«Insieme possiamo rendere reale l'utopia»
di Elena Dini | 15 aprile 2016
Ricordi di un viaggio in Andalusia vissuto insieme da cristiani e musulmani. Come un vero pellegrinaggio dell'incontro

Andalusia

 

Quando si parla di organizzare attività per l'integrazione oppure per favorire il dialogo interreligioso, le prime immagini che ci vengono davanti agli occhi sono forse quelle di conferenze con personalità religiose o civili, professori di università o insegnanti nelle scuole con un alto tasso di figli di immigrati. Raramente si pensa al contributo che l'attenta preparazione di esperienze pensate per far vivere l'incontro fra persone diverse al di là delle appartenenze sociali, religiose ed etniche può apportare.

Il professor Saadane Benbabaali insegna lingua e letteratura araba all'università della Sorbonne Nouvelle a Parigi. Gran conoscitore e appassionato della cultura e arte islamica legata al periodo della convivenza delle tre religioni abramitiche in Andalusia, Benbabaali ha preso l'iniziativa più di vent'anni fa, quando era insegnante in un liceo, di organizzare un viaggio con i suoi studenti di arabo, principalmente ragazzi i cui genitori erano immigrati in Francia da Paesi arabi. La meta: l'Andalusia. Lo scopo: far scoprire loro qualcosa del loro passato e della cultura dei loro genitori. "Era la prima volta che questi ragazzi sentivano loro una storia che era positiva", commenta Benbabaali, lui stesso originario dell'Algeria.

Da allora, vista la risposta entusiasta dei partecipanti e i crescenti numeri di studenti (giovani universitari, da quando Benbabaali ha cominciato ad insegnare alla Sorbonne Nuovelle) ma anche di amici e conoscenti che chiedevano informazioni per iscriversi ai prossimi viaggi, l'esperienza è continuata quasi tutti gli anni.

Dal 27 febbraio al 5 marzo 2016 un gruppo ben nutrito e variegato per età, provenienze geografiche e identità religiose, ha mosso i propri passi da Parigi verso l'Andalusia per un viaggio sulle orme di Ibn Arabi, filosofo, poeta e, in generale, grande figura per la cultura e religione musulmana che ha vissuto a cavallo fra il XII e XIII secolo. È stata la prima volta in cui Benbabaali ha voluto dare un tema al viaggio e il risultato è stato particolarmente sorprendente.

Innanzitutto, il viaggio ha avuto un sapore spirituale che, grazie alla particolare storia dell'Andalusia, ha invitato il gruppo a riflettere sul tema della convivenza. Uno dei partecipanti ha commentato: «quest'esperienza è stata una boccata d'ossigeno rispetto all'attualità internazionale che viviamo. L'Andalusia rappresenta un ideale che bisogna seguire e prendere come esempio per il futuro dell'umanità. Si tratta di un momento importante nella storia delle tre grandi religioni che hanno vissuto l'una a fianco dell'altra». Un altro ragazzo ha sottolineato come, nonostante la sua fede musulmana, non conoscesse molto del periodo andaluso e che il viaggio è stato l'occasione per imparare qualcosa sul proprio passato ma anche per vivere un avvicinamento con le persone di fede cristiana che hanno partecipato al viaggio per scoprire le tracce della cultura islamica in Spagna.

Mohamed inizia la sua riflessione a partire dal Corano: «Uomini, Noi vi abbiamo creati da un maschio e da una femmina e abbiamo fatto di voi vari popoli e tribù affinché vi conoscesse a vicenda; ma il più nobile di voi è colui che più teme Dio. Dio è sapiente e informato di tutto» (Corano 49:13). «Cosa vuol dire il "conoscersi a vicenda" di questo versetto - si domanda - e a chi si riferisce? In questo viaggio ho avuto la possibilità di vivere una settimana con persone che non conoscevo per niente ma mi sono sentito come se le conoscessi da tempo. Abbiamo potuto vivere insieme, malgrado le nostre differenze a tutti i livelli. Durante questo viaggio ho imparato che dialogare è il mezzo migliore per elevarsi spiritualmente, accettare l'altro così com'è e viceversa. Nessuno può avere il monopolio assoluto della verità poiché in ognuno di noi ce n'è una parte. Rispettare la dignità dell'uomo, l'essere umano in generale, chiunque sia - ebreo, cristiano, musulmano, credente o ateo - è il valore più importante e prezioso nella vita. Insieme possiamo rendere reale l'utopia».

Anche per i non musulmani che hanno partecipato al viaggio, l'esperienza è stata un'immersione non solo nella storia ma anche nel presente delle persone che magari già conoscevano oppure che avevano appena incontrato sul pullman alla partenza. Una studentessa racconta: «Ho imparato una cosa da questo viaggio: che per costruire l'amore, e per sentirsi amati (come mi sono sentita io), bisogna cominciare col parlare d'amore. Parlare d'amore fa muovere qualcosa dentro di te, fa risvegliare altro amore. È come un effetto domino. E non importa di che nazionalità sei o da dove vieni, perché sono dei temi davvero potenti e che riguardano ognuno di noi. Poi certo ognuno li declina a modo suo, ma questo è un fatto culturale. Io credo che l'Amore non abbia cultura o, piuttosto, che le possieda tutte».

Si parla spesso dell'importanza del pellegrinaggio nelle varie tradizioni religiose: il mettersi in cammino, il lasciare la propria vita quotidiana per vivere un'esperienza di avvicinamento sicuramente a Dio ma anche a se stessi e agli altri che si trovano lungo la strada o che camminano al nostro fianco. Si tratta di momenti in cui si diventa più ricettivi ai luoghi, alle persone, alle parole con la "p" minuscola o maiuscola. Ecco forse quello che è accaduto in questo viaggio e che accade quando si invitano le persone a vivere esperienze intense insieme. «La coesistenza per qualche giorno e l'intensità degli scambi fanno pensare alle pietre che si sfregano le une contro le altre e creano calore», commenta Benbabaali. Un calore di cui oggi il nostro mondo ha particolarmente bisogno.

 

 

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Elena Dini

Elena Dini ha conseguito un certificato in Studi Interreligiosi presso la Pontificia Università Angelicum a Roma e presso l'Hartford Seminary negli Stati Uniti. Lavora nel campo della comunicazione legata al mondo cattolico e ha partecipato a vari programmi internazionali di dialogo fra ebrei, cristiani e musulmani

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