Nell'arte
L'apostolo Tommaso: uomo della lode
di Gian Carlo Olcuire | 23 aprile 2017
In tre vetrate di una chiesa anglicana, si è pensato in modo nuovo a Tommaso. Non più dipinto come l’uomo dei dubbi, è ora l’uomo che, fugati i dubbi, canta le lodi del Signore.

«MIO SIGNORE E MIO DIO!»

(Thomas Denny, 1992, Gloucester, Cattedrale di S. Pietro e della Santa e Indivisibile Trinità)

 

«Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gv 20,19-31

 

 

In tre vetrate di una chiesa anglicana, si è pensato in modo nuovo a Tommaso. Non più dipinto come l’uomo dei dubbi, è ora l’uomo che, fugati i dubbi, canta le lodi del Signore. E, sentendosi una piccola parte dell’immensità del creato, si ridimensiona… fin quasi a scomparire.

Di solito, nelle opere che lo rappresentano, l’apostolo tende a rubare la scena a Gesù, col suo non fidarsi e chiedere verifiche (al punto che, spesso, lo si vede impugnare una squadra da falegname). E poiché Gesù lo invita a guardare e a toccare, guidandogli la mano o alzando il proprio braccio, gli artisti – quasi sempre – mostrano un Tommaso controllore (anche se non è scritto che ciò sia avvenuto).

Ma, se il suo riconoscimento si ferma qui, non si discosta da un atto poliziesco («Sì, è lui»), formale e privo di gioia. Si rischia di dare un peso enorme all’ego di Tommaso, che ha avuto soddisfazione, e soprattutto non si riesce a rendere l’espressione «Mio Signore e mio Dio!», che riporta l’apostolo coi piedi per terra, in una comunità più grande di lui, capace di aiutarlo a riconoscere ciò che Dio ha fatto.

Così, a Gloucester, si è fatta un’altra scelta: quella di dare spazio all’atto di fede di Tommaso, immaginando che – appena esclamato «Mio Signore e mio Dio!» – si sia messo a recitare il Salmo 148, in cui le creature celebrano la grandezza del Creatore. Per cui, se la finestra centrale del trittico riproduce Gesù e Tommaso, le due laterali propongono un’eruzione dei doni di Dio. Tutti insieme – angeli e cose, animali e persone – esultanti nel celebrare «il nome del Signore, perché solo il suo nome è sublime: la sua maestà sovrasta la terra e i cieli».

Leggero come un uccello, non come una piuma, lo Spirito sta cominciando a far uscire i discepoli dalle loro paure…

 

 

Commenta *






Versione stampabile
Invia ad un amico
Scrivi a Vino Nuovo





Gian Carlo Olcuire

Gian Carlo Olcuire è un grafico. Che si sente realizzato quando riesce a far guardare le parole come se fossero immagini e a far leggere le immagini come se fossero parole. Lavora soprattutto per il mondo cattolico ed è appassionato di linguaggi, soprattutto dell'uso (o abuso, disuso, riuso) che se ne fa nel mondo cattolico.

 

 

leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it