Nell'arte
«Fino all'orlo...»
di Gian Carlo Olcuire | 16 gennaio 2016
«Se i servi non avessero fatto per bene il loro lavoro - disse un giorno una ragazza a Michel Quoist - Gesù a Cana avrebbe fatto meno vino. Quando avevo voglia di prendere sottogamba un qualsiasi lavoro me lo ripetevo»

nozze di cana

 

IL SEGNO DELLE NOZZE DI CANA

(mosaico del 1315-21, Istanbul, chiesa di San Salvatore in Chora)

 

«Sua madre disse ai servitori: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela". [...] E Gesù disse loro: "Riempite d'acqua le anfore"; e le riempirono fino all'orlo». (Gv 2,1-12)

 

Mancando parte del mosaico, sono Nozze senza banchetto nuziale: è probabile, come si vede in alcune icone, che il miracolo fosse in due tempi, nel primo dei quali poteva essere raffigurato Gesù seduto, quando Maria lo avverte che «non hanno vino». Mentre, in un secondo tempo, Gesù si alza in piedi - con Maria, Pietro e Giovanni - e chiede collaborazione. Quasi a dire: «Fate la vostra parte anche voi, mettetecela tutta».

Il punto di vista scelto mostra come l'inquadratura sia già un messaggio, con cui l'artista dichiara ciò che più conta per lui: in evidenza sono un Gesù dinamico, preso da ciò che sta facendo, e le sei anfore di pietra in cui avviene la trasformazione dell'acqua in vino, «contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri».

Tali anfore sono in primo piano persino sui sarcofagi del III-IV secolo, sovente accostate ai cesti della moltiplicazione dei pani, per creare un nesso tra i due miracoli e tra i due simboli eucaristici fondamentali. Ci sono state, dunque, epoche in cui gli artisti erano preoccupati di mettere in scena l'essenziale, più che di arredare la scena, e sapevano cogliere i collegamenti. Poi, nel Cinquecento, il banchetto prenderà il sopravvento (vedi Tintoretto e Paolo Veronese), rendendo meno distinguibili sia Gesù che le anfore.

Un particolare da segnalare, presente pure in altre opere sulle Nozze di Cana, è il maître di sala che porge a Gesù una coppa di vino, in segno di apprezzamento: forse anche un modo di riconoscere la potenza del Signore, di rendergli omaggio, di dirgli grazie.

Accanto al direttore, i servi obbedienti stanno continuando a riempire d'acqua le anfore. «Fino all'orlo», precisa il Vangelo. «Se non avessero fatto bene il loro lavoro» - disse una ragazza a Michel Quoist, che lo racconta - «Gesù avrebbe fatto meno vino. Allora durante la mia settimana, quando avevo voglia di prendere sottogamba un qualsiasi lavoro, mi ripetevo: Fino all'orlo... fino all'orlo!, perché di quel lavoro e del mio sforzo Gesù potesse fare del buon vino».

 

18/01/2016 20:53 paolo castellari
Signore Gesù vivere con Te spesso richiede anche la Croce che c’è
ma è quella del Risorto …
e tu ci ami anche nei momenti più bui e in cui
non riusciamo e non ti vediamo; che ci rialziamo sempre e.poi gioia e..

Signore Gesù, aiutaci a vivere in umiltà e semplicità e in gioia;
senza superficialità e distrazione facendo della nostra vita e del
nostro lavoro uno strumento di amore e dedizione a Te e ai
fratelli nella quotidianità e affidandoci a te... affidando la vita a te..
Senza affanno.... e Ave Maria e avanti !
Maria, Madre di misericordia, veglia su tutti noi, perché non venga resa vana la Croce di Cristo, perché l’uomo non smarrisca la via del bene, non perda la coscienza del peccato, cresca nella speranza di Dio, ricco di misericordia, e sia così, per tutta la vita, a lode della sua gloria.
Amen

Dimenticare la madre è una cosa brutta… E, per dirlo in un’altra maniera:
se tu non vuoi la Madonna come Madre, sicuro che l’avrai come suocera!
E questo non è buono! Grazie.





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17/01/2016 09:12 Lorenzo M.
"mettere in scena l'essenziale, ... cogliere i collegamenti"
Sarà per questo che noi subiamo il fascino dell'arte antica.
E grazie a chi ci aiuta a intravedere l'essenziale, e gli spunti di riflessione, nel linguaggio delle immagini.



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Gian Carlo Olcuire

Gian Carlo Olcuire è un grafico. Che si sente realizzato quando riesce a far guardare le parole come se fossero immagini e a far leggere le immagini come se fossero parole. Lavora soprattutto per il mondo cattolico ed è appassionato di linguaggi, soprattutto dell'uso (o abuso, disuso, riuso) che se ne fa nel mondo cattolico.

 

 

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