A Firenze per un incontro tra umano e cristiano
di Luca Rolandi | 08 novembre 2015
Tante le attese, scarsa la consapevolezza e la conoscenza interna alla comunità dei cattolici impegnati. La sfida di essere generativi nell'Italia di oggi

Quarant'anni sono il tratto di una vita, la metà di un percorso di un organismo umano, il primo bilancio di un'esistenza. Se pensassimo al Convegno ecclesiale decennale di Firenze - che si apre domani - come la tappa fondamentale del cammino di tanti donne e uomini, cristiani di oggi, avremmo già intrapreso una corretta via interpretativa. Che cosa succederà a Firenze? Tante le attese, scarsa la consapevolezza e la conoscenza interna alla comunità dei cattolici impegnati dell'importanza di un appuntamento che appunto ogni dieci anni traccia le linee guida una proposta pastorale condivisa.

Mi limito ad una considerazione semantica ma che rappresenta in nuce la radice della semplicità e immensità della testimonianza cristiana; riparto dai titoli dei convegni decennali. Da Roma a Loreto, da Palermo a Verona umanità e vangelo, riconciliazione e testimonianza sono i fondamenti di una Chiesa che affonda le sue radici nella svolta del Concilio Vaticano II ovvero nel recupero della centralità Cristologica, nella dimensione di Chiesa come popolo di Dio e nella radicalità della missione di evangelizzazione di Gesù Cristo morto e Risorto per la Salvezza del mondo.

Personalmente ho seguito da bambino nei discorsi dei genitori e degli zii, il mito di "Evangelizzazione e promozione umana", da giovanissimo fucino, lo scontro tra i cattolici della presenza e i cattolici della mediazione di Loreto, a Palermo il tentativo di riportare al centro il progetto culturale nella Chiesa nazionale di una Italia sconvolta da "tangentopoli", entrata nella seconda repubblica con a capo il populismo mediatico di Silvio Berlusconi. Infine da giornalista, ma solo di passaggio, a Verona, dove testimonianza, educazione e vangelo si confondevano sullo sfondo dell'ossessione dei valori non negoziabili. Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI i papi dei convegni, Bartoletti, Martini, Ballestrero, Saldarini, Ruini, Tettamanzi i vescovi, Monticone, Giussani, Bolgiani, Lazzati, Garelli, Zamagni, Savagnone alcuni dei nomi che si attorcigliano nella mia memoria.

I convegni però, lo insegna la storia, sono dentro un contesto, diverse epoche, scenari, sfide e dal 1976 ad oggi l'Italia è cambiata, la chiesa è mutata. Secolarizzazione, religione civile, post modernità, fine della politica, economia a volte devastante, l'età dell'iper tecnologia delle reti virtuali e ancora crisi di identità individuali e collettive. Sono solo alcuni degli stati d'animo della realtà nella quale i 2000 delegati delle diocesi italiane si confronteranno partendo dal titolo complesso e affascinante «In Gesù Cristo, il nuovo umanesimo».

Le cinque vie sono la cifra del rapporto profondissimo Chiesa-mondo, dove annuncio e trasfigurazione sono insieme all'abitare e all'uscire. C'è la percezione del piccolo gregge, il riscontro oggettivo di una comunità di minoranza che deve essere sempre più sale e lievito capace di camminare nel mondo ferito e in cerca di nuovi motivi per vivere, costruire futuro. I sogni di Cristianità perdute sono l'ossessione di minoranze inquiete, il cristianesimo civile una espressione sentimentale e non esistenziale, la paura del diverso e del confronto con le religioni e il pensiero laico, ateo, agnostico il portato di una comunità che non approfondisce e non rende ragione della propria fede, come dono da raccontare nella relazione e non da coltivare nella comunità chiusa.

Ecco dunque la sfida a tutto campo - generativa come si dice oggi, e nel pieno del vento fresco e puro del Papa venuto dalla fine del mondo. Francesco, nonostante le temperie, guida e innova al tempo stesso con profezia e riconoscimento del cammino, spesso tortuoso e tragico della Chiesa nella storia. Riscopre l'umiltà di una Chiesa pellegrina, che costruisce e fa memoria, orante e libera di comprendere i segni dei tempi che sono sempre positivi e buoni perché l'umanità tende al bene nonostante il male.

 

 

 

10/11/2015 19:10 Pietro B.
Fratelli, ho visto il Papa quasi depresso in quello stadio..
Spero sia solo stanco.
Preghiamo per lui.



10/11/2015 19:08 Pietro B.
Fratelli, ho visto il Papa quasi depresso in quello stadio..
Spero sia solo stanco.
Preghiamo per lui.



08/11/2015 10:47 Pietro B
Ecco un brano del msg di Diana, che trovate sul sito di Viandanti ( o sul blog di C.Albini):
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Ridefinire le categorie di fondo
Ma è soprattutto questione di ammettere che a venire modificate sono le categorie tradizionali di definizione dell’umano. Corpo e spirito, vita e morte, natura e cultura (per limitarci a quelle più importanti) non possono più essere lette come in passato; vanno soggette, grazie alle acquisizioni della scienza e alle variazioni prodotte dalla tecnica, a un processo evolutivo che ne modifica in profondità i significati.

Questa situazione sollecita l’impegno a identificare i lineamenti di una nuova immagine di uomo, che non rinunci a preservarne l’identità originaria ma che tenda, nello stesso tempo, a reinterpretarla e ad integrarla, accogliendo le istanze positive, derivanti dal nuovo contesto entro il quale l’uomo si trova oggi a vivere. Ad essere chiamato in causa è allora il modello culturale: scienza e tecnica, che – come si è ripetutamente detto – non sono dati semplicemente sovrastrutturali ma realtà che incidono sulla formazione della mentalità, vanno integrate con i valori dell’umanesimo classico, il quale, a sua volta, non può essere tuttavia riproposto in termini chiusi e ideologici, ma va situato all’interno del quadro attuale di approccio alla realtà per fornire una risposta adeguata alla domanda di senso, che inevitabilmente (anche se spesso in maniera latente e sotterranea) si fa sentire e alla quale la cultura scientifico-tecnica non è in grado di rispondere.
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PS
Nelle caratteristiche dell'Uomo secondo Gesù ho dimenticato: TRASPARENTE. ( che include giusto, retto, ecc)



08/11/2015 10:33 Pietro Buttiglione
Troppi temi---> nessun risultato emergerà dalla caterva di parole dalla prolissità dei docs. Esattamente come dal Sinodo che ha partorito solo la parola "accompagneremo", cioè niente ( si attende con speranza il doc papale😍)
Esattamente come tutte le volte ( cosa ha prodotto VR??)

Vorrei vedere postato qui il testo di don Piana ( comunità viandanti) di ben altro spessore.
Basterebbe portare al mondo COSA significa, COSA é l'Uomo per Gesù:
L'Uomo è LIBERO
L'Uomo è RESPONSABILE
L'Uomo e Dio sono UNITI
Qualunque Uomo è suo fratello



08/11/2015 08:25 Massimo Menzaghi
"...ricerca dei semi di verità sparsi nella storia degli uomini..."

Ho dato solo una veloce scorsa, ma per parlare di umanesimo questa frasettina seminascosta dovrebbe diventare il titolo del capitolo principale...

Il tema è bello e stimolante. Non so se venga fatta e in che modo, ma spero che l'analisi dei frutti (e degli errori) dei convegni passati (ognuno calato nel suo tempo, per carità...) abbia rappresentato un passaggio fondamentale nel cammino di preparazione...



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Luca Rolandi

Sposato con Marella, tre figli è direttore del settimanale dell'arcidiocesi di Torino La voce del popolo. Ha lavorato a La Stampa al sito d'informazione religiosa VaticanInsider.it, con cui tuttora collabora oltre che con alcune riviste storiche e religiose. È dottore di ricerca in Storia sociale religiosa. Ha scritto diversi saggi su figure e vicende del movimento cattolico in Italia. È nato e vive a Torino, ma la sue origini sono della zona del Basso Piemonte - diocesi di Tortona - e la sua formazione è avvenuta a Genova.

 

 

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