Nella musica pop
La genealogia scandalosa di Gesù
di Sergio Ventura | 24 dicembre 2016
Con De André alla scoperta della buona notizia connessa a Tamar (fintasi prostituta), Rahab (vera e propria prostituta), Ruth (seduttrice indotta) e Betsabea (facilmente sedotta)

Caravaggio

Caravaggio, San Matteo e l'Angelo, 1602 (prima versione)

 

Non ero mai riuscito a passare per quella via. Fino a quando un paio di estati fa, di ritorno dalla Sardegna e sulla strada per Magnano - desideroso di far conoscere mia moglie e l'atteso primogenito agli amici di Bose, mi si offrì l'occasione. Non trovai né la graziosa puttana dagli occhi grandi color di foglia, né la bambina con le labbra color rugiada dagli occhi grigi come la strada: - Ormai i vicoli di Genova come via del campo sono stati ripuliti! - mi spiegò orgoglioso un passante. Una rosa, però, riuscii ugualmente a prenderla. Al calar della notte. Sulla soglia di un anonimo e poco invitante negozietto di libri usati, gestito con il sorriso da un anziano immigrato.

Per un euro, infatti, acquistai il ben più prezioso Johnny Freak, uno dei migliori numeri del fumetto Dylan Dog. Lo cercavo da tempo e mi sentii in paradiso. Delicata e commovente storia reale (e cristica?) di un giovane sordomuto da cui nascon fiori dove cammina - musiche e pitture talentuose, ma figlio indesiderato sin dalla nascita, abbandonato dal padre naturale, cresciuto poi dalla madre e dal suo nuovo compagno in cantina tra i topi ed i rifiuti, infine usato come 'corpo di riserva' per il secondo figlio colpito da una malattia genetica che ne disfaceva lentamente gli organi vitali. Nonostante il male subito, Johnny sarà capace di sussurrare all'orecchio di Dylan, sul letto di morte, la volontà di donare il cuore al fratellastro che dopo vari tentativi falliti era finalmente riuscito a colpirlo mortalmente. Veramente, come già duemila anni orsono, dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior.

 

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Mi ha sempre colpito nelle canzoni di De André la presenza di prostitute o di donne - come Boccadirosa e Dolcenera - ritenute tali dal sentire comune, e devo riconoscere che anche in questo ambito morale il cantautore genovese fu un buon maestro per un adolescente dalle cui labbra sin troppo facilmente uscivano etichette quali 'puttana' o il più romanesco 'mignotta' per ragazze troppo facili - o troppo difficili - da conquistare. E che doveva barcamenarsi tra la partecipazione al rito liceale del 'puttan tour' (un giro in macchina per scambiare due chiacchiere con quelle signorine in attesa dei veri clienti) ed il diniego verso la prassi del viaggio ad Amsterdam (non certo per approfondire Van Gogh e Rembrandt...), sempre a rischio di essere bollato dalle compagne di classe come gli altri coetanei 'allupati' - epiteto che, forse, potrebbe essere legato a quella voglia cantata dal Faber di salir le scale al primo piano per andare 'ad lupam'...

Solo in seguito mi furono svelati insospettabili riferimenti biblici al ruolo salvifico avuto da tale parte del mondo femminile. E non certo per merito del pensiero laico. Basti pensare a Corrado Augias e Mario Pesce, i quali nella loro Inchiesta su Gesù incrociano il tema della presenza nella genealogia matteana di quattro donne dal "comportamento assai discutibile", ma solo per affermare, dopo un passaggio tale da depotenziare la portata scandalosa della scelta del redattore (forse sono peccatrici, forse sono tutte straniere...), che "non bisogna cercare a tutti i costi una logica in ogni aspetto di un racconto religioso". A conferma che l'approccio storico-religioso risulta essere spesso poco significativo per chi ha fame di senso antropologico e teologico.

D'altra parte, su questo argomento, devo ammettere che grandi rivelazioni non le ha portate neanche la chiesa istituzionale. Tramite Tamar, Rahab, Ruth e Betsabea, ha scritto Joseph Ratzinger - deponendo la veste magisteriale di Benedetto XVI - "entra quindi nella genealogia di Gesù il mondo delle genti - si rende visibile la sua missione verso ebrei e pagani". Lo stesso cardinal Ravasi sembra girare intorno a ciò che potrebbe essere avvenuto di notte, sotto la coperta, tra Booz e la "straniera emigrata" Ruth, almeno secondo l'interpretazione che da anni ne offrono i giovani studenti quando leggono questo splendido libretto della Bibbia.

Fu proprio a Bose, piuttosto, tra una lettura di Alberto Mello e i corsi di Enzo Bianchi, che mi resi conto della buona notizia connessa a Tamar (fintasi prostituta), Rahab (vera e propria prostituta), Ruth (seduttrice indotta) e Betsabea (facilmente sedotta). La buona notizia, non certo per i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo, secondo cui "i pubblicani e le prostitute vi precederanno nel Regno dei cieli" (Mt 21,28-32) - e che spingerà Dante a collocare in Paradiso (IX) la 'passionale' Cunizza da Romano e la stessa Raab, relegando all'Inferno (XIX) o al Purgatorio (XXIV) alcuni Papi a lui contemporanei.

"Le donne qui fanno saltare il banco" - esclama Erri De Luca in Le sante dello scandalo: si può portare in processione l'amore sacro e l'amor profano, perché l'amore ha l'amore come solo argomento. Buona notizia, questa, grazie alla quale non si può che fraternamente correggere l'apertura e la chiusura della Città vecchia di De André: "nei quartieri dove (...) una bimba canta la canzone antica della donnaccia", infatti, "il sole del buon Dio" - invece - "dà i suoi raggi", proprio in quanto le "vittime di questo mondo", tra cui a volte sarà accaduto di ritrovarci, sono anch'esse "figli" di Dio, "gigli" da lui scaldati.

 

 

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28/12/2016 11:40 Pietro Buttiglione
Carissimo G.Maria, ti offro il mio approdo personale:
- Valuto Gesù xquello che "è ", come x qualsiasi Persona,non x i genitori: potrebbe anche essere quel soldato romano: cambia nulla!
- quello che è Gesù me lo rivela in primis la Parola ma anche il rapporto personale
- tante volte mentre mi affido/sprofondo in Lui.. mi ritrovo col Padre
- x me Dio è uno solo Gesù e lo Spirito sono manifestazioni di Dio nell'hic et nunc
- Gesù vero Dio me lo dice la eccezionalità Sua, non solo! la grandezza impossibile di quello che ha detto e fatto
- a qs punto la cosa stratosferica è che dobbiamo concludere che Dio è UMANO.
- x gli ortodossi noi diverremo "come Dio" ma non basta sapere che Dio è uno di noi?? Solo così si posdono intendere la parole:
Se farete questo a uno ..,
Inutile quindi divinizzare magari col dio dei Greci o dei filosofi o, oggi, degli scienziati!
Gesù ci ha tivelato Dio nel rivelarco cosa siamo noi: ci basti!
( forse meglio: cosa potremmo essere noi🌚😭



28/12/2016 01:12 Giulio Maria Bianco
Ogni volta che soppeso la questione delle donne scandalose nella genealogia di Gesú, e mi capita spesso da quando la mia fidanzata atea mi fa ripercorrere tutte le umane insufficienze della Chiesa Cattolica nella Storia, rimango interdetto. Interdetto fra la necessità di comprendere Dio fattosi uomo, è che non si è fatto uomo a metà, ma tutto ha avuto in comune con noi tranne il cedimento al peccato, e fra la paura di umanizzare troppo Gesú, mancando di fede ( per dirla con Dostoevskij nei Demonî : "almeno lei [ un vescovo ortodosso ] non intende la montagna in senso figurato" ). Parimenti però non so se sia una mancanza di fede pronunciare a mezza bocca come faccio la dimensione storica di Maria, che si presenta a Giuseppe incinta e senza voler neppure abortire. A questo punto arrivò alla conclusione che noi no, non siamo ancora pronti ad abbracciare il messaggio dell'amore infinito di Dio, è che ci lasciamo ancora scandalizzare da errori umanissimi, condannando situazioni a cui la maggior parte di noi è suscettibile. Siamo come Adamo ed Eva che capiscono di essere nudi e maldestramente si coprono, per mascherare la loro volontà di fare ( o di cedere ) al male. Personalmente non me la sento di chiudere del tutto la questione del concepimento di Gesú, perché temo di perdere così la vera natura di uomo e Dio del Messia. Forse la condizione di indeterminatezza ( che , si badi bene, è un suo tipo di affermazione, non mi si accusi di cerchiobottismo ) è la condizione che meglio ci permette di intuire e di vivere una realtà di fede.


25/12/2016 20:52 Francesco Contel
Forse una delle lezioni più belle che pensatori attenti o interpretatori fantasiosi hanno potuto dare a chiunque avesse voglia di ascoltare, sia nel (microscopic ma non troppo) caso sopracitato dei titoli "troppo velocemente affibbiati" sia nella (macroscopica) messa in luce di uno degli aspetti più centrali e profondi del messaggio di Gesù


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Sergio Ventura

Sergio Ventura, romano del '73, giurista pentito, datosi all'insegnamento per la libertà di ricerca che esso garantisce, appassionato di religione perché - disseminata ovunque - permette di curiosare in tutto, è responsabile del Blog degli Studenti nel sito del Cortile dei Gentili.

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