Nella letteratura
Maria, stella del mare
di Sergio Di Benedetto | 14 agosto 2016
Quando nel volto di Maria il poeta Giorgio Caproni ricordava con nostalgia inquieta la fede della sua infanzia: "Nel vago della notte, io disperso mi sorprendevo a pregare. Era la stella del mare"

Oggi festeggiamo il nostro destino, che è di vita e non di morte. Maria, assunta in cielo, dice che il miracolo della Resurrezione non è privilegio divino, ma meta per tutti. La Vergine ci precede, e ci mostra la via.

Non a caso una delle metafore più usate dai poeti di ogni tempo è proprio quella di Maria stella del cielo, che indica la rotta ai naviganti.

È un'immagine che usa anche Giorgio Caproni, uno dei massimi lirici del '900. Nella sua poesia Alla Foce, la sera (Frammento su un ricordo d'infanzia), tratto dalla raccolta Il conte di Kevenhuller, si trova una Maria luminosa, che abita il cielo:

La vedevo alta sul mare.
Altissima.
Bella.
All'infinito bella
più d'ogni altra stella.
Bianchissima, mi perforava
l'occhio:

la mente.
Viva.
Più viva della viva punta -
acciaiata - d'un ago.

Ne ignoravo il nome.

Il mare
mi suggeriva Maria.

Era ormai la mia
sola stella.

È, come dice il titolo, un ricordo d'infanzia: Caproni è stato un poeta in perenne conflitto con il tema di Dio, che non si è risolto in una fede positiva. Eppure la misteriosa assenza di Dio non lo ha mai lasciato tranquillo. Ma da bambino aveva fede, con un particolare affetto per la Madonna:

Nel vago
della notte, io disperso
mi sorprendevo a pregare.

Era la stella del mare.

Caproni stesso racconta della sue devozione mariana in pagine bellissime, raccolte in Il mondo ha bisogno dei poeti. Intervista e autocommenti (1948-1990):

Da bambino, volevo tanto bene alla Madonna che, quando me ne regalarono una - tutta bianca, di gesso, forse una statuina della biancoceleste Madonna di Lourdes- mi venne addirittura voglia di costruirle una chiesuola.

La madonna cantata nella poesia è frutto del pennello di un pittore francese che Caproni bambino conosceva e frequentava: Jean Bourillon, a cui sono dedicati i versi. Un giorno il poeta vide un quadro preparato dall'artista per una festa di mare, con Maria sulle onde. E gli rimase profondamente impresso. Poi la vita gli fece perdere la fede, ma rimase il ricordo di quell'immagine e del suo autore:

La tua stella, Jean,
così remotamente morto

con la mia infanzia, e in una

con tutta la tua opera...

Jean
senza fortuna...

Amico
(in gioia e in disperazione)
dei miei sussulti...

Di me:
della mia diffrazione

nel tempo che ormai mi allontana -
sempre più mi allontana -
dalla nascita e - forse -
(oh Jean!) dalla mia stessa morte...

È esperienza comune: anche in chi ha perso la fede rimane un ricordo, una nostalgia forse, almeno della materna figura della Vergine. È un'eco che non abbandona il cuore dell'uomo.

Non si può guardare a Maria che con affetto e gratitudine:

«Ciao stella del mare» mi sorprendo a dire con voce sommessa. «Ciao mio povero Bourillon, che grazie al tuo quadro, e per virtù del tuo quadro, mi costringi ancora (e te ne sono grato) a salutare Maria, come la salutavo nella mia cameretta di fantolino fidente - bella e protettrice - a capo del mio lettuccio».

25/08/2016 16:21 Francesca Vittoria
O santissima, o piissima Madre nostra Maria……tu preservata tu immacolata prega prega pei figli tuoi.
La devozione alla Vergine Maria è molto viva forse molto per il suo ruolo materno, per cui viene spontaneo parlarle dei nostri problemi in modo umanamente confidenziale, certi della sua comprensione .Ella ha vissuto la nostra stessa esperienza di vita nel mondo e come ognuno di noi, ella pure ha si è trovata improvvisamente a fare delle scelte difficili, perché certo non avrebbe mai immaginato le venisse chiesto di essere madre di un Dio! Nientemeno del Messia atteso dalla storia, cosa quasi da non credere per una mortale qualsiasi, ma la sua fede alla prova dei fatti si è dimostrata essere eccezionale visto il SI della risposta. L’ha educato come altre donne del suo tempo, condiviso la vita famigliare con Giuseppe, poi con le persone che hanno seguito il Figlio, suo Signore, perché intanto di sicuro ha compreso chi era il Figlio, e lo ha seguito nelle prove dolorose , acclamato prima e poi a vederlo vilipeso, condannato come malfattore, Straziante il dolore, quel dolore che ancora il cuore di molte madri provano, per figli difficili. Fino ai nostri giorni. Non fa stupire quindi che questa Donna, Madre, Signora abbia avuto da Dio Padre lo stesso risveglio in anima e corpo e viva vicina al Figlio, e però anche Madre nostra alla quale chiedere di intercedere . Non fa meraviglia che artisti insigni l’abbiano immortalata secondo il pensiero e il sentimento che Ella ancora ci ispira. La bellissima Pietà di Michelangelo, così rispondente a Lei , la perfezione rispondente ad ogni attributo il cuore suggerisca. E poi, se ci si è trovati a visitare a Gerusalemme la “tomba della Madonna” – Chiesa dell’Assunzione, che conserva, secondo la tradizione, il suo sepolcro, merita veramente perché accade come per il Santo Sepolcro del Figlio, tutta la storia che i Libri ci riportano, diventa tangibilmente “vera”, che si tocca con mano, Siamo persone umane e per quanto la fede ci porta a credere, ma camminare la dove Loro hanno vissuto, vedere con i nostri occhi lo stesso Mare di Galilea-lago di Tiberiade,be’ veramente è entrare nella storia vera e vissuta. Bellissima terra Israele, dove genti sembrano essere li arriva teda tutto il mondo, credenti e non, anche più che a Roma.(impressione personale)
Francesca Vittoria



Commenta *






Versione stampabile
Scrivi a Vino Nuovo





Sergio Di Benedetto
Sergio Di Benedetto, classe 1983, dottore di ricerca in Letteratura Italiana all'Università della Svizzera Italiana di Lugano, è insegnante di lettere e ricercatore in materie letterarie. Da anni collaboratore in realtà ecclesiali e scolastiche, scrive drammaturgie di carattere sacro e civile per una compagnia di attori professionisti, la Compagnia Exire. Ha coordinato diversi laboratori teatrali con adolescenti, per aiutare i ragazzi a crescere attraverso il teatro.
leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it