Nell'arte
Prepararsi al grande evento come Noé
di Gian Carlo Olcuire | 27 novembre 2016
Ai grandi eventi ci si prepara, passo dopo passo: è il messaggio che diamo ai bambini col calendario dell'Avvento e le sue finestrelle che si aprono giorno per giorno, in modo da arrivare al Natale a gradi. Mentre c'è chi vorrebbe subito il finale.

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LA COSTRUZIONE DELL'ARCA

(Jacopo Torriti, 1290 ca., Assisi, Basilica superiore di San Francesco)

 

«Anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo». Mt 24,37-44

 

Per dare inizio all'anno liturgico, ecco un'immagine di impegno, come richiamo ai compiti che ci aspettano: il Dio che viene non si attende in poltrona. E, sebbene Noè si mostri seduto, lo è per esigenze professionali, in quanto direttore dei lavori.

In linea con gli artisti del proprio secolo e di quello precedente, che avevano reimmesso la vita nell'arte, rappresentando i mestieri legati ai mesi, Jacopo Torriti ci fa amare il lavoro. E, attraverso il racconto, fa amare anche il tempo (con questo incipit, è come se dicesse «C'era una volta...» o «In quel tempo...»).

Avrebbe potuto - della storia di Noè - scegliere una delle scene clou, che attirano i flash: il caricamento degli animali, il diluvio, il ritorno della colomba col ramo d'ulivo... Invece dà importanza anche alla prima parte, poco fotogenica, attardandosi a dipingere un secondo Noè subito dopo il primo, solo per scandire due distinti momenti: il colloquio tra Dio e il patriarca e la costruzione dell'arca.

Ai grandi eventi ci si prepara, passo dopo passo: è il messaggio che diamo ai bambini col calendario dell'Avvento e le sue finestrelle che si aprono giorno per giorno, in modo da arrivare al Natale a gradi. Mentre c'è chi vorrebbe subito il finale. Come chi non guarda le partite, pago dei gol di Novantesimo minuto, senza rendersi conto della strada che porta al risultato. Senza capire i movimenti, la fatica, gli errori... oltre alla necessità di fare tutto in un dato tempo (anche a Noè Dio aveva dato un termine, non gli aveva detto «Pìgliati tutto il tempo che vuoi!»).

In più, c'è da allenarsi: Giovanni Battista, per le prossime due domeniche, e poi Giuseppe ci faranno da trainer (detto più cristianamente, faranno luce sui nostri passi).

 

 

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Gian Carlo Olcuire

Gian Carlo Olcuire è un grafico. Che si sente realizzato quando riesce a far guardare le parole come se fossero immagini e a far leggere le immagini come se fossero parole. Lavora soprattutto per il mondo cattolico ed è appassionato di linguaggi, soprattutto dell'uso (o abuso, disuso, riuso) che se ne fa nel mondo cattolico.

 

 

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