Dieci immagini per un Giubileo
di Giorgio Bernardelli | 19 novembre 2016
Alcune foto simbolo non tanto per celebrare ciò che è stato, ma per provare a guardare a quanto l'Anno Santo ci lascia come eredità

Ci possono essere tanti modi per tracciare un bilancio del Giubileo della misericordia, che si chiude domani. Per il nostro - con l'aiuto di un sondaggio veloce tra alcuni colleghi di questo blog - ho scelto dieci immagini simbolo. Con una piccola ambizione: non mi interessa tanto celebrare ciò che è stato, ma guardare a quanto l'Anno Santo della misericordia ci lascia come eredità.

 

1. OGNI ANGOLO DEL MONDO E' UNA PORTA DELLA MISERICORDIA

Salomone

L'immagine l'ho presa «in casa» dal sito di Mondo e Missione: è la Porta Santa mobile che il vescovo Luciano Cappelli ha voluto per poter raggiungere anche le più lontane tra le Isole Salomone, in Oceania. Il simbolo di un Anno Santo «in uscita» per riscoprire che c'è un mondo intero a cui portare il Vangelo della misericordia.

 

2. IL CARCERE COME LUOGO PRIVILEGIATO

carcere

Il Papa lo aveva espressamente indicato nella bolla Misericordiae Vultus: anche quelle delle celle in carcere sono Porte della misericordia. Così sono stati molti i vescovi che hanno scelto di dare visibilità a questa intuizione anche attraverso un rito (qui il cardinale Montenegro al carcere di Petrusa). Se c'è un luogo che questo Giubileo ha riconsegnato alla Chiesa per un'attenzione particolare è il carcere. Controcultura rispetto al giustizialismo imperante.

 

3. LE OPERE DI MISERICORDIA RITROVATE

venerdì

Le avevamo lasciate impolverare in qualche libro di catechismo sullo scaffale. L'Anno Santo ci ha restituito in tutto il loro spessore le opere di misericordia, tanto quelle corporali quanto quelle spirituali. Con il Papa stesso che - nei venerdì della misericordia - ha mostrato la strada: con i gesti ancora prima che con le parole.

 

4. IL MARTIRIO, VOLTO DELLA MISERICORDIA

suore yemen

Se dovessi scegliere un'immagine sola, prenderei questa: i volti delle quattro Missionarie della Carità uccise dalla violenza jihadista nello Yemen in marzo. Martiri con il grembiule indossato sopra il loro sari bianco e azzurro. Testimoni di come la misericordia - quando è vissuta fino alla fine - porta a donare la vita. Seme gettato nella terra di un Paese sfigurato dalla guerra, dove non vi sono più cristiani, ma vi sono lo stesso fratelli e sorelle a cui portare la misericordia di Dio. Seme di gratuità, per molti versi simile a quello gettato da padre Hamel in Francia, che tanti musulmani hanno pianto come un amico.

 

5. LE LACRIME DA ASCIUGARE

Tra le celebrazioni giubilari quella che mi piacerebbe diventasse un momento fisso nell'anno liturgico è la Veglia per asciugare le lacrime, voluta in maggio da papa Francesco. Quanto ne avremmo bisogno nella vita quotidiana delle nostre comunità. Per aiutarci a vicenda - nella preghiera e senza retoriche - ad affrontare anche storie come quella raccontata in San Pietro dalla famiglia Pellegrino.

 

6. LA CATTEDRA DEI PICCOLI

giubileo disabili

Un altro gesto bellissimo che mi è rimasto impresso di questo Giubileo è la drammatizzazione del brano del Vangelo proposta sul sagrato di San Pietro da un gruppo di disabili psichici il giorno del Giubileo dei malati. Forse qualcuno avrà pensato che era per far capire la Parola di Gesù anche a loro. Un giorno vedremo che quando Gesù voleva i piccoli intorno a sé era per provare a far capire il Vangelo a noi.

 

7. LA PIAZZA DELLA MISERICORDIA

È l'aspetto che solo il Padre conosce davvero di questo Giubileo: quanto davvero la misericordia ha trovato il suo compimento nel sacramento della Riconciliazione? Ma è intrigante la strada indicata da questa immagine: le confessioni portate in piazza San Pietro durante il Giubileo dei ragazzi. Non un angolo buio, ma la luce della piazza più bella per ritrovare la gioia del perdono.

 

8. MACIEJ E I GIOVANI A CRACOVIA

logo

L'aveva disegnato lui il logo della Gmg di Cracovia. Ma Maciej Ciesla, grafico polacco di 22 anni, non ha potuto vederla: l'ha portato via un tumore, pochi giorni prima dell'arrivo del Papa. Susanna invece alla Gmg c'è stata, ma è morta nel viaggio di ritorno, fulminata da una meningite prima ancora di rientrare a Roma. L'esuberanza dei giovani e la vita che finisce. Gli uni accanto agli altri. L'accostamento che non vorremmo ricordare mai. Ma c'è una Parola di misericordia che ci ricorda che «forte come la morte è l'amore»

 

9. MISERICORDIA, L'ALTRO NOME DELL'ECUMENISMO

welby nichols

Nella cattedrale di Westminster domenica l'arcivescovo cattolico e il primate anglicano hanno chiuso insieme la Porta Santa di Londra. È stato l'ultimo di tanti gesti ecumenici importanti che hanno scandito il Giubileo (l'incontro tra il Papa e Kirill, Lesbo, i 500 anni di Lutero...). L'unità dei cristiani è tornata a essere un tema caldo nell'agenda della Chiesa; ma solo la misericordia può aiutarci a non arenarci di nuovo.

 

10. I POVERI, LA «CARNE DI CRISTO»

nomeless

È di appena una settimana fa l'immagine di papa Francesco che prega con le mani dei senza fissa dimora che toccano le sue spalle. Altro messaggio fortissimo che questo Giubileo ci lascia: i poveri sono «la carne di Cristo»; non basta guardarli come un'emergenza da affrontare, chiedono di essere toccati. Come ha fatto Tommaso davanti al Risorto. E lunedì arriva una lettera apostolica di Papa Francesco che guarda caso si intitola  proprio «Misericordia et misera»...

 

20/11/2016 20:58 Sara
"non so se l'ho vissuto proprio bene " scusate.


20/11/2016 09:50 Sara
È vero, una galleria splendida, io non so se l'ho vissuto riprovo bene bene questo anno di misericordia, credo di averci provato ma vedendo le foto forse avrei potuto sentirlo di più.
Buona domenica



19/11/2016 13:54 Marco N.
Splendida galleria, che in extremis mi ha fatto capire (e lo dico da persona che segue in modo spesso critico l'attualità ecclesiale) quanta ricchezza di doni ci abbiano elargito questi dodici mesi. Grazie Giorgio, davvero! per avere reso con queste immagini tutte le sfaccettature della misericordia divina (sono rimasto toccato dal racconto della famiglia Pellegrino; grazie anche per il link) e di questo anno della misericordia, sfaccettature che forse troppo spesso i media hanno ridotto a una o due. Ho passato in agosto una "porta della misericordia" nella mia diocesi (dopo la confessione) cercando misericordia per me, ma questo articolo mi spinge a chiedermi come ho interpretato in quest'anno la misericordia che devo agli altri.
Nuovamente, Giorgio: grazie di cuore!



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Giorgio Bernardelli

Giorgio Bernardelli, giornalista della rivista Mondo e Missione e del sito mondoemissione.it, ha lavorato per dieci anni alle pagine di informazione religiosa di Avvenire, quotidiano con cui tuttora collabora oltre che con il portale internazionale di informazione religiosa VaticanInsider. Porta nel cuore Gerusalemme, città a cui ha dedicato diversi libri e che racconta nella rubrica La porta di Jaffa sul sito www.terrasanta.net.

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