ROBE DI RO.BE.
Sul «Dizionario elementare del pensiero pericoloso»
di Roberto Beretta | 12 gennaio 2017
È più «pericoloso» credere in modo acritico oppure farsi domande che potrebbero magari anche portare all'agnosticismo?

Gli amici del «Timone», pubblicazione apologetica cui a lungo ho collaborato (e che saluto), pubblicano ora un «Dizionario elementare del pensiero pericoloso» del quale mi giunge a domicilio la brochure divulgativa. Vi si legge che il ponderoso volume (600 pagine) desidera porsi come «guida» contro «errori, imprecisioni, falsità, luoghi comuni ed eresie» ovvero «trappole da cui i credenti debbono guardarsi» e che sono tese sia da «nemici accesi della fede», sia da «credenti confusi» che «anche inconsapevolmente seminano dubbio e confusione».

Chi sono costoro? Le 200 voci li elencano in spietato ordine alfabetico: Corrado Augias, Enzo Bianchi, Léon Bloy, Emma Bonino, Massimo Cacciari, Helder Camara, Giosuè Carducci, Cartesio, Darwin, Giuseppe Dossetti, Umberto Eco... E poi, volendo procedere un pochino più in modo sparso: il cardinale Martini e Garibaldi, Walter Kasper e Gandhi, padre Turoldo ed Einstein (sic!), Lutero e Karl Barth, Gianni Vattimo e John Kennedy, padre Teilhard de Chardin e Dario Fo, Che Guevara e Martin Luther King...

Già messa così, la lista genera non poche perplessità: che ci azzeccano insieme difatti - per dire - l'esegeta protestante Rudolf Bultmann e il leader radicale Marco Pannella, il regista Federico Fellini (ri-sic!) e il filosofo Immanuel Kant? Ma si sa che i dizionari sono apparati in cui la mescolanza è in certo senso naturale... E anche la sconcertante comparsa di nomi che in altri contesti sono rivendicati ad alta voce come «cattolici» (basti pensare al poeta Giacomo Leopardi, usato a piene mani da don Giussani ­- mica uno «di sinistra»! -, o allo stesso Bloy, altre volte amatissimo dai ciellini) potrebbe essere spiegata con una scelta soggettiva e magari parziale, riferita cioè a parti specifiche nell'opera degli incriminati.

Chi del resto non ha mai avuto «pensieri pericolosi»? Credo che a buon diritto nell'opera del «Timone» potrebbero essere iscritti tutti i teologi e i filosofi della storia, cattolici compresi; sicuramente tutti i Padri della Chiesa (vuoi mettere Origene? E Tertulliano? E vogliamo lasciar fuori Agostino?), nonché i santi, per non parlare dei papi: sarebbe strano piuttosto il contrario, ovvero se nella sterminata congerie dei pensieri espressi e tramandati da ciascun intellettuale, anzi da ciascun uomo che abbia visto la luce sulla Terra non si potesse trovare qualcosa di «pericoloso» - inteso proprio come «errori, imprecisioni, falsità, luoghi comuni ed eresie».

Ma che cos'è poi «pericoloso»? E' più «pericoloso», ad esempio, credere in modo acritico oppure farsi domande che potrebbero magari anche portare all'agnosticismo? E per l'autentica fede stessa è più «pericoloso» evitare il dubbio ad ogni costo ovvero ammettere di non essere persuasi? Dipende... In verità, ogni pensiero può essere «pericoloso», anzi è lo stesso pensare ad essere rischioso: perché si conosce donde si parte ma non dove si arriverà.

Del resto il Padreterno ci ha messo in testa questa macchinetta che continua a rimuginare senza rete e secondo me non ha nemmeno molta paura degli esiti cui potremmo giungere. Forse per lui non esiste un pensiero poi così «pericoloso».

 

16/01/2017 19:20 Sara
Ma per favore, cosa c'entra N. Con la CC? veniva da una famiglia di pastori protestanti (anzi luterani)).

In ogni caso su questi argomento mi sentirei di consigliare L'uomo in rivolta di Camus.
O volendo cadere nel religioso Dio esiste di Kung, due esempi di come ci si possa confrontare con la cultura moderna senza chiusure ma anche con il necessario spirito critico.



16/01/2017 18:04 Pietro Buttiglione
Se non avessi dubbi non sarei in continua ricerca..
Se non fossi in continua ricerca nn sarei qui su VN...
Un es: argomentando qui su Leopardi ho pensato che aveva un comune con Nietsche, isolati e combattuti da CC .. ma ambedue alla ricerca di Dio, del tutto insoddisfatti dal dio che la CC proponeva e rappresentava! Oggi, se veri cristiani, dovremmo comprenderli, farli nostri, e ringraziarli.



16/01/2017 15:40 Sara
Sei sempre out of it. imo.

Può essere, ma almeno le operette morali (insieme a moltissimi autori della lista) le ho lette e non mi limito al riassunto su wiki, e dovrebbe valere per entrambi gli schieramenti prima leggere il più possibile poi giudicare.



16/01/2017 15:15 Sara
Ma lei caro Pietro ha mai avuto un mezzo dubbio in vita sua ? No perché da come scrive....(magari avessi un millesimo della sua sicurezza)


16/01/2017 13:42 Pietro Buttiglione
Marco scrive:
"Il dubbio è uno stato doloroso: e qualsiasi cosa aiuti ad uscire dal dubbio è buona, sempre che non sostituisca il dubbio con una menzogna. Aggiungo che il dubbio può essere solo uno stato transitorio: se lo si concepisce come sistematico, è assurdo e paralizzante per il pensiero e per l'azione. Leopardi è un grande poeta e un importante pensatore: ma trasforma la sua personale sofferenza in criterio di valutazione universale, e questo è un insanabile errore di pensiero."
Quindi eliminiamo ogni dofferenza dalla vita, costruiamo una identità dissociata dall'essere individuale, ecc



16/01/2017 11:06 Marco Zanini
Sulla conclusione dell'articolo di Beretta, vorrei dire che S. Paolo insegna che dobbiamo gioire con chi gioisce, piangere con chi piange, ma mica che dobbiamo dubitare con chi dubita. Il dubbio è uno stato doloroso: e qualsiasi cosa aiuti ad uscire dal dubbio è buona, sempre che non sostituisca il dubbio con una menzogna. Aggiungo che il dubbio può essere solo uno stato transitorio: se lo si concepisce come sistematico, è assurdo e paralizzante per il pensiero e per l'azione. Leopardi è un grande poeta e un importante pensatore: ma trasforma la sua personale sofferenza in criterio di valutazione universale, e questo è un insanabile errore di pensiero. Il libro di cui parla Beretta non ha mica la pretesa di andare a fondo su tutto e su tutti: è una prima approssimazione per aiutare a non lasciarsi confondere da errori seminati da nomi più o meno illustri, e a contrastare alcune delle macroscopiche menzogne seminate da anticattolici o da cattolici amanti della civetteria di scandalizzare: civetteria non assente in questo sito. Quanto al Timone, capisco bene l'ostilità di alcuni: ma queste squalifiche " a priori" sono irragionevoli e faziose, tipica espressione di una presunzione di superiorità intellettuale che non mi pare fondata. Personalmente sono un abbonato a vita al Timone; nè su di esso ho mai riscontrato articoli mendaci o non documentati.
Marco Zanini



16/01/2017 10:51 Pietro Buttiglione
Sara, che famo? Dal Timone a Leopardi, da Leopardi al Manzoni ( dubito che il credo della sua vita sia così semplice😰😭, basti leggere le lettere di Matilde!!), adesso passiamo al Foscolo?? Sei sempre out of it. imo.


16/01/2017 09:51 Sara
La domanda è: quanti nella CC sono coscienti che spesso un aspirante suicida è una Persona che si fa carico di domande e problemi che tanti devoti amuovono??


Ma chi le dice che i credenti non soffrono, dubitano e si disperano?

In questo sito c'è una visione della vita opposta forse a quella apologetica del timone ma limitante uguale.

Leopardi ha fatto il suo percorso Manzoni ne ha fatto uno opposto vanno bene entrambi.

Manzoni era nipote di Beccaria e dell'illuminismo ha serbato meno la dimensione materialistica e più quella sociale: le carceri, la povertà il senso della storia il salto al cristianesimo è stato più morbido perché più morbido era l'illuminismo lombardo.

Poi sofferenze le ha avute anche lui (morte della moglie e dei figli) però ha cercato lui una risposta diversa. (il Dio che atterra e suscita, che affanna e che consola, sulla deserta coltrice accanto a lui posò)


Leopardi ha respinto stoicamente ogni forma di consolazione, non capisco cosa c'entrano i preti.



16/01/2017 09:11 Pietro Buttiglione
Devo una spiega sul "suicidio"
1) nel filmato si vede un eminente dottore napoletano che gli racvomanda frutta/verdura e gli proibisce DOLCIUMI
2) nel filmato si vede Leopardi abbonato a coppe di gelato.
Perlomeno questo significa sprezzo x la vita, specue se si tien conto del suo pessimo stato di salute
3) infine ecco IL PUNTO che ho trovato sempre su Wiki:
", aveva mangiato, al mattino, circa un chilo e mezzo di confetti cannellini comprati da Paolina Ranieri in occasione dell'onomastico di Antonio e bevuto una cioccolata..."
Vorrei aggiungere che qui si evidenzia nn tanto il probl di chi ( la CC) la pensa diverso, bensì cosa la CC pensa del suicida. Anni fa, 1966, ho vissuto da vicino qs probl in un collegio universitario: un compagno, dopo alcuni tentativi, ci riuscì. Per la lungimiranza di Mond Giuseppe Beretta ebbe i funerali religiosi. La domanda è: quanti nella CC sono coscienti che spesso un aspirante suicida è una Persona che si fa carico di domande e problemi che tanti devoti amuovono?? SE ad es avesse contribuito ad uccidere la speranza in Leopardi anche il modus dei preti, il mondo cattolico alla Tommaseo, la realtà dei prelati vaticani toccata con mano a Roma ( cfr Peyrefitte, tanto x non fare nomi..) Leopardi, come TUTTI, cercava Dio ma non lo ha trovato. Lo ha cercato nei classici, poi nella cultura del bello, poi nella verità della realtà, lo chiese alla Luna, e man mano si vide sempre più malato ed isolato. Fino a spegnersi.
Per attaccarmi al msg su Agnus Dei: talvolta la sofferenza uccide!



15/01/2017 20:52 Sara
"Pessimismo solidale" infatti ho scritto subito che la solidarietà umana auspicata nella Ginestra è la parte forse più vicina al cristianesimo.


15/01/2017 20:44 Sara
Capisco lei voglia aver ragione ma l'iscrizione all'indice e' del '50 13 anni dopo la sua morte (nota che se le avevavo tranquillamente in casa loro le opere pericolose...) e in ogni caso nelle operette il pessimismo materialista e' già esposto in modo sistematico e in genere se ne fa risalire la nascita all'influenza dei filosofi settecenteschi sopratutto D'Holbach (che trovava in casa sua) oltre che ovviamente alle tristi condizioni fisiche e alle relazioni in famiglia.

Detto ciò ci possono stare le due letture quella di Giussani che pone l'accento sull'apertura all'infinito e quella che vede nelle operette un pensiero materialista e disperato.

Forse era proprio il contrasto tra queste componenti ad accentuare la sua infelicità. (E la sua grandezza poetica)



15/01/2017 20:29 Alberto Hermanin
Va bene: i preti sono stati cattivi con Leopardi. Se fossero stati liberali e lungimiranti il nostro non sarebbe stato così pessimista. La lista di quelli con cui i preti sono stati cattivi è lunga, quanto la storia del cristianesimo. La consapevolezza di ciò credo di averla raggiunta nella prima adolescenza. Non avrebbero dovuto mettere all'indice le operette morali! Resta il problema se oltre a non proibirle avrebbero anche dovuto approvarle. Perchè una cosa è il diritto a manifestare il proprio pensiero e altro l'obbligo della approvazione, anzi l'obbligo di non dire mai che una proposizione è sbagliata, perchè se no si manca di carità. Buona notte, eh?


15/01/2017 20:17 sergio di benedetto
Nel "Dialogo di Plotino e di Porfirio" (e in parte anche in quello "Di Torquato Tasso e del suo genio familiare") si capisce perchè Leopardi non ha optato per il suicidio. In soldoni: il suicidio reca dolore agli altri.

Poi, sul discorso del pessimismo, c'è una bibliografia sterminata: certo le cose sono un poco più complesse, altrimento facciamo semplificazioni e strumentalizzazione alla D'Avenia. "Pessimismo solidale" definirei quello dell'ultimo Leopardi.



15/01/2017 19:36 Pietro Buttiglione
Rispondo, con sofferenza. A Sara citando WP:
Intanto le Operette morali subirono una nuova censura da parte delle autorità borboniche, a cui seguirà la messa all'Indice dei libri proibiti dopo la censura pontificia, a causa delle idee materialiste esposte in alcuni "dialoghi". Leopardi così ne parlava in una lettera a Luigi De Sinner: «La mia filosofia è dispiaciuta ai preti, i quali e qui e in tutto il mondo, sotto un nome o sotto un altro, possono ancora e potranno eternamente tutto».[107

Guardi che le virgole e i pedicilli nn mi interessano. grazie.



15/01/2017 17:58 Sara
Pietro mai saputo che Leopardi fosse stato vietato, google però mi dice che è stato fatto 13 anni dopo la sua morte il che mi fa pensare che abbia influito poco sulla sua felicità non le pare?

Le operette morali (quelle vietate a quanto pare) io le ho lette al liceo e quando parlo del suo pessimismo mi baso sopratutto su quelle. Basti pensare al dialogo fra la natura e un islandese e si capisce che è un pessimismo filosofico radicale.(Cosmico appunto, la dolcezza delle poesie lo rende meno evidente)
In ogni caso ebbe la possibilità di leggere opere ritenute pericolose dato che il padre (con il permesso della Santa Sede) le aveva messe a disposizione dei ragazzi di casa. Io stessa ho visto sugli scaffali molte opere degli illuministi francesi sul cui pensiero si era formato, mi ha stupito perché Monaldo aveva fama di essere un rigido conservatore. (E la presenza di quelle opere in casa mi pareva testimoniare il contrario).



15/01/2017 15:07 Pietro Buttiglione
Sono solo un critico raccogliticcio che nn ha il tempo di around clicking di altre persone.. però:
1) la CC lo ha messo all'indice. ( ma che cavolo c'incentra con quali libri nella biblio paterna o altre???)
Lo ha fatto da VIVO ( che cincentra il Giussani?)
2) ad un concorso a BO, cui teneva in modo particolare, fu bocciato dai "religiosi" ( vedi filmato)
3) sono sicuro che questo successe ad altre sue aspirazioni a Firenze e a Roma. Bollato come ateo e liberale: porte chiuse
4) serve ricordare il suo giudizio su Roma=Papato?? Esso ha con-seguenze su "speranza"? Indirettamente porta a ateismo e pessimismo.

Infine due note a margine su Leopardi, imo un riferimento x tutta la modernità:
- Leopardi ci parla dell'individuo. Lo stesso di cui parla ZygmuntB . È antesignano. Individuo solo e sperso nell'Universo..,
- mi sono sempre chiesto, gli ho chiesto: Ma perché non ti sei suicidato??
Solo ora scopro che in pratica è quello che fece, in estrema coerenza.



15/01/2017 09:11 Sara
Anzi aggiungo pure io pensiero di Giussani su Leopardi, dato che è stato citato:

http://www.gliscritti.it/blog/entry/3240



15/01/2017 09:08 Sara
Si è perso un commento: non capisco cosa c'entri l'ostilita della Chiesa nei confronti di Leopardi, non mi pare che il suo pessimismo fosse dovuto a quello, si tratta di un pensiero solido come quello di Shopenauer non di una semplice tristezza (anche se i motivi di infelicità personale non mancavano)
Anche lei sembra un po' talebano Pietro quando fa così.

A proposito sa che nella casa di Recanati il padre aveva una raccolta di libri messi all'indice? Aveva chiesto l'autorizzazione a Roma per averli e anche oggi c'è questo scaffale tra cui ho fatto in tempo a intravedere le opere di Armault.
Una biblioteca straordinariamente ariosa e moderna per un conservatore come Monaldo pensi ne era pure messa a disposizione dei cittadini di Rrcanati.

Buona domenica.



14/01/2017 16:25 Pietro Buttiglione
Ieri sera ho visto. raro x me, la fiction su Leopardi. Dopo i dovuti complimenti all'attore,( peccato x la mancanza del suo percorso spirituale - difficile da mettere in scena!) mi sono sovvenute le parole di Sara circa la sua messa all'indice cristiana:

"il pessimismo leopardiano è poco compatibile in effetti con la speranza cristiana, forse l'unica parte della sua opera vicina al cristianesimo (a mio avviso) è la ginestra per via di un certo solidarismo che spingerebbe gli uomini a unirsi contro le avversità della vita, probabilmente a Don Giussani piacevano invece le aperture all'infinito e credo lo utilizzasse per questo. E' un infinito chiuso quello di Leopardi ..."

Permettetemi di chiosare con la domanda:
Quanto di quel pessimismo fu dovuto alla ostilità di Santa Madre Chiesa Cattolica Romana?
Che poi tramite il Timone oggi si permette di...
Mmmmmmmolto,
Molto cristiano!



13/01/2017 19:29 Sara
Sinceramente io vado anche a simpatia (in senso lato) e non solo ad affinità ideologiche.
Ad esempio Cardini e' considerato di destra però ha molta sensibilità sociale, non dice nulla contro gli immigrati cerca di capire l'islam spesso mi trovo in sintonia.
Uno stile apologetico alla Cascioli invece proprio non lo digerisco, a livello di contenuti, di scrittura e tutto, mentre uno come Introvigne e' preparato e intelligente e se mi calita lo leggo. Tornielli invece mi sembra come Vespa: sempre filo governativo a prescindere mi viene da pensare il contrario anche quando sono d'accordo. (E non è l'unico specie negli ultimi anni)
Tutto sommato mi rendo conto che mi piace leggere chi scrive in modo personale e senza pregiudizi (per quanto sia possibile dato che tutti abbiamo la nostra visione delle cose) lo schieramento alla fine e' indifferente.



13/01/2017 16:49 PietroB
Ho visto nascere sto Timone. Per scriverci o eri anti o avevi bisogno di sctivere😎


13/01/2017 12:09 Sara

Non credo che beretta fosse conto Martini però il Timone ha un taglio anticlericale ed essendo un tipo che ama provocare ci vedo una certa consonanza. C'è scritto che si è occupato di temi sia di destra che di sinistra. Lo stesso Bloy ad esempio e' così anti borghese che piace ai due estremi.




13/01/2017 11:02 Yolanda
Ps.surreale pensare a Beretta come un anticlericale contrario a Martini o Camara.


13/01/2017 10:47 Yolanda
@ Pietro lo avevo capito che scherzavi. Mi dispiace ma è tanto che non faccio corsi per cui non ci siamo mai incontrati. Ma leggendoti così spesso ho l'impressione di conoscerti .Effetti collaterali di internet.
Adi persona sarebbe meglio ma non poniamo limiti alla provvidenza.Chissà.



13/01/2017 09:29 Pietro Buttiglione
Yolanda io scherzavo! Nessuno più del cristiano è aperto ai DELTA personali! Pensa che io fui uno dei primi a prendere la tessera FI ( e a stracciarla quando il primo ed unico contatto dopo anni fu la chiamata di una sua segretaria a andare a manifestare contro Di Pietro davanti al Palazzo di Giustizia😡). In tema di retro da tempo volevo chiederti: forse ci siamo conosciuti al IIo corso di Ecumenismo a MI .. don Bottoni??


13/01/2017 08:41 Sara
@ Pietro ,in effetti sembrano inquietanti certi trascorsi .

Un po' l'aveva già detto, un po' il Timone ( e simili) è compatibilissimo con il suo approccio perché è spesso "contro" e anticlericale basti dire che nella lista ci sono almeno 3 cardinali (Camara, Kasper e Martini) e questa per un sito che vorrebbe essere molto cattolico è la stranezza maggiore.



13/01/2017 02:20 Yolanda
@ Pietro ,in effetti sembrano inquietanti certi trascorsi . I casi della vita da cui ci si può discostare perché si cambia . Si cambia? Quanto incidono certe esperienze nei percorsi successivi?
Il tema è il solito fede e ragione a cui si aggiunge l' aggettivo pericoloso. Per chi? Per cosa?
Tutto resta nell' ambiguità .Certo uomini senza ragione o dubbi non sarebbero tali. Ma è nella concretezza delle scelte e nel rischio insito nelle azioni successive che si gioca la vera umanità. con o senza fede.



12/01/2017 10:12 Sara
Anzi li hanno messi, Strauss Evola Guenon anche De Benoist (amato dalla nuova destra), almeno sono stati abbastanza onesti in questo dai...


12/01/2017 10:06 Sara
Tornando seri, premesso che non leggo mai il Timone e parlo in astratto ma su alcuni nomi che stupiscono Beretta non hanno tutti i torti.

il pessimismo leopardiano è poco compatibile in effetti con la speranza cristiana, forse l'unica parte della sua opera vicina al cristianesimo (a mio avviso) è la ginestra per via di un certo solidarismo che spingerebbe gli uomini a unirsi contro le avversità della vita, probabilmente a Don Giussani piacevano invece le aperture all'infinito e credo lo utilizzasse per questo. E' un infinito chiuso quello di Leopardi però, possibile solo nel mondo dell'immaginazione quindi non so anche a me non è che piaccia poi tantissimo (meglio Foscolo per dire).
Su Bloy: è un autore caustico, estremo e corrosivo per cui si capisce perché possa piacere a CL (è molto antimoderno) ma va preso lo stesso con le pinze.

La questione di fondo che i conservatori un po' (anzi molto) pedantemente sollevano è cosa il cristianesimo possa assimilare senza snaturarsi.

Al netto delle esagerazioni (talora ridicole) non è domanda così oziosa.


(tra parentesi anche negli ambienti tradizionalisti civettano con autori come Evola e Guenon che sono abbastanza anticristiani, insomma è un problema che riguarda un po' tutti)



12/01/2017 08:18 Sara
Basterebbe non leggere il timone!!

In ogni caso della lista indicata in casa ho: Bloy, Cacciari, Camara, Cartesio, Eco, Martini, Kasper, Turoldo, Einstein, Lutero, Barth (quasi tutto quello che c'è in italiano) Vattimo, Che Guevara (i diari della motocicletta), Kant, ma Padre Spadaro mi ha bloccato lo steso. :-)

Poi va anche a simpatie, da una parte non amo il pensiero debole però Vattimo mi è simpaticissimo e alla fine lo leggo sempre mentre non sopporto Enzo Bianchi e tutto quello che gli gira attorno.
Per cui dipende da tanti fattori e ci sono tante liste che si possono fare.



12/01/2017 07:20 Pietro Buttiglione
Pan x focaccia.
Da oggi nel mio elenco di scrittori PERICOLOSI entra a pieno diritto Giuseppe Beretta per i suoi trascorsi con quel gruppo avanguardista ultraconservatore che risponde al nome de IL TIMONE, operazione messa in piedi da un tale piacentino fondatore di un gruppo.. beh, mi fermo qui che è meglio 😎



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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto una ventina di libri, tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa ). L'ultimo è appena uscito e si intitola La santa puttana. È assessore alla trasparenza e alla sicurezza della sua città, Lissone, per una lista civica. Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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