Nell'arte
Una Madonna che porge Gesù al mondo
di Gian Carlo Olcuire | 01 gennaio 2017
La più antica immagine della madonna con bambino: «molto bella, perché molto giovane, molto pura, molto pia, molto sorridente».

 

MADONNA CON BAMBINO

(230-235 ca., Roma, Catacombe di Priscilla)


«Maria [...] custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto». Lc 2,16-21

 

Ha scritto la piccola sorella Magdeleine di Gesù: «Sogno una nuova immagine della Madonna... Non una Madonna che stringe teneramente fra le braccia il suo piccolo Gesù, ma che invece lo porge al mondo... Con un gesto che dovrebbe essere così eloquente che tutti abbiano voglia di prenderlo».

Un desiderio subito esaudito... dai primi cristiani, autori di un Gesù bambino che pare volersi staccare dalla mamma per volare in braccio a qualcun altro. Con lei felice di offrire il figlio a chi lo vuole.

Per rendere l'idea di Maria che dona al mondo Gesù, la piccola sorella Magdeleine suggeriva di farla «molto bella, perché molto giovane, molto pura, molto pia, molto sorridente». Qualità non visibili eppure percepibili in quest'immagine di Madonna con Bambino, forse la più antica esistente.

La persona accanto a lei, anziché Giuseppe, potrebbe essere Balaam, il primo profeta della stella (Nm 24,17: «Io lo vedo, ma non ora, io lo contemplo, ma non da vicino: una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele...»). Secondo altri, si tratterebbe del profeta Isaia.

Saperlo non è importante, come non lo è l'identità del pittore. Mentre è da applausi la sua fede, che gli ha fatto abbozzare queste tre figure - in poca luce, in fretta e in una sola tinta a disposizione - pur di cantare il Signore «perché ha compiuto meraviglie» (lo stesso desiderio che indusse Maria al Magnificat: «grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente...»).

Quest'umile serva - senza casa né aureola, senza trono né corona - è la madre di Dio: non si può che celebrarla.

 

 

 

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Gian Carlo Olcuire

Gian Carlo Olcuire è un grafico. Che si sente realizzato quando riesce a far guardare le parole come se fossero immagini e a far leggere le immagini come se fossero parole. Lavora soprattutto per il mondo cattolico ed è appassionato di linguaggi, soprattutto dell'uso (o abuso, disuso, riuso) che se ne fa nel mondo cattolico.

 

 

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