I tifosi del dopo Sinodo
di Fabio Colagrande | 29 ottobre 2015
«Misericordia, tenerezza, perdono e apertura sono i segni della nuova Chiesa. Però che sia ben chiaro: abbiamo vinto noi...»

Il Sinodo è finito e, se qualcuno non l'avesse ancora capito, ha vinto la misericordia. Anzi, stravinto. Finalmente la Chiesa avrà un volto dolce, zuccherosamente più accogliente, per consolare con il caldo balsamo della tenerezza coccolosa i tanti afflitti dai fallimenti matrimoniali e simili. Trionfano, tra fanfare e mortaretti, l'accompagnamento, l'integrazione, il ‘volemose bbene', il ‘tutti insieme appassionatamente', il 'poteva capitare a tutti'. Le tre settimane sinodali tracciano un percorso ineludibile che si aggancia inevitabilmente all'arrembante, attesissimo, ‘Giubbileo' (per cui Roma è strapronta) sotto il segno del perdono, del ‘dai che non l'ha fatto apposta', del ‘va bene ma però non lo fare più', dell'amore che non giudica e non condanna proprio nessuno.

In questa Chiesa, nuova di zecca, splendida e splendente, non c'è posto per le punizioni senza appello inflitte con il volto accigliato, per la terminologia crudele e spietata, per l'insensibilità, la superficialità, la durezza di cuore. Detto in due parole: tutto deve essere sofficioso. Parole d'ordine del futuro sono apertura, comprensione, dialogo, vicinanza, amicizia, ‘simpatia più', ‘allegria più', pacche sulle spalle, strette di mano, ‘caffè al bar insieme ma pago io'. Ma restano in primo piano anche le immancabili: ‘periferia', ‘pecore odorose' e ‘basta chiacchiere'.

Una Chiesa vecchia, severa, clericale, cattivona, accartocciata su se stessa, autoreferenzialmente mondana, concentrata solo sulle formulette, le tabelline, la lavagna dei buoni e cattivi, le porte da aprire e chiudere, lascia il posto a una Chiesa dalle porte girevoli, buonista, estroversa, povera, che ha come priorità accogliere i peccatori, i profughi ed Eugenio Scalfari. Lo scopo è condurre tutti gli uomini alla salvezza. Ma proprio tutti.

Lo ribadiamo: misericordia, tenerezza, perdono e apertura sono i segni della nuova Chiesa. E tutti quegli antipaticoni noiosi conservatori e tradizionalisti, anti-bergogliani, che si sono opposti a questo nuovo luminoso corso riformista, cercando di rallentare, ostacolare o addirittura sabotare i lavori sinodali, con falsi scoop o manovre oscure, in quanto peccatori esecrabili, brutti, sporchi e cattivi, siano messi alla gogna, schifati, umiliati, additati, scherniti, condannati senza appello alle più orrende pene infernali e brucino per sempre tra quelle fiamme, là dov'è pianto e stridor di denti. Abbiamo vinto noi, pappappero! Dovete crepare, perché ha vinto la misericordia. Forse.

 

 

02/11/2015 13:22 massimo menzaghi
@Alberto: contento di ritrovarti, ogni tanto mi prendo qualche pausa e vi perdo di vista...
Non vorrei farla troppo grande: io ho attaccato sarcasticamente Maria, Colagrande ha usato il registro ironico (a mio avviso con i miei limiti di comprensione e per quel che vale) per celarsi a metà strada... ;-)
Quanto ai "perdenti": mi pare che, almeno in teoria e forse non per me ma sicuramente almeno fino all'altroieri per moltissimi, la linea che detta un papa abbia un certo peso...
In ogni caso penso dipenda da ciascuno di noi: io mi sono sentito molto perdente negli scorsi anni...



02/11/2015 09:42 pierluigi Assogna
Caro Fabio, mi spiace che tu viva in un mondo fatto da un lato da arcigni castigatori e dall'altro di ingenui e giulivi buonisti. Nel mio invece c'è una stragrance maggioranza di gente abituata a farsi domande, a non considerare sempre le risposte definitive, pronta a capire.


01/11/2015 20:03 Alberto Hermanin
Riviello, perchè troppo tardi? E mica faccio condizionare la mia fede dai pappappero. Ben vengano queste osservazioni di buon senso.
E a proposito di ironia, Menzaghi: anche tu ne fai uso, proprio qui. Probabilmente alle strette sono più simile a te, nella mia fede, che a Maria - spero di non offenderti - ma non comprendo perchè l'ironia opposta susciti il tuo dissenso. Forse Maria è o sembra un soggetto più facile da colpire con il sarcasmo - non me ne voglia neanche lei - ma un po' di spirito sportivo, visto che si parla di chi ha vinto e di chi ha perso, non può far male, vi sembra? Ne facciamo tanti di sarcasmi, sulle processioni, sui merletti, sull'uso del latino, sugli esecrandi valori non negoziabili, sull'uso del camauro non previsto dal Vangelo etc etc. Stavolta Colagrande ha voluto farlo in senso opposto, che male c'è?



01/11/2015 19:46 Alberto Hermanin
"Ma avete mai incontrato qualcuno pieno di gioia di Cristo??"
Si, è capitato. Anche prima dell'attuale pontificato.
Richiedo a chi ha molto chiaro "chi ha perso" di spiegarsi meglio. Chi ha perso? Ditemi voi se devo sentirmi fra i perdenti, personalmente sono ancora indeciso. "Papppappero" è una espressione davvero stupenda, che certifica il talento giornalistico di Colagrande... ancora grazie Fabio.



01/11/2015 14:43 L.
Ale. e Pietro: grazie delle vostre riflessioni!


01/11/2015 12:00 Pietro Buttiglione
Mah, a me sembra che la Weil invochi la giustizia come vindice...
Weil è sicuramente personaggio poliedrico: ma come non leggere alla luce del suo slancio ascetico, del suo platonismo... Questo invocare l'equilibrio??



01/11/2015 10:25 Ale.
L'equilibrio della Weil attiene la giustizia, questa "fuggitiva dal campo dei vincitori".
I vincitori hanno sempre riscritto la storia dal loro punto di vista, e solo dopo molto (troppo) tempo ci si accorgeva e si ammetteva che era una scrittura "squilibrata" e quindi ingiusta.
Per questo nella Chiesa, e tra i cristiani, non dovrebbe trovare spazio l'umana tendenza al vedere l'altro come avversario da battere, né di conseguenza al sentirsi con soddisfazione "vincitori" dalla parte della ragione e trionfanti sulle ragioni annientate dell'altro.
La proclamata misericordia, se sincera, non comprende e non ammette un tale atteggiamento.
Mi sembra questo in definitiva il motivo dell'ironia di Colagrande, godibile perché, estremizzando un atteggiamento, fa comprendere (a chi vuole) quanto esso sia fuori luogo.



01/11/2015 09:40 Pietro Buttiglione
x L.
Conosco abbastanza la lingua francese x capire che la Weil pone al TOP la situazione di equilibrio, disposta a sposare anche il "male" pur di raggiungerlo.
Ho avvicinato qs. probl da molti pdv. Incluso quello cosmogonico.
La mia conclusione è ( estremizzando!) : equilibrio=morte.
Ma se preferisci: equilibrio=meta/fisica.

Il senso stesso della vita si gioca su continue trasformazioni: esiste nell'uomo la tendenza/desiderio all'invarianza, al mono-tono... Ma è solo il riflesso della caverna platonica, della nostra origine divina. Hic et nunc : tirarsi su le maniche, traguardare la brevità della vita e gestire continuamente le trasformazioni, mai dare x tutto a posto: esiste sempre un plus cui tendere su cui Qualcuno poi ci chiederà conto.



01/11/2015 08:53 Yolanda
e scritte in italiano ,possibilmente .


01/11/2015 07:50 L.
Le citazioni vanno lette e lette fino alla fine.


31/10/2015 12:33 Yolanda
concordo con Pietro . Aggiungerei che l'amore non è quasi mai in equilibrio ma spesso è SQUILIBRATO ,un di più, un dono gratuito che sa rispettare e riconoscere il dono dell'altro, della sua presenza e ricchezza e a volte dolorosa complessità. A partire da Dio per arrivare agli ultimi, gli esclusi, gli emarginati. E se la legge è l'amore.....


31/10/2015 09:30 Pietro Buttiglione
Equilibrio.
Non è MAI stabile.
È solo un punto, un plateau tre le trasformazioni.
La trasformazione genera innovazione, è lei la chiave del nuovo punto di equilibrio.
Ad esempio quando in un sistema complesso un suo componente rifiuta di prendere atto dei cambiamenti in atto, ecco che il suo processo di trasformazione sarà ancora più violento. Fino anche alla auto-distruzione.
Studiare la dinamica dei processi biologici ( ad es. Eigen) x capirlo.

Attualizzando: la CC ha rifiutato i cambiamenti per centinaia di anni.
Poi è stata costretta a prenderne atto ( due esempi: critica biblica/ecumene).
Francesco cerca con sforzo immane pari alla sua fede di recuperare, in primis la trasparenza evangelica. Lui. Ma la Chiesa, impersonata dalla maggioranza dei sigg. Vescovi, resta indietro, molto indietro. In questo stato l'unica è spingere sui processi di trasformazione. Quelli REALI, non quelli legulei. Quelli lasciamoli ai sigg. Vescovi.
Insieme alle finanze, cui sembrano cosi attaccati 😖
PS. In casi umani, l'eccezione è la regola ( Romero docet)



31/10/2015 06:39 L.
«L'équilibre seul anéantit la force. Si on sait par où la société est déséquilibrée, il faut faire ce qu'on peut pour ajouter du poids dans le plateau trop léger. Quoique le poids soit le mal, en le maniant dans cette intention, peut-être ne se souille-t-on pas. Mais il faut avoir conçu l'équilibre et être toujours prêt à changer de côté comme la justice, cette fugitive du camp des vainqueurs.» (Simon Weil)


30/10/2015 18:22 Carlo Cazzanelli
Non facciamo troppa ironia, finiremmo per far confusione. Non mettiamola sul piano win/loser (vincente/perdente) o di due fedi, perché così i soli vincitori sarebbero i cultori della relativistica cultura dominante tifosi dell’ermeneutica di rottura: tenendo a bada questi infiltrati sarebbe possibile rendere win-win l’esito del Sinodo; se prevalesse la difesa antirelativistica con preghiere a San Michele Arcangelo anti demonio come vedo fare da Papa Fr1, sarei fiducioso dell’esito win-win; vedrei invece solo perdenti se il galantiniano “è sbagliato opporsi” desse pulpito ai tifosi dello “Spirito del Sinodo” come fu dato a quelli dello “Spirito del CV2°” che accusarono come traditori i Pastori che applicarono solo le direttive scritte nei documenti del CV2°, anziché le innovazioni presunte dallo spirito degli accusatori.
http://www.xamici.org/rs/2015/10.27almeno4bugieSulSinodoDaCulturaDominante.htm



30/10/2015 13:25 Pietro Buttiglione
Ed invece io dó ragione a Maria.
Tutte quelle parole possono essere usate ai propri fini.
Sapetexchè?
Semplicemente xchè in realtà si parla di accompagnamento della CC, di misericordia dei Padri ( non chiamate nessuno Padre..) e NON di Dio.
Francesco ci vuole coscienti di quest'ultima.
Inutile usare Dio o il Maligno.
Inutile e penoso: dai frutti...
E se non hai Cristo dentro...
( ma non x suicidarsi o morire!!! Liberi!! E gioiosi!)
Ma avete mai incontrato qualcuno pieno di gioia di Cristo??



30/10/2015 13:03 massimo menzaghi
Ora che Maria ci ha declinato la verità possiamo anche chiuderla qui...: mesi e mesi di discussioni e sarebbe bastato chiederle una consulenza... ;-)


30/10/2015 12:32 Maria
"misericordia" "discernimento" "accompagnamento" "inclusione"
sfido chiunque di questo blog a dare una interpretazione univoca e chiara di tali parole che infatti saranno interpretate da ognuno a modo suo, nella più completa libertà di opinione . molti interpreteranno misericordia e accompagnamneto con libertà di fare la comunione anche se divorziati, con tolleranza, con apertura verso tutti, con equiparazione cdi coppie sposate e coppie non sposate, di coppie gay e non gay , con manica larga sulle questioni morali , con "tana liberi tutti" ecc. ecc.

E tali termini non sono affatto evangelici e non vengono certo da Cristo ma dal suo Avversario quello che disse "Ti darò TUTTO se inginocchiato mi adorerai:
anche l'Avversario di cristo infatti è indulgente, tollerante, di manica larga , inclusivo, aperto a tutti, e ci accompagna sempre soprattutto i peccatori. anche a noi ripete soavemente e misericordiosamente "Ti darò TUTTO se inginocchiato mi adorerai".
La Misericordia di Satana è molto più attraente della misericordia di Cristo, che ci dice invece "entrate per la porta stretta" "prendi la tua croce e seguimi ".
E' una tragedia che oggi alcuni cattolici, anche fra i teologie i cardinali, non riescano a capire la differenza fra la falsa-misericordia e la vera. Ma mi chiedo, costoro credono ancora in Cristo o son già passati all'Avversario?



30/10/2015 12:10 Pietro Buttiglione
Leggo:
Lo Spirito ha lavorato e il Sinodo ha scelto la misericordia, e di questo possiamo tutti essere contenti e fieri. L'amore ha vinto, non "noi".

Il Sinodo ha scelto l'accompagnamento, il Papa la Misericordia.
Il che è ben diverso. Ed il NOI dei Padri sinodali, molto evidente, richiama prepotentemente:
"Anche noi siamo Chiesa"

PS in quell'accompagnamento è sottinteso: tu hai bisogno.
Noi siamo quelli che non hanno bisogno e dal ns alto apriamo porte e ci chiniamo su di te.



30/10/2015 11:55 Paolo Monti
Efficace e godibile pezzo sig. Colagrande, grazie.
Tanto più apprezzabile in quanto scritto da una persona che, mi sembra di capire, in realtà condivide la sostanza di ciò verso cui è rivolta la sua ironia. Atteggiamento caratteristico di un'umiltà sincera e di una volontà davvero desiderosa di tentare (almeno) di comprendere anche le ragioni degli altri. I tanti professionisti dell'umiltà, della capacità di mettersi in discussione, del dubbio sistematico come autentico metodo di conoscenza della reltà, tutti frequentatori assidui di questo sito, difficilmente potranno condividere la sua preoccupazione, anche solo come rischio cui prestare attenzione. Loro "già sanno".



30/10/2015 11:17 Massimo Menzaghi
@Fabio Colagrande: i filosofeggiamenti penosi non erano riferiti a te, ti "rimproveravo" il registro ironico perchè a mio modestissimo avviso in questo caso ti permette di celarti e... dire comunque...
Ovviamente può essere un mio limite di comprensione, in ogni caso ci diamo appuntamento al prossimo intervento... serio! ;-)



30/10/2015 11:14 Oliver Borg Olivier
Non sapevo che nella Chiesa si tratta di guerre o battaglie con vincitori e vinti. Parli di misericordia e usi un linguaggio che è tutt'altro. La misericordia non conosce trionfalismi, e il miglior esempio è il Papa, che non ha mai usato termini simili.
Certo lo Spirito ha lavorato e il Sinodo ha scelto la misericordia, e di questo possiamo tutti essere contenti e fieri. L'amore ha vinto, non "noi".



30/10/2015 10:14 Emanuele Patrini
Certo, anche senza la facile ironia, chi ha trionfato è il Vangelo. Le sue pagine sono piene di misericordia, di gesti accoglienti mentre sicuramente non trovo atteggiamenti melensi e zuccherosi ed a fatica quelli intransigenti (che sono solo per chi scandalizza i "piccoli" o mistifica le "offerte" al Padre).
Ogni tanto provare a partire dal Vangelo per rileggere la storia della Chiesa, le sue tradizioni e i suoi canoni fa bene.
Lo Spirito è libero, non incatenato a norme o tradizioni.
Basta pensare a Gesù che pone il sabato al servizio dell'uomo e non viceversa come era nella tradizione. Anche noi impariamo a mettere la legge al servizio dell'uomo.



30/10/2015 10:03 Fabio Colagrande
Massimo, ho tirato il sassolino ma non nascondo la manina. L'ironia denuncia come l'euforia per cambiamenti, che personalmente apprezzo, possa generare curiose contraddozioni. Non sono il primo a dirlo. Abbracci


30/10/2015 00:32 massimo menzaghi
Mi pare un uso dell'ironia un po' in stile "tiro il sasso e nascondo la mano"...
Per me è fin troppo chiaro non tanto chi ha "vinto", bensì chi ha "perso" (con l'onore delle armi) e o rosica o si aggrappa a filosofeggiamenti alquanto penosi...



29/10/2015 23:17 Fulvio Colombo
Non ho capito a cosa si riferisce. Probabilmente preferiva una Chiesa stile inquisizione.


29/10/2015 21:53 Massimo Macconi
Una volta nel mondo cattolico era d'uso usare un linguaggio rispettoso e non un'ironia denigrante persino verso il Papa. Altri tempi. Comunque non stia li a sprecare il tempo per gli otri nuovi, usi tranquillamente quelli che ha.


29/10/2015 17:48 Pietro Buttiglione
Ma c'è proprio così tanta differenza tra una Chiesa che stabilisce tutti i tuoi comportamenti ed una Chiesa che, senza cancellare il manuale di soteriologia, ti accompagna, ti accoglie, si china dal suo alto cielo sulle tue sofferte miserie?
TU sei FUORI da ogni decisione e FUORI resti.
La Chiesa era e continua ad essere solo LORO.
Leggere il doc finale x capirlo. Grazie



29/10/2015 17:24 carlo riviello
troppo tardi, caro (e bravo) Fabio.


29/10/2015 17:21 Andrea
Chapeau,
è proprio così, aggiungerei che i misericordiosi modernisti, che hanno ovviamente "stravinto" perchè il discernimento è il loro pane quotidiano, butterebbero prima di tutti all'inferno i "negri" africani che hanno osato esprimere la loro opinione di Chiesa retrograda. Amen



29/10/2015 16:33 Alberto Hermanin
Sono daccordo con Colagrande, seenza ulteriori commenti.
In tanto vittorioso giubilo, la nota stonata che Sua Santità il Papa Francesco felicemente regnante si è permesso di suonare accennando al "pericolo del relativismo".
Terminologia insopportabile quasi - quasi - quanto quella sui valori non negoziabili.Solo questa nota stonata mi guasta un po' la festa.



Commenta *






Versione stampabile
Invia ad un amico
Scrivi a Vino Nuovo





Fabio Colagrande

Fabio Colagrande, nato a Roma a metà dei favolosi anni Sessanta, lavora da vent'anni alla Radio Vaticana come giornalista e conduttore di programmi in diretta. Collabora con L'Osservatore Romano e altre testate cattoliche. Per alcuni anni, ai microfoni di Radio Due, si è occupato di cultura e intrattenimento.

Autore, regista e attore di teatro, per diletto, nel 1995 ha fondato una compagnia tuttora sulla breccia. Felicemente sposato, ha due figli, che spera mettano su un gruppo rock e lo facciano cantare, ogni tanto. Cura un blog personale intitolato L'anticamera del cervello.

 

leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it