ROBE DI RO.BE.
L'«opinione personale» del Papa
di Roberto Beretta | 16 maggio 2017
Abituati a considerare qualunque pronunciamento pontificio come un oracolo indiscutibile («Roma locuta, causa finita»...), nemmeno più credevamo che un Vicario di Cristo potesse avere un pensiero personale

«Lo dico come opinione personale». È solo un inciso, nell'impegnativo e coraggioso discorsetto a braccio che Papa Francesco - ormai noto mattatore delle interviste "ad alta quota"... - ha imbastito al ritorno da Fatima con i giornalisti che gli chiedevano qualcosa su un altro luogo mariano, Medjugorie. È solo un inciso all'interno di un giudizio piuttosto severo su quelle presunte apparizioni, giudizio che ha fatto discutere i commentatori e sicuramente contrarierà tantissimi fedeli, meritando quindi altre attenzioni anche in questo blog; eppure a me, che prediligo estrapolare le questioni metodologiche dai temi di Chiesa, per intanto ha fatto un grande effetto in se stesso.

«Lo dico come opinione personale»: da quanto tempo non sentivamo affermare una cosa del genere da un Papa? Abituati a considerare qualunque pronunciamento pontificio come un oracolo indiscutibile («Roma locuta, causa finita»...), nemmeno più credevamo che un Vicario di Cristo potesse avere un pensiero personale, e dunque discutibile o persino sbagliato. Forse esagero, ma nella sua semplicità quest'inciso fa piazza pulita nel senso comune (certo, i teologi le loro distinzioni tra ex cathedra e no le hanno sempre fatte: ma la gente non ci ha mai badato più di tanto) di un secolo e mezzo di malintesa infallibilità pontificia e più in generale di un eccessivo dogmatismo, di un clericale spirito gregario.

C'è anche di più. La secolare sacralizzazione della persona del Papa ha condotto nel tempo a concezioni teologiche discutibili, se non addirittura aberranti: che dire della definizione di «dolce Cristo in terra», per esempio? O dell'inno militante che proclamava «Bianco Padre che da Roma, ci sei meta, luce e guida» (mutatis mutandis, soprattutto il colore della veste o della camicia, non si diceva diversamente del duce...). Il ruolo aveva cioè assorbito la persona, e dobbiamo dare atto a Bergoglio che fin dai suoi primissimi atti ha rivolto molti sforzi a smontare tale immagine.

«Lo dico come opinione personale» è dunque ai miei occhi una sberla potentissima al clericalismo, secondo il quale la gerarchia lascia credere di agire sempre in persona Christi, anche quando tratta le normali faccende del mondo. È un riconoscimento implicito di pluralismo, in una Chiesa in cui la gestione delle opinioni è ancora tutt'altro che libera e impostata su basi paritarie. È l'ammissione che persino nella fede esistono questioni opinabili e che si può essere cattolici anche pensandola diversamente, addirittura quando si tratta di apparizioni mariane (figuriamoci nel resto!). È in definitiva l'accettazione - l'abbiamo sottolineato qui tante altre volte - di un relativismo "buono", sano, utile anzi indispensabile, di contro all'esigenza di pervasive e tranquillizzanti "certezze".

Ma ovviamente tutto questo pure io «lo dico come opinione personale»...

 

 

22/05/2017 09:55 Teresa Benedini
Dalla quantità di commenti a questa riflessione di R. Beretta, verrebbe da dire che l'argomento interessa e interroga . Ma quale ? L'"opinione personale" di papa Francesco o Medijuorje ?
L'opinione personale di Francesco mi pare ovvia: non è del Vengelo che parla !
Certo . , se di Francesco cogliessimo la sostanza , ci accorgeremmo che su un unico punto non ha " opinioni personali" ed è sul Vengelo .....
Forse , farebbe bene anche a noi tutti , cristiani , cattolici, essere liberi di avere opinioni personali su tutto , fuorchè su ciò che riguarda la Parola del Vangelo....



22/05/2017 09:24 Pietro Ignazio Soru
Madonna postina? Nessuna meraviglia. Papà logorroico? Fastidioso.


17/05/2017 19:14 Sara
Sull'argomento Un articolo di Tornielli assolutamente esaustivo

http://www.lastampa.it/2017/05/16/vaticaninsider/ita/vaticano/medjugorje-ecco-le-conclusioni-della-relazione-ruini-lt73Aw7zVMvKQWPzzWgVDL/pagina.html



17/05/2017 18:18 Pietro Buttiglione
e non dimentichiamo:
... dove due o più sono uniti nel MIO Nome...
( un mantra x i Focolari...)



17/05/2017 17:30 Ale.
Le apparizioni, di Maria come di Gesù, non sono MAI state un dogma di fede, quindi ciascuno può credervi o non credervi, e rimane cristiano a tutti gli effetti.
La differenza è che, nei santuari legati ad apparizioni riconosciute vere dalla Chiesa, il loro culto è ufficialmente autorizzato. Negli altri casi, non sarebbero "autorizzati" i pellegrinaggi ufficiali guidati da sacerdoti, Vescovi ecc.
Ciò non toglie che gli stessi sacerdoti o Vescovi vi possano tranquillamente andare, magari anche "accompagnando" un gruppo, rendendosi personalmente conto in loco del clima di vera fede o meno conseguente all'evento.
Né autorizzato, né proibito. Sembrano cavilli giuridici, ma in fondo la differenza è quella.
Per quanto riguarda i fedeli, chi non ci crede non sente il bisogno di andarci, chi invece ci crede oppure vuole togliersi qualche dubbio si reca sul luogo con cuore e mente aperti. E fa esperienza diretta.
Negli anni scorsi, andando d'estate in Bosnia ho avuto modo più volte di recarmi a Medjugorje: e, se la cittadina è cresciuta in modo non dissimile da Fatima o Lourdes, analoga è anche la spiritualità che si respira intorno al Santuario, analoghe le manifestazioni di culto, analoghi i frutti spirituali. Ho conosciuto preti che lì avevano ricevuto la vocazione, così come persone che si erano convertite nel profondo cambiando vita, come pure persone la cui esperienza non era andata al di là di una curiosità puramente turistica o persone dai gesti apparentemente superstiziosi o "esagerati".
Lo stesso che avviene nei luoghi delle altre apparizioni.
Quindi, a mio avviso, pronunciamenti ufficiali o no, apparizioni tuttora vere o no, ciò che davvero conta è il cuore delle persone, aperto - lì o altrove - oppure chiuso ai doni di Grazia che il Signore elargisce: "Ecco, sto alla porta e busso...".



17/05/2017 12:25 Federico B.
L'importante è che non si impedisca (in vari modi) di credere nella veridicità di queste apparizioni.
Lecito lo scetticismo, lecita la fede.

Purtroppo questo odora molto di relativismo e su questo tema LA MIA OPINIONE PERSONALE è molto diversa da quella di Beretta, perchè non ci vedo proprio niente di buono. Il pontificato di Bergoglio ha portato, tra i tanti, anche questo frutto... vedremo cosa porterà il prossimo.



17/05/2017 11:47 Pietro Buttiglione
Ho saputo da poco che tu puoi NON. Credere ad es a Fatima e resti cattolico a tutti gli effetti😍🙃


17/05/2017 11:07 Giuseppe neri
Francamente, mi pongo una domanda forse un po' irriverente, ma in fondo banale. Per quale alta ragione la Chiesa e il papa dovrebbero a tutti i costi decidere (assumersi la responsabilità di indicare infallibilmente a tutti i fedeli ed a tutti gli uomini di buona volontà) se le apparizioni della Madonna a Medjugorie (o altrove) siano effettivamente avvenute oppure no? E' così importante e decisivo per la fede dell'umanità? E poi, con quali mezzi lo può fare? Con decisioni a maggioranza di commissioni cardinalizie o di teologi ed "esperti"? Per decisione personale ma carismatica ed ufficiale del papa, si presume assunta sulla base di una qualche ispirazione divina?
Umilmente non capisco, personalmente sono poco interessato, dal punto di vista pastorale le apparizioni (quelle presunte, ma anche quelle ufficialmente acclarate)della Madonna mi riportano ad una Chiesa ottocentesca, preconciliare, incapace di misurarsi davvero con il mondo e quindi incline ad anticipare a tutti i costi presunte manifestazioni ultreterrene...
Posso continuare a dirmi, umilmente, credente e rimanere fortemente scettico su tutte le apparizioni mariane ufficiali, ufficiose o solo millantate?
Chiedo ancora scusa per la franchezza
Giuseppe



17/05/2017 08:20 Sara
A proposito di rispondere:

"Ci sono sempre delle porte che non sono chiuse. Bisogna cercare le porte che almeno sono un po’ aperte, per entrare e parlare sulle cose comuni e andare avanti. Passo passo. La pace è artigianale: si fa ogni giorno. Anche l’amicizia fra le persone, la conoscenza mutua, la stima è artigianale: si fa tutti i giorni. Il rispetto dell’altro, dire quello che si pensa, ma con rispetto, camminare insieme… Qualcuno la pensa in un certo modo: dire quello, essere molto sinceri in quello che ognuno pensa."

Anche dell'amore nel matrimonio disse che è artigianale.


"Con Mons. Fellay ho un buon rapporto, ho parlato parecchie volte… A me non piace affrettare le cose. Camminare, camminare, camminare, e poi si vedrà. Per me non è un problema di vincitori o di sconfitti, no. E’ un problema di fratelli che devono camminare insieme, cercando la formula per fare passi avanti."

Né risposta già impacchettata né silenzio ma ascolto reciproco e condivisione.



16/05/2017 17:40 Francesca Vittoria
…., l’opinione personale di Jorge Bergoglio e quella ancora da pronunciarsi quando sarà di Papa Francesco sulla veridicità che i messaggi della Santa Vergine siano prove delle sue reali apparizioni a Medgorj, questo distinguo di esprimere una opinione personale, piuttosto che del Papa , ha sollevato meraviglia perché non ci si aspettava che Egli precisasse di avere anche una idea personale.
Ai fedeli interessa soprattutto il pronunciamento della Chiesa di cui il Papa è Capo, e sulle cose in cui credere, tutti si affidano ai suoi pronunciamenti, , Può anche capitare che un pellegrino faccia la sua esperienza personale e in cuor suo abbia già deciso il suo credere, la sua certezza,si basa in quello che ha visto, sentito o provato.. Avviene come nel Vangelo per la donna che va al pozzo e dopo aver parlato con il Maestro torna a dire a tutti che ha incontrato chi è il Cristo, e molti le credono, altri vanno a vedere da se. è stato così a Fatima ed è così a Lourdes. Per i più, i molt vanno con la speranza di trovare o ricevere ciò che cercano e hanno bisogno, e Vanno con la fiducia perché la Chiesa garantisce la veridicità dei fatti, Ma per i moltissimi altri, che non hanno nessun bisogno, la Parola del Papa- della Chiesa, può anche venire disconosciuta, messa alla berlina, da chi non crede – e in tempi come quelli di oggi con i mezzi di comunicazione di cui disponiamo la Chiesa tutta verrebbe ulteriormente combattuta, questa è davvero pietra pietra d’inciampo, se non fosse che si potesse veramente fare a meno del suo aiuto per quelle persone che sono scartate dal mercato di interessi vari, dai costruttori che si dicono perseguano la Pace ma questa sembra essere è solo miraggio per popoli che faticano ogni giorno a viverla.
Francesca Vittoria



16/05/2017 17:40 Pietro Buttiglione
Se x Marco e i 4 IL probl fosse stato di sostanza... aveva risposto prima dopo e durante abbondantemente... Siccome invece è del tipo: gettiamo dubia, qualcosa cmq rimarrà!!! OK, non ha risposto. Ma che p....


16/05/2017 15:43 Marco N.
Papa Francesco in volo non solo ha detto una sua opinione personale su Medjuorje; ha anche "a domanda risposto" (per usare le parole di Sara su un altro thread) sulle dimissioni della Collins dalla commissione antipedofilia, smentendo in questo modo l'idea che taluni si erano fatti (lo scriveva sempre Sara rispondendo a Borghi) che su alcune cose il Papa risponde con il silenzio. Come dire appunto: in realtà non è vero, in volo (o altrove) chiedetemelo, e io vi risponderò.
C'è però una questione su cui il Papa continua a mantenere un riserbo strettissimo, a questo punto - viene da pensare - con la collaborazione dei giornalisti in volo, che mai gliela chiedono: cioè la lettera dei 4 cardinali relativa alla correzione formale su Amoris Laetitia. Su questo, da un lato nessuna parola da parte sua, però anche mai nessuna domanda da parte dei giornalisti invitati sui voli (Tornielli, Piquè...).



16/05/2017 14:42 Sara
Avrò fatto un macello nello scrivere come il solito.

:-)



16/05/2017 13:58 Pietro Buttiglione
Ricordo benissimo B16 citato da S. Era captatio benevolentiae x i "lontani"... infatti poi .. se uno non ha la Fede nn può capirLo! Siamo 1000 miglia lontani da Bergoglio: un vero ". & a capo" 🙃


16/05/2017 11:34 admin
@Sara Mi scuso per l'equivoco, avevo visto due indirizzi mail diversi e pensavo a un'omonimia


16/05/2017 11:07 Sara
Siamo la stessa persona. E infatti diciamo la stessa cosa.


16/05/2017 10:30 Sara
Può darsi però preferisco il noi in genere.



"Detto anche plurale di maestà o plurale maiestatico, è una costruzione derivata dal latino, dove l’uso della prima persona del plurale in luogo del singolare serviva a esibire il prestigio sociale o il ruolo istituzionale del parlante. Attestato già in età arcaica nel poeta Ennio (239-169 a.C.), il plurale maiestatis è frequente in età repubblicana: ne sono esempi le formule nos consules e nobis consulibus, in numerose orazioni di Cicerone."

"Nella prosa narrativa l’uso del plurale in luogo del singolare è invece più spesso da attribuire alla volontà dell’autore di mantenersi su un piano subordinato rispetto al racconto. Non trattandosi di affermazione di autorità, quanto piuttosto di affettazione d’umiltà (Serianni 1988: 245), si parla per tali usi di plurale di modestia, di cui numerosi esempi si trovano nei Promessi sposi:"

Ruolo istituzionale di fronte al quale si mette (umilmente) in secondo piani la propria personalità. (anche Peppone parla a nome dei compagni)


http://www.treccani.it/enciclopedia/plurale-maiestatis_(Enciclopedia-dell'Italiano)/

Nei documenti medievali il Papa è indicato come servo dei servi, in epoca moderna come primus inetr pares


Che ci siano state distorsioni poi è verissimo non è detto che ci possano essere anche oggi.



16/05/2017 10:23 admin
Piccola nota di servizio: i due commenti firmati Sara sono di due persone diverse. Mettere almeno l'iniziale del cognome forse sarebbe opportuno


16/05/2017 10:03 Roberto Beretta
@sara
No Sara, il noi maiestatico è esattamente il contrario di quello che stiamo dicendo! Invece è vero l'appunto sul libro dell'infanzia di Gesù di Ratzinger: grazie per averlo ricordato. Ultima cosa: ovvio che il diritto di opinione personale ce l'hanno tutti, anche gli anti-bergoglio,..



16/05/2017 08:58 Sara
Da un certo punto di vista il "noi" dei Papi passati esprimeva già la pluralità del pontificato.

Il Papa che si pronuncia (ufficialmente) non si esprime tanto in prima persona ma dando voce già ad una pluralità di riflessioni precedenti. Come Mattarella che parla a nome delle istituzioni (al posto dell'ego ipertrofico di Renzi)

In questo caso il pronunciamento ufficiale sarebbe la sintesi della commissione Ruini, del parere della Cdf, del messo apostolico ecc. e Roma locuta sarebbe paragonabile alla sera delle elezioni in cui si accetta il verdetto e si mette fine (almeno per un po') alle discussioni.

Io per lo meno lo vivo così.

Oggi le istituzioni sono tutte in crisi e vanno i personalismi in un certo senso ci accodiamo.



16/05/2017 08:45 Angheran m
Lo dice come opinione personale perchè conosce l'ipersensibilità del "Gospa club" e forse non ha voglia di aprire un altro fronte. Ma in generale non si vede questa grande novità epocale. A parte il fatto che non è cosa inaudita come dice Sara. Ma la distinzione tra ex cathedra è sempre stata patrimonio del cattolicesimo. A rigore è "opinione personale" anche la quotidiana pillola da Santa Marta dedicata ai cattolici , ma dubito che qualcuno lo faccia notare. Altrimenti ci si potrebbe ritrovare in compagnia di quelli che considerano ogni parola magistero e ne traggono la conclusione: "Se ha detto questo non è papa"...


16/05/2017 02:13 Ale.
"È l'ammissione che persino nella fede esistono questioni opinabili e che si può essere cattolici anche pensandola diversamente": vivaddio! Ma vale davvero per tutti? E che dire allora dei milioni di epiteti "gentilmente" rivolti ai famosi quattro cardinali, rei di "pensarla diversamente" e - orrore! - persino di esplicitarlo?

E' evidente che Bergoglio, provenendo "dall'altra parte del mondo", non aveva la percezione della valenza attribuita dai fedeli al Papa, non solo Vescovo di Roma ma - in virtù di questo - capo di tutti i cattolici, che giustamente guardano al Papa come alla Guida cui fare riferimento.
E non l'ha tuttora.
Non si spiegano diversamente le sue ripetute "parole in libertà", che spesso gli "sfuggono" durante i viaggi in aereo, benché lui stesso affermi di non amare le interviste improvvisate, e sia anche stato costretto più volte a dare successive precisazioni.

In questo caso particolare, relativo ad una materia discussa da anni e su cui tutti attendono una parola "definitiva" dal Vaticano - cioè dal Papa -, una materia su cui è stata istituita una commissione ancora in corso per una valutazione approfondita, a me sono sembrate quanto meno "imprudenti" quelle parole in cui - volente o nolente - si sbilanciava apertamente senza argomentazioni serie a fondamento.
Un'opinione, anche se personale, su qualunque materia rilevante andrebbe espressa con cognizione di causa: nella fattispecie, se non proprio recarsi sul posto (pressoché impossibile), almeno incontrare personalmente i "veggenti", parlare con loro, ascoltarli per valutare alla fonte la loro sincerità, la loro credibilità.
I frutti positivi li ha riconosciuti, ma tacciare la Madonna come "postina" e altro (e non era la prima volta) senza valutare personalmente la veridicità o meno dei messaggi (che in fondo ripetono ciò che la Madonna ha sempre detto, in tutte le apparizioni anche riconosciute, cioè preghiera e penitenza), non mi è sembrato il modo di esprimersi adatto ad un Papa. Irriguardoso anche verso Maria.



16/05/2017 00:53 Sara
Lo dico come opinione personale»: da quanto tempo non sentivamo affermare una cosa del genere da un Papa?


"«Non ho bisogno di dire espressamente che questo libro non è in alcun modo un atto magisteriale, ma è unicamente espressione della mia ricerca personale del "volto del Signore". Perciò, ciascuno è libero di contraddirmi. Chiedo soltanto alle lettrici e ai lettori di farmi credito della benevolenza senza la quale non c’è comprensione possibile»

Raztinger nell'introduzione del suo primo Gesù una decina di anni fa.



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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto una ventina di libri, tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa ). L'ultimo è appena uscito e si intitola La santa puttana. È assessore alla trasparenza e alla sicurezza della sua città, Lissone, per una lista civica. Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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