Quando la non-conoscenza gioca brutti scherzi
di Maria Teresa Pontara Pederiva | 03 novembre 2016
L'Italia, brilla per la diffusione di percezioni sbagliate sulla realtà, un comportamento non propriamente evangelico: «prudenti come serpenti e semplici come colombe» (Mt 10,16)

Percezioni, sensazioni, passaparola: possono offrirci buone informazioni, ma anche trarci in inganno. Gli esempi sarebbero tanti: dal classico immergere (bendati) le mani in acqua calda/fredda al compasso di Weber, che in alcune zone del nostro corpo dimostra di non riuscire a distinguere se sono 2 punte o 1. Come dire: fidarsi è bene ... però è meglio controllare.

Che ci piaccia o no, viviamo in un Paese di creduloni e l'affermazione è ben fondata a detta degli esperti. Uno di questo è Nando Pagnoncelli di professione statistico. Commentando nel maggio scorso in diverse sedi, i risultati di un'analisi Ipsos sulla percezione di una serie di fenomeni a livello europeo spiegava come «a partire dalle discrepanze tra percezione e realtà si costruisce una sorta di "indice di ignoranza" che classifica i Paesi dal più al meno informato». Nel 2014 (indagine su 14 Paesi) l'Italia è risultata ampiamente in testa, mentre nel 2015 (indagine allargata a 33 Paesi) siamo, per fortuna, scivolati al 10° posto.

Tra le cause il basso tasso di scolarizzazione (il 57% della popolazione italiana è in possesso della sola licenza elementare o media o non possiede alcun titolo), il diffuso «analfabetismo numerico» che fa ancora esclamare diversi connazionali, senza alcuna vergogna, di non capire nulla di numeri e percentuali (e c'è chi scrive articoli mettendo al bando ogni numero, che invece aiuterebbe eccome la lettura, «ventidue per cento» o «A ventidue» per l'autostrada del Brennero) fino a quella che psicologi e sociologi definiscono «emotional innumeracy», ossia la mancata conoscenza legata alle emozioni. Il classico passaparola, privo di alcuna verifica.

Il mio vecchio prof di greco e latino (monsignore del Capitolo) la chiamava senza mezzi termini «ignoranza». Oggi sarebbe in difficoltà perché molti genitori la scambierebbero per un'offesa e un attentato all'autostima dei figli. E dire che l'etimologia recita semplicemente «non-conoscenza», appunto.

Nei giorni scorsi i media ci han fornito ben due esempi in tal senso.

Il primo è la concentrazione di diossido di carbonio nell'atmosfera che, stando ai dati dell'Osservatorio sul Mauna Loa nelle Isole Hawaii resi noti due settimane fa, avrebbe raggiunto la storica cifra di 400 parti per milione (meglio ppm). A fronte di diverse analisi che si interrogano sulla situazione e soprattutto sulle scelte future, impazzano in rete una serie di affermazioni (riprodotte acriticamente copia-incolla) che in sintesi archiviano il tutto come «bufala» se non addirittura «truffa» col risultato di trovare, incredibilmente, pure un cospicuo numeri di adepti.

Il secondo è dell'11 ottobre scorso: l'impatto economico degli immigrati nel nostro Paese. Il Rapporto annuale della Fondazione Leone Moressa stima in 127 miliardi il Pil da loro prodotto, tanto che si è visto qualche titolo tipo «Ecco la Stranieri Spa», intendendo che «i lavoratori immigrati valgono quanto la FIAT». Se andiamo a leggere si scopre che nel 2014 i contributi previdenziali versati da lavoratori stranieri (3.507.284 unità) hanno raggiunto la cifra di 10,9 miliardi, il che equivale a 640mila pensioni erogate in Italia, mentre nel 2015 si è arrivati a 127 miliardi di ricchezza prodotta (8,8% nazionale). Tenuto conto che il numero di pensionati stranieri nel nostro Paese sfiora appena le 100mila unità, significa che il costo degli stranieri è inferiore al 2% della spesa pubblica, per la precisione pari all'1,75% del totale (15 miliardi a fronte dei 270 spesi per le pensioni). Dovrebbe farci arrossire la differenza di reddito pro-capite fra lavoratori stranieri e italiani: - 7.705,00 €. Il loro tasso di disoccupazione è inferiore a quello degli italiani, è vero, ma si tratta di lavori a bassa qualifica, ampiamente rifiutati dai nostri connazionali (e spesso non giustificati dal titolo di studio degli stranieri, che, quando c'è, troppe volte è ignorato), i cosiddetti «ddd jobs» 'dirty, dangerous and demeaning' ossia i lavori sporchi, pericolosi e umilianti.

Stefano Allievi e Giampiero Dalla Zuanna, docenti a Padova, evidenziano in un saggio che se i Paesi ricchi blindassero le frontiere, in vent'anni i loro abitanti in età lavorativa passerebbero da 753 a 664 milioni. Nel frattempo, per assicurare nei prossimi anni l'erogazione delle pensioni ai baby-boomers (come dire la mia, la nostra futura pensione), dovrebbero entrare nel mondo del lavoro 325 potenziali candidati.

E' vero che si parla di stranieri lavoratori, ma i tanto sbandierati, dai populisti di turno e da certi siti web, 35 euro/giorno pro-capite che vanno alle strutture di accoglienza provengono esclusivamente da stanziamenti europei, non altro (anche se qualche Regione ha deciso di intervenire in più).

«Bisogna avere il coraggio di dire pane al pane», concludono Allievi e Dalla Zuanna.

In sei anni la Spagna ha registrato un aumento del 38% del Pil grazie agli immigrati e in Svezia (lo stato che negli ultimi anni ha marciato a ritmi doppi rispetto al resto d'Europa, grazie al numero più alto di profughi pro-capite) è di questi giorni il monito di Swedbank e Danske Bank: se verrà attuata una politica di freno all'immigrazione, la crescita si ridurrà di conseguenza. «Stiamo per normalizzarci diventare un'economia a crescita lenta: e la cosa non sarà divertente» ha detto Roger Josefsson. Lui tiene alle sorti della sua banca, e del suo Paese, oltre che rispondere alla propria coscienza.

E noi? L'Italia, Paese che si definisce cattolico (ma dove proprio una ricerca del Censis ci rivela in questi giorni che il 70% possiede in casa una copia del Vangelo, che non legge mai) brilla per la diffusione di percezioni sbagliate sulla realtà. Verrebbe da dire, un comportamento non propriamente evangelico: «prudenti come serpenti e semplici come colombe» (Mt 10,16).

E in troppi si affidano ancora ... al Gatto e la Volpe.

 

 

09/11/2016 10:37 M. Luisa
Io non ho mai detto di conoscere cosa pensano i fratelli.
Ho detto invece che non lo sanno neanche i sondaggisti: "...statistiche che trasformano un piccolo campione in grandi numeri (spesso fallaci, come i sondaggi)" - mio post del 6/11 h. 12.07.
Come volevasi dimostrare.



09/11/2016 07:47 Pietro Buttiglione
Il n.1 dei commentatori NYT ammette: non conosciamo qs Paese!
@Luisa e noi siamo sicuri di conoscere cosa pensano i fratelli? Ma poi "pensano" o vanno di "pancia"??



08/11/2016 18:55 M. Luisa
Mi dispiace Pietro, ma il discorso era completamente diverso.
Creduloni sono tutti quelli che si bevono le notizie date dai media così come i media le fanno passare, senza un minimo di verifica o di riflessione critica (quante volte succede??).
In questo modo i media influenzano l'opinione pubblica, chi da una parte e chi dall'altra.
Ne abbiamo avuto lampanti esempi anche in questi giorni.
Invece il cristiano, proprio perché cristiano, non può essere credulone perché ha una bussola infallibile con cui orientarsi: la Parola di Dio.
E, se la Parola di Dio è verità, il cristiano non può non andare alla ricerca della verità, cioè della realtà delle cose, alle fonti.
Ne consegue che credulone non è, proprio perché cristiano.
A meno che i media, quando passano le notizie che confermano le tesi che ho già in testa, non siano da considerarsi più credibili della verità. Per me, no.



08/11/2016 08:54 Sara
Fortuna che c'è lei Pietro che ne sa più di tutti e Dio le parla direttamente nel sonno·...

Per sua informazione le ricordo che i più tradizionalisti sono vicini a scismatici e sedevacantisti cioè realtà che alla CC hanno detto ciao ciao da tempo.

Paradossalmente per rientrare dovrebbero accettare il catechismo che è uscito dal concilio e invece è pieno di gente come lei convinta che siano dei baciapile e consiglia loro di sganciarsi dalla CC cosa che sanno fare meglio di lei.

Così non si finisce più.

Scusate se insisto ma mi sembra un punto importante.



08/11/2016 07:58 Pietro Buttiglione
MariaL@cristiano=credulone la declinerei:
La. CC ha fatto in modo che fosse così x governare più facilmente.
Gli esempi sono tantissimi: se vuoi te li elenco😎



07/11/2016 21:37 M. Luisa
Maria Teresa, grazie per la risposta.
Io credo tuttavia che di fronte a nessuna questione ci si debba porre in modo pregiudiziale, se si vuole vederne obiettivamente ogni aspetto, perché il giudizio a priori è come una lente colorata che altera il vero “colore” di ogni cosa.
In questo caso, d’accordo sulla possibilità di discrepanze nei dati, ma non possono essere differenze macroscopiche, quindi esaminandoli correttamente se ne trarranno deduzioni analoghe, se si è obiettivi.
L’essenziale è non rifiutare di prendere in considerazione ogni aspetto: i benefici, che vi sono, così come i costi, che pure vi sono, data l’ampia casistica degli stranieri presenti (termine che comprende tutti). Anzi, analizzare tale casistica in modo approfondito non può che giovare ad una visione matura e quindi non influenzabile da visioni di parte.
E’ ovvio che il tipo di lavoro che presentavi evidenzia i lati positivi, tuttavia non li si può presentare come se fossero l’unico aspetto della questione, altrimenti si cade nella stessa dinamica di chi vuole evidenziare solo i lati negativi.
I Gatti e le Volpi sono tanti quanti sono gli argomenti all’ordine del giorno (non solo i migranti) e deformano la realtà per sostenere ciascuno la propria tesi. Occorre fare attenzione a tutti, proprio per non farsi ingannare e per non diventare complici.
L’equazione cristiano = credulone è da rifuggire in ogni caso!



07/11/2016 17:28 Maria Teresa Pontara Pederiva
Grazie, Maria Luisa: il tuo lungo intervento dà modo di spiegare i motivi che stanno a monte del post.
E’ un copione che si ripete ormai ad ogni intervento pubblico in contrasto con una tesi non condivisa. Anche in occasione dei 2 esempi riportati è partita un’offensiva volta a confondere le acque: emblematico è il titolo di Libero in contemporanea con l’evento al Viminale “Gli stranieri non sono una risorsa, ma un costo”.
Il fervore mediatico è direttamente proporzionale alla veridicità dei fatti tanto che non riesce a scalfirne la portata: sono diversi Festival dell’Economia qui a Trento che affermano quanto scritto dai 2 docenti di Padova o dalla Fondazione Moressa (i cui Rapporti sono pubblicati annualmente da editori come Angeli o Il Mulino).
Perché tra quanti fanno della ricerca una professione nessuno si stupisce delle discrepanze di dati. Solo 1 esempio: l’inserimento delle pratiche relative ad avviamenti e cessazioni non sempre avviene in tempo reale e, nel caso dei lavoratori immigrati, è soggetto anche ad altre pratiche (di conseguenza è abbastanza facile che due diverse rilevazioni non coincidano).
Non avendo altre armi, si sceglie però la strada del rimescolareb le carte (curioso che da qualche tempo si vadano a cercare "dati ufficiali e semiufficiali"), della delegittimazione di docenti universitari che si invitano a rivedere le 4 operazioni (un demografo sa fare i conti eccome) e via di questo passo. Tutto fa brodo e un’opinione vale l’altra (dati OCSE, affermazioni dei governi europei, voci di CEO), così come si confondono regolari e irregolari, migranti, rifugiati, profughi e richiedenti asilo …
L’elenco potrebbe continuare e proprio nei giorni scorsi (sempre a monte del Post) alcune delle “uscite” più emblematiche sono diventate oggetto di esercitazioni di studenti di economia, come di analisi approfondite di alcuni ricercatori.
Ma il problema da me sollevato è un altro. Il Gatto e la Volpe sono astuti e la loro intenzione si può smascherare con facilità: far passare l’idea dell’invasione, della paura dell’immigrato che ruba il lavoro e via di questo passo. La strada che abbiamo di fronte, da cristiani è una sola: non lasciarsi ingannare da chi ha altri scopi (o vogliamo ammettere l’equazione cristiano=credulone? No, grazie).
Perché, ahimé, in caso contrario, si potrebbe diventarne complici. Ed è un'altra storia.



06/11/2016 12:07 M. Luisa
“Mi sa che gli italiani si meritano lo stato in cui versano”: evidentemente Pietro o non è italiano, o non si considera tale, o in ogni caso si chiama fuori dalla melma nauseabonda dei suoi connazionali.
“…viviamo in un Paese di creduloni”. M.Teresa. Idem come sopra. Perché ovviamente la “creduloneria” è causata dall’ignoranza (degli “altri”).
E’ risaputo che la percezione è sempre diversa dalla realtà dei fatti, e non solo in Italia. Non occorre un Pagnoncelli a dimostrarcelo con statistiche che trasformano un piccolo campione in grandi numeri (spesso fallaci, come i sondaggi). E’ interessante a questo proposito il link suggerito da Sara, che ci illustra i motivi quasi fisiologici di questa “creduloneria”.
E’ certamente più facile credere a ciò che si legge o si sente dire (senza rendersi conto che in rete ormai può andare di tutto), anziché esaminarlo criticamente e verificarlo.

Ma se questo vale per le bufale plateali, vale anche per i NUMERI.

Basta una breve panoramica sui siti Internet, anche ufficiali, per rendersi conto che su un medesimo argomento i numeri si differenziano notevolmente.
Ad esempio, i lavoratori stranieri (regolari, cioè che versano i contributi) nel 2014 non erano 3.507.284 unità, bensì 2.294.120, mentre erano 465.695 in cerca di lavoro e 1.240.312 gli inattivi (fonte MdL, V rapporto annuale), considerando solo gli immigrati regolari.
Inoltre, basta una semplice verifica matematica per rendersi conto che i 127 miliardi di PIL prodotto non corrispondono all’8,8% del PIL nazionale, che ammonta a 1.636 miliardi, ma corrisponde al 7,76%.

Quanto alla differenza di reddito pro-capite, la motivazione è già scritta (ma non recepita da chi la scrive): “si tratta di lavori a bassa qualifica”. Ed è previsto nella Costituzione (art.36) che “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro”. Trattandosi – come è scritto - di “lavori a bassa qualifica”, anche la retribuzione sarà adeguata. E senza dover arrossire.
E’ vero che l’articolo della Costituzione prosegue: “e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa”, ma io credo che questa parte sia disattesa verso chiunque, se accade che un italiano di oltre 30 anni, laureato, possa venire assunto come “tirocinante” con una retribuzione di poche centinaia di Euro mensili (caso concreto).

Quanto ai “famosi” 35/giorno pro capite, che vanno alle strutture di accoglienza per vitto, alloggio, spese mediche e inserimento lavorativo di chi giunge ogni giorno sulle nostre coste (mentre il singolo migrante ne riceve 2,5 al giorno come pocket money), anche qui basta un semplice calcolo matematico per constatare che ogni migrante ospitato costa circa 13.700 Euro all’anno. Dato che in un anno ne arrivano mediamente 150.000 e che il periodo concesso di permanenza nelle strutture è di un anno (dopo di che vengono fatti uscire dai centri di accoglienza, e quando va bene vengono tutelati tramite la Caritas), ne consegue che il costo annuo per il solo mantenimento è superiore ai 2 miliardi di Euro, mentre il fondo europeo per l’asilo e l’integrazione degli stranieri – Amif – ne eroga annualmente solo poco più di 310 milioni (esattamente 310.355.777 , fonte Huffington Post).

E’ innegabile d'altra parte che, proseguendo il trend di decrescita della popolazione europea, una previsione di sviluppo demografico ed economico può avvenire solo facendo affidamento sull’immigrazione, che tuttavia – in un’ottica economica – non potrebbe che essere selettiva come quella operata dalla Merkel.
Anche qui però occorre verificare le cifre.

Si parla di Spagna, ma dal 2010 al 2015 la presenza di immigrati è calata del 2% (dall’11,6 al 9,6), mentre nello stesso periodo in Italia tale presenza è cresciuta del 2% (dal 6,2 all’8,2) diventando in cifra assoluta il terzo paese europeo per numero di migranti (quindi, secondo il ragionamento presentato, chissà quale sviluppo economico dovrebbe avere avuto l’Italia!).

Si parla di Svezia, ma non risulta affatto questo “numero più alto di profughi pro-capite”: sempre dal 2010 al 2015 è infatti passata dal 6,3% al 7,5% (sempre fonte MdL, VI rapporto annuale). E, tenendo conto che ha una superficie superiore del 50% a quella dell’Italia, con una densità di popolazione quasi 10 volte inferiore, avrebbe tutto lo spazio e la possibilità di ospitare un numero di immigrati assai superiore: ma non ha il Mediterraneo come suo confine…

Mi scuso per il lungo intervento, ma NUMERI sono stati chiesti e NUMERI sono stati dati.
Le fonti ufficiali ci sono, per chi ha voglia di verificare, e non servirsi dei numeri per ergersi su di un piedistallo e tacciare gli altri di ignoranza, per quanto realistico possa essere...



06/11/2016 10:37 Sara
E' un articolo dell'Economist è normale sia pro establishment, però solleva una questione interessante.

In ogni non ridurrei il tema solo a guerra tra poveri contro establishment.



06/11/2016 08:21 LudoK
@ Sara.
Letto link, dove si dice: "l’insoddisfazione di numerosi strati della società, che per protesta votano il candidato o la proposta che sembra più in contrapposizione con l’establishment".
Ma articolo linkato finisce per dare ragione a establishment: solo nemici di establishment fanno manipolazioni e dicono bugie, establishment no fa manipolazioni e no dice bugie.
Troppo facile (poi, tra parentesi, teologia sentimentale è fatta apposta per stare con establishment).
Poi, statistiche sono quelle che sono, strutturalmente in ritardo verso dato di realtà attuale:
M.Luisa (no ascoltata e no capita) l'ha scritto bene.
Poi statistiche aggregano, no disaggregano, per lo meno como tendenza: no ci serve dato aggregato (stranieri, immigrati: ci sono 10000 tipologie, statistici lo sanno, algoritmi produttori di messaggi sentimentali e buonisti no lo sanno).
Bene statistica, bene integrazione.
Ma disagio di tutti no si gestisce solo a uso e consumo di establisment.
Altrimenti, gente comune ma pensante (no maestrine da penna rossa e algoritmi primi della classe a supporto) si irrita ancora di più.



05/11/2016 11:36 Sara
"Che tu hai portato CFRE alle quali nessuno ha ribattuto nel merito: a demo che si ragiona di pancia e non di testa. "

Questo vale per tutti gli schieramenti ormai, anzi probabilmente non è perché le cifre sono sballate che le persone sono ostili agli immigrati, ma perché le persone sono ostili agli immigrati che si gonfiano le cifre.

E' l'altra faccia del relativismo ecc. ecc.

http://www.ilpost.it/2016/09/11/i-pericoli-della-societa-post-fattuale/



05/11/2016 10:02 Pietro Buttiglione
Sai la cosa che mi fa + senso?? Che tu hai portato CFRE alle quali nessuno ha ribattuto nel merito: a demo che si ragiona di pancia e non di testa.
Mi permettete un esempio? La campagna referendaria ( ma tutta la politica..😂 ) In cui abbondano aggettivi e giudizi a priori, manca la sostanza e il meriti. Mi sa che gli italiani si meritano lo stato in cui versano.



04/11/2016 21:30 Maria Teresa Pontara Pederiva
Hai ragione, Pietro, è sempre più necessario contribuire ad allargare la conoscenza per non dover leggere, come scrive Lorenzo, cifre strampalate come il 9% del Pil agli stranieri (ma se non destiniamo neppure l’1% alla ricerca!).
Aggiungo solo che il Rapporto della Fondazione Moressa di Mestre (su dati Istat e ministero Economia) è stato presentato l’11 ottobre al Viminale presenti anche sottosegretari di altri ministeri: l’evento è stato coperto dai maggiori quotidiani italiani e, per fare un esempio, il Sole 24Ore, con un ampio servizio a firma di Stefano Natoli, ha titolato: «I lavoratori immigrati «muovono» il Pil e pagano 640mila pensioni».
Stefano Allievi, docente associato all’università di Padova (insegna Pluralismo sociale e conflitti culturali) e Giampiero Dalla Zuanna, ordinario di demografia, autori del saggio citato, alla presentazione presso i Comboniani di Verona, in collaborazione con il Centro Missionario diocesano, hanno dichiarato di averlo scritto perché “esiste un modello italiano alle immigrazioni: è necessario riconoscerlo per tracciare con sapienza le politiche del futuro”.
Credo che sia la miglior risposta a quanti si chiedono se sia il caso di parlare in positivo: da cristiani che credono a Mt 10, 16 non abbiamo alternativa. Convinti fino in fondo della verità delle Beatitudini.



04/11/2016 13:37 Sara
Secondo me mostrare gli effetti positivi dell'immigrazione in questo momento non ha molto senso, è evidente che una parte sempre più consistente della popolazione è sempre più ostile e si irrita ancora di più di fronte a questi discorsi.

Si salvano le vite di chi fugge da guerra e povertà perchè è doveroso farlo e basta.

il paradosso è che più vincono i nazionalismi e più le nazioni si ritrovano sole ad affrontare un fenomeno abbastanza epocale, ci fosse migliore collaborazione sarebbe più facile.

Invece rimango ogni giorno più basita nel vedere l'inutilità delle grandi organizzazioni internazionali, esplodono i conflitti senza che si riesca a far nulla per risolverli, sarà che dopo il crollo del muro la pace sembrava a portata di mano per tutti.....



04/11/2016 10:39 M. Luisa
Eccoli, la maestrina e il professorino, che si beano nel dare agli altri degli ignoranti e nel guardarli dall’alto in basso, convinti di capire tutto e di avere la verità in tasca!
Invece, la verità è composta da molte facce, la verità è olistica e non è verità se non si tiene conto di ogni suo aspetto.
Se è vero che molti stranieri - giunti nei decenni passati in Italia dove hanno trovato un lavoro o si sono creati un lavoro - contribuiscono e partecipano alla ricchezza nazionale (se i pensionati attualmente sono pochi è solo perché ancora non hanno maturato i requisiti), è anche vero che gli stranieri giunti in questi ultimi anni non hanno avuto alcuna possibilità di trovare un lavoro, ed è quindi innegabile che per il Paese rappresentino un costo, oltre che un problema.
Non credo che i venditori ambulanti estivi contribuiscano all’aumento del PIL, così come i tanti che davanti a chiese, supermercati e semafori chiedono l’elemosina… e sono sotto gli occhi di tutti, tranne di chi non li vuole vedere.
I 150.000 che ogni anno entrano in Italia hanno molta più probabilità di andare ad ingrossare quelle file, che non di trovare un regolare lavoro. I “lavori socialmente utili” che alcune amministrazioni affidano loro per dare loro un minimo di dignità, non possono certo essere una soluzione esaustiva per tutti.
Nel concreto, anche per chi viene accolto non sono rose e fiori: per avere un lavoro regolare occorre il passaporto in regola, e per alcuni ottenerlo dai propri paesi è un’impresa di anni (esperienza toccata con mano).
Inoltre, attualmente la nostra situazione economica non è in grado di assorbire nuova mano d’opera, specie se non qualificata (qualcuno si è chiesto perché la Merkel accettava selettivamente solo i profughi siriani, generalmente acculturati, cui il Paese era in grado di offrire un’occupazione?).
Quindi l’accoglienza – doverosa se è per salvare vite umane – può essere solo, chiaramente, limitata nel tempo. Giustamente il governo sollecita a questo scopo la collaborazione internazionale.
Persino il Papa ha detto che si rischia di “pagare” la mancanza di accoglienza, ma di “pagare” anche un’accoglienza superiore alle concrete capacità del Paese. Finalmente un approccio che tiene conto di ogni aspetto. Ma sembra la quadratura del cerchio, e aspettiamo ora che il Papa ci suggerisca come fare concretamente, specie in questo momento tragico per l’Italia.



03/11/2016 15:28 Maria
la sconfessione di quanto afferma Maria tTresa Pontara pederiva viene dallo stesso governo italiano. Se gli immigranti clandestini fossero davvero questa grande ricchezza per l'italia , perchè mai Renzi dovrebbe chiedere alla UE di chiudere un occhio sui nostri conti , di aiutarci a far fronte alle spese in più, che sono migranti e terremoto?
se gli immigranti clandestini fossero questa grande ricchezza per un paese, non crede Maria Teresa che ogni stato farebbe a gara ad assicurarseli??' perchè perfino la Svezia, come hanno spiegato a papa Francesco, ha ormai regolamentato l'ingresso di stranieri, persino quelli con documenti in regola ? perchè la Spagna, non fa passare nessuno dall'Africa alle costa spagnole avendo costruito un muro di cui nessuno parla ma che non si può attraversare se no gli spagnoli sparano?
Le risulta cara maria Teresa che ci siano rotte di centinaia di migliaia di migranti dall'africa subsahariana alla Spagna? perchè mai sono solo dalla Libia all'Italia?
e ancora se fosse come dice lei, perchè la UE e la Merkel pagherebbero Erdogan per non fan passare i migranti dalla rotta Balcanica? come la Merkel così buona cos' saggia, anche lei hamesso un freno ai migranti?
Insomma se fosse vero che gli immigranti sono una risorsa perchè TUTTI gli stati del mondo, compresa la spopolata Australia, cercano di dissuadere queste "risorse" dal mettere piede sul loro paese?
tutti stupidi? tutti ignoranti? Gli inglesi, gli Ungheresi, gli australiani , tutti ignoranti?Non si rendono conto di quali grande "risorse" mandano via! e vogliamo parlare degli israelianei che se c'è da far soldi...perchè israele non ha preso neppure un migrante sirianO' perchè l'Arabia Saudita e i Paesi del golfo arabico non prendono neppure un migrante africano? perchè in Senegal sparano alle frontire sui fratelli NERI COME LORO, perchè non entrino nel loro territorio?
se i migranti fossero questo grande affare, questa gran risorsa , se davvero la nostra futura ricchezza dipendesse dai migranti le chiedo. come può un paese come l'Italia che ha una disoccupazione giovanile al 46% trovare un occupazione a questi migranti? e se non trovano un lavoro questi migranti come possono contribuire alla ricchezza nazionale? per ora, gli immigrati clandestini che non lavorano e stanno anni e anni nei CEA a nostre spese, non fanno altro che aumentare le SPESE. Questo non lo dico io ma lo ha fatto presente Renzi alla UE.
anche Renzi sbaglia quando afferma che i migranti, come i terremoti, sono una spesa in più?
c'è una cosa peggiore dell'ignoranza cara Maria Teresa Pontara Pederiva. si chiama ideologia.
i vecchj comunisti ci volevano dimostrare che il comunismo era il migliore dei regimi e chi non lo voleva riconoscere era un "ignorante". adesso c'è chi come lei, vuol convincere le popolazioni europee , che essere invasi da milioni di migranti senza lavora e senza prospettive sia una cosa positiva e una gran risorsa e taccia di "ignoranti" chi non ci crede.



03/11/2016 09:28 Lorenzo M.
Ma solo qualche giorno fa, in uno dei commenti leggevo, che il nostro Paese spende il 9% del PIL per gli stranieri.
Rimasi, come dire, interdetto.



03/11/2016 06:51 Pietro Buttiglione
Alleluja! Leggere msg come qs ti tira su la giornata! Aggiungiamo la enorme ignoranza di geopolitica! Ai quiz TV le risposte + cannate sono quelle di geografia e di...religione!! Ho visto curve che prevedono un futuro economico nero x la stessa Germania...
Davvero sarebbe ora che ci svegliassimo invece di concentrarci su scie chimiche etc, sugli aggettivi invece che sui sostantivi come vedo ad es ogni gg sul fatidico referendum😂😭😰



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Maria Teresa Pontara Pederiva

Maria Teresa Pontara Pederiva, trentina (1956), sposata con Francesco, ha tre figli. Laureata in scienze naturali a indirizzo ambientale a Padova (1978) e diplomata in scienze religiose all’FBK di Trento (1990), ha insegnato scienze naturali per 39 anni nella scuola provinciale trentina. Nella Chiesa di Trento lavora, insieme a Francesco, nella pastorale famiglia e cultura-università, oltre che nella propria parrocchia.

Giornalista freelance dal 1984, si è occupata di famiglia, giovani, scuola, attualità ecclesiale e pastorale, ecumenismo, bioetica, salvaguardia ambientale e custodia del creato.

E’ stata tra i fondatori e redattori delle riviste Il Margine e Didascalie (La rivista della scuola trentina). Attualmente collabora perlopiù con il portale Vatican Insider-La Stampa, le Riviste delle Edizioni Dehoniane e i settimanali diocesani Vita Trentina e Il Segno.

Tra i libri pubblicati assegna un posto speciale a La Terra giustizia di Dio. Educare alla responsabilità per il creato (prefazione di Giancarlo Bregantini) EDB 2013.

 

 

 

 

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