Nella musica classica
Con i salmi dell'Avvento
di Chiara Bertoglio | 27 novembre 2016
Nella versione di Henry Purcell del salmo responsoriale di oggi la musica si conferma linguaggio adattissimo a raffigurare la paradossale condizione di "già e non ancora" in cui il cristiano cammina

In questo Avvento 2016, abbiamo pensato di proporre alcune versioni musicali dei Salmi che la liturgia propone in modo responsoriale nelle letture della domenica, realizzate da compositori appartenenti a diverse Chiese e tradizioni cristiane (anglicana, cattolica, luterana, ortodossa). Per questa prima domenica d'Avvento, troviamo il Salmo 122 (121), che canta la gioia del fedele che si affaccia "alle porte" della città di Davide, Gerusalemme. Nel contesto dell'Avvento, questo canto di coronamento del pellegrinaggio e di incanto davanti alla bellezza della città santa acquisisce delle sfumature ed un contesto escatologico: lo splendore di Gerusalemme è lo splendore della Sposa dell'Agnello descritta nell'Apocalisse, che attende la venuta ultima e definitiva del proprio Sposo. Delle tre "attese" celebrate nell'Avvento (quella del Messia per il popolo ebraico, quella di Gesù da parte di Maria, e quella del Cristo glorioso da parte della Chiesa), è la terza ed ultima ad essere qui sottolineata in modo particolare.

Ascoltiamo questo salmo nella realizzazione del compositore inglese Henry Purcell (1659-1695); intitolata I was glad, essa utilizza, come testo, la versione metrica del salmo contenuta nel Book of Common Prayer, il libro liturgico per eccellenza della liturgia anglicana. Nonostante questo salmo ed il suo testo siano stati tradizionalmente utilizzati come coronation anthem (inno di incoronazione) per l'intronizzazione dei sovrani britannici, Purcell adotta uno stile relativamente intimo e senza un'eccessiva pompa o solennità: i ritmi puntati conferiscono una sfumatura palpitante alla musica, che sembra tradurre l'emozione all'apparire della città santa, mentre l'uso di armonie inconsuete e audaci pare velare di nostalgia la gioia che regna nel brano: come in molte altre situazioni, la musica si conferma linguaggio adattissimo a raffigurare la paradossale condizione di "già e non ancora" in cui il cristiano cammina, fra la felicità di sapersi orientato ad una gioia senza fine e la struggente nostalgia per una beatitudine non ancora piena e definitiva.

 

 

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28/11/2016 09:59 Chiara Bertoglio
Grazie mille!


27/11/2016 12:02 Pietro Buttiglione
Un camminar, un camminare insieme.....quasi si vedono paesaggi colline e in lontananza LA Città perfetta al cui avvicinarsi passicuoremusica si mettono a salirecorreregaloppare : proprio come scrive GC Olcuire nel suo fondo!


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Chiara Bertoglio

Chiara Bertoglio è una giovane concertista di pianoforte, musicologa, scrittrice e docente italiana. Laureata e dottore di ricerca in musicologia, ha scritto diversi libri e numerosi saggi per riviste specialistiche italiane ed internazionali, partecipando come relatrice a convegni prestigiosi (ad Oxford, Londra, Roma etc.).

Impegnata nell'approfondimento dei rapporti fra musica e spiritualità cristiana, ha pubblicato libri sull'argomento; inoltre, scrive articoli e libri non musicali per diffondere storie positive di speranza. Svolge intensa attività didattica privatamente ed in importanti istituzioni italiane ed estere, sia come docente di pianoforte sia come musicologa.

Gli articoli che pubblichiamo su Vino Nuovo sono tratti dal suo blog. Per conoscere meglio (e anche ascoltare) la sua attività di musicista www.chiarabertoglio.com

 

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