Nella musica pop
«Qui non arrivano gli angeli». O forse sì
di Sergio Ventura | 08 dicembre 2015
L'Annunciazione del Faber: «La paura dalle labbra si raccolse negli occhi, semichiusi nel gesto d'una quiete apparente che si consuma nell'attesa d'uno sguardo indulgente».

angeli

 

Forse solo al crepuscolo si possono osare certe parole. Sembra che il cosmonauta Jurij Gagarin, il primo uomo ad orbitare intorno alla Terra e ad esclamare "da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini", non abbia mai pronunciato la nota frase "non vedo nessun Dio quassù". Vasco Rossi, invece, nell'onirico video girato da Roman Polanski per la canzone scritta in memoria dell'amico e manager Maurizio Lolli, vola nello spazio preda dello stesso, ed inspiegabile, sentimento di stupore ed immensità provato dal cosmonauta russo, ma con una malinconica certezza in più: "qui non arrivano gli angeli ... qui non arrivano gli 'ordini' a insegnarti la strada buona ... qui non arrivano gli angeli"

 

Clicca qui per vedere il video di Vasco Rossi

 

Tanti anni prima, un altro cantautore - esemplare per lo stesso Vasco - aveva narrato diversamente questo sogno dell'angelo: "l'eco lontana di brevi parole ripeteva d'un angelo la strana preghiera, dove forse era sogno ma sonno non era  - Lo chiameranno figlio di Dio - Parole confuse nella mia mente, svanite in un sogno, ma impresse nel ventre". Sempre volando e con identica voce critica verso le freddezze e le rigidità del sacro, Fabrizio De André aveva però colorato - santamente - ed incarnato - sensualmente - l'annunciazione dell'arcangelo Gabriele a Maria: "Volammo davvero sopra le case, oltre i cancelli, gli orti, le strade, poi scivolammo tra valli fiorite dove all'ulivo si abbraccia la vite. Scendemmo là, dove il giorno si perde a cercarsi da solo nascosto tra il verde, e lui parlò come quando si prega, ed alla fine d'ogni preghiera contava una vertebra della mia schiena". Non è un caso, crediamo, che la colonna vertebrale conti 33/34 vertebre: gli anni 'ufficiali' di Cristo...

 

Clicca qui per vedere il video di Fabrizio De André

 

Il paese era piccolo, la storia inverosimile, il rischio per Miriam di essere bandita a causa delle chiacchiere alto. Forse pianse, ma ad un certo punto, come canta il Faber con delicatezza quasi mistica, "la paura dalle labbra si raccolse negli occhi, semichiusi nel gesto d'una quiete apparente che si consuma nell'attesa d'uno sguardo indulgente". Un'attesa di Misericordia. Presto realizzata, per il giubilo di Maria, dal suo promesso sposo, quel Giuseppe già padre e da sempre maschio, incurante di cosa avrebbe significato per lui quel gesto: "E tu, piano, posati le dita all'orlo della sua fronte: i vecchi quando accarezzano hanno il timore di far troppo forte".

Che poi De André abbia voluto cantare la storia di una giovane fanciulla che ha cercato invano di scappare dalle braccia allungate, dalle mani avvolgenti e dalle dita spinose di altri maschi - qui custodi del sacro - e di un figlio - di Dio in un senso solo apparentemente blasfemo - sarebbe troppo solo se non riuscissimo ad immaginare e pensare quanto sia grande, in quegli esseri umani che "conoscono a memoria il diritto di Dio e scordano sempre il perdono", il bisogno di una misericordia che tutto copre...

 

 

11/12/2015 21:28 Sergio Ventura
Ah, dimenticavo! Per la, anzi le splendide Ave Maria di De André, l'appuntamento è per domenica 20 ;-)


11/12/2015 21:18 Sergio Ventura
Bellissima la canzone (e il testo) di Renato Zero. Non lo conoscevo! Ed hai ragione: meno onirico di Vasco e poetico di Fabrizio, ma più popolare (nel senso nobile e profondo del termine). Grazie Angela :-)


11/12/2015 17:39 Gatto Angela
Quanto poi al fatto che De Andrè abbia voluto cantare la storia di una Fanciulla chiamata Maria, mi piace ricordare che v'è un'altra sua canzone, dolcissima, che pure merita di essere ascoltata. https://m.youtube.com/watch?v=qLMBHuzR5nY#


11/12/2015 17:36 Angela Gatto
Mi permetto di proporre l'ascolto di questa canzone di Renato Zero che può fornire un'idea altra di come gli angeli vengono pensati, sentiti, vissuti. Un testo che disegna una dimensione distante dagli spazi onirici di Vasco, meno poetico di quello di De Andrè ma molto intimo e vicino al sentire comune. https://m.youtube.com/watch?v=2JodiBrraUE#


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Sergio Ventura

Sergio Ventura, romano del '73, giurista pentito, datosi all'insegnamento per la libertà di ricerca che esso garantisce, appassionato di religione perché - disseminata ovunque - permette di curiosare in tutto, è responsabile del Blog degli Studenti nel sito del Cortile dei Gentili.

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