in cui ogni giorno all'alba e al tramonto venivano sacrificati due agnelli.Per Pasqua poi l'ecatombe di a gnelli era immensa,perche'ogni pio israelita andava a Gerusalemme ,al Tempio,a festeggiarla Pasqua.Il giorno della Purificazione,Yom Yippur,altra festa importantissima, si caricavano due capri espiatori,uno per Yhwh uno per Azazel,dei peccati del popolo,che faceva penitenza e digiuno e si purificava dei peccati di un intero anno.
Il meccanismo sacrificale ed espiatorio,che consisteva nel caricare la vittima ,il capro espiatorio,delle colpe del popolo, viene ripreso simbolicamente dall'Agnello di Dio,Cristo ,che si carica dei nostri peccati.
Il sacrificio per padre Florenskji,profondamente cristiano,non e'come per Girard qualcosa da "demitizzare"e demistificare.E' invece la base del senso del sacro, della religione,di OGNI RELIGIONE.
Certo rispetto agli antichi sacrifici del Tempio di Gerusalemme, il culto cristiano e'sublimato e spiritualizzato.
Ma se si nega valore al sacrificio espiatorio e alla vittima che si carica dei peccati di tutti, allora si nega valore anche all'Agnello di Dio,Cristo, che e'morto come un agnello pasquale immolato per i peccati del popolo,e il cui sangue , come dice una antica sequenza ,con una sola stilla salva il mondo intero da ogni delitto.
Pie pellicane Iesu Domine
Me immundo munda tuo sanguine
Cuius una stilla salvum facere
Totum mondum quit ab omni scelere.



08/08/2017 21:24 Sara
"il Cristo inaugura una epoca del tutto anti-sacrificale" giusto Fab, mi sono spiegata male. Girard dice che il sacrificio di Cristo (vittima innocenze per eccellenza) mostra l'orrore della logica sacrificale nella quale gli uomini sono immersi.

Quello che intendevo dire è che questa logica in un certo senso continua ad essere presente nella nostra società per questo noi cristiani nella messa ricordiamo continuamente lo scandalo della croce che invita a interrompere la spirale di rancore. (soprattutto nel libro su Clausewitz Girard raggiunge toni "apocalittici" nel denunciare la forza della violenza mimetica).

Riguardo ai protestanti, è vero che la messa non è vissuta come una riattualizzazione sacrificale ma se penso ad autori come Moltmann e al suo Dio Crocifisso non si può dire che abbiano necessariamente una visione solo comunitaria e "allegra" del cristianesimo.

Insomma c'è una teologia liberale ma anche una dal taglio più esistenzialistico che si interroga con radicalità sulla presenza del male nel mondo.



Che poi quella sulla presenza del male nel mondo è la domanda delle domande.



08/08/2017 20:02 fab
@Sara , @Roberto Beretta
Girard (ho letto due suoi trattati "Delle Cose nascoste fin dalla fondazione del mondo" e "il capro espiatorio") teorizza esattamente il contrario: il Cristo inaugura una epoca del tutto anti-sacrificale; egli mostra come la bibbia e soprattutto i Vangeli svelino al contrario la falsità insita nelle logiche sacrificali, al contrario di ogni altro racconto sacro esistente: e ne svela il suo impianto originalissimo, secondo me interessante anche sul piano esegetico. La sostituzione vicaria (che è teologia cattolica, ma non è un dogma) è la perfetta antitesi del pensiero girardiano e, a mio, avviso andrebbe completamente superata in quanto residuo appunto sacrificale di una logica complementamente anti-sacrificale del Cristo: il che non vuol dire che il Cristo non faccia un "sacrificio" ma Girard mostra come solo i significati di "offerta libera" rimangano nel sacrificio di Cristo, mentre tutti gli altri vengono negati: questo è ciò che Girard chiama "anti-sacrificale": insomma pur fatta la dovuta distinzione fra il vocabolario teologico da quello girardiano ci si accorge che, in effetti, è il primo a doversi un poco purificare.

In effetti leggendo questo post di Beretta mi sono reso conto che non ha certamente letto Girard. Peccato: il suo è un pensiero a mio avviso molto interessante, molto innovativo che potrebbe svelare anche prospetteve nuove sul piano teologico per un definitivo superamento, appunto, del sacrificio classio (per girard sacrificio è strettamente legato alla violenza che è in ultima istanza Satanica, perciò il Cristo è in ultima analisi anti-sacrificale.



08/08/2017 11:06 Sara
Tra parentesi non è che i protestanti non credano nella salvezza conquistata a prezzo del sangue di Cristo: basti pensare alla teologia crucis di Lutero e alla sua accentuazione sugli effetti del peccato originale. Il protestantesimo crede però che il sacrificio della croce sia stato uno solo e non debba essere riattualizzato ad ogni celebrazione .
Insomma la regola: cattolici pessimisti conservatori e protestanti progressisti ottimista e' un po' superficiale anzi per certi versi gli ambienti cattolici conservatori sono più vicini alnprotestantesimo storico di quanto si pensi.



08/08/2017 09:30 Sara
Se non ricordo male Girardbdice che il sacrificio e' ancoraballa base della nostra società moderna.
Pensiamo alla testa del re dopo la rivoluzione francese o alla uccisione di Gheddafi dopo le sollevazioni popolari.
Credo che in un certo senso il carattere "sacrificale" della messa serve a ricordare che la possibilità di compiere violenze e' sempre presente non solo nell'uomo ma anche nella società.

Io in ogni caso sono tra quelli che non ama insistere troppo su questo aspetto dell'eucarestia.



08/08/2017 09:19 Sara
Bravo Pietro: per Girard il sacrificio di Cristo, vittima innocente per eccellenza, metteva fine per sempre alla necessità dei sacrifici.


08/08/2017 08:04 PietroB
Dovevi citare Girard🙃....


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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto una ventina di libri, tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa ). L'ultimo è appena uscito e si intitola La santa puttana. È assessore alla trasparenza e alla sicurezza della sua città, Lissone, per una lista civica. Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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