Nella musica pop
Il Tu che molti attendono
di Diana D'Alberti | 17 dicembre 2016
La speranza annunciata dall'Avvento e quella che attraversa le canzoni dei Pink Floyd

 

La buona notizia di oggi, come allora, è che colui che Maria attende in grembo sarà il Tu salvatore che molti attendono. Ciò accende la speranza. E stimola riflessioni a riguardo. Soprattutto quando, come mi è capitato negli ultimi giorni, si riascoltano i Pink Floyd - che erano la colonna sonora dei lunghi viaggi in macchina con la mia famiglia.

Forse il ricordo di quei lunghi viaggi fatti fin da bambina, mi ha fatto spesso pensare a questo gruppo come fosse in grado di accompagnare solo veloci paesaggi. Ero piccola, e non capivo molto di quel che ascoltavo. Ma stavolta, d'improvviso, ho compreso che li stavo ascoltando in modo più attento. È incredibile quanto le loro canzoni siano così in grado di darmi una risposta. Mi sembra che in esse, a volte, vi siano dei richiami ad una speranza che va oltre quella terrena, umana, e che ognuno di noi alimenta giorno dopo giorno.

 

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Comfortably numb parla di un sogno che svanisce, di un ragazzo ormai cresciuto che vede il suo sogno sfumare e che si sente ormai piacevolmente insensibile. Il ragazzo sembra appellarsi ad un medico pronto a fargli una "punturina", ad un uomo che possa aiutarlo. Il dolore svanisce ma lascia il posto ad una insensibilità.

Ogni tanto capita, di fronte a situazioni tristi, di pensare che sarebbe meglio essere un po' insensibili, invece di sentire così tanto quel dolore. E quelle ansie che ci assalgono e delle quali talvolta non riusciamo ad individuare neppure l'origine, quanto vorremmo svanissero via, quanto vorremmo non sentirle più. Una "punturina" anestetizzante sembrerebbe essere una soluzione potente.

Ma quanto dura l'anestesia? Non per sempre. Allora ci si rende conto che dentro deve scattare un meccanismo di reazione contraria, che si deve riscoprire cosa significa godere dei momenti anche più piccoli, perché portano con sé la felicità della calma. Ed è la speranza, la più intangibile delle emozioni, che ci aiuta ad andare avanti quanto le più grandi paure bussano alla nostra porta.

I Pink Floyd hanno saputo rispondere anche a questa esigenza. Se in Comfortably numb, infatti, si canta: "Hello, Is there anybody in there? Just nod if you can hear me, Is there anyone at home?", in Hey you, invece, quasi come una risposta, "Hey you! Out there in the cold, getting lonely, getting old, can you feel me?".

 

 

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In Hey you c'è qualcuno che sta tentando di superare un muro che all'inizio sembra troppo alto, insuperabile. Mentre chi parla - un essere oltreumano mi viene da immaginare, una sorta di angelo custode, invocando continuamente questo "Tu" che "sta nel passaggio con i piedi stanchi e un sorriso che si spegne", gli chiede di non "sotterrare la luce", di "non arrendersi senza lottare".

Là fuori, dietro il muro, questo Tu rompe bottiglie nel vicolo, e allora con forza, nell' appello finale si esclama: "Hey tu! Non dirmi che non c'è più alcuna speranza, insieme resisteremo, divisi cadremo". Si arriva quindi a tentare di infondere speranza in chi ormai è rimasto senza alcun sogno.

Certo, anche qui, come in Comfortably numb, "the dream is gone", il sogno è svanito: "But it was only a fantasy", "era solo una fantasia". Però, mentre nella prima canzone il sogno che svanisce chiude la canzone, in Hey you la fantasia svanisce nella penultima strofa, per lasciare il posto finale all'invito alla speranza. Una speranza vera, a differenza della fumosa fantasia svanita.

Altri segni di luce, successivi all'album The wall (1980), si ritrovano nell'album A momentary Lapse of Reason (1987) - un titolo che richiama un breve intervallo di lucidità e razionalità, dove c'è una canzone che sembra assecondare l'istinto più irrazionale dell'uomo: Learning to fly.

 

 

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Questa "anima in tensione" ha paura, è agitata, ma prova "una animazione sospesa" al di sopra di "un'ala e una preghiera". Vede sotto di sé la propria "ombra", la vede con l'occhio bagnato dalle lacrime. "Sta imparando a volare", forse avvicinandosi a ciò che va oltre la condizione umana. E sente che questo sogno non è più minacciato dall'arrivo della "luce del giorno", non è destinato a finire non appena finisce la notte.

Non è forse questa la leggerezza che ricerca chi per un po' si è sentito schiacciare da qualche peso? Una leggerezza non superficiale, che induce a ricordare, con le lacrime che bagnano gli occhi, che cosa è stato, ma per raggiungere la consapevolezza di poter provare uno "stato d'estasi"?

A tal proposito, infine, si deve fare un riferimento all'album The division Bell (1994). In High hopes, un mondo fatto di miracoli e magneti, "il suono della campana della discordia era iniziato". Vengono descritti passi fatti in avanti, trascinati dalla forza di una marea interiore: "ad una maggiore altezza con bandiere spiegate, abbiamo raggiunto le gelide cime di quel mondo sognato / Per sempre oppressi da desiderio e ambizione c'e' una fame non ancora soddisfatta / i nostri occhi stanchi ancora vagano all'orizzonte / sebbene abbiamo percorso questa strada così tante volte"

 

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L'ambizione di raggiungere quanto sognato stanca e debilita, ma ora che il sogno si è realizzato, ora che il sogno è divenuto reale, "l'erba è più verde, la luce è più brillante, ci sono amici, la notte è un prodigio, l'alba si vaporizza incandescente, l'acqua scorre nel fiume senza fine" Il sogno si è realizzato e i Pink Floyd sentono l'esigenza di dire che questo sogno si è realizzato "per sempre e sempre"...

 

 

 

18/12/2016 09:38 Sara
Grazie, da ragazzina ho consumato i Pink poi da adulta ho scoperto anche i primissimi dischi, quelli più psichedelici, poco conosciuti ma forse ancora più meritevoli di tutti.
Forse la speranza maggiore e' la rottura del muro, muro di paura e solitudine che Waters stesso si era costruito.

E a proposito di musica e religione, questa primavera alla morte di Prince ho provato a recuperare alcune cose della sua (sterminata) discografia partendo da due dischi che mi ispiravano più degli altri: lovesexy e Around the world in a day.
In questo sul lato b e' rappresentata una scala puntata verso il cielo e ho pensato subito alla scala di Giacobbe.
Così ho scoperto che, contrariamente a quanto si può pensare, Prince era molto religioso, veniva da una famiglia di avventisti del settimo giorno e dopo la morte precocissima del figlio si era unito ai testimoni di Geova (si faceva portare dall'autista porta porta per cui poteva capitare che nella sua città ti suonasse al portone Prince pronto a convertiti :-) ), anche in lovesexy c'è una teologia basata sul fatto che Dio e' amore e l'amore porta verso Dio. Fin da una delle primissime canzoni Controversy (https://m.youtube.com/watch?v=T0pewqF8POE) in cui recita integralmente il Padre nostro. È una sensibilità religiosa propria della musica nera, per cui Dio protegge chi si sente escluso e emarginato, una religiosità poco ragionata e molto emozionate ma molto forte.
Lui musicalmente in ogni caso era davvero un genio, da ragazzina non ero in grado di capirlo, oggi fortunatamente si.
Buona domenica



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Diana D'Alberti

Diana D'Alberti, nata nel '96 a Roma, dedita prima agli studi classici ed ora studentessa di Diritto per un'esigenza sempre maggiore di Giustizia in questo mondo. Mi piace cercare nella religione e nella natura quella dolcezza e leggerezza materna in cui rifugiarsi per ritrovare la Pace con il mondo

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