Smontando il presepe
di Marco Pappalardo | 11 gennaio 2017
Gesù è nello scatolone come le sorelle e i fratelli senza dimora, Gesù è quelle sorelle e fratelli! Ma il mio cuore dov'è?

«Perché smontate il presepe? Nella Bibbia c'è forse scritto che Gesù fece il resto dell'anno in uno scatolone?».

Un mio amico sacerdote ha postato pochi giorni fa questa frase su un social, già in giro per la verità sul web, ma che non avevo notato prima. Al di là della provocazione o della battuta, ci deve far pensare che, dopo tanta attesa e preparazione, neanche il tempo di mettere il Bambinello nella culla, proprio quando è nato ed è in mezzo a noi così da godercelo, finisce ben incartato in uno scatolone al sicuro della soffitta, del garage, del ripostiglio. In effetti, non è che gli vada tanto bene: dalla mangiatoia agli angoli più remoti di un'abitazione. Accade in casa e accade nelle chiese!

Certo non è sempre e dovunque così visto che alcuni presepi artistici sono sempre in mostra oppure le collezioni dal mondo esposte giornalmente nelle vetrine dei salotti. Ma anche in questo caso, siamo proprio sicuri che Gesù non sia ugualmente messo da parte seppur visibile? Stavolta dalla parte dell'oggetto raro, da collezione, o da quella del ricordo e della bomboniera.

Facendo un passo indietro, in Avvento e nei giorni intorno all'Immacolata, mi fa pensare pure il fatto di lasciare senza Gesù la grotta/mangiatoia fino alla notte di Natale; Gesù è "assente" proprio nei giorni in cui si sta più attenti al presepe, ci si prepara, magari c'è la novena, la preghiera in famiglia o nella comunità. Dal 26 dicembre in poi i presepi restano, li si guarda forse, ma il cuore è rivolto al Capodanno e i riflettori si accenderanno per l'Epifania di nuovo, appena un giorno o due, perché poi si smonta tutto. Insomma, dove passa il resto dell'anno Gesù nelle nostre case e nelle nostre chiese?

Domanda retorica e risposta scontata? O forse la questione dovrebbe essere "dov'è il nostro tesoro e quindi il nostro cuore"? Mentre cerco per me una risposta, mi attrae un servizio del telegiornale che parla dell'ondata di freddo di questi giorni, delle morti di diverse persone senza dimora, di chi si sta spendendo in queste ore per aiutare chi non ha un tetto; mi colpiscono nel servizio successivo le parole del Papa: «In questi giorni di tanto freddo penso e vi invito a pensare a tutte le persone che vivono per la strada, colpite dal freddo e tante volte dall'indifferenza. Purtroppo, alcuni non ce l'hanno fatta. Preghiamo per loro e chiediamo al Signore di scaldarci il cuore per poterli aiutare».

Ed ecco una risposta alla mia domanda: Gesù è nello scatolone come le sorelle e i fratelli senza dimora, Gesù è quelle sorelle e fratelli! E il mio cuore dov'è? Tante volte è nell'indifferenza che resiste più del freddo e della neve, e dunque fa più male, danno e morti. Gesù nei prossimi mesi - anche in quelli miti e caldi - resterà per lo più negli scatoloni, lo stesso sarà per chi vive in strada; oggi, colpiti dal gelo e a pochi giorni dal Natale, sembreranno il nostro tesoro, poi torneranno ad essere invisibili o non ben visti, in un angolo della strada e dell'indifferenza del cuore.

 

11/01/2017 17:45 Alberto Hermanin
Simpatica la metafora usata per il caso del Presepio da riporre. Certo non inutile ricordare che l’ondata di tenero buonismo che ci prende tutti a Natale dovrebbe essere qualcosa di più solido e duraturo. E certo che Cristo è in primis nei povericristi (appunto) che crepano di freddo magari a causa della nostra indifferenza.

Ma vorrei cogliere l’occasione dell’ennesimo contributo in cui si parla del Presepio per segnalare che a mia impressione la simpatica usanza del presepio si è negli ultimi anni caricata di una valenza comunicativa e mediatica alquanto impropria e in ogni caso eccessiva. Se ne parla troppo, e se ne parla a sproposito (pensate alle solite corbellerie sul presepio che non si fa nella scuola per non offendere le altre religioni e via cianciando, con coretti di tu scendi dalle stelle intonati da politici antiimmigrati, roba da fare rabbrividire e non per il freddo; e poi ancora, genitori scatenati per l’omesso presepio, ovvero al contrario indignati per il presente presepio: già sembra che i genitori degli scolari di tutto siano preoccupati salvo che del fatto che i loro pargoletti a scuola imparino qualcosa; presidi presenzialisti e via così…).

Ahimè, ho quasi 60 anni. Ho frequentato scuole pubbliche in ogni ordine e grado. In nessuna di esse è mai stato presente un presepio, e nessuno se n’è mai lamentato. Il tasso di credenti (o praticanti che dir si voglia) sia fra gli insegnanti che fra le famiglie era certamente più alto dell’attuale. Non c’è niente di male nel presepio: a casa mia lo montiamo con particolare cura (si impiegano ore) e poiché non siamo affatto convinti di compiere alcunché di solenne o altro, non deponiamo il bambino la notte del 24 ma quando lo montiamo. Insomma: è un uso, non una liturgia. Abbassare un po’ la pressione mediatica su questo uso secondo me sarebbe un bene.
Considerazioni che nulla hanno a che vedere, naturalmente, con il simpatico articolo di cui ringrazio Pappalardo.



Commenta *






Versione stampabile
Invia ad un amico
Scrivi a Vino Nuovo





Marco Pappalardo

Marco Pappalardo, classe 1976, giornalista pubblicista di Catania e docente di Lettere. Collabora con Avvenire, con il quotidiano La Sicilia per il quale cura la rubrica "Diario di Prof", per il mensile Mondo Erre, per siti che si occupano del mondo adolescenziale, giovanile e della scuola. Già membro della Consulta Nazionale per la Pastorale Giovanile della CEI, è impegnato nella diocesi etnea in vario modo e da anni nel mondo dell'educazione attraverso l'oratorio; tra le esperienze di volontariato quotidiano, condiviso con colleghi, amici, alunni ed ex-alunni, ci anche sono la cura e il servizio agli immigrati, ai senza dimora e alle famiglie disagiate. Scrive per la Libreria Editrice Vaticana, la Elledici, l'Effatà, Il pozzo di Giacobbe, per la San Paolo con cui ha pubblicato un nuovo libro dal titolo "Nelle Terre dell'Educazione".

leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it