Nell'arte
Il sogno dei magi
di Gian Carlo Olcuire | 05 gennaio 2016
Chi non mostra solo il momento del goal ma ciò che lo prepara e ciò che lo segue, è uno che ama raccontare la bellezza della verità

Epifania

SOGNO E ADORAZIONE DEI MAGI

Maestro dei Mesi di Ferrara, 1230 ca., Forlì, Abbazia di san Mercuriale

 

«Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese» (Mt 2,1-12)

 

È incredibile la diversità di commenti che un'opera d'arte riesce a stimolare. C'è chi resta stupefatto dallo spettacolo di un artista che dà il massimo nel minimo (lo spazio a disposizione era la lunetta di un portale). E c'è chi si diverte a sottolinearne i difetti: «Manca di misura, di logica e di verità». Di misura, perché i Magi dormienti sembrano bambini. Di logica, perché non è possibile che i tre siano così inseparabili da avere un'unica coperta e un unico cuscino... e che vadano a letto senza togliersi la corona. Infine di verità: dove sta scritto che fossero re e che fossero tre?

D'accordo. Matteo non parla di re e, se tre erano i doni, ciò non significa che tre fossero i donatori. Ma vogliamo parlare delle altre opere, anche celebri, che li raffigurano? Dove sta scritto che i Magi seguissero una cometa? che avessero tre età diverse? che uno fosse nero? che andassero a cavallo o a cammello? che si chiamassero Gaspare, Melchiorre e Baldassarre? che il primo a inginocchiarsi davanti a Gesù si sia tolto la corona?

Ciò per dire che si può sorridere fin che si vuole di tante piccole "non-verità", prodotte dall'immaginazione quando una storia è striminzita. Ma non si poteva non raccontare che c'è stato chi è partito dall'Oriente per cercare un re bambino, senza sapere dove fosse di preciso. Però disponibile a fare molta strada per trovarlo, disponibile a riconoscerlo re offrendogli doni preziosi e disponibile ad accollarsi i rischi del cammino.

Per questo è da ringraziare chi ha dato forma ai Magi, senza bypassare il loro viaggio e il loro sogno. Chi non mostra solo il momento del goal ma ciò che lo prepara e ciò che lo segue, è uno che ama raccontare la bellezza della verità. Dove ha un valore persino un sogno. Oltre che a Forlì, l'abbiamo visto a Milano, Como, Gemona del Friuli, Firenze, Pistoia e Autun.

 

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Gian Carlo Olcuire

Gian Carlo Olcuire è un grafico. Che si sente realizzato quando riesce a far guardare le parole come se fossero immagini e a far leggere le immagini come se fossero parole. Lavora soprattutto per il mondo cattolico ed è appassionato di linguaggi, soprattutto dell'uso (o abuso, disuso, riuso) che se ne fa nel mondo cattolico.

 

 

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