Nella musica pop
L'architetto, il perito e l'avvocato.
di Sergio Ventura | 22 maggio 2016
La strana trinità cantata da Daniele Silvestri: «Anche lui l'ha capito che al di là del valore lo spazio migliore è uno spazio non finito»

Trinità Rublev

Rublev, Trinità, 1422-1427

 

Durante gli anni ottanta, nelle mie fantasie di fanciullo credente, Maggio era il mese mariano: quello in cui si festeggiava la mamma - e la madre Chiesa - colei che ti aveva allattato con il cibo adeguato (1Cor 3,1-2). Crescendo, nel mio immaginario di adulto che tentava di farsi piccolo credente, Maggio è divenuto anche il mese dello Spirito - e del Dio trinitario - colui che vorrebbe nutrirci con del cibo solido (1 Cor 3,1-2). Quello per cui non sono più adatti i denti da latte; quello di cui forse non siamo ancora "capaci di portarne il peso" (Gv 16,12).

Per questo motivo, in effetti, viene inviato lo Spirito, o meglio, mediante lo Spirito, Padre e Figlio vengono in noi (Gv 14,23; 16,14-15). Per insegnarci ciò che abbiamo dimenticato e per ricordarci ciò che ci è stato insegnato (Gv 14,26). Per guidarci verso le cose future e la verità nella sua interezza (Gv 16,13). Anche se tale venuta in noi, fa notare il vangelo, avverrà se e solo se avremo messo in circolo il nostro amore (Gv 14,15-16).

Sul rapporto tra passato e futuro ha di recente attirato la nostra attenzione il cantautore romano Daniele Silvestri grazie a un post apparso su facebook per presentare il nuovo singolo e video 'Acrobati': "quei funamboli in fondo siamo tutti noi, costretti ogni giorno a continui equilibrismi, indotti come siamo a vivere una vita fatta solo di presente, di oggi, senza nulla che ci consenta di guardare in avanti - progettando, immaginando il nostro futuro, individuale e collettivo - o di guardare indietro, per avere memoria di noi, del nostro cammino, delle nostre conquiste".

 

Clicca qui per vedere il video

 

E della memoria, come di una facoltà dell'essere umano indirettamente legata a quel senso - spirituale? - che va oltre la materia, il nostro Silvestri aveva già cantato ad inizio millennio: "ci sono stanze piene di pagine, coperte già da cento strati di polvere, se solo si trovasse il modo di leggerle, chissà a quante domande potremmo rispondere, e poi ci sono sette strade che dormono coperte già da mille strati di cenere se si trovasse il tempo di ripercorrerle chissà quante scoperte avremmo da compiere,  e noi restiamo qui, così, come se già (...) non ci volesse più memoria come se il mondo fosse soltanto materia, restiamo qui, così, se è questo che vuoi, senza vedere mai oltre quel poco che hai, accontentandoti sempre di quel poco che sai" (Mi interessa).

Una facoltà, quella della memoria, talmente importante - e così legata a ciò che non si vede, dunque ad altri che la rimettono in moto - che sin dai suoi esordi il cantautore romano esclamava: "sono un idiota (...) ma come ho fatto a non sentire i messaggi, quelli che i saggi hanno voluto lasciare e che non erano bottiglie nel mare, ma storie, canzoni, dipinti, parole, anche se non le ho mai trovate da sole; ma come ho fatto a non distinguerle al volo, non mi consolo pensando al domani, se adesso sul piano le mani le muovo, ma la testa è vuota". Versi tanto più significativi quanto più sono passati dall'essere una strofa tra le altre nella versione del 1994, al costituire la strofa finale della versione del 2008. Quasi a sancire, nel mezzo del cammino di nostra vita, l'assoluta necessità di essere sempre disponibili all'ascolto delle tracce di saggezza sparse nella storia, al fine di poter costruire un domani a misura di sogno.

Ed è qui, parlando di sogni e futuro, che un Silvestri refrattario alle sovrastrutture, ma insoddisfatto di questa sola realtà, decide di rivolgersi - in una canzone inedita del 2011 - a tre personaggi decisamente evocativi di quel Dio trinitario che certo non appare meno vago nelle omelie di cui dovrebbe essere il protagonista: un architetto-ingegnere, un perito e un avvocato.

Rispettivamente, il Padre a cui chiedere "un progetto", "una casa" o almeno "un cantiere", in quanto "il posto in cui vivo è da un po' che mi va stretto", perché "in questo posto non c'è un posto per sognare". Il Figlio presso cui intercedere perché, esperto di umanità, "anche lui l'ha capito che al di là del valore lo spazio migliore è uno spazio non finito, poi un orizzonte largo con una prospettiva (...) ed uno sguardo aperto, puntato sul futuro che non si fermi certo appena trova un muro" - "egli infatti è (...) colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo" (Ef 2,14). Infine lo Spirito - il Para-clito, l'Ad-vocatus da cui farsi difendere, confessa Silvestri, "se ho commesso un abuso", perché Lui "mi insegna (...) che se abuso c'è stato, forse è quello di chi mi ha illuso di avere un orizzonte largo con una prospettiva (...) ed uno sguardo aperto, puntato sul futuro che non si fermi certo appena trova un muro".

 

Clicca qui per vedere il video

 

Con questa compagnia, dunque, sussurra alla fine il cantautore romano tra il tragico e l’ironico, “non c’è niente di sicuro”, e in questo senso essa “non protegge per davvero”. D’altronde, era già stato affermato da qualcun altro, relativamente a “chiunque è nato dallo Spirito”, che “il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va” (Gv 3,8).

Commenta *






Versione stampabile
Invia ad un amico
Scrivi a Vino Nuovo





Sergio Ventura

Sergio Ventura, romano del '73, giurista pentito, datosi all'insegnamento per la libertà di ricerca che esso garantisce, appassionato di religione perché - disseminata ovunque - permette di curiosare in tutto, è responsabile del Blog degli Studenti nel sito del Cortile dei Gentili.

leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it