Ma quando comincia il Giubileo?
di Assunta Steccanella | 30 novembre 2015
Ieri è stata aperta la Porta Santa a Bangui, l'8 dicembre a Roma, il 13 dicembre nelle diocesi: perché tre date diverse?

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Le tre date intorno alle quali ruota l’apertura del Giubileo della Misericordia sono molto importanti sia dal punto di vista, potremmo dire, sostanziale sia dal versante comunicativo.

Mediante la bolla Misericordiae Vultus con la quale viene indetto l’Anno Santo, papa Francesco ne ha fissato l’apertura ufficiale all’8.12.2015. La data ha una duplice valenza:

- Ci rimanda ad un certo modo di essere Chiesa:  ricorre in tale data il cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II. Il papa afferma che “La Chiesa sente il bisogno di mantenere vivo quell’evento. Per lei iniziava un nuovo percorso della sua storia. I Padri radunati nel Concilio avevano percepito forte, come un vero soffio dello Spirito, l’esigenza di parlare di Dio agli uomini del loro tempo in un modo più comprensibile” (Misericordiae vultus 4).

- Comunica qualcosa sul volto di Dio: l’8 dicembre si celebra infatti la solennità dell’Immacolata Concezione. “Questa festa liturgica indica il modo dell’agire di Dio fin dai primordi della nostra storia. Dopo il peccato di Adamo ed Eva, Dio non ha voluto lasciare l’umanità sola e in balia del male. Per questo ha pensato e voluto Maria santa e immacolata nell’amore (cfr Ef 1,4), perché diventasse la Madre del Redentore dell’uomo. Dinanzi alla gravità del peccato, Dio risponde con la pienezza del perdono. La misericordia sarà sempre più grande di ogni peccato, e nessuno può porre un limite all’amore di Dio che perdona. Nella festa dell’Immacolata Concezione avrò la gioia di aprire la Porta Santa. Sarà in questa occasione una Porta della Misericordia, dove chiunque entrerà potrà sperimentare l’amore di Dio che consola, che perdona e dona speranza” (Misericordiae vultus 3).

La Porta Santa di San Pietro, tuttavia, non sarà la prima a venire aperta. Con un’iniziativa del tutto inattesa, il papa ieri, durante il viaggio apostolico nella Repubblica Centrafricana, ha fatto sì che sia la Porta della cattedrale di Bangui ad introdurre il popolo cristiano nel cammino giubilare. Il papa già qualche settimana fa aveva motivato così la propria scelta: “Per manifestare la vicinanza orante di tutta la Chiesa a questa Nazione così afflitta e tormentata ed esortare tutti i centroafricani ad essere sempre più testimoni di misericordia e di riconciliazione, domenica 29 novembre ho in animo di aprire la Porta Santa della cattedrale di Bangui, durante il Viaggio apostolico che spero di poter realizzare in quella Nazione” (Angelus, 1.11.2015).
Per la prima volta nella storia sono quindi le periferie a guidarci verso il centro della nostra fede, offrendoci un’icona di quella Chiesa che il papa sogna: missionaria, aperta, inquieta, in cui gli ultimi sono protagonisti (EG 27).

A questa Chiesa non verticistica ma fatta di tante Chiese locali rimanda anche l’apertura della Porta Santa di San Giovanni in Laterano (la chiesa cattedrale di Roma), fissata per il 13 dicembre, data in cui si apriranno anche le Porte Sante di tutte le diocesi del mondo. Cade in quel giorno la terza domenica di Avvento, detta ‘domenica gaudete’ dall’incipit della lettera ai Filippesi che si proclama in tale occasione (Fil 4,4-7). Interessante ricordare che Paolo VI riprende le medesime parole – Gaudete in Domino – nel titolo dell’esortazione apostolica pubblicata durante l’Anno Santo del 1975, dedicato al rinnovamento e alla riconciliazione e da vivere nel segno della gioia cristiana. Non sembra una scelta casuale.

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Assunta Steccanella

Sono nata in provincia di Vicenza nel 1960. Dico spesso che, dopo il diploma, ho frequentato due diverse università: prima, per diciotto anni, l'ateneo della famiglia; quindi, in parallelo, la Facoltà Teologica, dove ho completato il dottorato.

Ho insegnato religione in un liceo fino al 2010. Adesso, oltre alla ricerca, mi dedico alla formazione: sono impegnata in vari modi nella catechesi di adulti e bambini e nella preparazione dei catechisti e cerco di condividere parte di questo lavoro attraverso il mio blog (www.asteccanella.altervista.org). La famiglia però è e resta la mia prima vocazione: mio marito e i miei tre figli sono preziosi, tra mille altri motivi, anche perché mi fanno capire quando la speculazione mi fa staccare troppo i piedi da terra.

 

 

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