La Via Crucis della settimana / I
di Giorgio Bernardelli | 12 febbraio 2016
Il corpo martoriato di Giulio Regeni, il crollo delle Borse, le mamme del virus zika, i desaparecidos messicani: volti della cronaca degli ultimi giorni in dialogo con la Passione di Gesù

La Via Crucis è meditazione e preghiera sulla Passione di Gesù ma anche cammino di conversione per ciascuno di noi e per il mondo.

Per questo oggi vogliamo viverla facendo dialogare la Sua salita al Calvario con alcune storie che la cronaca in questi giorni ci ha posto davanti agli occhi.


Exodus

Marc Chagall, Exodus, 1966

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I STAZIONE
GESU' È CARICATO DELLA CROCE

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

«Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: "Salve, re dei Giudei!". E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo». (Mt 27,27-31)


regeni

 

Da giorni ci accompagna il volto di Giulio Regeni, il nostro giovane connazionale scomparso il 25 gennaio e trovato cadavere al Cairo la scorsa settimana, probabilmente per il suo impegno a fianco dei movimenti che reclamano libertà nell'Egitto del generale-presidente al Sisi. L'autopsia ha rivelato che ha subito torture per quattro giorni prima del colpo fatale alla nuca che lo ha ucciso. Oggi è il giorno dei funerali a Fiumicello, il suo Paese in Friuli. Sarà il giorno dell'omaggio agli ideali che hanno portato Giulio - ma anche tanti altri giovani - ad aprire il cuore all'orizzonte del mondo. Sarà però anche il giorno dell'amarezza per questa morte così atroce e ancora piena di zone grigie.

Signore Gesù, accogli Giulio nella tua pace.
Tu che vivesti sulla tua pelle la tortura degli aguzzini, veglia su quanti in tante parti del mondo si trovano nelle mani di carnefici senza scrupoli, come è successo a lui.
Ma veglia anche sui giovani che - come lui - stanno scegliendo percorsi impegnativi sulle strade del mondo: fa che questa tragedia non spenga la loro generosità.
E a tutti noi insegna che non c'è paura che possa mai giustificare il ricorso all'intimidazione e alla violenza.

Padre nostro...

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II STAZIONE
GESU' CADE SULLA VIA DEL CALVARIO

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

«Io sono l'uomo che ha provato la miseria sotto la sferza della sua ira. Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare nelle tenebre e non nella luce. Ha sbarrato le mie vie con blocchi di pietra, ha ostruito i miei sentieri. Mi ha spezzato con la sabbia i denti, mi ha steso nella polvere» (Lam. 3, 1-2.9.16)

 

borse

 

È stata una settimana in cui abbiamo sentito parlare in continuazione di cadute. Cadute anche rovinose. Ma tutte cadute apparentemente senza polvere; si parla «solo» di miliardi bruciati. Sì, le cadute che fanno davvero notizia oggi sono quelle degli indici di Borsa. Le si annuncia con l'angoscia di chi si sente sull'orlo del precipizio, si impongono in testa alle scalette dei tg. Ci invitano a esultare tutti per un «rimbalzo» che a volte si manifesta con risalite vertiginose. Salvo poi - però - ricominciare presto con una nuova caduta. In questi mesi in Italia l'abbiamo capito: c'è chi ha perso molto in questo gioco. Chi per terra ci è finito davvero. E allora - forse - è il tempo di cambiare, di provare a interrogarsi un po' più a fondo su che cosa voglia dire davvero cadere e rialzarsi.

Signore Gesù, tu hai sperimentato il sapore della polvere.
Le tue cadute non erano quelle di chi insegue l'impossibile.
Erano piuttosto quelle di chi - anche oggi - cade sotto il peso dell'egoismo degli altri.
Quelle di chi paga le conseguenze di un'economia costruita sul divario sempre più grande tra ricchi e poveri.
Signore, insegnaci almeno a imparare qualcosa da queste nostre cadute virtuali.
Facci capire che sotto le curve e le cifre c'è sempre la terra. Dura e polverosa, quando l'avidità degli uomini trasforma in una pietraia il giardino dell'Eden.

Padre nostro...

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III STAZIONE
GESU' INCONTRA LE DONNE CHE PIANGONO SU DI LUI

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

«Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: "Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli"» (Lc. 23, 27-28)

 

elemosina

 

Chi sono i nostri figli? E su quali piangiamo davvero? È passato dall'Italia un premio Nobel, in questi giorni. È passato da Milano è ci ha provocato Kailash Satyarthi, indiano, insignito nel 2014 del premio Nobel per la pace per il suo impegno in favore dei bambini schiavi. Ne ha riscattati oltre 83 mila in trent'anni. Ma qui tra noi ci ha provocato rilanciando un dato diffuso la settimana scorsa dall'Europol: quello sui 5 mila minori immigrati di cui si sono perse le tracce in Italia negli ultimi due anni. Possibili vittime dei tanti volti della tratta degli esseri umani - prostituzione, criminalità, lavoro forzato, traffico di organi... - i nomi veri della schiavitù di oggi. «Di chi sono figli? - ci ha chiesto Satyarthi -. Possiamo davvero fare finta che non siano anche figli nostri?».

Signore Gesù, stai vicino a questi figli nascosti in mille angoli delle nostre città che preferiamo non vedere.
Tanti di loro stanno salendo con Te la strada del Calvario.
Stendi la tua mano su di loro, accarezzali con la tua tenerezza in questa rotta crudele che li ha fatti diventare grandi troppo in fretta.
Ma soprattutto tocca il nostro cuore: fa che li sentiamo davvero nostri figli, scuotici dalla nostra indifferenza.
Forse così torneremo a sentirci davvero figli dell'unico Padre.

Padre nostro...

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IV STAZIONE
GESU' E' SPOGLIATO DELLE SUE VESTI

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

«I soldati presero le vesti di Gesù, ne fecero quattro parti - una per ciascun soldato - e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: "Non stracciamola, ma tiriamola a sorte a chi tocca". Così si compiva la Scrittura, che dice: "Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte"... E i soldati fecero così» (Gv 19,23-24)

 

aleppo

 

Non c'è fotografia più precisa di questa pagina evangelica per raffigurare il dramma che da cinque anni si consuma intorno alla guerra in Siria. Un Paese spogliato ormai persino della sua gente. E con piccole e grandi potenze che si ritrovano intorno a tavoli che dovrebbero essere di pace e invece sono solo l'occasione per scontrarsi su come dividersi ciò che resta di un'immensa distesa di macerie. Oggi è di nuovo la volta di Aleppo, dove il giro della macabra danza ha portato gli assedianti di ieri a diventare gli assediati di oggi. Con l'immancabile rombare di aerei e missili sulla testa delle ultime 350.000 persone rimaste in una città fantasma. Con tante altre famiglie che ora scappano, temendo di precipitare in un girone ancora più profondo di questo baratro.

Signore Gesù, dacci la forza di gridare: basta!
Dacci la forza di invocare giustizia per chi non ha più neanche lacrime da versare.
Dacci la forza di denunciare chi, impunemente, continua ad alimentare con la vendita di armi questa macchina di morte.
Rendici capaci di non trastullarci con un nemico facile, costruito snocciolando le nostre granitiche certezze.
Insegnaci piuttosto a farci carico delle sofferenze di tutti, che in un conflitto non stanno mai da una parte sola della barricata.
Solo così potremo essere davvero testimoni di pace e di riconciliazione.

Padre nostro...

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V STAZIONE
MARIA SOTTO LA CROCE DI GESU'

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

«Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre!". E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé». (Gv. 19,25-27)


zika

 

Stare da madre ai piedi di un figlio inchiodato a una croce: è la sofferenza più atroce che possa esistere. Ed è la stessa sofferenza che tante donne dell'America Latina si trovano a vivere in queste settimane dopo che è scoppiato l'allarme per il virus zika. Malattia nata nelle pozzanghere dei poveri, ma che poi - attraverso la zanzara aedes aegypti - colpisce tutti. Malattia che si porta dietro il dubbio pesante sull'impennata nei casi di microcefalia registrata tra i neonati con madri che hanno contratto il virus mentre erano in gravidanza. Situazione terribile alla quale qualcuno vorrebbe rispondere con una risposta altrettanto terribile: il ricorso all'aborto.

O Vergine Maria, che davanti alla Croce hai vissuto lo stesso dolore per un figlio straziato nel suo corpo, sii vicina a queste madri.
Conforta tutte quelle che hanno dato alla luce un neonato microcefalo; dona loro gli occhi e il cuore grande per scoprire anche in quel figlio i riflessi del volto di un Padre che ama.
Sii vicina a tutte le mamme che vivono l'angoscia di un'attesa attraversata da mille dubbi: dona loro la forza di dire comunque sì alla vita.
E tu che hai portato in grembo il Signore della vita, illumina le menti degli uomini di scienza affinché questa malattia che rischia di minare la fiducia nel generare possa presto essere vinta.

Ave Maria...

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VI STAZIONE
GESÙ MUORE IN CROCE IN MEZZO AI DUE LADRONI

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

«Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: "Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!". Ma l'altro lo rimproverava: "Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male". E aggiunse: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno". Gli rispose: "In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso"».(Lc. 23,39-43)

 

napoli


Da qualche settimana è tornato a scorrere il sangue nelle strade di Napoli. Sono cinque gli omicidi solo negli ultimi giorni: due uomini, a Saviano, sono stati uccisi appena una manciata di ore fa. Si parla di scontri tra nuove leve della criminalità, per il controllo dello spaccio di droga o di altri traffici criminali. Ma gli inquirenti riferiscono anche un altro dettaglio: l'età media dei nuovi killer è molto bassa. Al punto che il ministro degli Interni, Angelino Alfano, con una proposta che sta facendo molto discutere, è arrivato a ipotizzare in alcune interviste un abbassamento a 16 anni dell'età punibile.

Signore Gesù, sul Calvario ci sei arrivato con due malfattori; insieme a loro ti hanno messo a morte.
E su uno di loro hai riversato il tuo ultimo sguardo di misericordia.
Con quella promessa che scandalizza sempre noi benpensanti: "Oggi non solo sarai in paradiso, ma sarai insieme a me".
Signore Gesù, facci capire che queste morti non riguardano solo "chi se le è andata a cercare".
Mostraci che stai morendo anche tu oggi nelle ferite di questa Napoli violenta.
Per farla risorgere insieme con Te.

Padre nostro...

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VII STAZIONE
GESU' E' DEPOSTO NEL SEPOLCRO

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

«Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino vi era un sepolcro nuovo, in cui nessuno era stato ancora deposto. Là deposero Gesù» (Gv 19,41-42)


desaparecidos

 

È l'atto conclusivo di ogni via crucis la deposizione del corpo di Gesù nel sepolcro. Eppure, tra le sofferenze del mondo di oggi, ci sono anche vie crucis costrette a fermarsi prima. Costrette a piangere su corpi svaniti nel nulla e che tali rimangono. È il dramma dei desaparecidos, le persone portate via all'improvviso e mai più ritrovate. Nella memoria di molti resta il caso dell'Argentina. Ma oggi c'è un altro Paese dove il fenomeno ha assunto proporzioni spaventose: il Messico, il Paese dove papa Francesco sta per arrivare tra poche ore. Paese cattolicissimo eppure devastato da una guerra tra bande che anche ieri ha seminato morte persino all'interno di un carcere a Monterey. Secondo i dati ufficiali (certamente sottostimati) in Messico tra il 2006 e oggi sono 27.000 le persone scomparse nel nulla. Senza nemmeno una tomba sulla quale i loro cari possono piangere.

O Padre, accogli nel tuo Regno questi tuoi figli e dona conforto ai loro cari.
Tocca il cuore di chi - in nome di una ricchezza disonesta - non solo calpesta il dono della vita, ma lo annienta fino al punto di cancellarne ogni traccia.
Scuoti le autorità civili, troppo spesso pavide o colluse di fronte a queste tragedie.
E fa che queste giornate che papa Francesco vivrà in Messico siano per tutti un segno della sete di giustizia che attraversa il mondo di oggi.

Padre nostro...

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Per i meriti della Sua Passione e Croce
il Signore ci benedica e ci custodisca.
Amen

 

28/02/2016 21:00 MARIA GRAZIA
Molto bello anche questo testo, che ho letto solo oggi.
Proporrò di utilizzarla in parrocchia. Grazie



14/02/2016 21:11 alessandro
Grazie di cuore


13/02/2016 10:00 Rosanna
Grazie, una Via Crucis profonda, incarnata nel nostro quotidiano. Preghiera di ogni giorno che diventi anche la forza per aprire porte che portano a sperare. Grazie.


12/02/2016 16:09 Marco
Utilissima e profondamente spirituale e concreta


12/02/2016 15:35 Mariagrazia
grazie mille ! ben tornato Vino Nuovo! Davvero bella , intensa, riflessiva... GRAZIE


12/02/2016 11:06 Stella Mezzogori
Grazie, questa Via Crucis è bellissima nella sua drammaticità, nella sua profondità e nel suo essere preghiera per e con il mondo!


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Giorgio Bernardelli

Giorgio Bernardelli, giornalista della rivista Mondo e Missione e del sito mondoemissione.it, ha lavorato per dieci anni alle pagine di informazione religiosa di Avvenire, quotidiano con cui tuttora collabora oltre che con il portale internazionale di informazione religiosa VaticanInsider. Porta nel cuore Gerusalemme, città a cui ha dedicato diversi libri e che racconta nella rubrica La porta di Jaffa sul sito www.terrasanta.net.

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