Cari educatori… e ora?
di Sergio Di Benedetto | 18 luglio 2017
Non corriamo il rischio di dare l’impressione che gli adolescenti ci «servono» solo in estate. Ci «servono» sempre, perché sanno «servire» con generosità, se trovano motivazioni, relazioni sincere, rispetto e fiducia

In questo mese di luglio vanno chiudendosi le esperienze degli oratori estivi, secondo tempi decisi da ogni comunità: ma per un cancello che si chiude c’è spesso una vacanza comunitaria che si apre: montagna, mare, città d’arte, cammini, esperienza di carità con gruppi di bambini, ragazzi e adolescenti.

Ecco, gli adolescenti: hanno prestato il loro servizio, ci hanno aiutato, hanno offerto il loro tempo e la loro energia… qualcuno ci avrà fatto anche un po’ disperare. Ma per diverse settimane li abbiamo visti protagonisti all’interno di centri estivi, parrocchie, oratori. Hanno remato sulla barca, con la guida di educatori laici o consacrati che reggevano il timone, e che qualche volta, sicuramente, hanno anche ceduto la rotta.

Ma ora? Ora che per uno o due mesi abbiamo detto a questi ragazzi che sono preziosi, che abbiamo fatto in modo di dare loro spazio, tempo e inventiva… adesso che cosa ne sarà di loro? L’esperienza insegna che da settembre la maggior parte sparirà, forse fino alla prossima estate… cari educatori, possiamo rassegnarci a questa diaspora?

Lo sappiamo: da settembre le vite degli adolescenti saranno travolte da mille impegni: la scuola, lo sport, i laboratori e i corsi. Il tempo libero sarà ridotto all’osso e ne farà le spese la partecipazione alla vita ecclesiale.

Ma se non fosse solo questo? Varrebbe forse la pena chiederselo. Perché se in queste settimane abbiamo avuto il coraggio di metterci in ascolto delle voci giovani, se abbiamo avuto la forza di costruire, rinsaldare, provare una relazione personale con loro, forse avremo avuto qualche intuizione su cosa poter fare da settembre per averli ancora protagonisti, a seconda dei luoghi, dei gruppi, dei volti.

Dopo averli resi parte attiva per diverse settimane non possiamo offrire loro un cammino di formazione che li renda nuovamente (e tradizionalmente) passivi: questo è uno dei punti fondamentali su cui riflettere. Hanno voglia di spazio, di tempo, di azione: proviamo a dare loro spazi, senza bisogno di negoziare ogni minimo dettaglio (certo, dentro un quadro di regole); tempi (ma i loro tempi, non i nostri: le loro giornate hanno ritmi diversi da quelle degli adulti). E infine azione: lasciamoli tentare. Certo, il vero nucleo della questione sarà poi fare i conti con il che cosa e il con chi: perché probabilmente gli stessi educatori che in quest’estate li hanno seguiti torneranno da settembre ai loro impegni.

Però, prima di chiudere i cancelli, fermiamoci una sera, adolescenti e educatori: chiediamoci cosa sarebbe bello fare insieme, adulti e ragazzi, dopo le vacanze; cosa vorrebbero, cosa piacerebbe loro, cosa li spinge ad arrivare in parrocchia alla fine della scuola per donare il loro tempo: su questi cosa si potrebbe edificare un nuovo inizio.

Poi arriveranno i compiti e le interrogazioni, il calcio e la pallavolo, l’inglese e il clarinetto, lo stage lavorativo e il corso di teatro. Ma dentro quest’agenda non pochi di loro saranno capaci di trovare un po’ di tempo per la comunità cristiana e per mettersi a sequela del Vangelo.

Non corriamo il rischio di dare l’impressione che ci ‘servono’ solo in estate: essi ci ‘servono’ sempre, perché sanno ‘servire’ con generosità, se trovano motivazioni, relazioni sincere, rispetto e fiducia. Chiesa in uscita vuol dire anche far entrare chi sta fuori, e fare in modo che non fugga dopo qualche mese.

 

E infine una richiesta: cari adolescenti, volete prendere in mano il coraggio e infastidire un po’ i vostri educatori su quello che vi abita e su quello che vorreste? Lì, in quel bussare, passa lo Spirito, oggi.

24/07/2017 17:16 Francesca Vittoria
Da "la stampa" data odierna ...un bimbo su tre passa l'estate senza vacanze...presi quattro piromani della pineta in prov.di Ravenna tre sedicenni studenti "volevamo solo giocare".. Alle forze dell'ordine sono parsi "pentiti" sono stati sequestrati gli accendini!!! Ma avranno ricevuto un qualunque tipo di educazione da qualcuno? E mi pare che qualche anno fa , si fosse ipotizzata l'idea di ritenere 16 anni una età matura per esercitare il diritto di voto.!A..altro scandalo : in cenere l'area di 5 metropoli - il ministro Galletti "serve una fortissima azione repressiva ". Perché non si parla invece di una mancanza di senso morale, di mancato senso di irresponsabilita della cosa pubblica della importanza di intervenire con mezzi educativi da impartire in ogni ambito educativo e quindi anche nelle scuole nelle parrocchie fin dall'infanzia. A cominciare dal rispetto del luogo dove si trascorrono le ore di studio E perché non se ne dovrebbe parlare proprio quando fatti così gravi accadono anche negli ambiti parrocchiali? Quanto costerà tutta questa distruzione che impoverirà ulteriormente il nostro Paese, Ma sono anche da queste realtà che si coinvolgono tutti i cittadini e perché no, anche educatori laici , sacerdoti che insegnano Cristo, occasione per renderlo coinvolto partecipe della vita con i problemi di oggi, come Lui si è avvalso dei problemi dei suoi giorni per insegnare una dottrina nuova da vivere con gli altri " , ama il prossimo tuo come te stesso" Risolvere sempre che ogni colpa si salda/assolve pagando in moneta non serve, credere di reprimere con nuove sanzioni neppure , non scuote nessuna coscienza se non vi è la percezione di quanto male è stato causa una azione insana, una vergogna che se un Paese si autodistrugge così come sembra , basti dichiarare uno stato di calamità , e l'animo ad essere ferito, e forse in questo caso la Voce del Santo Padre non sarebbe una ingerenza visto il male causato alla collettività

Francesca Vittoria



20/07/2017 08:11 Sara
Per quello che vedo non sono particolarmente problematici, fanno però fatica a decidere insieme, lo notano anche a scuola dove insistono infatti sul proporre lavori di gruppo.
Anche noi genitori del resto siamo cambiati: per decidere un giorno comune per il catechismo cresima ci abbiamo messo settimane.
Al netto di tante analisi sociologiche spesso vedo più la difficoltà di trovarsi e di saper mediare anche quando non ci sono grossi problemi.
Qualsiasi proposta va bene a 3 persone e spiace agli altri 10 e si deve ricominciare da capo.
Dal condominio al parlamento passando per la scuola e la parrocchia.

P.s. Detto questo anche io penso i ragazzi abbiano,sotto questa crosta un po' infantile, grosse risorse di fantasia e creatività che andrebbero valorizzate.



19/07/2017 17:52 Pietro Buttiglione
Sulla notazione di MT
Secoli fa era il soddisfacimento di bisogni "fisici" IL probl..
Oggi i probl sono diventati psico... i parametri aumentati di brutto.. i meccanismi complicati..
Forse era meglio quando si nasceva figli di xy e si sapeva che il ns destino era xy??
Riconosciamo che x qs giovani i probls sono aumentati e parecchio!!



19/07/2017 14:41 Maria Teresa Pontara Pederiva
Ma vorrei sperare che non si tratti di un “servirsi” di loro solo d’estate. Sono gli alberghi e le strutture turistiche che si servono di manodopera estiva per il moltiplicarsi del lavoro, non le parrocchie e le nostre comunità la cui pastorale … dura tutto l’anno. I giovani animatori dei più piccoli durante le attività estive sono gli stessi che nei mesi precedenti e successivi sono nelle fila dei gruppi giovanili che si incontrano regolarmente per la loro attività formativa (e anche ricreativa).
A Sara mi sia permessa una parola, da mamma: bando ad ogni impressione negativa (quella lasciamola ad altri), ma sono proprio le mamme che, quotidianamente, sanno vedere dietro la scorza vuoi disimpegnata, vuoi spesso immatura (certo che i sedicenni talvolta appaiono ancora alla scuola media …) tutti i valori di cui sono portatori.
Forse oggi più di ieri, quando la nostra generazione era più “aiutata” da un ambiente che portava ad uscire dall’individualismo e alla partecipazione. Interroghiamoci su quanto aiuto possano trovare i ragazzi di oggi dalla generazione adulta, se come scrive Sergio, c’è pure il rischio di limitarsi a servirsi di loro.



18/07/2017 09:44 Sara
Nel senso: non sono nichilisti, sfiduciati arrabbiati. Hanno più l'attitudine al cazzeggio, solare, allegro e divertente ma sempre cazzeggio, quando devi organizzare cose serie alla lunga diventa un ostacolo.


18/07/2017 09:18 Sara
Pietro ho un figlio di 16: quello che dice lei e' fantascienza.
E' già tanto se riescono a mettersi d'accordo per prendere un gelato insieme. Inoltre ci sono anche le relazioni tra adolescenti non solo quelle con gli adulti.
Mio figlio per dire con il suo migliore amico scalerebbe pure l'Everest con l'infradito, da solo non si muove. Se andiamo a Messa e ci sono altri ragazzi e' felice come una Pasqua se non c'è nessuno invece....
Per quello dico: se ci fosse un pizzico di partecipazione in più (anche se solo per due calci al pallone) già saremmo a metà strada. Tenuto conto che q scuola i tuoi compagni non credenti ti prendono anche in giro se frequenti.
Loro hanno un bel gruppo (rispetto ad altri che non hanno nulla) solo perché la catechista (di 30 anni giovane anche lei) si inventa questo e quello pure sui social, se aspetti che parta da loro buonanotte. Del resto anche i ragazzi di Sergio: parlano se li intervisti, non hanno la spinta a partecipare in autonomia.



E sono ragazzi carinissimi, simpatici senza problemi.



18/07/2017 08:00 PietroB
Ad es. Se il Sinodo si riducesse a questi due discorsi,
http://www.korazym.org/27677/torino-la-chiesa-cammina-con-giovani/
bellissimi, di persone degnissime, che frutti porterebbe? Come le GMG.



18/07/2017 07:50 Pietro Buttiglione
Creare e gestire loro dei social ad es.
- su esperienze e persone che " generano speranza"
- su confronto/i tematici : a me piacerebbero contributi su "senso della vita"
Favorire incontri tra chi contribuisce : si parte da una volta all'anno e x regione ma si spera che diventino locali e frequenti
PS per favore gestito da loro, no preti "accompagnatori" o anziani che sanno già tutto ( come me) : là libertà di sbagliare istituzionale😎😄😁



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Sergio Di Benedetto
Sergio Di Benedetto, classe 1983, insegnante di Lettere, è ora assistente di Letteratura Italiana all'Università della Svizzera Italiana di Lugano. Da anni collaboratore in realtà ecclesiali e scolastiche, scrive drammaturgie di carattere sacro e civile per una compagnia di attori professionisti, la Compagnia Exire. Ha coordinato diversi laboratori teatrali con adolescenti, per aiutare i ragazzi a crescere attraverso il teatro.

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