ROBE DI RO.BE.
La «cauta attesa» nei confronti del Campidoglio
di Roberto Beretta | 19 settembre 2016
Sul marasma della giunta Raggi il massimo che si è sentito dagli ambienti ecclesiastici della capitale è stato un monito a «darsi da fare» perché «Roma aspetta interventi urgenti». Ma sugli aspetti morali della vicenda?

Scv: «Se Cristo vedesse...». Finora l'ironia scettica dei romani - che tante ne hanno viste - interpretava così la targa automobilistica dello Stato Città del Vaticano; ma ora pare che l'acronimo abbia trovato un'altra soluzione ancora più amara: «Sempre (con) chi vince»...

In effetti stupisce alquanto vedere il delicato endorsement che vari ambienti clericali della Capitale stanno offrendo ai Cinquestelle, appena arrivati in Campidoglio. Possibilismo, apertura, «cauta attesa» hanno caratterizzato i commenti pubblici della Chiesa italiana (un po' più critico il Vaticano) sull'avvento dei grillini al governo della città del Papa; persino durante il recente marasma della giunta di Virginia Raggi, il massimo che si è sentito è stato un monito a «darsi da fare» perché «Roma aspetta interventi urgenti»: ma sugli aspetti morali della vicenda, per esempio i silenzi e le bugie spacciate dagli esponenti del partito paladino della trasparenza e le intrusioni ben poco democratiche del «Direttorio» nelle faccende dell'amministrazione locale, nemmeno una parola.

Per carità: abbiamo sempre sostenuto che i vescovi non si debbono impicciare direttamente di politica e non ci smentiremo certo in questa occasione. Tuttavia ci sono tanti mezzi (e le gerarchie hanno spesso dimostrato di saperli usare) per far giungere un messaggio a chi di dovere e desta pertanto qualche stupore - o magari sospetto - l'attitudine morbida, addirittura benevola con cui gli ambienti ecclesiastici della Capitale sembrano aver considerato gli esordi dell'amministrazione grillina.

«Sempre con chi vince»: a Roma forse più che in qualunque altro luogo è un imperativo di saper vivere. Per esempio: tra i nodi irrisolti che la Raggi dovrà affrontare con l'indirizzo dell'onestà, dell'uguaglianza, della pubblica partecipazione, alcuni non di poco conto riguardano la presenza della Chiesa e del suo patrimonio in città. Avrà il coraggio (e il potere) la sindaca di occuparsene con la grinta e l'imparzialità che il suo movimento ha sempre proclamato?

Se lo chiedono certamente anche gli amministratori dei beni ecclesiastici della Capitale. E intanto chi per loro, con la solita attitudine di prudenza clericale così vicina alla realpolitik, ha scelto di non esasperare i toni, anzi magari di lanciare qualche blandizie; adesso il primo cittadino ne ha quanto mai bisogno: chissà che non se ne ricordi al momento giusto. Eppoi, per lo meno i 5 Stelle hanno cacciato l'odiata sinistra; se in futuro verrà fuori la loro anima anticlericale (e anti 8 per mille...), siamo sempre in tempo a gettarli a mare. Anzi, nel Tevere.

 

26/09/2016 13:29 Francesca Vittoria
Da “La carità politica”- desiderare di farsi amare - L’amministratore deve essere capace di suscitare l’ammirazione dei cittadini per la sua dedizione al bene comune .Non un rapporto di dipendenza, peggio ancora di sottomissione, ma di rispetto e di fiducia, di rispetto e di collaborazione, attraverso il quale emerge la volontà dell’amministratore “di dedicarsi al bene dei cittadini”I cittadini in tal modo, si sentiranno parte viva di quel tessuto sociale che li vede non spettatori ma protagonisti della costruzione della città. ….Ogg sta avvenendo proprio questo?
Servire il diritto.Sull’esempio del giovane re Salomone, Benedetto XVI° invita il politico a non anteporre nulla alla ricerca del diritto, via privilegiata per combattere l’ingiustizia…Non si tratta di essere semplice esecutore di n orme ma intrepido e credibile La politica deve essere un impegno per la giustizia e così crere le condizioni di fondo per la pace- Benedetto servitore della promozione della dignità dell’uomo e dell’umanità minacciata da leggi ingiuste imposte, talvolta, anche da maggioranze assembleari. Solo una formazione giuidica animata da un profondo senso della giustizia potrà rendere il politico capace di prendere decisioni significative e lungimiranti per la crescita della comunità sociale.
Favorire il dialogo tra fede e ragione Benedetto XVI° solevcita i politici, di qualunque esperienza culturale e religiosa, a non aver timore che la fede entri “in profondo e continuo dialogo” con la ragione. Ciò lo esige il bene della comunità e, soprattutto, la nuova situAZIONE storica nella quale la fede religiosa, in particolare quella cristiana – è chiamata non a dettare norme, ma a proporre strade nuove per l’elaborazione di una cultura capace d orientare le scelte politiche verso mete che coinvolgono tutto l’uomo e tutti gli uomini Il dialogo tra fede e ragione, tra secolarità e sacralità, lungi dal restringere l’orizzone della politica, ne allarga le prospettive libeandola da ambigue e ristrette soluzioni di parte.
Testimoniare una speranza luminosa. Per guidare una comunità ogni responsabile deve saper coniugare la lotta per la libertà e la ricerca della verità. L’una senza l’altra possono diventare vie distruttive dell’umana dignità e convivenza.
L’auspicio è ch possano svilupparsi gruppi di ricerca, iniziative ed eventi, coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni, luoghi ed esperienze da cui possa rinascere la speranza che è possibile costruire la civiltà dell’amore.
La Chiesa fa passi in questo senso ma da parte delle Istituzioni si sta brancolando in tanti incerti tentativi in luogo di progetti lungimiranti, il cittadino comune è spettatore e ciò che dalla platea vede sul palcoscenico non gli fa sperare in un domani migliore
Francesca Vittoria



24/09/2016 20:27 Sara
"Mit brennender Sorge" l'altra sera avevo scritto anche io un messaggio in cui citavo questa enciclica, poi ho lasciato perdere per non fare polemica. :-)

In effetti Con i totalitarismi la Chiesa ha portato avanti una politica concordataria nel tentativo di limitare i danni, ma ci siano stati anche momenti di rottura (vedi appunto l'enciclica citata).
Ovviamente paragonare questi estremi con la Raggi è surreale.
Tra parentesi è interessante vedere il rinnovato interesse di Beretta per gli aspetti morali dopo tutti gli articoli sulla liquidità, la Kenosi e il relativismo.



24/09/2016 11:52 Alberto Hermanin
Maria, dimenticavo: idolo Papa Francesco? Non ho idoli di nessun genere. è chiaro?


24/09/2016 11:46 Alberto Hermanin
Beh, Maria, si calmi. Che la Chiesa non si riconosca in alcun sistema politico non solo lo dice il deprecabile (per lei) concilio vaticano II ma in fondo lo si diceva anche prima. Influenzare: naturale che la comunità dei fedeli influenzi anche la politica: altro però è influenzare nel senso che con la mia sola esistenza e con la mia visione del mondo influenzo la società, altro è dare indicazioni per questo o quel partito, provando magari a vincolare la coscienza dei fedeli. Se poi la situazione si fa estrema, certo non si nega la possibilità di pronunciamenti anche forti, come la Mit brennender Sorge. Ma è una fattispecie un po’ diversa da quella di questo o quel sindaco, le pare?
Saranno anche pessimi sindaci ma mica sono sterminatori di dissidenti o assassini al potere, persino quelli dei 5 stelle e non meno di loro quelli degli altri partititi. Sull’IPOCRITA e Sepolcro imbiancato stendo un velo pietoso, perché è una accusa che troppo spesso proviene dal fanatismo che non è una bella cosa, mai.
Infine, visto che non si può fare a meno di citare sempre il terribile Papa regnante, anche io direi che cerca di influenzare la politica: però senza dare indicazioni di voto o pagelle ai sindaci e ai governanti. Io la contraddizione non la vedo. E se al Governo ci sono i massoni? Anche chissenefrega. Li giudico da quel che fanno non dalla loro affiliazione, mi spiego? Quanti cattolici erano fascisti convinti fino all’ultimo? Faccio credito alla loro buona fede, ma come vede la questione è un po’ più complessa



22/09/2016 19:34 Maria
"La chiesa istituzionale (gerarchica) ha il dovere di avere rapporti cordiali con tutti, perchè altrimenti verrebbe tacciata di influenzare la politica."

Che cosa cavolo vuol dire? se in una nazione viene al potere un governo fascista-nazista la Chiesa deve aver rapporti cordiali con questo governo o stare zitta per non influenzare la politica?
se in una nazione viene al governo o è al governo un partito comunista la Chiesa ha il dovere di essere cordiale , stare zitta ecc. ecc. ? se al governo ci sono i massoni la chiesa ha il dovere di essere cordiale, stare zitta per non influenzare ecc. ecc.?
cosa cavolo vuol dire? "altrimenti verrebbe tacciata di influenzare la politica"
ma la Chiesa cattolica da che mondo è mondo HA SEMPRE INFLUENZATO LA POLITICA! razza di ipocriti!SEPOLCRI IMBIANCATI!
E' ipocrita chi pensa che la Chiesa non abbia influenzato la politica. E quarant'anni di Democrazia Cristiana in Italia cosa è se non influenzare la politica? E prima della DC, e tutta la storia dell'Europa , della Francia, dell'italia, della Germania, cosa ha fatto la Chiesa cattolica senon INFLUENZARE LA POLITICA degli STATI?
Fatemi capire: il vostro ideale è una chiesa che NON influenza la politica , che se sta chiusa nel suo recinto PRIVATO, una religione minimalista e quietista, stile NEW- AGE? meditazione trascendentale spruzzata dui un po' di attivismo parrochhiale? relegata nelle sacrestie e nelle anime dei fedeli???. SENZA ALCUNA PRESA e senza alcun prestigio sulla realta socio-culturale del proprio tempo'????
questo è il vostro ideale? BEH SCUSATEMI SE VE LO DICO MA NON MI PARE PROPRIO L'IDEALE Del vostro idolo DI QUESTO PAPA, BERGOGLIO, PAPA POLITICO QUANT'ALTRI MAI.
Decidetevi cari cattolici modernisti e post conciliari : da una parte la chiesa "non deve essere tacciata di influenzare la politica" ma dall'altra il mondo politico dovrebbe sottostare e prendere sul serio le idee del papa Francesco per esempio sull'accoglienza degli immigrati o sull'ecologia o sull'economia globale .
decidetevi! la Chiesa deve o no influenzare la politica? Francesco SICURAMENTE tenta di influenzarla!
Non vi rendete conto cari cattolici modernisti di essere assolutamente contradditori?



21/09/2016 16:04 fab
«Sempre con chi vince»? non mi pare questo il punto. La chiesa istituzionale (gerarchica) ha il dovere di avere rapporti cordiali con tutti, perchè altrimenti verrebbe tacciata di influenzare la politica. E' anche una questione di rispetto istituzionale e divisione dei potere. Un valore di sana laicità direi. La stessa cosa fa la politica: quando viene il papa mica un Renzi si mette a commentare sulla persona del nuovo eletto, oppure se è gradito o no quel certo cardinale appena fatto prefetto....


20/09/2016 17:49 Alberto Hermanin
Considero una iattura l'amministrazione (ma lo é? della Raggi a Roma. Ma non ho capito che cosa si vorrebbe. L'ennesima ingerenza clericale? Così poi ci si può conseguentemente stracciare le vesti?


20/09/2016 10:06 Davide
Si tratta della stessa linea di Galantino con Renzi, a tutela dei fondi dell'8 per mille, come stupirsi?


19/09/2016 13:19 Federico
Il solito commento imparziale di Beretta, militante del centrosinistra lombardo...


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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto 25 libri, quasi tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa). Gli ultimi lavori sono: Fake pope. Le false notizie su papa Francesco (San Paolo), Fuori dal Comune. La politica italiana vista dal basso (Edb), Oltre l'abuso. Lo scandalo della pedofilia farà cambiare la Chiesa? (Ancora) Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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