PRESO IN RETE
Il consiglio pastorale di Messori
di Vino Nuovo | 28 novembre 2010
Nelle anticipazioni della «Bussola Quotidiana» - il nuovo sito cattolico al via dall'8 dicembre - l'opinionista lo relega tra i «fardelli burocratici» del parroco

Dall'8 dicembre sarà on line www.labussolaquotidiana.it, un nuovo sito cattolico di informazione che avrà tra le sue firme Vittorio Messori, Andrea Tornielli, Riccardo Cascioli, Marco Respinti e Antonio Giuliano (in redazione) e Massimo Introvigne, Gianfranco Fabi, Ettore Gotti Tedeschi, Robi Ronza, Rino Cammilleri, Paolo Rodari, Piero Gheddo, Giorgio Torelli, Carlo Bellieni, Francesco Agnoli, Jacopo Guerriero (tra i collaboratori).

Convinti come siamo dell'importanza della presenza di più voci (al plurale) che aiutino a riflettere il mondo cattolico italiano noi di Vino Nuovo non possiamo che guardare con interesse a questa novità. Più voci - però - significa anche discutere apertamente su quanto si scrive. E dunque ci ha molto colpito il primo testo in assoluto che La Bussola Quotidiana ha messo on line nelle sue Anticipazioni consultabili per ora solo su Facebook. Si tratta di un breve commento di Vittorio Messori, che su questo sito firmerà una rubrica intitolata Aperitivo. Lo riportiamo qui sotto per intero.

«Eminenza, salvi i parroci dalla burocrazia», di Vittorio Messori

Ieri sera ero a cena con il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei. Parlando della situazione difficile e talvolta drammatica in cui si trova la Chiesa in certi Paesi del mondo, abbiamo convenuto che la Chiesa che è in Italia ha retto meglio di altre alla crisi del post-concilio e all'impatto della secolarizzazione, grazie al fatto di essere una Chiesa di popolo e grazie alla rete delle parrocchie per la quale dobbiamo essere grati a San Carlo Borromeo. Ho fatto però presente al cardinale che oggi i poveri parroci devono dedicare molto del loro tempo alla burocrazia clericale: l'istituzione di consigli pastorali e commissioni, che si aggiungono a incontri e convegni, ha sottratto troppo tempo all'attività pastorale. Già all'inizio degli anni Novanta, l'allora cardinale Joseph Ratzinger aveva denunciato il rischio dell'auto-occupazione ecclesiale. Ora, è vero che certe strutture burocratiche sono previste dal Codice di Diritto Canonico. Ho rivolto però al presidente dei vescovi italiani questo modestissimo appello: salvi i nostri preti dalla burocrazia.

(testo pubblicato sul profilo Facebook di La Bussola Quotidiana il 18 novembre)

La domanda che Vino Nuovo gira ai propri lettori su questo testo «preso in rete» è la seguente: non vi sembra un po' freudiano che tra i «fardelli burocratici» che pesano sulle spalle di un parroco Messori inserisca il consiglio pastorale? Davvero la fatica di una parrocchia in cui il sacerdote e i laici provano ad aiutarsi a vicenda a vivere la corresponsabilità è una perdita di tempo rispetto all'attività pastorale (oltre che una scellerata deriva post-conciliare)?

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