Nella musica classica
La gioia di chi attende lo sposo
di Chiara Bertoglio | 29 novembre 2015
La Cantata BWV140 di Johann Sebastian Bach ci parla della gioia con cui il credente accoglie l'annuncio della prossima venuta del Cristo

Guarda qui l'introduzione di Chiara Bertoglio

Il Vangelo di questa settimana ci propone il Cristo giudice del mondo e della Storia: una visione che può intimorire, ma che può anche scaldare il cuore ("la vostra liberazione è vicina"). Per questo, proponiamo l'ascolto di un brano della Cantata BWV140 di Bach, incentrata sulla parabola delle vergini sagge e stolte, ma con riferimenti al Cantico dei Cantici ed all'Apocalisse. Questo brano è un capolavoro di composizione musicale, perché la melodia ed il testo di una strofa di un corale luterano si intersecano con un accompagnamento strumentale tanto affascinante da sembrare una melodia di fresca ispirazione. La freschezza e l'ispirazione sono innegabili, ma ciò che meraviglia è come Bach abbia costruito questo brano rispettando gli stretti vincoli imposti dalla polifonia. Il brano ci parla della gioia con cui il credente accoglie l'annuncio della prossima venuta del Cristo, l'Amico del Cantico e lo Sposo del banchetto nuziale.

 

Ascolta qui la Cantata BWV140 di Bach

29/11/2015 15:50 Chiara Bertoglio
Gentilissimo Pietro,
grazie per la risposta. In realtà non sono d'accordissimo su alcuni dei punti di vista che proponi, anche se (come ribadito tanto da me quanto da te) si tratta di un muoversi a tentoni in cui nessuno può dirsi certo delle sue prospettive né tantomeno pensare di aver raggiunto una verità sul mistero di Dio.
Quindi: sulla parte teologica ti ringrazio molto per la tua condivisione, anche se non su tutto sono d'accordo; in ogni caso, entrambi penso che possiamo lasciare l'ultima parola al mistero!
Riguardo alla musica, per me personalmente lo spartito non è separabile dall'esperienza che l'uomo ne fa; certamente, sono d'accordo con Gadamer che il significato di un'opera è anche dato dall'assommarsi di esperienze umane che essa suscita e provoca; ma non può neppure essere ridotto ad esse.
Stilare classifiche è sempre pericoloso; per me, comunque, il musicista che mi aiuta di più ad avvicinarmi al mistero di Dio è il mio "amico" Johann Sebastian (e... ahivoi, ve ne accorgerete in questo avvento!!!!). :-)
Buon cammino!
Chiara



29/11/2015 15:21 Pietro B.
Grntilissima!
Mi muovo a tentoni e distinguo tra le bellezze del Creato
(((( rifiuto il creazionismo//non intendo il Creato"bello" secondo canoni umani!!))))
Che ci parlano di Lui xchè Lo manifestano... Che il Suo Santo Nome sia lodato ora e sempre..😍
Dicevo che io opero una distinzione con le opere dell'Uomo frutto della sus libertà
Nello specifico; non ha senso dire che Dio goda delle sue opere nel creato, al max vede la loro bellezza
Non ci arrivo ad un dio che gode di se stesso o di come è bravo😝

Invece Dio, l'unico Dio, gode e soffre delle opere dell'uomo, piange nel vedere il suo amore rifiutato e si esalta di felicitá per l'uomo che opera come Lui ardentemente desidera.

Aggiungo che Gesù ci dice che Dio è "umano" nel senso che ci ha mostrato con la sua Vita e la sua Croce..
Premesso questo...Adesso torno alla musica.

Secondo me tutta la musica che esalta l'uomo così come Gesù ce lo mostra ...
Esalta anche Dio. Meglio: in tanto e per quanto un uomo la vive così.
Non vedo Dio esaltarsi con uno spartito o un CD.😎
Se tutto questo fosse vero dovremmo chiederci QUALE musica esalterebbe Dio?
Non quella manieristica, intellettuale, elettronica...
Di certo Dio non dovrebbe essere insensibile a qualsiasi musica "umana" magari soffrendone..
Adesso chiudo con un'altra domanda terribile:
Secondo te, che ne sai ++++++ di me,chi é più vicino a Gesù, su queste basi?
((( azzardo: Beethoven?😜))



29/11/2015 14:09 Chiara Bertoglio
Bella domanda... Arrischio anch'io qualche risposta, con molti punti interrogativi e poche certezze.
1. Il Dio in cui crediamo si è fatto uomo; in questo modo, il tempo è entrato nell'eterno come l'eterno è entrato nel tempo; le cose belle della vita umana, che erano state originate dalla Bellezza di Dio, hanno a loro volta donato gioia all'Uomo-Dio. Quindi, almeno in virtù dell'incarnazione, direi che la musica dà gioia a Dio.
2. Nello stesso tempo, anche a livello trinitario, direi che le dinamiche della Trinità sono di amore e di godimento reciproco, di dono e di gioiosa accoglienza. Quindi Dio è in grado di godere e di gioire anche nella sua dimensione eterna, e non solo come Dio fatto uomo. Quando Dio Padre gode del Figlio e dello Spirito, gode della Bellezza che è Dio stesso; quindi, tutto ciò che è bello e che trae la sua bellezza dal contatto con la trascendenza, rispecchia la dinamica di "splendore e godimento" che è all'interno della Trinità stessa. Così come ogni atto di bontà e di amore procura gioia a Dio perché Egli riconosce in quell'amore la propria stessa natura e la propria stessa vita, allo stesso modo penso che Egli goda anche della bellezza "creata" dagli esseri umani (e dico "creata" tra virgolette perché penso che ogni bellezza umana sia in realtà frutto di ispirazione divina).

Che ne dici?
Un caro saluto
Chiara



29/11/2015 13:31 Pietro B.
Vado a fondo: la musica è x l'uomo e basta?
Secondo te puó essere x Dio?

((((( cfr: la Bibbia è sicuramente x l'Uomo, non è "teologia"))))
Mi espongo con la mia risposta....😜
La musica arriva a Dio TRAMITE le emozioni che genera nell'uomo..
Attendo
E prego😇



29/11/2015 12:42 Chiara Bertoglio
Grazie Pietro, me ne sono accorta anch'io e saranno diversi i prossimi video.
La Cantata sviluppa il tema dell'attesa come incontro sponsale: credo che sia un segno intenso e profondo del fatto che l'unione fra creatura e Creatore è fonte di gioia anche per l'Onnipotente.
Buon avvento!
Chiara



29/11/2015 09:39 Pietro B.
Consiglio: rallentare almeno 1:4 la parte immagini peraltro bellissime! Ma proprio x qs. andrebbero 'godute'. Inoltre il passaggio tra immagini con schermi bianchi accecanti disturba. Meglio niente o lente messe a fuoco. Nella musica ho colto un filo dimalinconia unito a un desiderio di esaltazione... L'uomo gode... E Gesù?


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Chiara Bertoglio

Chiara Bertoglio è una giovane concertista di pianoforte, musicologa, scrittrice e docente italiana. Laureata e dottore di ricerca in musicologia, ha scritto diversi libri e numerosi saggi per riviste specialistiche italiane ed internazionali, partecipando come relatrice a convegni prestigiosi (ad Oxford, Londra, Roma etc.).

Impegnata nell'approfondimento dei rapporti fra musica e spiritualità cristiana, ha pubblicato libri sull'argomento; inoltre, scrive articoli e libri non musicali per diffondere storie positive di speranza. Svolge intensa attività didattica privatamente ed in importanti istituzioni italiane ed estere, sia come docente di pianoforte sia come musicologa.

Gli articoli che pubblichiamo su Vino Nuovo sono tratti dal suo blog. Per conoscere meglio (e anche ascoltare) la sua attività di musicista www.chiarabertoglio.com

 

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