Nell'arte
«Chi dite che io sia?»
di Gian Carlo Olcuire | 18 giugno 2016
Ci vuole un'immagine dura di Bosch per capire davvero questa domanda. «Se fate come me, avete capito tutto di me. E, se fate come me, siete voi la mia immagine migliore»

Bosch

 

CRISTO PORTACROCE

(Hieronymus Bosch, 1510-16 ca., Gand, Museum voor Schone Kunsten)

 

«Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà» (Lc 9,18-24)

 

 

«Le folle, chi dicono che io sia?»: pare un sondaggio, questo interrogativo, commissionato da un leader per misurare il successo della propria immagine. E tutte le risposte, anche se espresse a parole, sono delle immagini: «Giovanni il Battista, Elia, uno degli antichi profeti che è risorto». Forme già note, a cui siamo soliti conformare ogni novità, Gesù compreso (come quando, coi neonati, andiamo a cercare a chi somigliano).

Però, al contrario di un leader, Gesù non si preoccupa del danno d'immagine. E trasforma la domanda in un esame di coscienza: «Ma voi, chi dite che io sia?». Al che Pietro, unico tra i discepoli, azzarda un'immagine che ritiene più vera, meno superficiale delle precedenti: «Tu sei il Cristo di Dio».

Ma la sua è una risposta trionfalistica, che Gesù non gradisce e che lo induce a dare il primo annuncio della sua passione, morte e risurrezione. Aggiungendo richieste molto esigenti per chi vuole seguirlo (e non semplicemente accompagnarlo): rinnegare se stessi e i propri sogni di gloria terrena, farsi carico della propria croce e perdere la vita. Ossia fare ciò che lui sta per fare. Con questo messaggio sottinteso (per chi scrive, ovviamente): «Se fate come me, avete capito tutto di me. E, se fate come me, siete voi la mia immagine migliore».

Non fa, Gesù, una critica alle immagini, peraltro molto utilizzate dal suo parlare. Ma è come se dicesse che le più belle, le sue preferite, siamo noi quando gli somigliamo.

Oggi le immagini - anche quelle di Gesù, anche la croce - corrono il rischio di scadere a icona, quando sono solo luce senza significato. Quando sono semplici da riconoscere ma incapaci di provocare una riflessione. Quando, per farsi accettare, si rendono attraenti diventando piene di rotondità, come una statuina Thun; o morbide e soffici, come un peluche Trudi; o multicolori, come il "Jesus" di una felpa Sisley.

Ha scritto Giovanni Fangani Nicastro: «Noi cristiani siamo affascinati dal Gesù che moltiplica i pani e i pesci, che sfama la gente, che guarisce i malati, che risuscita i morti... ma ci vogliamo conformare veramente a lui anche quando viene arrestato, flagellato, sputato, schernito, frustato, ferito, ucciso mediante la crocifissione?».

Bosch, in quest'opera non piacevole (e che non vuole esserlo), mostra le poche persone che si sono conformate a lui in quel momento e le tante che non si sono conformate. Vediamo Gesù e il Cireneo mentre sorreggono un legno: la forma della croce nemmeno si percepisce e, già in ciò, sfugge alla possibilità di diventare icona. Gesù è circondato da gente ostile o indifferente, ormai deforme. Gli unici, con Gesù, ad aver mantenuto tratti umani sono il Cireneo (in alto a sinistra), il buon ladrone (in alto a destra), una donna e la Veronica (in basso a sinistra). Oltre all'immagine impressa sul velo di lei. Sono anche gli unici con gli occhi semichiusi, incapaci di guardare degli inguardabili.

È un'immagine dura, che ci domanda - come Gesù - da che parte stiamo (o di chi siamo immagine) e non ha paura di urtare. È poco probabile che diventi un'icona e che ce la ritroviamo su una t-shirt.

 

 

20/06/2016 17:27 LudoK
Critica biblica distruttiva è braccio armato di teologia sentimentale. Cvd...


20/06/2016 08:59 Pietro Buttiglione
LudoK ( mi ricorda tanto diaboliK o uno peggio che imperversava con Cambronne alla Casa dello studente😅)
Ci delizia, bontà sua, con una ennesima figura logico/retorica ( cfr il paradosso di Zenone🤔)
Prima se la prende con chi userebbe due solui/uno solo Vangelo, poi lui si attacca ad un passo di Matteo su cui la critica biblica ha discusso tantissimo ( quindi nn è il caso qui) addirittura ritendoli una aggiunta. Comunque la mia osservazione all'avvocato era relativa all'accusa 3/2/1 che gli si ritorce x mera logica contro.



19/06/2016 10:36 LudoK
Notoriamente Vangelo è quadriforme e sinottici triformi. Dando retta ad articolo, Vangeli sinottici sarebbero biformi, anzi monoformi. Solo Vangeli biformi/monoformi autorizzerebbero ossessiva teologia sentimentale espressa in articolo. Teologia sentimentale che, per tenersi in piedi, deve amputare Matteo 16, 17-19. Per tenersi in piedi deve inventare che Gesù non gradisce la risposta trionfalistica di Pietro.


19/06/2016 10:06 PietroB
Ma anche quelle.. sembrano chiuse ( come gli occhi) su se stesse.
GC, leggerti mi fa sempre bene, e mi stimola qs riflessione.
Ma, in fondo, COSA quest'Uomo voleva?? Meglio: quali obiettivi si poneva??
Un trattato di teologia?? Ma se l'unica volta che si è messo a scrivere lo ha fatto sulla SABBIA!?
Se anche x il suo maggior illustratore, Paolo, illustri studiosi ci dicono che non è ravvisabile UNA Teologia...
Vabbè, accontentiamoci di qualche Regola, qualche Legge... E mi viene in mente un certo jota😂😂😂
Allora cosa si proponeva? Mi vengono dentro due cose, che non sono riconducibili ad UN SOLO versetto, quindi inquinabile ...
1) NESSUNO di voi conosce il Padre, SOLO IO!!!
Una prospettiva esaltante, che ci trascina verso l'Alto, che radica il nostro essere di figli a cose del tipo eternità ....libertà....speranza...comune umanità... perdono... senso della vita...contemplazione.. conoscenza diretta dell'altro e quindi di Dio!
2) Gesù stesso, riferimento di paragone che automaticamente diventa per noi pietra dello scandalo per il SOLO FATTO che Lui è così.
Quanti di noi si chiedono, anche scrivendo su VN:
Lui mi approverebbe?
Lui farebbe così?
Le mie tesi sono congruenti con la Parola o la contraddicono??
Ecco quindi il secondo punto, che si accoda al tuo commento:
Quanti Gesù intorno? Quanti alibi : è difficile?
Ma ci rendiamo conto invece di quanto e bello&liberatorio&esaltante?
E se il mondo è come in qs dipinto.. Ha fallito Gesù? O noi, Chiesa inclusa??



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Gian Carlo Olcuire

Gian Carlo Olcuire è un grafico. Che si sente realizzato quando riesce a far guardare le parole come se fossero immagini e a far leggere le immagini come se fossero parole. Lavora soprattutto per il mondo cattolico ed è appassionato di linguaggi, soprattutto dell'uso (o abuso, disuso, riuso) che se ne fa nel mondo cattolico.

 

 

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