Family Day: e adesso?
di Assunta Steccanella | 02 febbraio 2016
Sabato bastava fare un po' di zapping per capire che non sono le piazze e i testi di legge il fronte dove si costruisce un modo di pensare sulla famiglia

Ecco, il Family day è passato. Adesso sarà possibile esprimere un'opinione in merito, senza subire attacchi e reprimende? In questi giorni infatti sui social sembra essere stata sospesa la libertà di parola: chi tentava di dire qualcosa, sia a favore che contro la manifestazione, si è trovato comunque esposto ad aggressioni verbali più o meno aspre. Un clima davvero pesante, nulla di buono per il nostro vivere insieme.

Comunque sia, ora l'evento è passato. Ed è passata anche la domenica, per cui posso scrivere senza fare pubblicità a nessuno (cosa a cui non tengo affatto). Mi spiego: sabato riflettevo tra me, mentre aspettavo mio marito per cena, seduta sul divano a fare distrattamente zapping dopo aver visto le immagini del Circo Massimo, finché da un canale libero del digitale terrestre sono stata investita da una pubblicità angosciante: "Delitti di famiglia", una serie che "indaga sui misteri legati agli omicidi fra le mura domestiche ... storie di famiglie felici e perfette ma con avventure segrete ...". Immagini forti, volti impauriti, colori scuri, sprazzi rosso sangue ... niente di bello, ma d'altra parte "ogni famiglia ha i suoi segreti e scheletri nell'armadio, desideri nascosti, crescenti risentimenti, pensieri oscuri ..."

- Bel panorama - mi sono detta - proprio perfetto da incrociare oggi, con tutta l'enfasi sulla famiglia naturale - Veniva quasi da dire: "Va beh, ma se la famiglia è questa ..."

Neppure il tempo di formulare il pensiero che la scena cambia: immagini luminose, papà che allattano neonati, sorrisi ed abbracci, tutto un parlare di amore e comprensione ... stesso canale, che pubblicizza un altro programma: "Di fatto, famiglie", un docureality programmato per domenica 31 gennaio ed incentrato sulla serena, rosea, amorevole vita quotidiana di famiglie 'atipiche', che però condividono con 'alcune' delle famiglie tradizionali amore, solidarietà, preoccupazioni per i figli ...

Messaggio ricevuto forte e chiaro: le famiglie 'atipiche' sono migliori della maggior parte delle cosiddette famiglie tradizionali, e va garantito loro il sostegno e la promozione culturale, prima e più radicalmente che legislativa.

Non so, sarò io la disfattista, ma ho visto l'inutilità degli sforzi messi in campo dai promotori della 'battaglia' (perché questa è l'immagine che è passata) del Family day. Certo, magari è possibile anche che la vincano, oggi: i nostri politici ragionano su parametri di schede elettorali e può essere che questa volta la mobilitazione di massa ottenga qualche risultato. Ma (per restare al linguaggio bellico che ci ha avvelenato le giornate) penso che la guerra sia già persa. Sottilmente, quotidianamente, le famiglie 'atipiche' vengono sdoganate, si forma un modo di pensare, si plasma un'accettazione sociale.

E noi credenti? Noi che vediamo nel matrimonio tra un uomo e una donna il modo sublime in cui Dio ha deciso di chiederci di collaborare con lui all'opera di creazione del mondo?

Noi dovremmo proclamare il Vangelo della famiglia (non il modello della famiglia di Nazareth, che è altra cosa), dovremmo narrare la storia d'amore che Dio ha con noi, e gioire testimoniando come il suo amore accolto e donato trasformi nel vino della festa anche l'acqua a volte insipida della quotidianità.

E invece ci mettiamo in contrapposizione, alzando i toni contro questo e contro quello, facendoci trasportare dalla foga ad asserzioni che catturano subito l'attenzione mediatica, oscurando quanto di buono vorremmo far emergere - come quando si gioca con i numeri, o si giunge ad affermare, contro il Magistero della Chiesa stessa, che la sessualità è solo per la procreazione.

È forse questa la scelta comunicativa più adeguata per raggiungere il cuore delle persone, oggi?

Non sarebbe meglio far risuonare altro?

Come questo, per esempio:

«Nella sua realtà più profonda, l'amore è essenzialmente dono e l'amore coniugale, mentre conduce gli sposi alla reciproca «conoscenza» che li fa «una carne sola» (cfr. Gen 2,24), non si esaurisce all'interno della coppia, poiché li rende capaci della massima donazione possibile, per la quale diventano cooperatori con Dio per il dono della vita ad una nuova persona umana. Così i coniugi, mentre si donano tra loro, donano al di là di se stessi la realtà del figlio, riflesso vivente del loro amore, segno permanente della unità coniugale e sintesi viva ed indissociabile del loro essere padre e madre» (Familiaris consortio, 14).

 

 

 

12/02/2016 16:34 Lorenzo Cuffini
"noi cattolici non siamo stati capaci - soprattutto per inerzia del clero, che su questi temi ha imitato don Abbondio - di contestare queste opinioni e di offrire una visione gioiosa e orgogliosa della vita cristiana".
Mi permetto una domanda, senza voler fare nessuna polemica.
"SOPRATTUTTO PER INERZIA DEL CLERO?"
Sono perlomeno sessant'anni che parliamo di laicato cattolico di qui e di là, e poi, splat!, andiamo sempre a finire lì.
Ad appenderci ai sottanoni, ormai solo ideali, di preti, vescovi, e papi.
Ma non sarebbe il caso, e non è finalmente l'ora ALMENO su temi quale matrimonio e famiglia, che capissimo che è nostra la partita da giocare? Ed è da giocare in campo aperto, come è giusto che sia: senza privilegi di " società cristiana", senza scudi normativi a difesa, senza nessuna esclusività in campo religioso, e da una posizione di assoluta minoranza numerica .
LA dobbiamo giocare e basta.
Vorrei sperare che non abbiamo bisogno di imbeccate del Clero ( che ha fornito ogni strumento teologico e pastorale)per offrire una visione gioiosa e orgogliosa della vita cristiana!!!Anche perché, per quanto completa e alta possa essere la testimonianza verbale in materia, è solo con l'esempio di vita che possiamo cogliere la rara possibilità di dimostrare nei fatti, tra i lontani e tra chi non crede o crede in modo diverso, bellezza e gioia dell'essere di Cristo.
Perché, in fin dei conti, il problema è nostro, e noi siamo incastrati.
Cosa ci lascia perplessi del fatto che il Papa ( pardon il Vescovo di Roma ) tra gli italiani viventi lodi Scalfari, Pannella, la Bonino, Napolitano?
Non ci viene in mente, ad esempio, che stia svolgendo una supplenza per noi abbastanza imbarazzante, dal momento che dovremmo essere noi a tenere aperti i ponti di dialogo, confronto, colllaborazione ed amicizia con i laici lontani e anche molto lontani ( tranquilli, nessuno parla di omologazione e sbracamenti) invece di rinserrarci nei fortini , cercare il muro contro muro, e giocare ai piccoli crociati?



12/02/2016 11:22 Marco Zanini
Caro amico,
comprendo quello che lei vuol dire e, in questo momento, lo ritengo incontestabile. Tuttavia...Certamente ci sono ragioni sociali ed economiche che rendono difficile il matrimonio; ma vengono esagerate per farne un pretesto. In genere, però, tutti i comportamenti, compresa la riluttanza al matrimonio e in genere il rifiuto della visione cattolica della sessualità e delle relazioni interpersonali, nascono da convinzioni ( non importa se superficiali o profonde, meditate o acquisite per conformismo); e le convinzioni nascono da opinioni ripetute, ribattute, inoculate. Ecco, noi cattolici non siamo stati capaci - soprattutto per inerzia del clero, che su questi temi ha imitato don Abbondio - di contestare queste opinioni e di offrire una visione gioiosa e orgogliosa della vita cristiana. Oggi si tratta di tornare a coltivare un terreno abbandonato, di ripiantare quello che abbiamo lascia spiantare. Certo che se il Papa ( pardon il Vescovo di Roma ) tra gli italiani viventi loda solo Scalfari, Pannella, la Bonino, Napolitano, restiamo un po' perplessi.
Marco Zanini



12/02/2016 11:21 Marco Zanini
Caro amico,
comprendo quello che lei vuol dire e, in questo momento, lo ritengo incontestabile. Tuttavia...Certamente ci sono ragioni sociali ed economiche che rendono difficile il matrimonio; ma vengono esagerate per farne un pretesto. In genere, però, tutti i comportamenti, compresa la riluttanza al matrimonio e in genere il rifiuto della visione cattolica della sessualità e delle relazioni interpersonali, nascono da convinzioni ( non importa se superficiali o profonde, meditate o acquisite per conformismo); e le convinzioni nascono da opinioni ripetute, ribattute, inoculate. Ecco, noi cattolici non siamo stati capaci - soprattutto per inerzia del clero, che su questi temi ha imitato don Abbondio - di contestare queste opinioni e di offrire una visione gioiosa e orgogliosa della vita cristiana. Oggi si tratta di tornare a coltivare un terreno abbandonato, di ripiantare quello che abbiamo lascia spiantare. Certo che se il Papa ( pardon il Vescovo di Roma ) tra gli italiani viventi loda solo Scalfari, Pannella, la Bonino, Napolitano, restiamo un po' perplessi.
Marco Zanini



12/02/2016 11:16 Marco Zanini
Caro amico,
comprendo quello che lei vuol dire e, in questo momento, lo ritengo incontestabile. Tuttavia...Certamente ci sono ragioni sociali ed economiche che rendono difficile il matrimonio; ma vengono esagerate per farne un pretesto. In genere, però, tutti i comportamenti, compresa la riluttanza al matrimonio e in genere il rifiuto della visione cattolica della sessualità e delle relazioni interpersonali, nascono da convinzioni ( non importa se superficiali o profonde, meditate o acquisite per conformismo); e le convinzioni nascono da opinioni ripetute, ribattute, inoculate. Ecco, noi cattolici non siamo stati capaci - soprattutto per inerzia del clero, che su questi temi ha imitato don Abbondio - di contestare queste opinioni e di offrire una visione gioiosa e orgogliosa della vita cristiana. Oggi si tratta di tornare a coltivare un terreno abbandonato, di ripiantare quello che abbiamo lascia spiantare. Certo che se il Papa ( pardon il Vescovo di Roma ) tra gli italiani viventi loda solo Scalfari, Pannella, la Bonino, Napolitano, restiamo un po' perplessi.
Marco Zanini



10/02/2016 09:00 Pietro Buttiglione
Marco: i miei richiami alla "realtà" nn si riferiscono alle opinioni! Prendi una qualsiasi analisi sulla situazione reale delle famiglie e chiediti cosa possiamo fare x loro, ad es se la attuale pastorale ha qualche possibilità di essere anche solo capita, figurati accettata!!


08/02/2016 19:24 Marco Zanini
Sinceramente ho l'impressione che ci sia una gran voglia di resa alla cosiddetta "realtà", alla forza dell'opinione prevalente : una bella resa con l' onore delle armi, che ci verrà (forse ) accordato concedendoci per un po' di testimoniare la nostra differenza: poi i nuovi cattolici adulti capiranno che anche la testimonianza è "divisiva" e l' abbandoneranno accontendandosi dei valori "civili" che il mondo è pronto ad offrire. " Non conformatevi alla mentalità di questo mondo", diceva S. Paolo ; ma qui sento una gran voglia non solo di conformarsi, ma addirittura di "battezzare" la menzogna, l' errore, il peccato (ma esistono ancora o sono residui da eliminare ?) in nome della misericordia.
A proposito poi della opinone prevalente: quanto di noi si rendono conto che quella cui finiremmo per aderire non èl' opinione pubblica, ma l' opinone "pubblicata", costruita dalla pubblicità, dai mass media, e dalla nostra resa ? Manzoni ricorda : " il buon senso c' era, ma stava nascosto per paura del senso comune". Ecco, io temo che stia capitando così anche a noi.
Marco Zanini



03/02/2016 16:35 Massimo Menzaghi
1. questo è il classico confronto in cui, se possibile, le differenze si amplificheranno sempre più per cui non intervengo nella speranza di convincere qualcuno bensì per rispetto di quello che penso
2. la maternità surrogata non piace nemmeno a me, ma perchè viene fuori con questa veemenza proprio ora che si parla di unioni civili? Matteo scrive: "sarà una conseguenza imposta, per via giurisprudenziale, dopo l'approvazione di una legge che parifica le unioni civili al matrimonio" perchè una coppia etero sposata che abbia i soldi necessari potrebbe tranquillamente (non in Italia) fare lo stesso. Io preferirei che si adottassero bimbi già nati che per vari motivi non hanno (più) una famiglia, ovviamente anche (e soprattutto) se parliamo di coppie etero che non possono avere figli. Ma sinceramente, avendo avuto il dono di figli, non pretendo di poter capire fino in fondo cosa spinga molte coppie etero (sicuramente anche tra quelle cattoliche) a tentare l'approccio (legale) delle varie forme di procreazione assistita. Quindi sarebbe bene capire quale sia davvero il focus
3. Elisabetta vorrebbe illuminarci e/o stupirci con un video: fatto salvo il fatto che potremmo sempre dichiarare guerra alla Norvegia e alla California, parliamo di un bimbo che c'è (e, fino a prova contraria, sembra venuto al mondo con modalità che almeno nelle intenzioni dovrebbero garantire i soggetti coinvolti) e una famiglia che pure c'è e di intoppi normativi; la domanda è: bloccando la Cirinnà chi vogliamo tutelare?
4. Elisabetta mi farebbe un favore a spiegarci dove volesse andare a parare con il PS: sarei tentato di avventurarmi in supposizioni ma sarebbero prive di fondamento...
5. il ruolo della politica: ho già detto che secondo me siamo (e dovremmo) essere su un piano diverso e anche quando cito la presenza dell'estrema destra lo faccio non per la connotazione politica, ma per il problema civile che comporta, soprattutto se ci mischiamo istanze "religiose"... Per il resto, dai vecchi compagni di Alberto agli scenari di Carlo passando per la citazione di Matteo, dico semplicemente che non mi appassiona (più che altro mi fa un po' pena la politica che cerca di cavalcare questi potenziali serbatoi elettorali, da chi si mette in mostra alle manifestazioni a chi fa dichiarazioni spudoratamente avulse da sè nelle aule parlamentari...
6. per tutto il resto, inviterei a rileggere il post di Lorenzo perchè contiene davvero le poche cose veramente esaustive che ho letto in questi giorni, anche fuori di qui...



03/02/2016 16:15 Massimo
A proposito dell'articolo di Aldo Cazzullo sul Corriere: beh, certo che se i cattolici del Pd continuano ad essere così "incisivi" (ma esistono?), di sicuro la folla del Family Day se non è di centrodestra - come fondamentalmente non lo sono io - di sicuro lo diventa.

Quanti voti pensano di guadagnare con questa bella mossa del ddl Cirinnà? Non si rendono conto di quanti ne perderanno? E non si dica che in piazza c'erano quattro gatti, perché è da 20 anni che in questo paese le elezioni spesso si vincono o si perdono anche per soli tre gatti (vedi le ultime politiche).

Purtroppo i politici si muovono solo in base al consenso che permette loro di restare al potere, se non vogliono ripensarci per motivi di principio almeno lo facessero per il loro tornaconto. Altrimenti ha ragione Gandolfini: ce ne ricorderemo, io di sicuro.



03/02/2016 16:08 Chi stava in FD?
Chi stava in FD? Mancava Vinonuovo. C’erano altri. Tutti questi?
Vecchie comari/Fomentatori della coprofagia / Specialisti del Logos/Sgranarosari/Funzionari/Assorbiti da se stessi/Neo pelagiani/Prometeici/Restaurazionisti/Cristiani ideologici/Pelagiani/Signor e signora Piagnistei/Trionfalisti/Cristiani inflessibili/Moderni gnostici/Cristiani liquidi/Cristiani superficiali/Schiavi della superficialità/Mummie da museo/Principi rinascimentali/Vescovi da aeroporto/Cortigiani lebbrosi/Ideologi/Musilunghi/Facce da funerale/Gnostici/Vescovi carrieristi/Scontrosi/Autoritari/Elitari/Pessimisti queruli e disillusi/Cristiani tristi/Cristiani con la faccia da sottaceto/Infantili, timorosi di danzare, di gridare, paurosi di tutto/Che cercano certezza in ogni cosa/Cristiani allergici alla predicazione/Cristiani chiusi, tristi, intrappolati, che non sono Cristiani liberi/Cristiani pagani/Piccoli mostri/Cristiani sconfitti/Che ripetono il Credo pappagallescamente/Cristiani pappagallo/Cristiani con la fede annacquata/Cristiani senza speranza/Battitori da Inquisizione/Seminaristi che stringono i denti aspettando di finire gli studi, che seguono le regole e sorridono, e rivelano l'ipocrisia del clericalismo, uno dei mali peggiori/Ideologi dell'astratto/Fondamentalisti/Preti untuosi e idolatri/Adoratori del dio Narciso/Preti vanitosi e farfalloni/Preti che vendono gomme/Preti magnati/Religiosi che hanno il cuore amaro come l'aceto/Promotori del veleno dell'immanenza/Chiusi nella formalità di una preghiera gelida, avari/Sterili nel loro formalismo/Gente vecchia e nostalgica di strutture e usi che non vivificano più il mondo di oggi/Giovani maniaci della moda/Cristiani da pasticceria/Torte deliziose, leccornie dolci: deliziosi, ma non veri Cristiani/Turisti esistenziali/Cristiani anestetizzati/Cristiani ipocriti interessati soli ai loro formalismi/Malati di accidia/Cristiani accidiosi/Persone senza luce, deprimenti/Egoisti/Autoreferenziali/Banderuole/Marci nel cuore/Deboli fino alla putredine/Dal cuore nero/Cristiani dal cuore debole/Cristiani nemici della Croce di Cristo/Cavillatori moralistici/Contemplativi distanti.
Mancava Vinonuovo, vero?



03/02/2016 15:22 Carlo M.
Un'interessante intervento sugli esiti del Family Day: si legga l'editoriale di Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera di oggi. Un popolo radunato per una causa già persa, ma espressione di una nuova destra (forse maggioritaria nel paese) che, al momento, non ha ancora una leadership credibile.


03/02/2016 13:05 Elisabetta
PS: Uno dei due è senatore della Repubblica


03/02/2016 12:36 Elisabetta
http://www.iene.mediaset.it/puntate/2016/02/02/nobile-il-senatore-il-marito-e-il-figlio_9922.shtml
Ecco, giusto per capire a che cosa davvero serve la legge Cirinnà, per quanto la senatrice si sgoli a negarlo.



03/02/2016 10:54 Matteo
A me sembra che il rischio della legittimazione della maternità surrogata sia allo stato molto concreto nell'art. 5 del ddl Cirinnà e, comunque, sarà una conseguenza imposta, per via giurisprudenziale, dopo l'approvazione di una legge che parifica le unioni civili al matrimonio; e mi pare che sia incomparabilmente superiore al vituperato errore delle scelte comunicative. Tra una manifestazione incidentata e un pezzo da museo preferisco di gran lunga la prima.
Comunque, oggi qualcuno si pone, anche sul manifesto (http://ilmanifesto.info/maternita-surrogata-uno-scambio-ineguale/) il problema che è molto serio, grave e concreto e non è certamente di destra. La familiaris consortio è molto bella, l'ho letta e la mediterò ancora sicuramente. Mi viene però il dubbio che la riflessione odierna non provenga da lì.



02/02/2016 18:08 Massimo Menzaghi
@Alberto: è evidente che nello specifico la pensiamo in modo molto distante, ma spero sia altrettanto evidente che sto attaccando delle scelte, non certo delle persone..., però non possiamo nasconderci dietro ad un dito. Come ho già detto a Massimo (siamo omonimi ma penso sia difficile confonderci negli interventi) non possiamo ragionare come se fosse stata una manifestazione esclusivamente politica o cavarsela con una partecipazione da "cittadino": mi spiace, ma li c'era tutta l'intenzione (forse non tua) di rappresentare molta altra gente (non a caso ritorna continuamente che un cattolico non possa non schierarsi in quel modo...) e certamente di appropriarsi di un' "etichetta" ben chiara: ne consegue che io abbia tutto il diritto non solo di non partecipare, non solo di dissentire, ma di dire ad alta voce che non avete quell'esclusiva!!!
Quanto al rischio di ferire... Beh, Alberto, per favore! Mi sembri adulto e vaccinato e, se ricordo bene, anche un pezzo d'uomo, e tu, reduce da una manifestazione dove giravano cartelli con "sbagliato è sbagliato" con i simboli di due coppie omo (senza bimbi e senza uteri!) e sventolavano bandiere di chi si vanta di menare i "froci"... accusi me di ferire le persone???

PS non riesco ad esprimermi così bene, ma la penso esattamente come Lorenzo



02/02/2016 17:34 assuntas
Mi scuso se ho trasmesso sdegno.
Non era mia intenzione e ancora non lo colgo leggendo ciò che ho scritto.
A sdegnarmi in realtà è stata la pubblicità di cui parlo, l'operazione di 'marketing' che vi ho colto.



02/02/2016 15:47 Alberto Hermanin
Permettete?
1 Io non sono andato al Circo Massimo per “rafforzare il cattolicesimo italiano” (Menzaghi), ma per oppormi da cittadino ad un disegno di legge. Da cittadino, si comprende questo? Ho incontrato altri come me, vecchi militanti di un partito laico della prima repubblica, alcuni apertamente atei. Ma, sempre che sia lecito, contrari al ddl in oggetto.
2 Degli eventuali modi per “rafforzare il cattolicesimo italiano” discuto in parrocchia o in altri momenti ecclesiali: una manifestazione non lo è, e non voleva esserlo.
3. Concordo con il palco: sarebbe meglio che l’intero ddl fosse ritirato e se ne scrivesse un altro. Se si ritiene di fare qualche modesta riforma del codice civile (la maggior parte di quanto si richiede strombazzando diritti calpestati già esiste nell’ordinamento giuridico: vedere per credere), non sono contrario.
4. Non escludo che ci sia chi si dichiara cattolico e non sia affatto convinto del diritto di un essere umano a nascere con un padre e una madre, e magari anche a quello di non essere assassinato in utero. Buon pro gli faccia. Se la vedano i pastori della chiesa (con in testa il Santo Padre) sulla sua appartenenza o meno alla stessa, l’argomento del tu sei fuori tu sei dentro non mi appassiona e non compete a me.
5 Una volta bisogna pur dirlo: ma se anche il santo Padre in persona facesse domani una bella omelia in cui afferma che il ddl in questione è ricco di misericordia e pienamente conforme allo spirito evangelico, ebbene questo mi addolorerebbe, direi, come cattolico: ma di certo non mi farebbe cambiare idea. La mia coscienza non prende ordini da nessun prete, nemmeno da questo mirabile Pastore universalmente osannato da tutti, solo “fra i lupi” come dicono autorevoli fan giornalistici (ma Francesco non era amico del lupo?).
6 Caro Menzaghi, cara Steccanella: io di certo non sono andato a rappresentare voi alla manifestazione. Solo me stesso. Si può sapere perché ve ne sentite tanto feriti? E sul piano umano, vi passa per la mente che tutto questo sdegno, invece, può ferire me, e molti altri?
Grazie.



02/02/2016 15:39 Pietro Buttiglione
Bravo Lorenzo! Se si fossero accettati i "DICO" anni fa avremmo avuto una legge meno "spinta".
Ma chi viaggia bendato, senza manco leggere la realtà...
Un altro tema:: Suore. Monaci. Senza soldi e senza nuovi adepti. Pesanti le parole dl Papa.
Già mi sento i riunì dare la colpa al mondo corrotto e corruttore



02/02/2016 15:19 Lorenzo Cuffini
Concordo sulla "battaglia" sulle unioni di fatto : comunque persa ,e persa definitivamente, e da un bel pezzo.
E' evidente che ben piu' dei codici, dei parlamenti, dei tribunali e delle chiese, è il sentire comune quello che determina la realtà delle cose sociali. Quando non solo l'arte ( che puo' essere per sua natura anche "su" posizioni di margine), ma i media, la pubblicità, le trasmissioni radio e tv, le politiche di marketing aziendale persino, hanno da tempo e costantemente recepito, diffuso e condiviso il tema delle unioni di fatto, questo significa che ogni "partita" per contrastarle, è persa. QUesto già adesso: restasse anche l'Italia, normativamente, una isola a parte con la situazione congelata come è.
E vorrei fare anche una banalissima domanda, ai gagliardi combattenti del " no pasaran le unioni civili".
Anche se non passassero, come intendono comportarsi, anzi, come si comportano già nei fatti, con tutto il resto della realtà che si muove intorno a loro? Che dicono ai loro figli e nipoti, oggi orgogliosamente esibiti come mostrine sul bavero di un generale dell'ex Unione Sovietica, quando cresceranno con i cartoni , le fiction, i film e i giornali dove questa realtà viene raccontata quotidianamente? E non, errore madornale, immensa sottovalutazione miope, perchè alle spalle c'è la Perfida Lobby Internazionale Omosessista che orchestra e tira le fila, ma perché QUESTA E' LA REALTA' VERA nella quale tutti quanti viviamo. Che faranno allora? SI rinserreranno in comunità villaggio prive di contatto con l'esterno? Proibiranno l'uso di pc, radio e tv? Procederanno a brevi esorcismi davanti a ogni puntata di Modern Family, ma anche davanti a ogni grande fiction per famiglie di RAIUNO che ormai da anni ospita al suo interno sdoganatissime storie di coppie di ogni genere e tipologia?E che faranno, quando gli stessi ragazzi frequenteranno figli con genitori che si trovano in queste situazioni? Che diranno loro? che messaggio passeranno? E che faranno quando ci saranno- già ce ne sono e ne verranno fuori sempre di più- persone " di questo tipo" che saranno nelle nostre Chiese, nelle nostre parrocchie e nelle nostre comunità?
Quello che maggiormente sconcerta è il senso assoluto di distacco dalla realtà, la voglia di correre alla crociata e alla barricata perché è assai piu' semplice fare questo che non confrontarsi a viso aperto con tutta questa vita vera che monta da ogni lato.
Questo vuol dire abdicare al diritto/dovere di credere nella bellezza e nella forza e nella originalità particolare della famiglie e del matrimonio? Ma neanche per sogno. Solo che bisognerebbe che , se proprio di battaglia si deve parlare ( ma non hanno mai insegnato nulla 2000 anni di guerre sante?!), questa fosse condotta non contro un pericolo esterno con cui prendersela, quanto PER testimoniare con la vita tutta intera quello di cui sopra.E, per farlo, avere la lucidità di sapere che c'è una seconda battaglia già perduta, anche se non passasse nessuna legge e tutto restasse come è oggi: ed è proprio quella sulla scelta del matrimonio. Non ci si sposa, semplicemente piu': e da mo'. E senza unioni di fatto riconosciute, Dico di qualsiasi natura, coppie omo ecc ecc ecc. Dire il contrario, che cioè non ci si sposa piu' perché ci sono queste altre manifestazioni di vita insieme, è rovesciare completamente la frittata. Non senza una determinata malafede.



02/02/2016 13:19 assuntas
Grazie per lo scambio.
C'è un malinteso di fondo: non ho mai voluto dividere in 'noi e loro' se non distinguendomi dagli organizzatori, di cui non faccio parte. Ho però poi affermato che 'noi' tutti ci mettiamo in contrapposizione. E' un clima innegabile, che non tiene conto di una realtà che ci cammina davanti agli occhi e soprattutto trascura il peso comunicativo di determinate scelte.



02/02/2016 12:25 Massimo
La ringrazio per il suo commento, cerco di spiegarmi meglio.

La regolazione delle unioni civili la ritengo un male necessario, penso anche io che sarebbe meglio insistere sui diritti individuali e non di coppia, ma se passasse anche questa visione non ne farei personalmente un dramma, basta non prendersi gioco dell'art. 29 della Costituzione. Dopodiché Gandolfini fa benissimo, dal mio punto di vista, ad alzare la posta, perché se vuole tentare di ottenere 10 (a dire tanto) deve chiedere 100. Credo che anche in politica funzioni così.

Dopodiché non è questione di volemose bene, o di negare le differenze, ma di cercare ciò che unisce i credenti perché influiscano in qualche modo sulle scelte di questo paese. Per essere più concreti: come fa un cattolico, un credente, una persona di buon senso, a legittimare la stepchild adoption, o a dire che non ha nessuna connessione con l'utero in affitto? Almeno su questo si può essere d'accordo, e opporsi insieme?

Francamente faccio fatica, invece, a sostenere che un altro credente possa avere addirittura una visione antropologica diversa dalla mia, credo che qui sia il punto del "noi" e "loro" che proprio non posso condividere. Se si rinuncia in partenza a cercare un minimo comune denominatore su queste vicende, tanto vale dire che non esistono i cristiani. O dobbiamo sempre aspettare che sia la CEI a dettarci la linea su tutto?

Fortunatamente l'unione nella preghiera è già molto! :)

Saluti.



02/02/2016 11:40 Massimo Menzaghi
"...cose più intelligenti"

che ne so, tipo negare che le differenze esistano...

"La politica dovrebbe essere questo": la politica sicuramente, ma se tiriamo in ballo Dio e tutto quello che ne facciamo discendere è un po' diverso, non trova? Non mi bastano compagni di strada capitati per sbaglio, vorrei almeno "uomini di buona volontà", senza secondi fini e senza visioni antropologiche opposte a quella che professiamo...

"Anche io, e penso come me molti che erano in piazza sabato, credo le unioni civili vadano regolate" la informo che dal palco è stato detto ben altro e sicuramente il portavoce anche successivamente continua a insistere su diritti individuali; forse il volemose bene a prescindere non è così fruttuoso e rispettoso delle opinioni convenute...

comunque capisco le buone intenzioni, senza nessuna ironia, ma faccio notare che nel giochino delle divisioni è molto facile cascarsi, nel momento stesso in cui si dice che tutti i cattolici dovrebbero dare "un senso compiuto a questa appartenenza" dando per scontata la declinazione...

"è molto meglio pregare."
vede che il punto di incontro lo si trova? ;-)



02/02/2016 11:03 Massimo
Mi spiace leggere su questo blog articoli con "noi e loro", "modo di essere cristiani che non amiamo", o comunque riduttivi delle iniziative altrui. Pensavo si scrivessero cose più intelligenti.

Ho già scritto in un altro post che, pur avendo partecipato al Family Day, nemmeno a me sono piaciuti alcuni toni della manifestazione, e nemmeno alcuni contenuti. Penso che fosse così per molti di quelli che erano in piazza, che non si sentono per forza appartenenti a un "noi" e a un "loro" all'interno della comunità cristiana di questo Paese, ma che comunque hanno ritenuto di aderire a una manifestazione di piazza per esprimere la loro contrarietà a questo Ddl.

Anche io, e penso come me molti che erano in piazza sabato, credo le unioni civili vadano regolate, il problema è come. E per fare sentire che questo modo di regolare le unioni civili non ci piace (e non dovrebbe piacere a nessuna cattolico, se diamo un senso compiuto a questa appartenenza) l'unico modo è scendere in piazza anche accanto a persone con cui magari non condividiamo tutto, e che magari non sono nemmeno credenti, ma semplici cittadini come noi. La politica dovrebbe essere questo, unire le differenze e almeno farle dialogare, non distinguere a priori tra "voi" e "noi", tanto più tra i cattolici stessi, che già non contano più niente.

Sicuramente l'unità politica dei cattolici non esiste più (se mai sia davvero esistita), ma magari almeno una convergenza su determinate "battaglie" non sarebbe male, e sarebbe anche il modo per rendere le stesse più equilibrate evitando che prevalgano i toni più accesi, di cui qui ci si lamenta. Invece in questa occasione i principali movimenti ed associazioni del mondo cattolico hanno preferito defilarsi, forse perché ormai si sono rassegnati ad essere irrilevanti sempre e comunque.

Una ultima nota: la Familiaris Consortio, così come tutto il Magistero della Chiesa, dovrebbe essere testimoniato da ciascun credente con la propria vita, dovrebbe essere oggetto di riflessione personale e c comunitaria affinché diventi cultura e vita per la maggior parte delle persone etc. etc. Non è uno slogan.

Se poi veramente qualcuno pensa che a tre giorni dal voto in Parlamento si possa influire sullo stesso citando all'opinione pubblica la Familiaris Consortio, allora è molto meglio pregare.



02/02/2016 08:19 Pietro Buttiglione
Mi scusi Assunta x l'OT, ma con la nuova veste di VN, così in testa resterò x qualche gg😜
Stanotte riflettevo sulle trasformazioni nella CC conseguenti alla fine dello Stato della Chiesa. Ancora in atto, basti pensare che è finita da solo 150 anni vs1500 😩. Ho imparato dal mio lavoro che le strutture, specie se diffuse e 'grosse', bloccano i cambiamenti, le stesse novità.
Ma qs è tema noto.
Meno diffuso è il prendere coscienza di come l'assetto strutturale della CC abbia generato, TN in testa, anche un modus operandi che investe il sociale, il familiare, fino al personale, Un autoassegnarsi un ruolo pervasivo fino ad entrare nelle minuzie della ns vita e dei ns comportamenti. Minuzie che non trovano riscontri nella Parola nonostante gli arrotolamenti.
Davvero il messaggio di Gesù arrivava ai buchi del condom? O alla fecondazione extrauterina?
Sentirsi in dovere di legiferare su tutti i ns comportamenti, normare tutto. Ricordate certe guide alla confessione? Non ci sono più, ok, ma l'atteggiamento? NOI dobbiamo accompagnare, guidare, ecc
Mi fermo: reso il concetto? Come porsi quindi, in positivo?
La mia proposta è di trasformare i giudici assertivi in servi. Come presso le diocesi c'è l'esorcista, c'era il confessore x gli aborti, perchè non prevedere il prete che aiuta chi ha problemi in qs campi??
In fondo, se riflettiamo serenamente, si tratta SEMPRE di casi personali che vanno affrontati in qs modo.
E tutti i legiferatori? Sai quanti umili lavori aspettano manodopera fresca?😎



02/02/2016 02:41 Massimo Menzaghi
Il paradosso, al di là delle sensazioni personali, é che tutta questa muscolarità sinistra é assolutamente controproducente. Davvero qualcuno pensa che dietro le affermazioni di circostanza sul rispetto per la piazza il cattolicesimo italiano ne esca rafforzato? Che non faccia comodo lisciare il pelo a chi pensa di aver scritto una pagina storica quando invece ci si riduce a zimbello del paese? Davvero qualcuno pensa che l'annuncio e la testimonianza possano assumere indifferentemente qualsiasi forma?
Ma certo che c'è un'altra strada, anche solo per una questione di dignità...



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Assunta Steccanella

Sono nata in provincia di Vicenza nel 1960. Dico spesso che, dopo il diploma, ho frequentato due diverse università: prima, per diciotto anni, l'ateneo della famiglia; quindi, in parallelo, la Facoltà Teologica, dove ho completato il dottorato.

Ho insegnato religione in un liceo fino al 2010. Adesso, oltre alla ricerca, mi dedico alla formazione: sono impegnata in vari modi nella catechesi di adulti e bambini e nella preparazione dei catechisti e cerco di condividere parte di questo lavoro attraverso il mio blog (www.asteccanella.altervista.org). La famiglia però è e resta la mia prima vocazione: mio marito e i miei tre figli sono preziosi, tra mille altri motivi, anche perché mi fanno capire quando la speculazione mi fa staccare troppo i piedi da terra.

 

 

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