ROBE DI RO.BE.
Il «grado zero» della messa
di Roberto Beretta | 03 agosto 2017
E se esattamente questa liturgia smorta, sì, ma anche priva di fronzoli e "accessori" gradevolizzanti potesse paradossalmente aiutarci a capire che cos'è davvero il rito collettivo che - pur essendo precetto settimanale - risulta quanto mai misterioso e incompreso persino da noi cattolici praticanti?

La messa della domenica sera è già una fatica di per sé: spesso ci vanno quelli che vogliono prendere il precetto per la coda, perché magari si alzano tardi la mattina oppure perché hanno giustamente trascorso la giornata a spasso, ma già si sente che si tratta del capitolo finale della festa e quasi (nella sua sommessa cadenza) di un prodromo al ritorno alla triste routine settimanale. D'estate poi a dare un senso quasi palpabile di noia e di fatica s'aggiungono l'afa e il calante dei canti - quando ci sono - intonati dai soliti volenterosi ma sfiatati animatori. Insomma una messa stanca, sgonfia, loffia.

Mi guardo intorno e mi chiedo perché ci vengano, i pochi astanti che si sventolano alacremente con il foglietto delle letture: di certo non per lo stimolo spirituale della predica, in cui l'anziano sacerdote ha ripetuto ben 4 volte (sic!) che «tutti dobbiamo morire» (se non facesse troppo caldo verrebbe voglia di sorridere con la celebre battuta del film di Troisi: «Mo' me lo scrivo»...). Nemmeno c'è senso di comunità, lo si capisce dall'uscita alla spicciolata dei presenti non appena terminato il rito: tracimano dalla porta come elettroni che schizzano in direzioni disparate, purché lontano dal nucleo. Perché dunque vengono a messa, a questa messa: per pregare? Ma di sicuro non è l'occasione migliore. Per abitudine? Può darsi. Per dovere? Chissà.

Anch'io mi appropinquo alla magione e nel frattempo rifletto: e se proprio questo fosse il «grado zero» della messa? Ovvero, se esattamente questa liturgia smorta, sì, ma anche priva di fronzoli e "accessori" gradevolizzanti potesse paradossalmente aiutarci a capire che cos'è davvero il rito collettivo che - pur essendo precetto settimanale - risulta quanto mai misterioso e incompreso persino da noi cattolici praticanti? Perché è comodo accontentarsi del solito ritornello ecclesiastico: l'eucaristia è un «mistero», e come tale non riusciremo mai a comprenderlo... D'accordo: ma un conto è pretendere di possederne a tutti i costi il senso, un altro cominciare almeno un percorso serio per intuirne alcuni significati.

Se infatti è vero (come è vero) che ha l'identico valore teologico di qualunque altra messa, questa loffia celebrazione serale alcune cose me le ha già insegnate: che non si va a messa "per pregare", ad esempio, e nemmeno per imparare dal pulpito norme di comportamento cristiano; né solo per fare comunità, né per ottenere conforto spirituale, né per meditare su alcuni passi biblici, probabilmente neppure per ricevere un sacramento - e non voglio neanche considerare in questa casistica l'obbligo e la consuetudine. No, c'è dell'altro di meno "teologico" ma forse di più profondo (intendo antropologicamente profondo) nelle motivazioni che da millenni spingono i cristiani ad andare a messa. Voglio parlarne nelle prossime puntate estive.

(1.CONTINUA)

05/08/2017 20:16 Francesca Vittoria
È' difficile pensare alla parola "domenica" senza riferirsi a "giorno del Signore" un giorno della settimana che ebrei e cristiani sanno di dovere ricordarsi di essere figli di Dio e dedicarli un pensiero sia che si tratti della partecipazione alla messa o a altro segno a Lui dedicato.. La messa della domenica sera effettivamente non sembra la più "viva" niente musica a parte quel tentativo di intonare un canto da parte di un qualche coraggioso che osa rompere quel silenzio quasi ingiusto per onorare questo Dio che ha dato di se tanto di bello e di buono, lì presente trattato così minimamente. Però anche se quelle persone li radunate preferissero il silenzio , sono convinta però che potendo pregare anche con la musica si farebbe un favore proprio alla comunità silente, perché niente come la musica aiuta il pensiero e l'animo a pregare quel Dio al quale non importa come ognuno lo pensà. Chi entra alle 18 in una Chiesa lo fa certamente perché lo desidera quasi come incontrare il Papa se va a Roma, non importa quanto cristiano e ma certamente sa che vi è un qualcuno al quale fa piacere accogliere, è sempre L'aspettato al quale confidare tutte le sue vicissitudini, forse anche a cercarne sollievo , infatti a chi rivolgersi, dove trovare paziente ascolto e speranza di essere capiti,magari perdonati e anche aiutati? Proprio guardando uno che è morto crocifisso per spalancare la porta del suo regno anche al più miserrimo uomo, Questo per dire che non sdovrebbero essere solo le funzioni delle 11 a.m. quelle più curate o, ritenute frequentate da fedeli esigenti,. rNella Bibbia mi pare Che Dio ami la bellezza, la musica, visto come ha creato il mondo è l'universo stesso, cui tanta scienza oggi vuole e non riesce a sondare (trovandosi sempre al punto di ripartire) Ci sono giovani che studiano nei conservatori anche musica sacra, perché lasciarli disoccupati e non invece avvalerci del loro ingegno e arte a riempire di suoni le navate tetre monumentali di tante chiese, lasciando tanto strumento a canne dorate invecchiare muto monumento di stesso, La musica onorerebbe Dio e essa stessa si farebbe preghiera, e incoraggerebbe il fedele. Parola come un invito a T tornare - come ad un luogo tranquillo m a pensare, ad ascoltare una Parola diversa da quelle rimbombanti commerciali, o logoranti e vuote come quelle di supposta politica, Ma in un luogo più accogliente, come accogliente e attraente può essere l'ascoltare una Parola che istruendo parla al cuore e offre all'anonimo , anche straniero fedele che ha desiderato entrare in una Chiesa. ,Il desiderio di ritornare Effettivamente non serve far abitare una chiesa se nessuno entra, se non per visitarla come museo.,dove Dio e nell'opera d'arte mentre appare senz'altro più presente nel sentiero di montagna dove il crocifisso è fatto segno di attenzione per i fiori freschi li posati, o per il rosario che in autobus l'autista ama avere appeso, o la cappella con la pesante porta aperta e i defunti sono vivi lì intorno alla loro chiesa. Chiesa e anche la montagna dove il Dio creatore ha profuso di lbellezza e fa parlare di Lui i monti e dà voce alle acque che scrosciano vorticose e limpide e può capitare che si scoprano fiori di incomparabile rara bellezza che non somiglieranno mai a quelli imitati coltivati da esperti già rdinieri. Chiesa e dove tutto vive dentro di noi è fuori di noi dove si trova il bello il buono e il gra de, il finito con L'infinito Perché l'animo umano che ancora un barlume di luce divina sappia conservare e capace di risollevarsi, quella luce permette alla mente e al cuore di vedere ciò che è bene da ciò che gli procura male così come ciò che è bello rende più evidente il brutto.
Nella messa il celebrante è un uomo ma non ha importanza chi egli è ma Chi rappresenta, e dovrebbe essere così perché chi entra in una chiesa in una ora trascurata, ...è un viandante chi entra in una chiesa ........
Francesca Viittoria



05/08/2017 00:03 Sara
Guardi Yolanda io stessa qua dentro ho raccontato di aver pianto quando il clan misericordioso mi ha bannato e nessuno, nemmeno lei, mi ha detto una parola di conforto. Quindi si a volte ogni uomo è un'isola e si tiene i dolori suoi.
Siam cristiani certo e non dovrebbe esserlo però spesso e' così.
Buonanotte.



04/08/2017 17:14 Yolanda
Cara Sara grazie ma forse non hai notato che ho scritto di non aver dimenticato.Sono passati anni e il dolore e il rancore sono passati da molto tempo. I fatti però li ribadisco perché nulla e' cambiato. nel frattempo, ed hanno conseguenze sempre nella vita delle persone ed anche nel loro percorso di fede.
Nessuno e'un isola. E scusami ma questo ritornello che bisogna essere tolleranti con i difetti o pecche altrui non lo posso proprio più sentire. Con me nessuno si è dimostrato tollerante o disponibile .Quanto alle messe silenziose bisognerebbe aprire una parentesi sul senso e significato della messa che nulla ha a che vedere con una fede intimistica in cui si è da soli con il Signore
È un rito che si celebra insieme perché tutti sono convocati all'incontro e un incontro lo si prepara e lo si celebra bene. Quelle messe fatte per dovere e non con piacere e più veloci possibili perché così tolto il dente tolto il dolore sia per i preti che per i laici valgono il tempo che trovano .



04/08/2017 15:15 Sara
Cara Yolanda vedo che ritorna spesso su questa esperienza e capisco che l'ha fatta soffrire. Nei suoi esercizi Martini parlava spesso di questi blocchi emotivi che finiscono per togliere libertà, nella vita purtroppo si matura solo quando si impara a perdonare e lo dico per esperienza personale.
Detto ciò purtroppo non e' detto che il mio impegno sia apprezzato da tutti allo stesso modo.
Ci sono persone che non amano le messe animate, magari vanno alla sera proprio per avere più "silenzio".
In genere nelle parrocchie in cui sono stata si cercava un punto di incontro tra le varie sensibilità, impresa non sempre facilissima
Pensi che mio padre non sopporta la mia vecchia catechista che suona la chitarra da 30 anni e sbaglia sempre gli stessi accordi. Mio padre che un po' suona e ha studiato a sentire gli accordi stonati non ci potrebbe passare sopra.
Ci passa sopra per fede perché capisce che lo fa con le migliori intenzioni, nonostante il risultato.
Quando parliamo di sentirci fratelli penso che sia necessaria sopratutto la capacità di passare sopra i nostri difetti.



04/08/2017 13:51 Yolanda
Forse il termine disgusto era inappropriato e ti ha portato fuori strada. Direi che era una normale messa vespertina infrasettimanale senza neppure la solita volontaria. Mi guardavo intorno e le facce sconsolate e all'uscita la depressione era generalizzata e palpabile. Era Natale . La scelta l'avevano fatta i preti .A messa c'ero anch'io ma decisamente non mi sentivo ne accolta ne presa in considerazione. Certo non è questa l' essenza della messa ma anche questo conta quando per anni hai svolto con competenza e fedeltà un servizio.Io animavo per Natale messe solenni gioiose e accoglienti.non ho dimenticato i commenti dei fedelissimi ben introdotti e la comunità a tappetino di fronte a qualunque decisione del parroco.nessuno si è preoccupato di che fine facesse la mia fede.Il problema del parroco o del vescovo semplicemente non esiste e non se lo sono mai posto. Tanto,a detta di un anziano prete,anche se non vado più a messa l'importante è la carità vissuta. Chi se ne frega quindi. Ora per tornare al tema generale del senso della messa se queste sono le relazioni che da essa scaturiscono o c'è qualcosa di profondamente sbagliato e si è andati fuori strada oppure ciascuno non può fare altro che starsene comodamente nella sua bolla. Preti e laici. Le modalità e i target per favorire conoscenza e partecipazione ci sono ma è. stato inutile farli notare e provare a metterli in atto a livello locale.


04/08/2017 12:52 Sara
"un altro che procede ad occhi bendati" veramente anche io mi lamento: dei litigi continui, il resto mi andrebbe bene tutto, le chitarre e il gregoriano, Ratzinger e Martini, Bergoglio e Muller.

Mi piacerebbe solo non si litigasse sempre. (che poi inevitabilmente il terzo gode)



04/08/2017 11:47 PietroB
Come sempre nella ns Chiesa manca una analisi precisa di +-, una ricerca delle cause intrinsiche storiche evolutive ambientali dei "-", una proposta di modifiche.
I.e. come/perché/target/attuazione.
Che impressione uno che continua a lamentarsi, un altro che procede ad occhi bendati, ecc ecc



04/08/2017 09:54 Sara
"Facile il giudizio sulle motivazioni presunte altrui. Più difficile esprimere e comunicare le proprie motivazioni profonde e condividerle."

Sul fatto che sia facile dare giudizi sulle motivazioni altrui è vero però quando ammetti di uscire dalla messa disgustata anche tu dai un giudizio (disgusto) su quello che hanno fatto gli altri.

E poi ad un certo punto serve uscire dall'urgenza di comunicare le proprie motivazioni e entrare in quella di capire le motivazioni altrui, è l'unico modo per andare avanti senza finire ognuno nella propria bolla.

A me comunque queste celebrazioni così tristanzuole fanno tenerezza, penso a come deve essere frustrante per un sacerdote dedicare la propria vita, l'unica che hai, alla Chiesa e ritrovarsi con 10 persone davanti tra cui 5 che probabilmente usciranno disgustate e pensando che sei loffio.

Ammiro la capacità di andare avanti nonostante tutto.



04/08/2017 09:36 Sara
Yolanda il problema e' che lei e Maria vi disgustate per il problema opposto che dovrebbe fare un parroco o un vescovo per fare sentire accolte voi due allo stesso modo se volete cose profondamente diverse?
A livello organizzativo proprio. Ognuno di noi ha giustamente i propri gusti però uscire disgustati da una messa mi sembra troppo.
Peace and love su, almeno sulla messa, già litighiamo su tutto il resto .....



03/08/2017 22:47 Yolanda
Non proprio Sara
Mi pareva che il nocciolo fosse il senso e significato della messa più o meno conosciuto dai cristiani e le motivazioni che spingono a partecipare. La chiesa dovrebbe essere la casa di tutti dove tutti si sentono accolti.ma non sempre è cosi se proprio tra laici e clero ci sono tanti pregiudizi.
Facile il giudizio sulle motivazioni presunte altrui. Più difficile esprimere e comunicare le proprie motivazioni profonde e condividerle. Si presume forse che non interessino e non abbiano importanza. O forse si teme che le esperienze altrui ci interpellino e ci mettano in discussione. Allora si preferisce rifugiarsi dietro al mistero o alle frasi fatte.



03/08/2017 21:57 Sara
"Sono andata poi a una messa serale a Natale .Ne sono uscita triste e disgustata" con l'eccezione della messa che ha animato lei sta dicendo la stessa cosa di Roberto.

Anni fa un certo Langone ha pubblicato una guida delle messe, stile Michelin con le candele al posto delle forchette, forse succede quando si perde di vista l'essenziale.


" Perchè la Chiesa, e la Messa è la Chiesa, è la mia casa, e a casa mi sento a qualunque messa con chiunque presente."

Tendenzialmente cerco di viverla così anche io.



03/08/2017 20:36 Yolanda
Roberto,ma chi te l' ha detto che non si va per pregare? Nonostante il contesto scialbo.Favorito anche dai preti a volte. La messa è o dovrebbe essere identica sia la prima che l'ultima. E i cristiani pure sia che si alzino presto o che ci vadano a fine giornata. Le motivazioni elencate sono pregiudizi molto comuni .
Questi commenti li ho sentiti quando per anni ho animato l' ultima messa . La rivoluzionai dando il senso della preghiera anche con i gesti e i canti. Cambio dei preti e prosecuzione impossibile anche se era diventata una messa molto frequentata.Doveva essere una messa vespertina,mai solenne neppure nelle festività compresi Pasqua e Natale. Chissà perché.Sono andata poi a una messa serale a Natale .Ne sono uscita triste e disgustata .Difficile cogliere il senso profondo per i cristiani. Ma non è impossibile se si vuole si può aiutare e facilitare. Anche senza ricorrere all'antropologia.



03/08/2017 15:39 Alberto Hermanin
Cara Maria,
io non sono certo fra gi entusiasti delle liturgie postmoderne, però: quando dice che ai nostri riti pigri e loffi non si crede più, ci vada piano per favore: questa di accusare il prossimo di andare a messa per per abitudine è una gran brutta malattia, e si chiama superbia, mi scusi. Ed è anche sempre meno vera, ogni anno che passa.
Dice bene Federico: a Messa si va, sera o non sera, per incontrare il Signore. Perchè "senza la domenica non possiamo vivere". Se la liturgia è "stanca", si avranno forse meno soddsfazioni estetiche, il che non è cosa positiva, daccordo: ma non per questo con buona pace di Nietsche da lei citato, si tratta solo di sepolcri vuoti. Questa non è per esempio la mia esperienza; io sono spesso fuori casa per lavoro e mi trovo ad andare a Messa in orari diversi in diverse città: ovvio che non conosco gli altri presenti. Ma sento proprio la necessità di andarci in ogni caso, forse più di quando sono a casa e vado in parrocchia dove conosco tutti. Perchè la Chiesa, e la Messa è la Chiesa, è la mia casa, e a casa mi sento a qualunque messa con chiunque presente. Anche se la liturgia potrebbe essere migliore: e sempre ricordando che non si tratta di uno spettacolo da far riuscire più o meno bene.
E poi: se ci andassimo piano anche con queste continue, estenuanti generalizzazioni su vecchi preti rimbecilliti e sempre inadeguati, quasi in automatico. Anche qui, ci sarà del gramo ma c'è anche del buono.



03/08/2017 13:31 Pietro Buttiglione
Concordo con Maria, se accettasse la conseguenza: il riconoscersi FRATELLI tra noi e FIGLI Suoi, come succedeva nei primi s coli c o n v i v i a l i:!


03/08/2017 13:06 Federico B
Si va a messa per incontrare il Signore.
Punto.
Se cerchiamo altro abbiamo già sbagliato luogo e momento.

Santa Teresa di Lisieux diceva che, se i cristiani si rendessero conto di cosa è realmente il sacramento dell'Eucarestia, non potrebbe che esserci un assalto alle chiese, tutti vorrebbero accostarsi al Tabernacolo, occorrerebbero i gendarmi per tenere ordinato l'accesso alle chiese... Se solo ci rendessimo veramente conto di cosa è la messa e il SS Sacramento.



03/08/2017 09:47 Sara
Quando ero ragazza d'estate andava alla Messa mattutina con mia nonna: 7 del mattino nella cappellina laterale, io, il sacerdote è una manciata di vecchiette che mi facevano regolarmente leggere le letture.
Probabilmente quello è il mio grado zero e mi ha lasciato ricordi molto belli, compresa la consapevolezza che la messa e' messa sempre.



03/08/2017 08:30 Maria
Tutto dipende dal credere o no che sia presente Dio sull'altare,che si e'alla presenza di Dio. Se davvero I moderni cattolici credessero che nella Chiesa,nel Rabernacolo,e'presente Dio,se sentisseroquesta Presenza si.butterebbero in gimocchio apregare a rongraziare ad ADORARE Dio.
Invece molti non pensano neppure che sia presente Dio,non credono realmente alla Presenza reale di Cristo in corpo anima e divita'nell'Ostia, molti se non tutti vanno alla Messa come si andrebbe ad una qualsiasi riunione,si siefpno,si sventagluano,ascoltano il prete,magari scjiacviano un pisolino alla predica.Dio non risulta presente,nella p e rcezione dei convenuti, le nostre chiese come diceva Nietszche sono solo gli enormi srpolcri vuoti del grande cadavere di Dio che anniamo ucciso.Dio e'morto.Di qui la noia mortale dei nostri riti e dei nostri culti.Riti stancji,pigri,loffi, riti a cui non si crede piu'e ci si va per forza di abitusine,senza la gioia che ci sarebbe se credessimoche Dio e'realmente presente.



Commenta *






Versione stampabile
Invia ad un amico
Scrivi a Vino Nuovo





Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto una ventina di libri, tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa ). L'ultimo è appena uscito e si intitola La santa puttana. È assessore alla trasparenza e alla sicurezza della sua città, Lissone, per una lista civica. Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it