Nella letteratura
L'evangelica arte di correre
di Sergio Di Benedetto | 07 agosto 2016
Il racconto del servo fedele è una bella lode della perseveranza, una virtù descritta molto bene dallo scrittore giapponese Murakami Haruki

Questa domenica è proposto un Vangelo ricco di spunti. Vorrei concentrarmi sulla parabola finale, che ha, come sintesi, una beatitudine:

«Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro».

Mi pare che, tra le tante letture possibili, una ci aiuta forse in questi giorni di riposo e vacanza, poiché il racconto del servo fedele è una bella lode della perseveranza. In un tempo di meritata pausa per molti, ecco che la Parola ci invita a vigilare per non perdere mai la forza dell'impegno, la costanza e, in fondo, la speranza.

La beatitudine evangelica mi ha richiamato una frase di Murakami Haruki, scrittore giapponese tra i più noti. Ne L'arte di correre, che è una sorte di autobiografia in cui l'autore racconta del suo lavoro di scrittore e della sua passione per la corsa, scrive:

«Dopo la capacità di concentrazione viene la perseveranza. Ammettiamo che uno riesca a concentrarsi nella scrittura per tre o quattro ore al giorno· se dopo una settimana si stufa non potrà mai creare un'opera di una certa lunghezza. A uno scrittore - per lo meno a chi non si accontenta di buttar giù poche pagine- occorre la capacità di continuare a concentrarsi giorno dopo giorno per sei mesi, un anno, due anni di fila».

Il libro di Murakami è un percorso nella perseveranza: ci vengono raccontati i suoi inizi di scrittore, faticosi e incerti, ma animati dalla volontà di scrivere. E così accade per la corsa: allenamento quotidiano, disciplina e un obiettivo alla propria portata. Con qualche cedimento, qualche insuccesso, che risulta salutare per il cammino. È bello assistere alla nascita di uno scrittore, viaggiare con lui attraverso le sue tappe di maturazione, accostate all'attività sportiva: due ambiti che hanno come baricentro il proprio io: se si vuole acquisire costanza, il lavoro decisivo è quello rivolto a se stessi:

«Se un corridore deve per forza individuare un avversario da battere, lo cerchi nel se stesso del giorno prima».

Non è diversa la vita cristiana: limatura del sé, costanza, perseveranza, qualche caduta che può anche risultare salutare. Quello che conta, in fondo, non è tanto la meta, ma l'impegno, la tenacia. Inoltre, soprattutto quando si tratta con l'emarginazione, le periferie, è fondamentale avere cura della propria vita spirituale; è l'insegnamento dei santi, ma anche, in fondo, quello che Murakami sostiene in rapporto alla scrittura e alla corsa:

«Per manipolare qualcosa di veramente malsano è necessario condurre una vita più sana possibile».

Costanza, perseveranza, capacità di faticare. Il tutto per rimanere desti; il premio è la beatitudine:

«Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli»

09/08/2016 14:46 Sara
Metto anche degli esempi per capirci

http://www.corriere.it/digital-edition/CORRIEREFC_NAZIONALE_WEB/2015/11/30/14/islam-violento-e-la-sua-natura_U43130925132441HpC.shtml

http://www.ilsaggiatore.com/argomenti/scienze-sociali/9788842822165/dio-odia-le-donne/

http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-fallimento-del-multiculturalismo/



09/08/2016 13:30 Sara
Bho premesso che la polemica del Papa contro i farisei non l'approvo nemmeno io (basterebbe rispolverare la dottrina sociale della chiesa in cui dalla famiglia all'economia, dalla pace al dialogo con le culture c'è già tutto e buona notte) tutta questa autocensura non la vedo, passi 10 anni fa quando andava di moda il multiculturalismo ma adesso anche la sinistra "laica" (chiamiamola così dai) tutta sta simpatia per l'islam non mi pare proprio (basta leggere micromega).

Poi certo in teoria a sinistra non dovrebbero esseri troppo guerrafondai e non ci vanno giù troppo pesanti. Però adesso che vanno più le questioni di genere si sono accorti che l'islam da questo punto di vista e' arretrato e mi pare si siano un po' stancati.

Per il Foglio però mi dispiace c'è stato un periodo che lo leggevo adesso un po' Cerasa non vale il fondatore un po' sembra un Libero con qualche pretesa i più e non vale piu la pena.

Sono pure diventati renziani....(e questo e' il peggio)



09/08/2016 13:12 PietroB
Diceva Andreotti: dai miei 2 anni di lavoro Vaticano ho imparato che bisogna preokkuparsi sono quando il probl diventa diffuso/grosso.
Diceva un altro:" non ti curar di loro, ma..."
Quadriamo il cerchio e volgiamoci alle cose veramente importanti: il tempo è poco! xche' sciuparlo?😊
((( in fondo qs il senso dell'intervento di di benedetto , no?)))



09/08/2016 12:38 in partibus
Qualche precisazione fattuale: tutti gli articoli citati (a partire da quelli dei giornali locali, che il Giornale si limita a riprendere pari pari) parlano di profanazione della SS Eucarestia da parte di "due giovani orientali". L'Oriente comincia a Beirut e finisce a Kyoto (e, per inciso, non include il Marocco). I due potrebbero essere cinesi. O forse no. Non lo sappiamo. O forse i giornalisti sapevano che erano cinesi e scrivono invece "orientali" per mettere tutto insieme.

Detto questo: la profanazione dell'Eucarestia e' molto piu' grave di uno sputo (non accertato), ed anche dello spezzare un braccio del crocifisso come accaduto a SS. Geremia e Lucia. Una statua e' fatta di gesso, l'Ostia consacrata e' il Corpo di Cristo. Paradossalmente e' anche piu' facile prevenire un oltraggio al Santissimo: e' d'uso dove abito (cattolici 2% della popolazione) ricordare al microfono che alla comunione sono ammessi solo i cattolici, battezzati, e in grazia di Dio. In alcune cattedrali, anche in Italia, ho visto cartelli multilingue su cos'e' la comunione e chi puo' accedervi. Questo non basta a tenere lontani coloro che *vogliono* oltraggiare (che ci sono, purtroppo), ma almeno gli ingenui e gli ignoranti.
Mi colpisce che nelle chiese dove gli oltraggi hanno luogo non ci siano (o forse ci sono e non si sa?) liturgie di riparazione, che potrebbero aiutare tutti (cattolici inclusi) a riscoprire il senso della presenza reale. Mi colpisce anche che, in uno degli articoli che sono girati (non lo ritrovo)chi distribuiva l'Eucarestia si sia difeso dicendo: "io ho dato loro solo un pezzettino, non l'ostia intera" - come se questo facesse alcuna differenza...

Questo non toglie che dobbiamo restare vigilanti: proteggere cio' che abbiamo di sacro, ma anche custodire il cuore. Parafrasando una cosa che Gaber diceva di Berlusconi, "non temo l'IS in se', temo l'IS in me", quando la paura (che e' un'emozione neutra) non genera prudenza (che e' una virtu') ma odio e confusione.

E infine una nota OT: 13 anni fa ero in un Paese arabo, e non trovavo una chiesa la domenica. Una ragazza che avevo incontrato in universita' (pregante, velata e col cappottino, per intenderci), non solo mi spiego' come arrivare, ma mi accompagno' e mi pago' il taxi per andarci! 13 anni fa, caso isolato... ovviamente non si deve fare di ogni erba un fascio anche in senso positivo. Ma ringrazio Dio di aver visto anche questo Medio Oriente, e prego che non scompaia - prima di tutto nella mia immaginazione e nella mia speranza.



09/08/2016 12:10 Esausta
PietroB, copiale complete le dichiarazioni.
Dichiarazione completa della curia:
"Riguardo alla notizia apparsa su alcuni organi di stampa in riferimento a quanto sarebbe accaduto nei giorni scorsi nella chiesa veneziana di S. Zulian, in particolare un atto sacrilego contro la Santissima Eucaristia e un oltraggio al Crocifisso, la Curia Patriarcale di Venezia sta tuttora attentamente vagliando quanto riferito per chiarire fatti, modalità e interconnessioni di ciò che è realmente accaduto. Si precisa, inoltre, che non è corretto affermare che nella basilica cattedrale di San Marco vi siano frequenti atti di oltraggio alla Santissima Eucaristia; succede talvolta che, al momento della Comunione, si presentino – a ricevere l’ostia – persone all’oscuro del significato del gesto liturgico che stanno compiendo; in tal caso, è lo stesso sacerdote o diacono che, con l’aiuto dei custodi o di chi lo coadiuva, attraverso una semplice domanda chiarisce la situazione e, nel caso, congeda la persona con un saluto o una benedizione. In ogni modo, si ricorda che la Santissima Eucaristia (l’ostia) va sempre assunta immediatamente, innanzi al ministro, prima di tornare al posto."
Dichiarazione completa del parroco
«Nessuno ha sputato sul crocifisso che sta subito dopo l’entrata e non ho presentato alcuna denuncia. Certo, sono stanco di gesti irrispettosi, ho chiesto ai carabinieri in pensione dell’Associazione di dare un’occhiata anche alla chiesa. Qui passano migliaia di turisti al giorno e vedo davvero poche volte transitare poliziotti, carabinieri o vigili, che sono concentrati in Piazza, così ho chiesto a loro se potevano tenere sotto controllo la chiesa. Succede spesso che entrano gruppi di musulmani, donne velate e uomini con la barba, si piazzano davanti al crocifisso e si fanno fotografare o riprendere magari compiendo gesti poco rispettosi, oltraggiosi, fanno le corna, ridacchiano e così è successo l’altro giorno per quel gruppo di donne, che quando è arrivato il custode se ne sono andate velocemente. Nessuno, però, le ha viste sputare».
Altra dichiarazione del parroco
«Sono entrati durante la celebrazione dell’Eucarestia, distribuivo ai fedeli le particole. Si sono messi in fila anche loro, ma avevo capito che c’era qualcosa che non andava, quando è stato il loro turno ho spezzato una particola e ho messo nella loro bocca soltanto un piccolo pezzo. Si sono allontanati ridendo e allora alcune fedeli si sono avvicinate ai due e hanno chiesto spiegazioni, hanno insistito perché restituissero quello che avevano in bocca, ma loro lo hanno sputato per terra e se ne sono andati».
Fonte
http://www.cartadiroma.org/editoriale/quelle-notizie-non-verificate-strumentalizzate/
Mi sembra che ci sia poco da esultare, nella sostanza. La curia ancora non si pronuncia, il parroco nega lo sputo ma non MOLTI altri gesti oltraggiosi verso il crocifisso, dei due asiatici che hanno profanato l'Eucaristia a quanto pare al momento non sappiamo la religione di appartenenza ma qualche serio dubbio io ce l'ho. Il particolare del "solo un piccolo pezzo di Eucaristia" mi sembra, con tutto il rispetto per il parroco, semplicemente grottesco.

Sara, Il Giornale, Libero e Il Foglio hanno buon gioco su questo argomento proprio per l'autocensura che gli altri si impongono. Alla fine risultano credibili perché non nascondono questa realtà come fanno tutti gli altri. Forse sarebbe bene che tanti si ricordassero una massima cara a Papa Francesco, cioè che la realtà è superiore all'idea. Finché ci si ostinerà a negare cose che tutti vedono e capiscono benissimo senza dover fare tante elucubrazioni, il gioco resterà saldamente in mano a chi lo usa per i propri scopi. Sono gli unici che parlano di cose che tutti vedono. E ne parlano come gli fa comodo.
Ma per altri parlarne è evidentemente è una cosa difficile da fare, perché la linea è stata data, molto in alto. Quindi, vai con i soliti pezzulli polemici contro i farisei (vescovi, preti o semplici fedeli che siano) cattivi e con il cuore sbarrato. Il prezzo è che si perde di credibilità come giornalisti. E la gente, me compresa, si arrabbia perché si vede trattata da deficiente. Ed anche perché prendere atto della realtà anche se non ci piace è un passo necessario per affrontarla. E qui passo e chiudo.



09/08/2016 11:40 Sara
Retorica occidentalistica scusate.


09/08/2016 11:07 Sara
La settimana scorsa ad esempio il Foglio ha recuperato anche il discorso al collegio dei Bernardini nella solita retorica occide falsifica antislam pensare che nel discorso cita Dom Jean Leclercq altro studioso estremamente aperto e curioso.
Bho a me spiace, per quel che vale...



09/08/2016 11:02 Sara
La mattina leggo sempre la rassegna stampa di Moked devo dire che ormai Gli articoli di Giornale Libero e Foglio si riconoscono al volo, e' un martellamento continuo, da Magdi ex cristiano Allam a Giulio Metti che in questi anni penso abbia scritto un solo articolo a cui cambia giusto il titolo e' un assillo.
Prima libero e il giornale (il foglio no perché è di livello superiore) avevano anche i Rom adesso sono monocolore.

Capisco tutto ma è imbarazzante pure leggere i titoli.


E pensare che proprio i cattolici, anzi i domenicani, hanno dato tanto alla storia dell'islam e alla comprensione del Corano. (Ancora oggi questi nomi sono citatissimi in studi molto laici e moderni http://www.gliscritti.it/blog/entry/357)



09/08/2016 08:02 PietroB
VENEZIA. «Nessuno ha sputato sul crocifisso che sta subito dopo l’entrata e non ho presentato alcuna denuncia. Certo, sono stanco di gesti irrispettosi, ho chiesto ai carabinieri in pensione dell’Associazione di dare un’occhiata anche alla chiesa. Qui passano migliaia di turisti al giorno e vedo davvero poche volte transitare poliziotti, carabinieri o vigili, che sono concentrati in Piazza, così ho chiesto a loro se potevano tenere sotto controllo la chiesa».

Don Massimiliano d’Antiga, parroco di San Zulian, si sta preparando per la messa della domenica pomeriggio ed è dispiaciuto del clamore suscitato dalla vicenda, «anche perché papa Francesco ci dice di accogliere anche i musulmani».
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Qualcuno aveva parlato di guance ed altro.
Qualcunaltri soffiano sul fuoco, bufaleggiano, prendono UN caso e ne fanno arma contro una intera religione, esagerano come hanno esagerato quei pochi, che ra pochi ci si intende: nn resta che invocare Crociate!!
Imo non serve invocare più aderenza al Suo msg, basta chiedere più saggezza e maturità
Full stop ( as ^)



08/08/2016 21:15 Yolanda
Esausta la perseveranza nel bene e nell'impegno mi pareva si dicesse nell' articolo. Non nel criticare un episodio o due certo disdicevoli se veri ma di sicuro non fondamentali per il richiamo del vangelo all'impegno personale perseverante nella speranza. Se proprio vuoi perché non lo scrivi tu um articolo in merito e lo proponi a vino nuovo invece di criticare a priore le firme esistenti. Credo che possa essere preso in considerazione se pone in evidenza problematiche che possono essere di interesse generale


08/08/2016 18:28 Esausta
Anche se Il Giornale non vi piace, la notizia comunque c'è, la riportano identica altri due quotidiani
http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/venezia_sputi_crocifisso_san_zulian-1899667.html
http://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/venezia_sputi_crocifisso_san_zulian-1899535.html

ma non su vinonuovo o su vatican insider (figurati!)

Troncare e sopire, sopire e troncare.

Comunque, la notizia che ci arriva dalla curia di Venezia è che, magari non frequentemente, ma qualche atto di oltraggio in Basilica a volte si verifica. Non si sapeva, ora si sa.

Compito per le vacanze: chiedersi come mai 'ste notizie nei media in generale non passano.



08/08/2016 17:59 Sara
Anche lo fossero, cambierebbe qualcosa? Anche la messa fosse stata celebrata "apposta", cambierebbe qualcosa?


Non intendevo dire che sono da considerare meno importanti dei cattolici o che sono meno cristiani ma solo che sono vicini ad ambienti che amano uno stile un po' aggressivo. E poi faccio la tara a quel che leggo per abitudine (forse perché leggendo parecchio trovo un sacco di esagerazione ovunque)



08/08/2016 17:17 Esausta
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/venezia-sputano-crocifisso-poi-fuggono-1294774.html

PietroB, leggi bene la nota della curia di Venezia. Non nega nulla, dice che non avvengono frequenti atti di oltraggio nella Basilica di San Marco. Ma non della Basilica si parlava, né, spero, di episodi quotidiani. Che meraviglia di equilibrismo ipocrita, faceva quasi meglio a tacere, la curia.

Sara non sono scismatici, leggi la storia bene
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-loccidente-chedemolisce-lechiese-e-lo-spirito-17038.htm
Anche lo fossero, cambierebbe qualcosa? Anche la messa fosse stata celebrata "apposta", cambierebbe qualcosa?

Resto in attesa di articoli ad hoc su "vinonuovo" da parte delle autorevoli firme.



08/08/2016 16:14 PietroB
Nn mi pare che di Benedetto propugnasse di correre dietro alla bufale:
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Atti sacrileghi di musulmani in chiesa La curia di Venezia avvia un’indagine
La nota del Patriarcato di Venezia, precisa, peraltro, in relazione a notizie di stampa, «che non è corretto affermare che nella basilica cattedrale di San Marco vi siano frequenti atti di oltraggio alla Santissima Eucaristia: succede talvolta che, al momento della Comunione, si presentino a ricevere l’ostia persone all’oscuro del significato del gesto liturgico che stanno compiendo». In questo caso, sottolinea il Patriarcato, «è lo stesso sacerdote o diacono che, con l’aiuto dei custodi o di chi lo coadiuva, attraverso una semplice domanda chiarisce la situazione e, nel caso, congeda la persona con un saluto o una benedizione».
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Ma per fini più importanti e soprattutto che richiedano un impegno personale!!



08/08/2016 15:58 Sara
Sulla chiesa francese c'è stata un po' di spettacolarizzazione, da quello che ho letto non era una Chiesa cattolica ma di una comunità scismatica, era una storia nota da tempo e in fondo non aveva mai suscitato particolare interesse fino a una settimana fa, diciamo che la messa è stata celebraat ad hoc anche se si sapeva che lo sgombro era fissato per quel giorno.


su Venezia non so però in rete è girato di tutto dopo Domenica in genere ho imparato a prendere tutto mooolto con le molle da qualsiasi schieramento venga sollevato il casus·

Mesi fa ricordo qualche episodio simile e Moraglia si era espresso chiaramente quello si.



08/08/2016 14:48 Esausta
OT. Nei prossimi giorni mi aspetto dalle colte ed autorevoli firme di questo blog un articolo sul prete francese sgombrato a forza dalla polizia mentre celebrava la Messa, nonché uno sui fratelli e sulle sorelle musulmani che in una chiesa di Venezia hanno, rispettivamente, ricevuto con la frode l'Eucaristia, vomitandola subito dopo (gli uomini) e sputato sul Crocifisso (le donne). Cavilli, cavilli, cavilli. (Commenti di altri più in alto non arriveranno, già si è capito)


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Sergio Di Benedetto
Sergio Di Benedetto, classe 1983, dottore di ricerca in Letteratura Italiana all'Università della Svizzera Italiana di Lugano, è insegnante di lettere e ricercatore in materie letterarie. Da anni collaboratore in realtà ecclesiali e scolastiche, scrive drammaturgie di carattere sacro e civile per una compagnia di attori professionisti, la Compagnia Exire. Ha coordinato diversi laboratori teatrali con adolescenti, per aiutare i ragazzi a crescere attraverso il teatro.
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