I miracoli veri, senza effetti speciali, succedono
di Laura Badaracchi | 09 gennaio 2017
In due periferie geografiche ed esistenziali dell'Africa la fede suscita miracoli forse piccoli ma significativi, che hanno molto da dire a noi europei autoreferenziali

Sono fatti che non vengono riportati dai telegiornali e dai canali all-news. Non vanno a finire neppure sui social network per diventare virali. Non destano clamore, né hanno apparenze prodigiose. Eppure i miracoli veri, quelli non eclatanti e senza effetti speciali, succedono. E non solo a Natale.

Prendo spunto da due fatti raccontati da una missionaria francescana in Ciad e un missionario comboniano in Sud Sudan. Quel continente africano in cui papa Francesco ha voluto aprire il Giubileo della misericordia, nel novembre 2015, e che ha tanto da insegnarci sul dialogo ecumenico e interreligioso vissuto nella quotidianità, con i fatti (tra l'altro è ormai vicina la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, in programma dal 18 al 25 gennaio). In quelle periferie geografiche ed esistenziali la fede suscita miracoli forse piccoli ma significativi, che hanno molto da dire a noi europei autoreferenziali, chiusi all'accoglienza dei migranti, preoccupati di difenderci da qualsiasi attacco terroristico (sfida impossibile) ma non di generare sviluppo e pace nei Paesi da cui i migranti "potenziali" terroristi provengono. Né ci toglie il sonno una politica europea attiva e condivisa nello sgominare i trafficanti di esseri umani che si arricchiscono a dismisura sulle diverse rotte della "tratta".

Il primo fatto lo racconta suor Antonella Messina, francescana alcantarina, che la mattina di Natale nel carcere di Doba (Ciad) era al concerto della corale dei detenuti cattolici. «Nonostante il periodo difficilissimo che stiamo vivendo, dovuto a una durissima crisi economica e sociale che influenza fortemente le condizioni dei detenuti (di cui nessun tg occidentale parla, ndr), la gioia del Natale è entrata potentemente anche in carcere. E, in un momento quasi magico, ci siamo ritrovati a danzare e a cantare tutti insieme: detenuti cattolici e protestanti, guardie cristiane e musulmane, catechisti, terziari francescani e giornalisti della radio. Forse sarà questo quello che vivremo in paradiso. Noi, per grazia di Dio, per un breve istante lo abbiamo già vissuto. Vi auguro di poterlo vivere anche solo per un attimo, perché sono gioie che hanno il sapore del paradiso».

Il secondo fatto è contenuto in una lettera del missionario comboniano fratel Paolo Rizzetto, 38 anni, da quasi un anno medico in un ospedale a Mapuordit (Sud Sudan) accanto «a un popolo stanco di guerra, di violenze di corruzione e di nepotismo; di tante, (troppe!) occasioni mancate per far decollare questo giovane Paese verso lo sviluppo integrale. Ancora vite umane sacrificate all'altare di interessi particolari. Il Paese è ancora diviso lungo linee etniche per il controllo delle risorse. Eppure le tre denominazioni cristiane maggioritarie, la Chiesa cattolica, anglicana e presbiteriana hanno parlato con una sola voce, chiamando i vari contendenti al tavolo della Pace. È così che viene Dio: annunciato da voci che gridano in un apparente deserto di indifferenza».

 

16/01/2017 16:08 Anna Robert
Gentile Signora Badaracchi, sono un'anziana che vive questo momento storico con sofferenza perchè le problematiche di oggi sono entrate anche nelle famiglie dei miei figli cinquantenni.Vivo in un paese (1000 abitanti) della Lombardia dove è purtroppo diffuso il rifiuto addirittura di chi non è nato qui; tutti gli altri,me compresa che vivo qui da 55 anni, sono considerati diversi. Eppure c'è chi mi vuol bene ma sono sempre diversa.Quando leggo notizie di miracoli come questi capisco che molto abbiamo da imparare noi europei. Anna Robert Zerbi


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Laura Badaracchi

Laura Badaracchi, giornalista freelance, collabora da 16 anni con il quotidiano Avvenire e con varie riviste cattoliche, dai mensili Jesus e Madre ai settimanali Credere, Famiglia Cristiana e Il mio Papa. Appassionata di temi sociali, è stata corrispondente da Roma dell'agenzia Redattore Sociale (dove cura il blog Social Church da cui sono tratti i post pubblicati su Vino Nuovo); scrive di attualità per il settimanale Donna Moderna e cura il mensile SuperAbile Inail, dedicato alle disabilità. I suoi ultimi libri sono I santi della misericordia. Itinerari a Roma e dintorni (Ecra, 2015) e Fede, sostantivo femminile (Ecra, 2016).

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