Tornare ad Assisi: perché?
di Christian Albini | 15 settembre 2016
Senza gesti forti e netti che vanno in senso opposto, non è possibile far capire che uccidere in nome di Dio è contrario a un autentico spirito religioso, ma è "satanico" come ha detto ieri papa Francesco

Assisi 2016 non è solo un anniversario. Ci sono avvenimenti che hanno un sapore di ritualità convenzionale. Non può essere così per il nuovo incontro interreligioso ad Assisi, a cui parteciperà papa Francesco, dopo quello iniziale con Giovanni Paolo II nel 1986, da lui ripetuto nel 2002 e anche da Benedetto XVI nel 2011.

Può sembrare un fatto dovuto che in un momento di nuovo segnato dal terrorismo fondamentalista, i rappresentanti delle grandi religioni mondiali si ritrovino per condividere gesti e parole di pace, ma non è solo una questione di buoni rapporti tra le fedi.

Tra genitori capita di avere scambi sui rispettivi figli e ultimamente, in momenti del genere, più di un padre e di una madre mi hanno fatto notare che nell'immaginario dei giovanissimi sempre più spesso la religione si associa al sangue, alla violenza, alla morte. «Se fa succedere queste cose, è meglio farne a meno», scuote la testa un preadolescente coetaneo del mio figlio maggiore.

Qualcuno penserà subito che bisogna dirgli che sono "gli altri" a uccidere, non noi cristiani. Sono distinzioni che, di fatto, hanno un effetto labile. Le nostre società di cui alcuni rivendicano l'identità cristiana, traboccano di violenza che accettiamo fin troppo facilmente contro le donne, i bambini, i poveri... E molti sedicenti cristiani che abitano le piazze virtuali si distinguono proprio per la loro aggressività verbale. O comunque sono quelli che fanno più rumore.

E allora chiediamoci: qual è la vera impronta che la presenza cristiana lascia nella nostra società? Qui non pesano la rilevanza e l'influenza pubblica su cui hanno puntato pesantemente alcuni ambienti ecclesiali in tempi recenti. Anzi, queste ultime possono finire con l'occultare il vangelo e aprire spazi a scandali e forme di controtestimonianza.

Il punto è: per che cosa i credenti sono riconoscibili in quanto tali? L'impatto della violenza terrorista è un'esplosione anti-spirituale che solleva un'ombra tanto oscura che non fa vedere più altro. E qui siamo rimandati ad Assisi: senza gesti forti e netti che vanno in senso opposto, non è possibile far capire che uccidere in nome di Dio è contrario a un autentico spirito religioso, ma è "satanico" come ha detto papa Francesco nella messa di suffragio per padre Jacques Hamel.

L'essere cristiani oggi, l'essere chiesa oggi non può non passare da Assisi.

Certo, c'è chi storce il naso - per non parlare delle critiche più dure e insultanti - come è già successo con la presenza musulmana alle messe di alcune settimane fa per solidarietà ai cattolici, parlando di rischi di confusione e sincretismo. Ma sporcarsi le mani e fare dei passi non è meglio del niente, in un momento di emergenza planetaria? Là dove i diversi s'incontrano e si toccano necessariamente ci sono rischi e possibilità d'incidenti. L'unica condizione assolutamente neutra è l'isolamento sterile delle provette in cui non c'è incontro. Papa Francesco nell'Evangelii gaudium: «preferisco una chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze» (n. 49).

D'altra parte, già Giovanni Paolo II (nel discorso alla curia romana del 22 dicembre 1986) ha ricordato la coerenza fra la giornata di Assisi e l'insegnamento del Vaticano II sull'unità del genere umano che li ha trovato un'espressione visibile. Ha infine affidato a Gesù stesso «il seguito da dare alla Giornata e agli impegni che a questo scopo tutti nella chiesa dovremo assumere o stiamo già assumendo per rispondere alla vocazione fondamentale della chiesa tra gli uomini di essere sacramento di redenzione universale e germe validissimo di unità e speranza di tutta l'umanità».

Sì, tornare ad Assisi significa persistere nel coraggio della fratellanza dimostrato e insegnato da padre Jacques, un uomo buono, mite, che sempre cercava di fare la pace. Che questo incontro sia sotto il suo segno!

 

21/09/2016 12:15 Sara
"Gesù non proponeva ideologie, ma se stesso, la Sua Persona, fino alla Croce."

Appunto e a questo chiedeva di credere (pensi all'apparizione a Tommaso e ai discepoli di Emmaus, sempre si possa ancora citare un episodio del vangelo) al massimo chiede di dubitare delle proprie false sicurezze ma è una cosa molto diverse.

Lo spirito di Assisi non è basato sul dubbio ma al contrario sulla fiducia che esiste una verità più grande con cui tutti cerchiamo di entrare in relazione. (i semina verbi del concilio)

https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1986/documents/hf_jp-ii_aud_19861022.html



21/09/2016 09:19 PietroB
Marco! Le citazioni a se stanti, nn mi stanco di ripeterlo, dovremmo lasciarle agli altri... Ad es. xchè trovi nella Parola molti versetti contrastanti: Gesù nn proponeva ideologie, ma se stesso, la Sua Persona, fino alla Croce.
Comunque x il tuo giochetto vi suggerisco, che il prosieguo è:
Tutto in tutti fuorché il peccato. Donde: avere dubbi fa "peccato"???



20/09/2016 10:50 Marco Zanini

Solo alcuni pensierini senza pretese. E' vero che anche nelle società cristiane (ma ci sono ancora società cristiane?) c'è violenza e assassini : ma non risulta che gli assassini "nostrani" uccidano gridando"Sia lodato Gesù Cristo"; in altri contesti si uccide indiscriminatamente gridando "Allah è grande" : mettere le due cose sullo stesso piano è un penoso artificio retorico. Se il dialogo è strumento non equivoco di annuncio di Cristo, benissimo; ma se diventa, come sta diventando , una fiera delle religioni in cui ognuno espone il suo mercatino, non ci siamo mica : la "Dominus Jesus"non mi risulta sia stata abrogata. Se poi l' ideale cui si tende è una specie di ONU delle religioni, personalmente mi chiamo fuori. Infine, sul "dubbio". San Paolo dice di gioire con chi gioisce, di piangere con chi piange: non dice da nessuna parte - nè altre Scritture lo dicono - di dubitare con chi dubita. Altrimenti, come scrive Maria, dovremmo sostituire il Credo con il Suppongo.




19/09/2016 09:13 Sara
"Per gli islamici il Corano è stato dettato direttamente da Allah. Il che significa che OGNI surah diventa automaticamente, di per se stessa LEGGE.
Esattamente come fai tu con quel versetto. Con questo giochetto quelli dell'Isis isolano alcuni versetti, magari quelli delle vergini e producono kamikaze."


Per favore Pietro, lei nemmeno l'avrà letto il corano e non conosce le differenze tra le varie scuole interpretative (ad esempio cerchi della mutazila).

Il fondamentalismo letterale tra l'altro nasce in ambito protestante come reazione all'illuminismo (lo stesso che non piace a lei) e quindi è un fenomeno moderno come l'islam politico.

Quando lei parla della "parola" da contrapporre al magistero, alla teologia o alla filosofia (e all'illuminismo) ha un atteggiamento molto più "fondamentalista" di quello che rimprovera ad altri.

Visto che dobbiamo leggere quasi solo lei cerchi di essere più equilibrato nei suoi giudizi.



18/09/2016 17:21 PietroB
Ale! Scusa se sono schietto ma lo faccio x il tuo bene, La parola chiave è : " discernimento". Ad es come fai a scrivere;
- Chi non crede è già condannato- i.e. Extra Ecclesiam nulla salus e poi lodare Assisi?
Rifletti anche su questo:
Per gli islamici il Corano è stato dettato direttamente da Allah. Il che significa che OGNI surah diventa automaticamente, di per se stessa LEGGE.
Esattamente come fai tu con quel versetto. Con questo giochetto quelli dell'Isis isolano alcuni versetti, magari quelli delle vergini e producono kamikaze. E tu con il versetto citato dimentichi tutto quello che unisce Dio a misericordia!
E non fai discernimento. Ad es. dovresti fare una piccola ricerca su Santi&dubbio. Che ti suggerivo.
Ma ci sono anche tanti i testi recente i di "gerarchici" Te ne devo consigliare qualcuno?😀



18/09/2016 16:37 Francesca Vittoria
Perché ritornare a ripetere l’iniziativa , realizzata a suo tempo da Papa Giovanni Paolo II°? una idea che è stata ripresa dai Suoi Successori visto ciò che nel mondo sta avvenendo;,guerriglie che si succedono e si rigenerano da ogni parte del pianeta, sfociano in incandescenti contrasti bellici dove ci sono civili ostaggio tra i belligeranti alla merce di contendenti che sembrano non curarsene visto che neppure gli aiuti di viveri hanno libero accesso a sfamarli. Queste guerre hanno generato un esodo da territori dei nativi di una tale portata come non sembra ci sia stato da secoli, attribuire gli sbarchi a colpevole sfruttamento a scopo di lucro, se anche è vero c’è chi vuole fuggire , la domanda è alta per chi può pagare il traghetto per se o per i propri famigliari e c’è il bisogno di essere trasportati. L’ospitalità nei Paesi Europei non trova l’accordo i Governanti degli stessi che a loro volta adducono problemi interni a giustifica di respingimenti. In contrasto con il disagree di alcuni la Chiesa in nome di carità e solidarietà fraterna lancia l’invito a essere mano tesa come dovere di umana civiltà. Il Santo Padre Francesco ha ritenuto buona cosa rinnovare l’incontro con tutte le Confessioni di buona volontà , a riflettere insieme come essere ponte di fraterne intese pregando ad Assisi , anche una ispirazione che ha avuto come pioniere a su tempo quel San Francesco d’Assisi che per la Terrasanta, ha tentato la via del dialogo. Quando l’obiettivo è difficile da attuare come non pregare insieme ognuno il proprio Dio per la salvezza del Suo popolo, per i poveri di ogni razza e provenienza e cultura e tradizone, soltanto per loro POVERI, quelli che inermi patiscono le conseguenze di tanti conflitti, quelli che non hanno leggi che tutelino le loro necessità e i diritti di sopravvivenza, per i dispersi , i senza nome, . Le Chiese mosse da un intento comune possono diventare loro avvocati a difesa della vita e della PACE nei propri territori, le quali unite da una azione comune possono avere voce e perché no, visto i popoli che rappresentano, divenire Consulenti nobili , che godono della fiducia di tanti loro popolo, avendo a cuore tanta umanità essere sentiti anche ai tavoli dove i Governi decidono piani di azione per, “il bene comune”? Sembrano oggi n essere più il tempo di documenti firmati ma di azione congiunta, a opporre resistenza a un tornado di male che impoverisce tutti gli abitanti della terra e tutto l’ambiente nel quale si vive
Francesca Vittoria.



18/09/2016 10:26 Ale.
Pietro, se li leggi bene vedrai che anche in tutti i documenti pontifici si fa riferimento a singoli versetti della Parola, attinti secondo l'argomento: che anche ai Papi, Francesco compreso, piaccia giocare a ping pong (e senza vergognarsi!)??
Gesù può essere "incontrato" in tanti modi: anche i sommi sacerdoti che lo hanno condannato, avevano "incontrato" Gesù...
E' solo la sua Parola, trasmessaci dai suoi discepoli, che ce lo può far incontrare davvero; ma, per comprenderlo, è necessario spogliarci delle nostre sicumere e lasciarci riempire dal suo Spirito.
Spirito che ad Assisi, 30 anni fa, si è realmente mostrato come Spirito di comunione, ed è sempre ottima cosa tenere vivo quello Spirito, pur nelle diversità ma con unità di intenti!



16/09/2016 21:37 Pietro Buttiglione
X Ale.
Sorry ma non gioco a ping pong con i singoli versetti della Parola.
Avrebbe dovuto capire che l'unica cosa veramente importante è incontrare Cristo.
Dopo, ci si vergogna di quel giochetto.



16/09/2016 21:10 Ale.
"...ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio".
((Parole del Vangelo, Gv 3,18).



15/09/2016 14:53 PietroB
Il dubbio lo ha voluto Dio, se conosci la Creazione. Il dubbio lo ha voluto Gesù, se conosci il Vangelo.
Quel dubbio serve a non obbligarci, a darci LIBERI e RESPONSABILI. Mai pecoroni. Mai!
Mi sovvengono certi scritti di Madre Teresa, che evidentemente non conosci.



15/09/2016 12:19 Maria
"aperto anche al dubbio"
Il "dubbio" ha preso il posto della fede?????.
Non più CREDO ma Dubito : che esita un Dio padre Onnipotente, Dubito che abbia creato il cielo e la terra, dubito anche che Gesù Cristo sia figlio di Dio, dubito che sia resuscitato e che verrà a giudicare i vivi e i morti, dubito che esiste lo Spirito Santo, dubito che Dio sia trinità, dubito che la vera chiesa sia una cattolica e apostolica, dubito che vi sia una remissioni dei peccati 8 anzi dubito proprio che vi siano peccati) e dubito della ressurezzione dei morti e della vita nel mondo che verrà. amen
Questo sarebbe il nuovo linguaggio inclusvio e aperto anche al dubbio?
mentre quello del CREDo sarebbe autosupponente , e chiuso???



15/09/2016 11:53 Sergio Di Benedetto
"molti sedicenti cristiani che abitano le piazze virtuali si distinguono proprio per la loro aggressività verbale. O comunque sono quelli che fanno più rumore". Quoto. La vecchia ma sempre attuale massima evangelica: Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto. Sembra semplicistico, lo so. Ma è il piedistallo per ogni altro ragionamento globale sulla pace e sulla percezione della fede.


15/09/2016 09:44 PietroB
Ho dimenticato l'aggettivo + importante: EVANGELICO. Come Francesco.


15/09/2016 08:28 Pietro Buttiglione
Christian si chiede COME ci vedono gli altri, i giovani, sempre così critici. Larghi strati di popolo ( di Dio ) che si aprono, cosa impensabile fino a poco tempo fa. Perciò segnalo un rischio: "Stanno cambiando. OK. Ma lo fanno solo xchè sono messi male, sono nell'angolino!!" Dibbio insidioso e giustificabile. Pochi si rendono conto che questo impone un vero e proprio cambio di linguaggio : da politico, autosupponente, chiuso a pastorale, inclusivo, aperto anche al dubbio. Una vera rivoluzione, difficilissima x molti. Non x Francesco.


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Christian Albini

Christian Albini (Crema, 1973) marito, padre, insegnante, teologo. Partecipa alla vita cristiana della sua comunità parrocchiale e della sua diocesi, dove è coordinatore del Centro Diocesano di Spiritualità. È autore di libri, articoli e del blog Sperare per tutti. È socio fondatore dell’associazione Viandanti. Su twitter @Sperarepertutti

 

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