Nell'arte
Madonna della misericordia o «dei raccomandati»?
di Gian Carlo Olcuire | 31 dicembre 2015
Se alla Chiesa-Famiglia di Dio si preferiscono le famigliole, se i fratelli contano meno dei confratelli e i figli meno degli affiliati, forse conviene pregare Maria affinché ci liberi dalla sindrome dei figli prediletti

misericordia

MADONNA DELLA MISERICORDIA

(Piero della Francesca, 1445-62, Sansepolcro, Museo civico)

 

«Gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo» (
Lc 2,16-21)

Dopo le Madonne della Salute e della Dolcezza, della Tenerezza e della Fiducia, della Clemenza e della Consolazione, del Buon Consiglio e del Buon Soccorso, del Buon Cammino e del Buon Rimedio... è l'ora di quella della Misericordia. Con l'avvertenza che non ci sono tante Madonne, ma tanti nomi che i figli danno alla mamma (come il Gange e il Tamigi - secondo Borges - sono nomi dell'acqua).

Della Madonna della Misericordia piacciono sia il nome che la forma, con questo mantello che si apre come una tenda per dare rifugio. Ed è scontato che nell'Anno della Misericordia ci si affidi a lei. D'altronde non esiste festa della mamma che non sia anche festa dei figli. Sotto la mamma, si sentono piccoli, benvoluti e tutelati. E, quanto più ricordano d'essere figli, tanto meno si scordano d'essere fratelli (non è un caso che la Giornata della pace venga celebrata in questo giorno).

Il soggetto, che ha un corrispettivo maschile in Abramo, più volte raffigurato come padre dei popoli (tra l'altro, è il significato del suo nome), era diffuso - tra XIV e XVI secolo - nell'Italia centrale e nordorientale. Ma ha avuto un'involuzione: se nei primi esempi la Madonna teneva sotto il mantello moltissime persone, a volte l'intera città (vedi la Madonna fiorentina della Loggia del Bigallo), progressivamente è divenuta protettrice di gruppi ristretti. Come questa Madonna, commissionata a Piero della Francesca da una Confraternita impegnata a dare sepoltura ai morti: solo otto persone sono inginocchiate ai suoi piedi, tutte di rango e riconoscibili (tranne, forse, quella incappucciata, in rappresentanza degli altri aderenti)... Si è passati, insomma, da una madre di tutti a una Madonna dei raccomandati, come in taluni casi è stata chiamata.

Se alla Chiesa-Famiglia di Dio si preferiscono le famigliole, se i fratelli contano meno dei confratelli e i figli meno degli affiliati, forse conviene pregare Maria affinché ci liberi dalla sindrome dei figli prediletti.

 

 

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Gian Carlo Olcuire

Gian Carlo Olcuire è un grafico. Che si sente realizzato quando riesce a far guardare le parole come se fossero immagini e a far leggere le immagini come se fossero parole. Lavora soprattutto per il mondo cattolico ed è appassionato di linguaggi, soprattutto dell'uso (o abuso, disuso, riuso) che se ne fa nel mondo cattolico.

 

 

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