Nell'arte
Dire «grazie» ed essere grati
di Gian Carlo Olcuire | 09 ottobre 2016
La storia dei lebbrosi fa vedere - a chi riceve misericordia - come quest'ultima sia l'offerta di una relazione, prima ancora della soluzione di un problema

9 ottobre

 

I DIECI LEBBROSI GUARITI

(1030-50, Codice Aureo di Echternach, Norimberga, Museo nazionale germanico)

 

«Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?» (Lc 17,11-19)

 

Composto nell'abbazia benedettina di Echternach, in Lussemburgo, sotto la guida dell'abate Humbert, il manoscritto miniato da cui è tratta quest'immagine contiene la Vulgata dei quattro Vangeli, cioè la loro traduzione in latino, in gran parte dovuta a San Gerolamo (347-420 ca.). Offrendo, assieme alla traduzione, uno dei primi tentativi di illustrazione sistematica dei Vangeli, dove si è meno preoccupati di fare arte e più di raccontare. Come lo sono i graphic novel, o romanzi a fumetti, di oggi. E non è un caso che il Codice senta il bisogno di fissare i passaggi principali delle storie, ricorrendo a più quadri.

Ne bastano due, alla storia dei lebbrosi guariti: prima e dopo la cura. Due passaggi necessari, anzitutto, a far cogliere il miracolo avvenuto (soltanto al paralitico in piedi e col lettino in spalla è sufficiente una sola immagine, anche se in vari dipinti si trova pure la scena iniziale, col malato disteso).

Oltre a dare testimonianza del miracolo, questa storia minima ha un altro merito: quello di dire cose grandi sulla misericordia, tanto a chi la fa quanto a chi la riceve. Chi compie un'opera di misericordia la fa e basta, perché è cosa buona e giusta, non per la risposta che ottiene. In modo analogo, l'amicizia, l'amore, la fedeltà, l'onestà... si danno a prescindere, senza pensare a ciò che darà l'altro. Senza porre condizioni, senza farsi condizionare dal comportamento altrui e senza pesare tutto col bilancino del farmacista.

Nello stesso tempo, la storia dei lebbrosi fa vedere - a chi riceve misericordia - come quest'ultima sia l'offerta di una relazione, prima ancora della soluzione di un problema. Pazienza se lo capisce uno su dieci (guarda caso, un samaritano). E se ci scappasse di biasimare i nove ingrati, ricordiamo che nemmeno per noi è facile dire grazie a Dio e rendergli gloria...

È bene, allora, accorgersi del bene ricevuto (quand'anche fosse il ristabilimento di una giustizia) e rispondere. Ed è bene conoscere la differenza tra dire «grazie» ed essere grati, cioè trovare il modo di restituire il dono. Un nostro vecchio parroco, aiutato in gioventù da qualcuno che gli pagò le tasse universitarie, in età adulta si volle far carico delle spese per far studiare alcuni giovani, allo stesso modo del suo benefattore.

Forse è stato così anche per S. Gerolamo e i miniatori del Codice Aureo, che, consci di avere un debito con chi trasmise loro il Vangelo, si sono impegnati a renderlo più comprensibile e attraente.

 

10/10/2016 05:52 Santa
La misericordia di Dio ha come fine quello di liberare l'uomo dalle catene delle relazioni basate sul calcolo e sul tornaconto, che impoveriscono l' uomo.I nove lebbrosi che non tornano a ringraziare rappresentano coloro che non riescono a trasformare l'esperienza della misericordia ricevuta in esperienza di liberazione (Zaccheo).


09/10/2016 14:26 Angheran
"Nello stesso tempo, la storia dei lebbrosi fa vedere - a chi riceve misericordia - come quest'ultima sia l'offerta di una relazione, prima ancora della soluzione di un problema".

E di relazione in relazione scomparvero i miracoli nella predicazione..vecchia storia.

"Pazienza se lo capisce uno su dieci (guarda caso, un samaritano). E se ci scappasse di biasimare i nove ingrati, ricordiamo che nemmeno per noi è facile dire grazie a Dio e rendergli gloria..."

Sì , ma la pagina evangelica ci sta apposta per quello , non occorre inventarsi nulla.



Commenta *






Versione stampabile
Invia ad un amico
Scrivi a Vino Nuovo





Gian Carlo Olcuire

Gian Carlo Olcuire è un grafico. Che si sente realizzato quando riesce a far guardare le parole come se fossero immagini e a far leggere le immagini come se fossero parole. Lavora soprattutto per il mondo cattolico ed è appassionato di linguaggi, soprattutto dell'uso (o abuso, disuso, riuso) che se ne fa nel mondo cattolico.

 

 

leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it