La Via Crucis della settimana / 2
di Elisa Bertoli | 10 marzo 2017
La fossa comune di Tuam, l'incendio di Rignano Garganico, le valigie di chi fugge dalla guerra nello Yemen e in Siria nella nostra Passione di Gesù in dialogo con le notizie della settimana

La Via Crucis è meditazione e preghiera sulla Passione di Gesù ma anche cammino di conversione per ciascuno di noi e per il mondo. Per questo vogliamo viverla facendo dialogare la Sua salita al Calvario con alcune storie che la cronaca in questi giorni ci ha posto davanti agli occhi.

 

Chagall


I STAZIONE
GESU' È ARRESTATO NELL'ORTO DEGLI ULIVI

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Matteo (26, 47-51)
Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro questo segnale dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». E subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti e misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, messa mano alla spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote staccandogli un orecchio.


ungheria

 

La notizia è di pochi giorni fa. Il 7 marzo, il parlamento di Budapest ha votato a favore della detenzione automatica di tutti i richiedenti asilo presenti nel Pese. Un provvedimento che preoccupa l'Onu, il Consiglio d'Europa e diverse organizzazioni per la difesa dei diritti umani. Ma viene difeso dal primo ministro Orbán, secondo cui l'afflusso di migranti non è altro che il "cavallo di Troia del terrorismo".

Duemila anni dopo, l'orto degli ulivi non è più quel piccolo podere nei pressi della città vecchia di Gerusalemme. Ma i campi al confine tra la Serbia e l'Ungheria. Al posto degli ulivi, i faggi e le querce. E quell'imperativo che è sempre lo stesso: "Arrestatelo!". Poco importa se, alla successiva domanda di Pilato - "Che male ha fatto?" - nessuno può trovare una risposta.

Signore Gesù, quanti innocenti ancora
devono essere arrestati?
Quanti governanti ancora
possono disporre di loro come meglio credono,
solo per la propria propaganda politica?
Insegnaci a capire il valore dell'altro.
Soprattutto quello di chi non ha niente
se non il proprio corpo, la propria storia.
Ci è facile usare chi è indifeso per i nostri scopi personali.
Ma tu hai detto che ogni volta
che accogliamo uno straniero, accogliamo te.

Padre Nostro...


II STAZIONE
GES
Ù È CONDANNATO A MORTE


Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Matteo (27, 22-23.26)
Disse loro Pilato: "Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?". Tutti gli risposero: "Sia crocifisso!". Ed egli aggiunse: "Ma che male ha fatto?". Essi allora urlarono: "Sia crocifisso!". 
Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso.

 

tuam

 

"Quid est Veritas?" si chiede Pilato. La Verità è Gesù Cristo. Ma la verità - con l'iniziale minuscola - non è sempre chiara, limpida. Sulla scoperta di una fossa comune con i cadaveri di 800 bambini accanto ad un ex istituto religioso a Tuam, in Irlanda, si sono scritte valanghe di articoli. Tuttavia, non è per niente semplice, per un lettore, farsi un'idea chiara su quale sia la verità in tutta questa vicenda. Se da un lato, fin da subito, contro le Bon Secours Sisters di Tuam sembra essersi scatenato un odio che ha radici molto più profonde, dall'altro, soprattutto in ambito cattolico, molti hanno gridato senza mezzi termini alla fake news. In realtà, come spesso accade, la verità corre su quel filo sottile che posizioni impastate di ideologia faticano a tendere.

Un filo che Lucia Capuzzi, giornalista di Avvenire, ha provato a dipanare così: «La notizia di Tuam non è un fake purtroppo (...). Questo non vuol dire che le suore abbiano massacrato i bambini. Sono morti di malattia e in minor parte di denutrizione. Vero che la mortalità infantile in Irlanda era altissima, vero che secondo dati ufficiali, tra i bimbi "illegittimi" lo era cinque volte di più (...). Dato che i bimbi erano nati fuori dal matrimonio, la sepoltura anonima alimenta il sospetto che la morte di quei piccoli valesse meno anche per le religiose che dirigevano la struttura. La Chiesa irlandese, che ha sostenuto l'inchiesta fin dall'inizio, si è definita rattristata e scioccata dalla scoperta».

Signore Gesù, in nome della Verità
- anzi, della nostra "verità" -
troppe volte immoliamo la verità delle cose,
la realtà dei fatti.
Aiutaci a comprendere che dietro ogni notizia
ci sono sempre persone,
e che sono queste a dover essere messe,
nella scala delle nostre priorità, al primo posto.
Anche perché Gesù Cristo è in ognuna di loro,
non in cieche e ostinate difese di fatti contingenti,
che ci fanno impantanare
nei labirinti senza via d'uscita dell'ideologia.
"La Verità vi renderà liberi", avevi detto.
Solo accogliendo questa libertà possiamo
stendere quel filo sottile che ci fa uscire dalle nostre corazze
e ci rende tutti più umani.

Padre Nostro...

 

III STAZIONE
GESÙ È CARICATO DELLA CROCE

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Matteo (27,27-31)
«Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: "Salve, re dei Giudei!". E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo».
 

yemen

siria

Christinne Muschi, Reuters/Contrasto e Dario Ayala, Reuters/Contrasto

 

Un trolley su cui è rimasta attaccata l'etichetta per la stiva, delle borse, una valigia che racchiude in poche decine di chili tutto ciò che si possiede. La croce, oggi, non è di legno. È di stoffa o di plastica, rettangolare e capiente. Deve contenere tutta una vita. Quella di un giovane yemenita, quella di una donna siriana. La loro via del Calvario è in mezzo alla neve e alle intemperie, al confine tra Canada e Stati Uniti.

Signore Gesù,
Tu che sei nato
in una terra che non era la tua,
stai anche tu sotto la croce di chi,
ogni giorno, è costretto
a portare sulle spalle
il peso di una vita intera. 

Padre Nostro...

 

IV STAZIONE
GESÙ INCONTRA SUA MADRE


Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Luca (2, 34-35.51)
«Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: "Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione e anche a te una spada trafiggerà l'anima"». Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.


macchinina

Un uomo guida un'automobile giocattolo nella regione siriana di Ghouta, a Beit Naim. 
Ci piace pensare che sia il tentativo di un padre di sorridere al proprio figlio. (Amer Almohibany, Afp)

 

Che cosa può fare una madre di fronte alle sofferenze del figlio? Vorrebbe forse essere Simone di Cirene, poter portare lei quella maledetta croce, e non solo per pochi istanti, ma su, fino in cima al monte Calvario. Preferirebbe forse essere lei, la condannata a morte. Ma questo non è possibile. Non può sostituirsi al figlio, non può morire al posto suo. Ma, mentre muore dentro, mentre prega Dio di far provare a lei tutto quel dolore che ora invece sta provando la carne della sua carne, può fare una cosa. Può sorridergli. Un sorriso che affonda le radici nell'immensa sofferenza, e proprio per questo è più vero. Un sorriso che è l'unico capace di dirgli: «Sotto quella croce ci sono anch'io, con te».

Signore Gesù,
com'è difficile vedere soffrire chi amiamo,
senza poter far nulla
per eliminare la sua sofferenza.
Manda il Consolatore ad alimentare il nostro sorriso,
affinché questo, che è tutto ciò che abbiamo,
possa alleviare la sofferenza di chi ci è caro.

Padre Nostro...

 

 

V STAZIONE
GESÙ È AIUTATO DAL CIRENEO A PORTARE LA CROCE

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Luca (23, 26)
Mentre conducevano via Gesù, presero un certo Simone di Cirène che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù.


migranti

Corpi di migranti su una spiaggia vicino alla città di Zawiya (Reuters)

 

«Gli misero addosso». Parole che pesano, che in modo del tutto inaspettato fanno fare un tonfo anche a noi, schiacciati sotto quel legno, le ginocchia a ferirsi coi sassi che pungono il cammino. Chissà se Simone di Cirene, quel giorno, in campagna, di legni ne aveva già dovuti portare. Probabilmente sì. Ma il peso di un altro pesa doppio, a volte anche triplo. Cosa c'entra lui, Simone, con quel Nazareno? Cosa c'entra lui con quel condannato a morte? «Portate i pesi gli uni degli altri, così adempirete la legge di Cristo» (Gal 6, 2), scriverà un giorno l'apostolo Paolo. Simone lo fa suo malgrado, senza la coscienza della grandezza di ciò che in realtà gli sta capitando: portando la croce di quel condannato a morte, partecipando al suo calvario, allevia, anche solo per alcuni istanti, le sofferenze del figlio di Dio.

Con quanti condannati a morte entriamo in contatto, ogni giorno, tornando «dalla campagna»? Forse nessuno. O forse decine, centinaia, migliaia. Sono i migranti che, arrivati all'ultima tappa della loro personale via crucis, lungo il tragitto che li dovrebbe portare verso la Resurrezione, vengono condannati a morte da una falla nel gommone, da un guasto al motore pochi minuti dopo aver lasciato le coste libiche. Vediamo i loro volti annegare all'interno degli schermi che, in attesa della metro, schiacciano quei corpi inermi tra la pubblicità di un nuovo profumo e quella di un talent show, tra una notizia di gossip e una di politica urlata. Che cosa c'entro io, di ritorno dall'ufficio, con quei condannati a morte? Qualche colpa devono pure averla.

Signore Gesù,
quante volte ci comportiamo come Caino.
Quante volte non ti riconosciamo
nel fratello che sentiamo
lontano, indegno, inferiore.
Perdona la nostra cecità
e dacci occhi nuovi per vedere Te dietro a quegli occhi,
sotto a quella pelle che scrolliamo di dosso con fastidio,
che percepiamo come minaccia. 

Padre Nostro...

 


 

VI STAZIONE
GESÙ MUORE SULLA CROCE


Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Giovanni (19, 28-30)
Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

 

rignano

 

Non c'è niente da aggiungere sul rogo che, la notte tra il 2 e il 3 marzo scorsi, ha ucciso due maliani, morti carbonizzati dopo aver inalato i fumi dell'incendio che ha distrutto un centinaio di baracche della bidonville di Rignano Garganico, in provincia di Foggia.

Signore Gesù,
di fronte alla morte atroce,
di fronte alla morte innocente...
di fronte alla morte, rimaniamo in silenzio.
Il silenzio di chi si chiede il senso,
ma sa che è inutile.
Ma la morte è feconda,
se è attraversata dalla tua Salvezza.

Padre Nostro...

 

 

VII STAZIONE
GESÙ È DEPOSTO NEL SEPOLCRO

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Matteo (27, 59-61) 
Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l'altra Maria.
 

tillerson

Kevin Lamarque, Reuters/Contrasto

 

Lunedì 6 marzo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un nuovo ordine esecutivo per impedire l'ingresso negli Usa a chi proviene da alcuni (selezionati) Paesi a maggioranza musulmana: Iran, Libia, Siria, Somalia, Sudan e Yemen. L'Iraq, inizialmente incluso nel decreto poi bloccato dalla corte federale di San Francisco, non è più nella lista. Rimane tuttavia il divieto per i cittadini degli altri paesi che chiederanno nuovi visti d'entrata negli Stati Uniti. Il provvedimento blocca gli ingressi per 90 giorni.

Signore Gesù, gli interessi politici internazionali sembrano avere la meglio su qualsiasi principio di uguaglianza, coprono come un sudario ciò che rimane della nostra umanità, celano le reali motivazioni di scelte rivestite di propaganda. Ma vogliamo guardare a questi simbolici 90 giorni come a una sconfitta che non è definitiva, con l'atteggiamento di chi spera contro ogni speranza, attendendo il giorno in cui torneremo tutti ad essere più umani. 

Padre Nostro...

 

Per i meriti della Sua Passione e Croce il Signore ci benedica e ci custodisca. Amen

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Elisa Bertoli

Elisa Bertoli, giornalista freelance, si occupa anche di comunicazione e web marketing. Questo è il suo sito.

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