Nella letteratura
Se Dio non è come noi vorremmo
di Sergio Di Benedetto | 05 marzo 2017
Gli uomini rimangono con la tentazione di creare un Dio a propria immagine... e - come scriveva Mario Luzi - «Così avanzano nella loro storia»

La vita pubblica di Gesù inizia e finisce nel segno delle tentazioni: prima il diavolo nel deserto: «Se sei Figlio di Dio...». Poi gli uomini sulla croce: «Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!».

In tutti e due i casi la tentazione più vera, e in fondo la richiesta più umana che possa alzarsi al cielo: se tu sei quello che dici di essere... se tu sei Dio, comportati da Dio, cioè comportati come noi pensiamo si debba comportare Dio.

Se tu sei Dio, rivelati come il Dio che noi vogliamo.

Invece ogni Quaresima ci ricorda che il nostro Dio non è quello che immaginiamo. È un Dio che sacrifica se stesso e muore in croce, per poi risorgere e donarci vita.

Onestamente dobbiamo ammettere che questo Dio non è come avremmo pensato noi, non è come noi vorremmo fosse.

Si manifesta, ma non nel modo in cui noi richiediamo.

Un Dio che si incarna, e vive nascosto, e agisce in libertà e amore, e muore.

Non startene nascosto
nella tua onnipresenza.
Mostrati,
vorrebbero dirgli, ma non osano.
Il roveto in fiamme lo rivela,
però è anche il suo
impenetrabile nascondiglio.

E poi l'incarnazione - si ripara
dalla sua eternità sotto una gronda
umana, scende
nel più tenero grembo
verso l'uomo, nell'uomo....sì,
ma il figlio dell'uomo in cui deflagra
lo manifesta e lo cela......

Così avanzano nella loro storia.

Mario Luzi interpreta la nostra umanissima fragilità: «Non startene nascosto / nella tua onnipresenza».
Dio: si rivela e si nasconde, è eterno ed è uomo.
C'è un Cristo che «manifesta» e «cela» Dio.

«Se sei Figlio di Dio»... scopri, mostra, manifesta che tu sei quello che noi vogliamo.
Invece Lui non trasforma le pietre in pani, non scende dalla croce.

A un Dio che si spoglia dovrebbe corrispondere un fedele che si spoglia, per arrivare all'essenziale. Ma è una discesa che costa fatica. Perché non è quella l'idea di uomo che abbiamo, e non è quella l'idea di Dio che vogliamo.
Gli uomini rimangono con la tentazione di creare un Dio a propria immagine... e «Così avanzano nella loro storia».

 

09/03/2017 07:35 Francesca Vittoria
Ma non tutti avanzano nella loro storia soltanto come uomini soli, perché in. Ogni uomo Dio con il soffio vitale ha infuso anche il suo spirito che è salvifico, l'uomo se vuole può scegliere , ha una coscienza che parla lo interroga .Gli esempi non mancano, anche oggi dove sembra essere circondati da idoli che portano a uccidere la sua anima, che chi invece segue Cristo, accetta la croce e fidando in Lui lo segue per quanto anche dii faticoso c'è se si confida nel suo aiuto e non si perde la speranza, si superano anche le prove della vita che ci sono, e può diventare possibile il realizzare l'impossibile supposto. Si si può incontrare Cristo perché se invocato Lui si fa presente e Si fa bastone cui attingere forza per superare gli ostacoli. Non tutto è tristezza, delusione a queste segue anche la gioia e la serenità del cuore. Pace è venuto a portare non solo promessa come è da uomini, ma la certezza che gli viene dall'essere Dio il creatore e Signore
Francesca Vittoria



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Sergio Di Benedetto
Sergio Di Benedetto, classe 1983, dottore di ricerca in Letteratura Italiana all'Università della Svizzera Italiana di Lugano, è insegnante di lettere e ricercatore in materie letterarie. Da anni collaboratore in realtà ecclesiali e scolastiche, scrive drammaturgie di carattere sacro e civile per una compagnia di attori professionisti, la Compagnia Exire. Ha coordinato diversi laboratori teatrali con adolescenti, per aiutare i ragazzi a crescere attraverso il teatro.
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