La Via Crucis della Settimana Santa
di Luca Bortoli | 14 aprile 2017
Il martirio dei copti, i bambini usati per attacchi suicidi in Africa, i controllori corrotti, i volti dei migranti nella nostra Via Crucis in dialogo con le notizie della settimana

La Via Crucis è meditazione e preghiera sulla Passione di Gesù ma anche cammino di conversione per ciascuno di noi e per il mondo. Anche in questo Venerdì Santo vogliamo viverla facendo dialogare la Sua salita al Calvario con alcune storie che la cronaca in questi giorni ci ha posto davanti agli occhi.

 

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I STAZIONE

GESÙ VIENE TRADITO DA GIUDA E ARRESTATO

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

Dal Vangelo di Luca (22, 47-48)
Mentre Gesù ancora parlava, ecco una turba di gente; li precedeva colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, e si accostò a lui per baciarlo. Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell'uomo?».


 

«Una persona deliziosa, mai avremmo immaginato...». I commenti di alcuni tra i 400 dipendenti dell'Agenzia delle entrate di Genova lasciano basiti. Lunedì scorso, il loro direttore, il livornese Walter Pardini, viene arrestato assieme a tre professionisti all'uscita da un noto ristorante del capoluogo ligure. Nel taschino della giacca, la tangente da 7.500 euro appena ricevuta per mettere una buona parola sul contenzioso tra il fisco e l'azienda napoletana che lo scorso anno aveva spostato la sede a Genova sapendo di poter contare sull'appoggio di Pardini. È il controllore corrotto che aiuta l'evasore a farla franca.

Signore,
perché quei maledetti trenta denari che hanno condotto Giuda al patibolo sono così attraenti anche per noi? Perché siamo pronti a tradire il nostro buon nome, la nostra famiglia, la nostra professionalità - anche lo Stato o la chiesa - in nome del dio denaro e di tutte e sembianze che può assumere? Macchine, vacanze da sballo, sesso, notorietà: ai piedi della tua croce, Gesù, aiutaci a dare ogni giorno a queste tentazioni il loro vero valore.

Padre Nostro...

 

II STAZIONE

GESÙ VIENE CONDANNATO A MORTE 

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

Dal Vangelo di Marco (15, 14-15)

La folla gridò più forte: «Crocifiggilo!». E Pilato, volendo dare soddisfazione alla moltitudine,
rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

 

 

Pagare con la vita, niente di meno. La colpa di Gesù, quella che Pilato pare non aver nemmeno compreso fino in fondo, per la moltitudine descritta dai vangeli, va punita con la pena capitale. Quasi duemila anni dopo quel processo farsa, sono ancora 2.832 gli uomini nel mondo che all'interno di una cella spoglia, attendono la propria esecuzione. La pena di morte, come conferma il rapporto di Amnesty international pubblicato lunedì, è ancora lontana dall'essere debellata. Da otto anni a questa parte è in continuo calo il numero dei condannati a cui viene effettivamente tolta la vita. Ma se a ovest, gli Stati Uniti escono dalle prime cinque posizioni della classifica delle esecuzioni, a est, in Cina, lo stato ammazza e lo fa nel segreto. Secondo l'Ong internazionale a fronte delle "sole" 85 esecuzioni capitali segnalate nel registro giudiziario on line, fra il 2014 e il 2016 sarebbero in realtà più di 900 le condanne a morte eseguite.

Signore,
placa la sete di vendetta innata dentro di noi. Aiutaci a controllare gli istinti più  bassi che i fatti più odiosi e gravi della cronaca e della vita quotidiana ci risvegliano. Nessun uomo è  irrecuperabile, nessun cuore è solo malvagio. E soprattutto non siamo noi i giudici in grado di stabilire chi ha diritto di vivere e chi no. Mantieni la luce della ragione accesa in noi, Signore, alimenta la volontà di conoscere per prevenire e non il gusto di giustiziare.

Padre Nostro...


 

III STAZIONE

GESÙ VIENE FLAGELLATO E CORONATO DI SPINE

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

Dal Vangelo di Matteo (27, 26-30)

Pilato, dopo aver fatto flagellare Gesù lo consegnò perché fosse crocifisso. Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo.

 

 

Non solo arrestati. I cento uomini che si trovano in un "prigione segreta" nella città di Argun, in Cecenia, assieme a jihadisti ed ex combattenti siriani, per il fatto di essere omosessuali sarebbero anche stati picchiati, torturati,costretti a sedersi sui vetri di bottiglie rotte e seviziati con scosse elettriche ai genitali. È quanto riportava nei giorni scorsi il  quotidiano indipendente russo Novaya Gazeta che ha raccolto le testimonianze del movimento semiclandestino Russian Lgbt network.

Signore,
ci sono differenze, orientamenti, diversità nella storia e nell'animo dell'uomo che continuano a scandalizzare. Tra di noi c'è chi è convinto di essere "normale", "nel giusto", perché rispetta i canoni che per decenni hanno segnato le dinamiche sociali. Aiutaci invece a comprendere che non esiste un normale e un a-normale, non c'è - almeno per quanto riguarda la sfera sessuale, la religione o la salute - un buono da "promuovere" e un "cattivo" da flagellare. Mettici sui passi di Gesù che non ha selezionato i "normali" per la sua predicazione, ma ha dato vita alla Buona Notizia grazie agli ultimi, ai discriminati e agli emarginati della società del suo tempo.


Padre Nostro...

 

IV STAZIONE

GESÙ È CARICATO DELLA CROCE

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

Dal Vangelo di Giovanni (19, 16-17)

Allora [Pilato] lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota.

 

 

Siena e Bassano del Grappa. Due città e due ragazze, una di famiglia kosovara e l'altra di origini africane, picchiate dai rispettivi padri per essersi rifiutate di mettere il velo per uscire di casa. Ad accorgersi de lividi e delle escoriazioni, in entrambi i casi, compagni di scuola e insegnanti, che hanno subito attivato le autorità sanitarie e giudiziarie Dettami religiosi assurti ad assoluti. Indumenti imposti che assumono per queste adolescenti il peso della croce.

Signore,
ricordaci che ci hai creati liberi. Di seguirti, di rifiutarti, di amarti o di rimanerti indifferenti. Il sabato è per l'uomo e non l'uomo per il sabato, ha detto Gesù con una rivoluzionaria semplicità. E così ha messo in crisi quella tendenza, presente negli uomini di ogni epoca storica, ad assolutizzare le regole e le usanze, anche al costo di usare violenza, senza chiedersi quale sia il loro significato e soprattutto senza chiederci se davvero ci rendono persone migliori. Signore, rendi gli uomini di ogni provenienza e religione attenti anzitutto alle persone e non permettere che rinuncino alla libertà che ci tu hai donato a tutti in nome di un'illusoria identità.

Padre Nostro...

 

 

V STAZIONE

VERONICA ASCIUGA IL VOLTO DI GESÙ

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

 

Dal Salmo 27 (8)

Il mio cuore ripete il tuo invito: "Cercate il mio volto!". Il tuo volto, Signore, io cerco.

 


Il voto unanime di mercoledì da parte del consiglio regionale del Veneto era ampiamente atteso. I due hub di Cona (nel Veneziano, ospita 1.200 richiedenti asilo) e Bagnoli di Sopra (in provincia di Padova ma a due passi dal primo, 750 migranti) non piacciono a nessuno. Non certo a chi di quei "profughi" proprio non vuol sentir parlare, ma nemmeno a chi si batte per un'accoglienza diffusa e dignitosa. Ammassamenti così numerosi, allestiti in ex basi militari, hanno mostrato tutti i loro limiti nelle rivolte seguite alla morte di una richiedente asilo per trombosi, ma anche nelle minacce di stupro a donne che abitano in zona con conseguenti manifestazioni pacifiche anche da parte dei primi cittadini. Eppure, una decina di giorni fa, quando dal Camerun è rimbalzata la notizia che il padre di François (nome di fantasia), uno dei 750 di Bagnoli, era morto, subito nel campo si è accesa la solidarietà e la compassione. Veronica ha preso il volto di decine di richiedenti asilo che si sono stretti in preghiera insieme e hanno promosso una colletta con i pocket money per permettere al loro compagno di viaggio di chiamare a casa ogni giorno.

Signore,
Veronica ha saputo guardarti negli occhi. Lungo la via Crucis, prima che il legno pensante, le ferite profonde, il sangue sparso  e il condannato, ha visto l'uomo. Facci il dono di scorgere sempre l'essere umano, la creatura che abbiamo davanti e non solo la domanda o il problema che essa rappresenta.

 

VI STAZIONE

IL CIRENEO SI CARICA LA CROCE DI GESÙ

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

Dal Vangelo di Matteo (27, 32; 16, 24)

Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di Gesù.
Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua».

 


 

È una settimana santa insanguinata, quella che stiamo vivendo. I 44 morti e 118 feriti provocati dal duplice attentato terroristico della domenica delle Palme nelle chiese copte di Tanta e di Alessandria, in Egitto, continuano a interrogare la coscienza di tutti i cristiani del mondo e iniettano altro terrore nella vita della minoranza cristiana egiziana che dal 2013 ha subito almeno quaranta attacchi. Tra le vittime di Alessandria d'Egitto, sette erano poliziotti. Agenti in servizio, persone, presumibilmente anche di fede musulmana, che domenica svolgendo il proprio lavoro hanno pagato il prezzo più alto. Individuato l'attentatore suicida, infatti, gli hanno impedito di entrare nella cattedrale di San Marco e di puntare al papa copto Tawadros II. L'esplosione li ha investiti e uccisi. Immediatamente dopo gli attentati, in numerose moschee di tutto il Paese, fedeli musulmani si sono messi in fila per donare sangue destinato ai feriti.

Signore,
nutri la nostra fiducia: dove c'è una croce c'è sempre anche un Cireneo. Anche nell'inferno di un paese martoriato dalla minaccia islamista, c'è chi offre la vita per proteggere quella altrui. Proteggici dallo sconforto e dall'orgoglio di voler fare tutto da noi, di voler dimostrare di potercela cavare sempre. Ricordaci che siamo figli, siamo creati, da soli non bastiamo a noi stessi.


Padre Nostro...

 

VII STAZIONE

GESÙ MUORE SULLA CROCE

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

Dal Vangelo di Luca (23, 44-46)

Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse:
«Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo spirò.

 

 

Vergogna silenziosa. È questo il titolo del rapporto dell'Unicef, pubblicato mercoledì, che traccia il drammatico bilancio della guerra in corso nell'area del lago Ciad, nell'Africa centro-settentrionale. I Paesi coinvolti sono Nigeria, Ciad, Niger e Camerun. Dal 2014 a oggi sono 117 i bambini utilizzati per attacchi suicidi compiuti in luoghi pubblici; 27 nei solo primi tre mesi di quest'anno. Nella maggior parte dei casi si tratta di ragazze.

Salva queste vittime innocenti dell'odio e degli adulti, Signore.
Quando la violenza tocca vertici di tale crudeltà non rimane che affidarci. Ricordaci la nostra enorme fortuna: viviamo in un luogo e in un tempo in cui la vita umana riveste un valore eccezionale. Possiamo crescere al sicuro, noi e i nostri figli; possiamo scegliere come spendere le nostre vite. Purtroppo così non è altrove. Non è per tutti. Proteggici Signore dalla morte delle nostre coscienze.

Padre Nostro...


Per i meriti della sua Passione e Croce
il Signore ci benedica e ci custodica.
Amen

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Luca Bortoli

Luca Bortoli, giornalista del settimanale diocesano di Padova, La Difesa del popolo, e socio di Azione cattolica. Ama Sabrina, la poesia e la sua tromba.

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