Nella musica pop
Voci che gridano e voci sussurrate
di Sergio Ventura | 04 dicembre 2016
Forse le voci «che riempiono la vita» sono quelle che lo fanno «restando nel silenzio», «voci che non hanno un suono». Come canta Zucchero

 

«Basta un poco di zucchero e la pillola va giù, la pillola va giù, la pillola va giù» - mi cantava in modo persuasivo mia nonna durante un'estate di fine anni ottanta, passata più a letto con la febbre che al mare con gli amici. Eppure, forse perché appena precipitato nell'adolescenza, trovavo molto divertente dissacrare il suo riferimento all'angelica Mary Poppins evocando ben altro tipo di zucchero.

Quello Zucchero che in modo ossessivo ripeteva da tutti gli altoparlanti di cui erano provvisti gli stabilimenti balneari dei luoghi di vacanza: "solo una sana e inconsapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall'azione cattolica". Non ricordo la reazione di mia nonna, ma probabilmente, come era solita fare, passò oltre con un sorriso.

Negli anni successivi, mentre il Faber stava diventando la mia via 'ateo-agnostica' ad una fede sempre meno adolescenziale e moralista, il cantante emiliano, tra l'urlo di un diavolo in me e quello di un povero cristo, faceva qualche comparsata nelle chiacchiere di scuola solo per motivi di pruderie.

Incapace io di vedere oltre i presunti sarcasmi di titoli quali Oro, incenso & birra o Spirito DiVino. All'oscuro, quindi, del percorso che, sopra dune di misericordia, grazie a una madre dolcissima, stava conducendo Sugar Fornaciari al proprio miserere.

A questo cammino ci riportano oggi, quasi trent'anni dopo, le misteriose voci rievocate da Zucchero con quella libertà d'animo che solo un tempo di maturazione interiore di solito consente.

 

 

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Talvolta, infatti, giunge nella vita il momento in cui riusciamo finalmente a sussurrare, grazie ai "ricordi" di un volto amato e fidato, "it's been a long time, mama...", "it's been a hard time, mama...". Ed in quei giorni, forse, saremo anche più disponibili ad ascoltare "voci (...) che parlano agli argini" sì, ma che al contempo gridano "tempestose" nel deserto - "sognando l'altra riva", il regno dei cieli che si avvicina (Mt 3,1-2).

Ma queste "voci senza nome urlate a bocca piena", queste "voci che - rimpiange Zucchero ora come il popolo ebraico allora - "non sento più", corrisponderanno a quella voce di uno annunciata da Isaia (Mt 3,3)?

Sicuramente saranno "voci (...) che parlano ai matti", perché solo dei folli - seppur di Dio - possono accorrere dalla città santa e dalla regione dei giusti per confessare, a chi intima loro di convertirsi e raddrizzar la via, i propri peccati (Mt 3,5-6) - quei "giorni da balordi, persi nella noia di un'estate al bar".

Senza dubbio, poi, saranno "voci contro il tempo", contro tutte le parole vane di azioni dei farisei e sadducei di ogni dove (Mt 3,7-8) - quei "padroni che abbaiano ai tuoi sogni" e "che non sanno più chi sono" quando credono di poter(si) dire che lo spirito di Dio e il fuoco della sua Giustizia vengono ereditati come i beni patrimoniali di un padre qualsiasi (Mt 3,9.11).

Voci diverse, quest'ultime, da quelle che Zucchero incontrava "all'oratorio", nell'Emilia dei Peppone e don Camillo, del maoista zio 'Guerra' e del prete 'Tagliatella' invitato a pranzo ogni domenica da nonna Diamante: "voci in bocca ai preti e a suore un po' più audaci di quelle dei presepi", voci anch'esse "che non sento più" - sospira il nostro Sugar...

Ma allora sono questi i giorni in cui si sentiranno anche "voci di radici" tagliate dalla scure e "di pioppi" bruciati nel fuoco (Mt 3,10)? Sono questi i giorni in cui si potranno vedere "voci (...) di nebbia" che sale dall'aia ripulita e dalla paglia bruciata (Mt 3,12)?

Probabilmente no. Forse le voci "che riempiono la vita" sono quelle che lo fanno "restando nel silenzio", "voci che non hanno un suono". Voci che abbiamo "nella testa", ma che - dischiude Zucchero rivolgendosi all'amata "Mama" - "sai solo tu"...

Perciò, nonostante - o forse proprio perché - "manca la tua voce", la voce dell'origine che è anche la voce di colui che viene dopo, l'uomo Adelmo Fornaciari, ancor più della star Zucchero, può pregare sottovoce "sera di cera calami dagli occhi", riconoscere con grazia che "la notte è chiara", testimoniare con fiducia che "c'è chi spera ai piedi della sera".

 

 

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Sergio Ventura

Sergio Ventura, romano del '73, giurista pentito, datosi all'insegnamento per la libertà di ricerca che esso garantisce, appassionato di religione perché - disseminata ovunque - permette di curiosare in tutto, è responsabile del Blog degli Studenti nel sito del Cortile dei Gentili.

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