Nella letteratura
La sequela delle monache di Bernanos
di Sergio Di Benedetto | 25 giugno 2016
Tra le sue Carmelitane la più debole e impaurita sarà «decisa» nell'affrontare la morte. Quella apparentemente più forte, non poggerà la propria testa sotto la lama

carmelitane

 

La sequela del Signore costa: non fa sconti. Il Vangelo di oggi inizia con un esempio e termina con tre ammonimenti, tre parole esigenti: prima Gesù si dirige "decisamente" verso la sua fine nella città santa. Poi tre richieste del Maestro a coloro che vorrebbero seguirlo (per tre volte torna il verbo "seguire"). Nel mezzo l'episodio del villaggio dei Samaritani e il rimprovero ai discepoli che invocano una punizione che ha il sapore dell'Antico Testamento.

È un brano che mi ha fatto venire in mente un gioiello teatrale del Novecento, di un grande autore francese: I dialoghi delle carmelitane di Georges Bernanos. Si tratta di una sceneggiatura di un film, l'ultimo suo scritto, che lo scrittore non vide a stampa a causa della sopraggiunta morte e che poi venne edito come drammaturgia.

La storia, ispirata alla novella L'ultima al patibolo di Gertrud von Le Fort, trae origine dal martirio di 16 monache Carmelitane giustiziate a Parigi il 17 luglio 1794. Dal testo di Bernanos fu tratta anche un'opera lirica di Francis Poulenc, la cui prima andò in scena al Teatro alla Scala nel 1957.

Bernanos, con la consueta scomoda profondità, mette in scena i dialoghi delle suore, combattute tra la paura del martirio e il desiderio di salvare la vita, tese tra un voto da adempiere fino alla fine e il peso che ogni sofferenza porta con sé. Al centro la figura di Bianca, che entra in convento in cerca di un posto sicuro, dove condurre una vita lontano dai pericoli, poiché ella vive continuamente nella paura. È, vuole essere una religiosa mediocre, anche se la vita claustrale richiede un eroismo che la Priora, prima di morire, presenta come condicio sine qua non per seguire lo Sposo:

«A ben considerare, la condizione di una persona mediocre, dal punto di vista morale, mi sembra più deplorevole di quella di un brigante. Il brigante si può convertire, e così sarà per lui una seconda nascita. La persona mediocre, sotto il profilo etico, non ha più da nascere, è nata. Ha mancato la sua nascita e, salvo un miracolo, resterà sempre un aborto».

Potrebbe essere un bel commento al Vangelo di oggi: la sequela del Signore rifugge da ogni mediocrità, accomodamento, compromesso al ribasso.

A Bianca si contrappone, amorevolmente, la figura semplice e sincera di Costanza, monaca fino in fondo, innamorata di un Dio umile e vicino:

«Certe volte mi sembra che sia cosa meno triste non credere affatto in Dio, che credere in un Dio meccanico, geometra, fisico [...] Ma il mondo non è un meccanismo, come Iddio non è un meccanico, e neppure è un maestro di scuola con la sua bacchetta od un giudice con le sue bilance».

Ma i tempi non concedono isole felici: scoppia la rivoluzione, le monache vengono perseguitate. Fedeli ai loro voti, saranno destinate al martirio, che promettono di accettare, in una cerimonia che avviene mentre la nuova Priora non è presente. Per evitare il giudizio delle consorelle, anche Bianca fa il voto di martirio, stretta nel terrore.

A quel voto le Carmelitane presto dovranno dare compimento. È un tempo in cui molti preti e suore fuggono, ma abbondano i martiri:

«Quando mancano i preti, i martiri sovrabbondano, e l'equilibrio della grazia si trova così ristabilito».

Come sempre, di fronte alla radicalità della testimonianza, si affaccia il buon senso, la mediocrità, o il senso del mondo: a che serve perdere la vita così? Ma la voce delle suore si oppone alle facili scorciatoie:

«Se ci comportiamo sempre con questa prudenza, che cosa resterà del nostro voto di martirio?».

Le monache saranno ghigliottinate. Bianca, non presente in prigione, perché scappata a Parigi, avrà un estremo atto di coraggio: salirà sul patibolo, con le compagne, mentre risulterà assente Maria dell'Incarnazione, che aveva proposto il voto.

Alla fine, la più debole e impaurita affronterà la morte. Quella apparentemente più forte, non poggerà la propria testa sotto la lama.

Dovremmo ricordarci, ogni qual volta tendiamo a giudicare gli altri, che forse ai meno considerati sono riservate grazie speciali.

E quando la nostra debolezza non riesce a seguire la difficile proposta del Vangelo, abbiamo sempre la preghiera, che quanto più è umile, tanto più è gradita a Dio, che sa donare forze inattese, come Bernanos rappresenta nelle ultime pagine da lui scritte prima di vedere, ugualmente alle sue monache, il Signore della Gloria.

01/07/2016 18:28 Gualtiero Sollazzi
Solo un 'grazie'. Grande.
Gualtiero



Commenta *






Versione stampabile
Scrivi a Vino Nuovo





Sergio Di Benedetto
Sergio Di Benedetto, classe 1983, dottore di ricerca in Letteratura Italiana all'Università della Svizzera Italiana di Lugano, è insegnante di lettere e ricercatore in materie letterarie. Da anni collaboratore in realtà ecclesiali e scolastiche, scrive drammaturgie di carattere sacro e civile per una compagnia di attori professionisti, la Compagnia Exire. Ha coordinato diversi laboratori teatrali con adolescenti, per aiutare i ragazzi a crescere attraverso il teatro.
leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it