Nell'arte
Il battesimo di Gesù "in famiglia"
di Gian Carlo Olcuire | 08 gennaio 2017
Dopo la festa della mamma di Dio, ecco quella dei figli, quando riconoscono d'essere tali e ne sono felici.

8 gennaio

 

IL BATTESIMO DI GESÙ

(metà dell'XI secolo, isola di Chio, monastero di Nea Moni)


«Appena battezzato... si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui».  Mt 3,13-17


Dopo la festa della mamma di Dio, ecco quella dei figli, quando riconoscono d'essere tali e ne sono felici. E che il Battesimo sia una festa di famiglia, grande, imperdibile, si capisce dal fatto che tutti danno il massimo. A cominciare dagli angeli, la cui presenza è sempre significativa nei Battesimi dell'arte: per numero (raramente sono meno di due), per impegno e a volte per dimensioni (come in questo caso). Il loro ruolo in scena - che sorreggano gli abiti di Gesù o porgano teli per asciugarsi o stiano a guardare estasiati - passa in second'ordine, se ciò che conta è partecipare.

Ineludibile è la figura del capofamiglia: in forma di Spirito, che non si limita a sovrastare e - attraverso raggi di luce bianca - trasmette la sua forza. E pure come Padre, del quale - in alto, nella parte di mosaico mancante - è assai probabile fosse rappresentata la mano che scende dal cielo (una sineddoche usata nei Battesimi dei monasteri di Daphni e di Ossios Loukas, vicini e contemporanei a quello di Nea Moni).

E vogliamo parlare del Battezzatore, finalmente vestito a festa, abbandonando per un giorno la pelle di cammello che lo connota? Di lui colpiscono le mani, impegnate entrambe ad assecondare lo Spirito: la destra - più che versare acqua - pare accompagnarne i doni e la sinistra lo indica, perché non ci si scordi mai di lui.

Una parte essenziale è svolta dall'acqua, che - per essere simbolo di purificazione e di rinascita - non può limitarsi a uno spruzzo né a fare da sfondo ma si mostra viva e capace di tenere in vita, con Gesù completamente immerso. Esserci dentro fino al collo (il vero significato, al passivo, del verbo battezzare) è una scelta di coinvolgimento totale nella famiglia di Dio, un volerne far parte in tutto e per tutto.

Sulla sinistra, dietro un rilievo, sono posti due testimoni, forse discepoli di Giovanni, mentre, in primo piano, vediamo dei neofiti, due già in acqua e uno nell'atto di spogliarsi. A dire che il Battesimo non riguarda solo Gesù e che a questa immersione siamo invitati anche noi.

 

 

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Gian Carlo Olcuire

Gian Carlo Olcuire è un grafico. Che si sente realizzato quando riesce a far guardare le parole come se fossero immagini e a far leggere le immagini come se fossero parole. Lavora soprattutto per il mondo cattolico ed è appassionato di linguaggi, soprattutto dell'uso (o abuso, disuso, riuso) che se ne fa nel mondo cattolico.

 

 

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