Le porte chiuse dei cavilli
di Fabio Colagrande | 03 agosto 2016
Ma chi oggi critica il gesto compiuto dai musulmani domenica nelle chiese si straccia le vesti anche per le visite di amicizia compiute da dignitari islamici durante le funzioni cattoliche nei Paesi musulmani?

Posso dire che non sono d'accordo con i cattolici che hanno criticato la presenza di migliaia di cittadini musulmani nelle chiese di Francia e Italia, domenica 31 luglio? L'iniziativa, com'è noto, è sorta in Francia dopo il barbaro assassinio di padre Jacquel Hamel, sacerdote cattolico sgozzato mentre celebrava l'Eucarestia nella sua parrocchia di Saint-Etienne-de-Rouvay, nei pressi di Rouen, nel nord della Francia. Attentato compiuto da due terroristi islamisti e rivendicato dal sedicente stato islamico. Nonostante sia stata apertamente apprezzato dal presidente della Cei, il cardinale Bagnasco, e da numerosi vescovi, il gesto di pace - compiuto da rappresentanti islamici anche in alcune città italiane - ha provocato le reazioni sdegnate di alcuni laici e sacerdoti, nonché di alcuni imam e rappresentanti musulmani. Ma se queste defezioni da parte del mondo islamico sono ben comprensibili, data la disomogeneità che caratterizza l'islam anche in Italia e la scarsa abitudine di queste comunità alle reazioni corali agli attentati, credo sia piuttosto inquietante e significativa la reazione negativa di alcuni cattolici. E questo per diversi motivi.

Innanzi tutto, mi pare spia di un atteggiamento viziato dal pregiudizio nei confronti dei cittadini di religione musulmana. Gli stessi che hanno bocciato questa pacifica invasione dei luoghi di culto cattolici, fino a ieri lamentavano l'assenza di manifestazioni di condanna del terrorismo da parte degli islamici. La loro, pare dunque più la replica capricciosa di chi, davanti a una clamorosa smentita dei propri preconcetti, si arrampica sugli specchi alla ricerca di un cavillo per avere lo stesso ragione. Insomma, se non prendono iniziative pubbliche contro il terrorismo sono cattivi e complici dell'Isis, se invece le prendono sono 'buonisti' e cercano solo di farsi pubblicità. 'I musulmani sbagliano comunque, pappapero!'.

Inoltre, per rafforzare la loro stroncatura di questa iniziativa di fraternità, i critici hanno sottolineato, con evidente sdegno, la contraddizione teologica rappresentata della presenza di credenti musulmani alla Santa Messa. Ora, è abbastanza noto che in occasioni straordinarie, come canonizzazioni o intronizzazioni papali, rappresentanti musulmani siano presenti alle celebrazioni eucaristiche vaticane. Inoltre, in molti Paesi islamici, dove musulmani e cristiani convivono da tempo, queste visite di capi islamici durante le funzioni cattoliche, in segno di amicizia, fraternità e rispetto, sono molto diffuse. Quindi, solo una certa legittima ignoranza, tra l'altro del magistero conciliare sul dialogo interreligioso, può giustificare lo sdegno verso un'iniziativa tanto straordinaria e occasionale, quanto niente affatto inedita nella storia della Chiesa.

In sostanza - com'è facilmente comprensibile se si sgombra l'animo da qualunque preclusione - i musulmani sono entrati nelle chiese francesi e italiane non per inaugurare un'inaccettabile sincretistica abitudine, che creerebbe confusione dottrinale, ma per compiere (ci auguriamo una tantum) un gesto di riparazione e condanna dal grande valore simbolico dopo che, proprio in una chiesa e durante la Santa Messa, un prete cattolico era stato trucidato nel nome di Allah. Non cogliere il valore di questa scelta, minimizzarla o peggio rifiutarla, significa non aver compreso la gravità di quanto è successo in Normandia oppure perseguire, sotto il manto delle preoccupazioni teologiche, la vecchia e mortifera logica dello scontro a tutti i costi, della guerra santa.

Ma c'è un terzo ordine di motivi per cui, respingendo al mittente l'iniziativa dei musulmani, si commette, a mio parere, un grave errore pastorale. Alcuni, palesando fastidio per l'intrusione degli islamici sotto le volte dei templi cattolici, hanno esibito citazioni del magistero sul valore profondo della Santa Messa. I più agguerriti hanno sottolineato che l'islam è una religione contraria ontologicamente al cristianesimo perché non riconosce in Gesù il Figlio di Dio. Altri, paradossalmente, con un corto circuito che meriterebbe ben altri approfondimenti, hanno ricordato che le celebrazioni eucaristiche non sono il contesto adatto per gesti di solidarietà. (Niente caritas in ecclesia!) Tutti distinguo, cavilli, che sottintendono una visione della chiesa come luogo chiuso, una sorta di club esclusivo, dove si celebrano riti riservati solo agli adepti e preclusi agli infedeli. Uno spazio dove non c'è posto per credenti di altre religioni, non credenti o battezzati che hanno perso la fede. Un ambito dov'è impossibile ogni conversione perché chi vi entra è già convertito e perfetto. Insomma, l'esatto contrario dell'ospedale da campo predicato da Papa Francesco.

Ma già, dimenticavo: i detrattori dell'iniziativa islamica sono gli stessi che, ultimamente, non perdono occasione per ricorrere al paragrafo 2 del canone 212 del Codice di diritto canonico, per esercitare il sacrosanto diritto-dovere di criticare il Pontefice. Ma devono averlo scoperto di recente, perché prima non lo citavano neanche per sbaglio. E' proprio vero: non si finisce mai d'imparare.

11/08/2016 15:36 Massimo Menzaghi
"siamo solo all'inizio, ne vedremo delle belle!"

sembra quasi che ne godiate...
fare un passo indietro rispetto alle proprie granitiche certezze (ovviamente per definizione ortodosse) e porsi qualche domanda sulla complessità del mondo mai, eh... :-(



10/08/2016 09:25 Enrico
E' tutto in linea con quanto vide la Beata Emmerich.
Avanza la neo chiesa...E'terribile quanto sta succedendo.
Concordo con quanto scritto dal Sig. Grassi: siamo solo all'inizio, ne vedremo delle belle!



09/08/2016 00:35 Giovanni Grassi
I musulmani hanno scoperto come farsi pubblicità e rifarsi una verginità: abbindolare gli sciocchi preti e cattolici ammalati di bergoglite (quella malattia che ha come sintomo più evidente la scelta di portarsi da Lesbo solo ed esclusivamente dei musulmani ma anche quello di non parlare mai chiaramente delle persecusioni ISLAMICHE nei confronti dei cristiani e ancora quello di parlare a braccio sugli aerei perdendo tante occasioni per stare zitti).
Ovviamente dopo tale manifestazione di amore fraterno sono arrivate le richieste nel più puro stile levantino: costruzione di moschee, 8xmille e ora anche la poligamia con buona pace di tutti i beatoni cattolici che sognavano l'inizio di una nuova era di pace e fratellanza.
Insomma ogni cristiano sgozzato è un'occasione per i musulmani nostrani e non per farsi pubblicità non più solo in TV, radio e giornali, ma ora anche nelle chiese.
La sognavano questa era di fraternità a tal punto che durante le messe hanno abbracciato in segno di pace anche musulmani un tempo cristiani ossia degli apostati (loro agli apostati dell'islam tagliano la gola!). Nei tempi antichi (fino a bergoglio ovviamente ma forse anche un po' prima) ci sono state discussioni infinite sulla riammissione dei lapsi (apostati) che avevano abiurato per paura durante le persecuzioni... figuratevi che giudizio si dovrebbe avere nei confronti di chi ha abiurato per motivi molto meno seri. Ma nulla... baci e abbracci si sono sprecati. Ma il top di questo orgasmo islamofilo credo si sia toccato con le parole illuminanti di Mons. Mogavero in una intervista ad Avvenire: "il richiamo del muezzin (a Mazzara del Vallo i muezzin invitano alla preghiera pubblicamente... a Mazzara del Vallo, provincia di Tunisi) mi invita alla preghiera"... azz!!!... al diavolo le campane, la liturgia delle ore e altro ancora: meno male che c'è il muezzin! Chissà se l'esimio prelato ha mai pensato cosa significa per milioni di cristiani perseguitati e oppressi nei paesi islamici quel grido lanciato dai minareti? Probabilmente no! Il prelato è uno di quelli che (come ha scritto un giornale in questi giorni, non ricordo quale) ha confuso il porgere l'altra guancia con il porgere la guancia degli altri, probabilmente seguendo gli insegnamenti che gli arrivano da più in alto. Ammazzate pure i cristiani, ma noi qui abbracciamoci appassionatamente davanti all'altare.
Infine una noticina di colore: chi di voi può entrare in una moschea con le scarpe? Far togliere il cappello a quei signori sarebbe stato "istruttivo". A proposito... avete sentito cosa pare sia successo a Venezia? Logica conseguenza di far entrare in chiesa cani e porci! Ne vedremo delle belle!



05/08/2016 20:57 PietroB
invece di dirmi che nn capisco, spieghi cosa nn ha capito lei.


05/08/2016 18:09 LudoK
Sig. PietroB, prima di rispondere, legga bene e, se possibile, comprenda.


05/08/2016 10:41 PietroB
Esausta!! per il semplice banale ovvio motivo che i/le divorziati/e hanno SETE di Lui, di Eucarestia: sono disposti a rubarLo, pur di averLo..
Ma in che mondo vivete??😁



05/08/2016 08:42 Pietro Buttiglione
Agire da UOMO.
Se così nn fosse puoi buttare il cristianesimo nel cestino.
Difficile spiegarlo ad un leguleio😂



04/08/2016 23:55 Esausta
LudoK, è inutile insistere, da quell'orecchio non ci sentono.


04/08/2016 23:48 Esausta
Pietro, non mi sono spiegata, evidentemente. Se esiste la pratica del pane benedetto (e non consacrato), mi chiedevo come mai in tutte le pastorali per i divorziati risposati non se ne sia finora mai sentito parlare. Perché a me sembra che sarebbe un bellissimo segno di inclusione, come altri che ora vengono proposti per coinvolgere anche le persone divorziate e risposate nella liturgia domenicale, e qualcosa che si sarebbe potuto fare da tempo. L'Eucaristia è chiaramente altro.


04/08/2016 21:57 LudoK
Ad autore troppo sicuro che "ospedale da campo"
sia metafora adeguata e omnicomprensiva di chiesa,
poco può dirsi, perchè troppo sicuro.
Contra, potrebbe portarsi reprobo ex AMV
http://www.aldomariavalli.it/2016/07/31/musulmani-nelle-chiese-cattoliche/
o altro reprobo
http://www.theologhia.com/2016/08/a-proposti-di-imam-che-recitano.html
ma poco serve, salvo miracolo di resipiscenza.
En passant, si resta in attesa di capire se cavillo sia minimo, maritainiano, distinguo tra "agire DI cristiano", "agire DA cristiano" e "agire IN QUANTO cristiano" (a alta quota, distinguo no funziona?).



04/08/2016 18:13 PietroBesausto
Esausta! Ma vuoi proprio farci esaustire anche noi, con questo solleone poi...😅
Davvero ti riesce così difficile percepire che Consacrazione é ben diverso da Benedizione?!



04/08/2016 14:29 Esausta
Cioè, se si può dare ad un non cristiano, perché non ad un battezzato, sia pure in situazione matrimoniale irregolare.


04/08/2016 14:17 Esausta
Mi sorprende allora che in tutti i dibattiti in merito alla possibilità o meno di ricevere l'Eucaristia da parte dei cattolici divorziati e risposati nessuno abbia mai nemmeno parlato dell'antirodon e della possibilità di introdurne la pratica in ambito cattolico, stante che, se quello che ho letto in merito è vero, è qualcosa tipicamente concessa in ambito ortodosso a chi non è nelle condizioni di poter ricevere l'Eucaristia. Sarebbe già un atto importante.


04/08/2016 12:58 Qcone
Vorrei aggiungere qualche considerazione:
1 - @Ruggiero "neanche i catecumeni potevano ascoltare le parole..." . Un tempo i cristiani non potevano in alcun modo prestare servizio militare: c'è una ragione. I militari prestavano un giuramento religioso all'autorità di Cesare e in contesti particolari dovevano sottostare ai culti misterici. Per quanto riguarda la presenza al rito eucaristico, ricordo solo che per detrattori romani i cristiani erano antropofagi e incestuosi: gli apologeti hanno avuto il loro bel daffare nello spiegare chi fossero i cristiani! Non mi sorprende un po' di attenzione verso chi non poteva comprendere le parole della liturgia. La messa non è parte di un culto misterico, altrimenti dovremmo proibirne la trasmissione televisiva!

2 - @Esausta L'usanza della distribuzione dell'antirodon è presente anche nella tradizione liturgica della Chiesa Cattolica di Rito Orientale. E' un pane benedetto, non consacrato. La citazione di Luca è una ragione, non una giustificazione, di un fatto (che di per sé non ha bisogno di una giustificazione): i non credenti, in talune occasioni particolari, sono invitati ad assistere e alla messa e a ricevere una benedizione insieme a coloro che vi prendono parte a pieno titolo: i cristiani.
Dagli anni '70 questa forma liturgica è utilizzata anche nella chiesa della Riconciliazione a Taizé, durante le celebrazioni eucaristiche cattoliche, presiedute da preti e vescovi cattolici, per coloro che non possono o non vogliono ricevere la comunione.



04/08/2016 12:40 Giovanna
@Esausta Posso confermarti che l'antidoro è pratica ancora usata. Facendo parte di una associazione ecumenica ho avuto occasione di ricevere questo pane in occasione di varie liturgie ortodosse. Mi sembra una bellissima pratica di accoglienza che di questi tempi vada condivisa e diffusa.


04/08/2016 09:59 Esausta
Questa è una presa di posizione molto equilibrata e saggia che condivido
http://www.lastampa.it/2016/08/03/vaticaninsider/ita/commenti/musulmani-a-messa-uninversione-di-rotta-per-tutti-Wk3DTJBLq7wSwmDoXwYI7K/pagina.html



03/08/2016 20:15 Alfredo
Come disse Enrico IV di Navarra: Parigi vale bene una messa.


03/08/2016 18:24 Cristiana
La presenza dei musulmani, come qualunque altra persona di altro rito, non può e non deve essere osteggiata nelle nostre Messe, ma ci mancherebbe.
Quello che a me e a qualcun altro a quanto pare ha dato un po' da pensare, se non fastidio forte, è che si sia distribuito del pane durante la Comunione.
Questo si chiama confondere, si chiama tradire il nostro Credo nei sacramenti.
Ognuno deve saper stare al proprio posto, il Sacro prima di tutto!
Ecco perchè queste celebrazioni devono mostrare che gli ospiti sono graditi, ma il rito prevede che loro non possano partecipare.
Avviene anche in altre occasioni che le Messe diventino pateracchi di preghiere cattoliche con preghiere di altri riti, canzoni fuori luogo, balletti e quant'altro. Come cattolica mi sento offesa da questo, non certo dalla presenza dei musulmani.
Ecco perchè ci tenevo a chiarire!



03/08/2016 18:02 Pietro Buttiglione
Ma c'è un ragionamento elementare!!
Alzi la mano chi non ha invocato una presa di posizione NETTA del mondo islamico???
Siamo tutti d'accordo? Benissimo!
Ebbene SE si conoscesse il modus islamico quale atto ufficiale è più netto di assistere al NOSTRO atto più importante, degno di senso, ecc???
Non capire questo denota.......



03/08/2016 15:44 Luca Grasselli
"Giustificazione"? A chi va inviata, al preside?


03/08/2016 13:01 Esausta
@Luca Grasselli. Io dell'antidoron in effetti non avevo mai sentito parlare, e quindi mi sono informata. E ne ricavo che come giustificazione è veramente striminzita, trattandosi di una pratica ormai esclusiva della Chiesa ortodossa, che peraltro non mi pare che con certezza venga concessa ai non ortodossi.


03/08/2016 11:20 Luca Grasselli
Ho partecipato ieri alla messa per le vittime della strage del 2 agosto 1980 a Bologna, officiata dal vescovo Zuppi. La comunità islamica bolognese ha scelto quest'occasione per essere presente, come è stata presente al corteo civile. In questo caso è stata una presenza silenziosa e assolutamente rispettosa (con abbraccio del vescovo allo scambio della pace), del resto era appunto un contesto molto particolare. Altrove, da quel che leggo sono state fatte scelte diverse, con interventi, preghiere e letture (o citazioni, non ho capito bene) del Corano.
Probabilmente non tutte le scelte sono state impeccabili dal punto di vista canonico e liturgico, anche se mi sembra siano state ben recepite dalla stragrande maggioranza dei fedeli (personalmente ho percepito apprezzamento anche da cattolici tutt'altro che tacciabili di progressismo). Probabilmente se la cosa fosse stata organizzata dall'alto e con meno urgenza si sarebbe potuto limare qualcosa. Ma è il segno che la cosa è avvenuta spontaneamente (certo la proposta è venuta dall'alto, ma altri tentativi precedenti non avevano attecchito, questo invece ha quasi dilagato) e sotto l'impellenza dei fatti tragici che meritavano una reazione e una risposta.

Mi sembra invece assolutamente ridicolo chi addirittura si scaglia contro la mera presenza dei musulmani: come se le nostre messe non fossero popolate, specialmente in occasioni come battesimi, prime comunioni, matrimoni (quindi di per sé ancor più solenni) e funerali, di persone non credenti, spesso non battezzate e probabilmente anche di altra religione. Senza che la cosa venga particolarmente rimarcata con particolare scandalo (salvo - e giustamente - quando non ci sono esibizioni di cattivo gusto, peraltro tutt'altro che appannaggio esclusivo dei non battezzati). Chi poi si scandalizza del pane (non consacrato) dato ai musulmani in qualche caso non ha evidentemente mai sentito parlare dell'antidoron... ignoranza sempre da scusare, finché non ci si impalca a dar lezioni.
Chi si attacca a queste cose, come scrive giustamente Fabio, non ha compreso o voluto comprendere l'importanza e la tempestività del gesto. Bene che la nostra Chiesa gerarchica l'abbia invece capito al meglio, dando prova di sensibilità non solo cristiana ma anche civile (Bagnasco, da buon cappellano militare, ha intuito che qui si sta parlando di qualcosa di grosso, che richiede lucidità e intelligenza). Bene che la stragrande maggioranza dei fedeli si sia dimostrata immune - alla prova dei fatti - dal pregiudizio xenofobo e razzista.



03/08/2016 11:12 Daniela
Ruggiero, perdonami ... quindi da domenica prossima all'ingresso delle nostre chiese dovremo presentare il nostro patentino di "cattolicità" per poter partecipare alla Messa? E chi lo rilascia? Senza scomodare la semplice considerazione di quante persone entrano in chiesa per una sola volta - matrimoni, comunioni, battesimi, anniversari di defunti - senza questo nostro presunto "patentino" e senza "far parte di una comunità di credenti"... anche tra noi che andiamo a Messa tutte le domeniche ci sono tanti "porci e cani", per dirla con le parole di Gesù... e io probabilmente posso essere la prima. Questa cosa di volerci sostituire a Dio nel giudicare le intenzioni di cuore delle persone mi fa andare sui gangheri.
E ti dirò, a me personalmente preoccupano più i cattolici che fermano le processioni davanti alle case dei boss per fare gli inchini, dei musulmani che, per fare un gesto di vicinanza, seguono con rispetto una nostra Messa. Ma di tanto.
Poi, che il dialogo andrebbe fatto "fuori", non posso essere che d'accordo. Perché dovrebbe essere il dialogo di tutti i giorni, della quotidianità. Ma, senza far rumore, da tante parti già si fa.



03/08/2016 10:22 Marco N.
Condivido, Ruggiero. Grazie anche per la pacatezza dell'intervento, che stempera i toni un po' esasperati degli ultimi giorni (articolo di Colagrande compreso).


03/08/2016 06:36 Ruggiero Doronzo
Sembra che noi cattolici non sappiamo fare altro che MESSE...usiamo la messa per ogni occasione (incontri diplomatici, interreligiosi, gare sportive, inaugurazioni, visite alle scuole e alle fabbriche, ecc.). Sembra quasi che la messa venga considerata come un biglietto da visita o il riempitivo per tutte le occasioni.
Penso che si possano incontrare i musulmani anche senza farli partecipare all'Eucaristia.
Richiamare l'attenzione sulla relazione necessaria tra professione di fede-battesimo-eucaristia non è sinonimo di chiusura elitaria.
Credo che da sempre le parole di Gesù "non date le perle ai porci e le cose sante ai cani" siano state intese in relazione alla disciplina dell'arcano, specialmente in materia eucaristica.
Non era per un mero prurito settario se neanche i catecumeni potevano ascoltare le parole "mangiate il mio corpo e bevete il mio sangue"....figuriamoci se sia una cosa normale che, con tanta disinvoltura, quelle parole vengano pronunciate davanti a dei musulmani.
Ai cristiani è stato affidato il compito di "annunciare la Parola in ogni occasione opportuna e non opportuna" e non di "fare una messa in ogni occasione".
È la parola lo strumento di dialogo, di confronto e di persuasione...e la parola si può esprimere in svariate forme...basta avere un po' di fantasia.
L'eucaristia lasciamola a chi liberamente accoglie Gesù Cristo e accetta di far parte di una comunità di credenti.



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Fabio Colagrande

Fabio Colagrande, nato a Roma a metà dei favolosi anni Sessanta, lavora da vent'anni alla Radio Vaticana come giornalista e conduttore di programmi in diretta. Collabora con L'Osservatore Romano e altre testate cattoliche. Per alcuni anni, ai microfoni di Radio Due, si è occupato di cultura e intrattenimento.

Autore, regista e attore di teatro, per diletto, nel 1995 ha fondato una compagnia tuttora sulla breccia. Felicemente sposato, ha due figli, che spera mettano su un gruppo rock e lo facciano cantare, ogni tanto. Cura un blog personale intitolato L'anticamera del cervello.

 

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