Ritorno al futuro
di Giorgio Bernardelli | 10 luglio 2015
Evo Morales ha regalato un insperato replay ai nostalgici. Ma questo viaggio di papa Francesco in America Latina guarda avanti, non indietro

Se non ci fosse, Evo Morales, bisognerebbe inventarlo. Con un solo colpo di teatro ieri è riuscito a riportare anche la visita del più imprevedibile dei successori di Pietro allo schema di sempre: è bastato tirare fuori dall'armadio quel crocifisso su falce e martello che ora sappiamo disegnato dal martire gesuita Luis Espinal, ucciso nel 1980 in Bolivia dai paramilitari. E per un'intera giornata i commenti sono potuti tornare tranquillamente alla lettura un po' banale in cui inquadriamo sempre l'America Latina: teologia della liberazione contro reazionari, tertium non datur.

Proprio quanto sta succedendo in questi giorni tra Guayaquil, Quito e La Paz, invece, dovrebbe dirci che - con buona pace di Evo Morales, ma anche di tanti suoi critici - quella stagione è passata. Quella croce e le polemiche che girano in queste ore sui social network sono pura archeologia. Chissà, forse lo stesso Luis Espinal, oggi, in quel suo disegno di allora non si riconoscerebbe più.

Perché ha un altro volto oggi la speranza dell'America Latina. Il volto di un Pontefice che in quegli anni non era affatto tenero con il marxismo, eppure sognava ugualmente una Chiesa povera con i poveri. Il volto di un latino-americano che non predica vecchie o nuove palingenesi, ma ripete la cosa più semplice e allo stesso tempo più scomoda per qualsiasi politico (bolivariani compresi): nessuno può essere lasciato indietro. Un Papa che vede il futuro dell'America Latina nelle donne che portano sulle spalle i loro bambini, molto più che nella retorica dei capi di Stato che citano in continuazione le sue parole.

Guarda avanti, non indietro papa Francesco. E con lui anche le folle incredibili di questi Paesi che contano in tutto pochi milioni di abitanti. Sono tutti lì quando lui passa. E chiedono di essere benedetti. Perché?

Non è solo il senso di identità per quel successore di Pietro venuto dalla loro terra. Non è nemmeno solo l'affetto per il Papa dei poveri. È la voglia di ascoltare un uomo di Dio che indica una direzione, che parla di uno sviluppo che sia davvero di tutti, che sa camminare insieme a ciascuno. Compreso chi gli offre un dono parecchio ingombrante; del resto non l'ha detto lui che preferisce una Chiesa incidentata piuttosto che malata?

Guarda al futuro dell'America Latina papa Francesco. E le folle che lo ascoltano, per la prima volta dopo tante disillusioni, intuiscono che ci può davvero essere un futuro anche per loro. Alla fine non resteremo solo noi - da quest'altra parte del mondo - ad attardarci sul passato?

 

16/07/2015 17:52 Maria
bisogna essere cristiani nel presente senza dimenticare chi è stato cristiano nel passato (recente) I martiri cristiani del comunismo non sono roba di cinquecento anni fa. la falce e martello come simbolo anticristiano non è cosa di secoli fa, ma di pochi anni fa. San Giovanni Polo II che ha passato la vita a lottare colla Falce e Martello è morto meno di una decina di anni fa. Quindi piano con il "revisionismo".
fare finta che la falce e martello non sia un simbolo anticristiano è una ipocrisia oppure una ignoranza della storia non scusabile.



14/07/2015 18:20 Francesca Vittoria
Bravo il Santo Padre , brave! come sempre a far prevalere i sentimenti del cuore, bello aver portato con se il segno pensato da un martire cristiano, una delle molte pietre miliari della Chiesa
Francesca Vittoria



12/07/2015 17:24 Pietro B.
Archiviare il 900=passare da un modus "ad excludendum" in cui si ricerca disperatamente un appiglio pur di conservare un nemico che alimenti la propria supposta "differenza" ( tipo il komunismo a Cuba)... Passare ad uno sguardo capace di andare al di là ed al di sopra delle differenze, lo sguardo di Gesù che sapeva vedere in ogni uomo una Persona. Lo stesso sguardo di Francesco. Non si tratta di rinnegare la Storia ma solo di essere ctistiani del presente.


12/07/2015 14:29 Maria
"Francesco ha completamento archiviato il 900" Se è vero vuol dire che
la storia per Francesco non contta nulla?
Ma non l'ha detto proprio Francesco che la memoria è importante? Che un popolo che non ha memoria non capisce neanche il proprio presente?
Anche il nazismo è archiviato dalla storia: che ne pensereste se donassero al papa una collana con una svastica?
Giustamente celebtiamo varie giornate della memoria, oltre a quella per la Shoah, abbiamo celebrato ieri quella per la strage di Srebrenica.
Proprio "per non dimenticare" gli orrori del passato.
Inoltrericordo a tutti che il comunismo non è "archiviato". A Cuba, tanto per fare un esempio, molti dissidenti del regime comunista sono ancora in carcere.



12/07/2015 13:18 Maria Teresa Pontara Pederiva
"Francesco ha completamente archiviato il Novecento, non si preoccupa di essere accusato di comunismo - visto che il comunismo non appartiene più alla cronaca, ma è archiviato nella Storia - ma si preoccupa di parlare a nome di coloro che non hanno voce: poveri, diseredati, vecchi e bambini. Ha capito che non ci sono più partiti politici o movimenti che se ne occupano e allora viene da chiedersi: ma chi dovrebbe farsene carico se non chi deve annunciare il Vangelo?

Stiamo tornando a un cattolicesimo più delle origini, che si preoccupa del Creato francescano e che - finalmente - non si fa dettare la predicazione dall’agenda della politica, dei Parlamenti e dei giornali" scrive il direttore de La Stampa, Mario Calabresi.



12/07/2015 12:52 Maria
Il papa ha deciso di non portare con se' in Vaticano l'"oggetto" a quanto pare ideato da un gesuita sincretista che voleva unire Cristo e comunismo.
ha fatto bene. Un simile oggetto conservato in Vaticano sarebbe il segno dell'apostasia della Chiesa cattolica. Ha trovato l'escamotage di lasciarloin Bolivia, sotto la statua della Madonna. Come dire"pensaci tu, Santa Maria, a risolvere questa figuraccia".
perchè checchè ne diciate di figuraccia si tratta, figuraccia soprattutto e in primo luogo per Morales , il presidente "cocaleros" tutto coca e demagogia, boliviano portato alle stelle da Bergoglio ma piuttosto discutibile.
Un papa, quale guida della chiesa universale, non può semplicemente dimenticare che sotto il simbolo della falce e martello c'è stata la più grande persecuzione dei cristiani dei tempi moderni, e che il partito Comunista Sovietico, di cui la falce e martello è simbolo, ha distrutto ,ucciso e torturato milioni dicristiani, per non parlare di quanto continua ad avvenire ( ed è presente non passato) in Cina, In Corea del Nord e a Cuba.
Non si tratta di "ritorno al futuro" ma di memoria del passato. Non si può guardare al futuro se si dimentica il passato.
La storia è maestra di vita. Far finta che la falce e martello non sia stato un simbolo anticristiano sarebbe gravissimo da parte del papa.
Qualcuno, per fortuna, deve averglielo fatto notare. E infatti ha lasciato l'orrendo manufatto in Bolivia...



11/07/2015 17:09 Francesca Vittoria
Il Santo Padre sta visitando tre Paesi e ad ognuno porta come suo dono , non oro e non argento ma più prezioso di questi , parole di vita che sono il Messaggio cristiano, Cristo Parola vivente. Si serve delle Parabole, le stese del Maestro, scelte a rispondere alle domande e alle necessità dei singoli popoli, ma più da vicino a ogni singola persona li giunta anche da lontano ad ascoltare, e nell’essere portatore della Parola di Dio e perché questa giunga messaggio incoraggiante , si fa così vicino come uno di loro, definendo se stesso , peccatore di molti peccati e perdonato, come è per ognuno che voglia essere credente.. Mirabile la spiegazione della Parabola “la moltiplicazione dei pani e dei pesci che ha sfamato in pieno deserto la folla che lo seguiva, miracolo che si può ripetere anche ai giorni nostri, come non intendere che non parlava soltanto ai presenti di quel momento vicini ma a tutti i lontani nella terra, i quali sentono dire da altri che siamo troppi e che non c’è pane per tutti., Non è possibile accettare la tesi che è per colpa della sovrapopolazione che si è creata nel pianeta la causa della mancanza di “pane” per tutti e non invece colpevolizzare la cupidigia di chi non è disposto a condividere con tutti ciò che è nella terra…. I problemi di oggi è da orbi non constatare come derivino da una arrogante gestione e da un supposto diritto di al possesso ottenuto con ogni mezzo, guerre comprese le quali causano i molti mali del pianeta come da avvertimenti da parte di scienziati e ricercatori : inquinamento, che genera malattie sempre nuove, diverse delle quali si fatica a combatterle entro i confini dove sorgono, e che mietono vittime senza suscitare pietà.
Ecco di che cosa parla per tutti il Santo Padre, dell’ingiustizia che molti troppi poveri stanno sopportando nel mondo, una ingiustizia che Egli è andato proprio la dove tutti possono vedere , una realtà di cui farsi carico a porre rimedio al più presto. Per questo suo ergersi a, difensore avvocato dei più deboli, loro portavoce reclamando a voce alta il diritto a vivere con rispetto alla dignità e alla libertà di ogni persona umana in qualunque situazione e sotto ogni cielo ella si trovi. Commuove, l’accoglienza a Lui riservata, la gratitudine dimostrata con musiche , canti, a manifestargli la gioia di incontrarlo o di solo vederlo., non soltanto come l’ospite importante, il Personaggio Capo di una Chiesa, ma di un Uomo , i cui gesti sono “carezze di amore” e recano sollievo alla sofferenza. Parla loro in un linguaggio a ognuno comprensibile, tanto sa farsi semplice, gentile, sa esprimere in gesti una comprensione verso la persona che guarda e accarezza per questo suggerire e far sperare di “sussurrare ”che giorni belli stanno per venire. Queste Parole sono parole certe perché anche del Maestro al quale a suo tempo, nella sinagoga…“Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia ; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annunciom a proclamare ai prigionieri la liberazione, e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore”””….. Si è lo stesso messaggio che il Santo Padre va portando in ogni parte del mondo un messaggio che va ben oltre i confini dell'America Latina…. Giustizia, libertà dignità , rispetto della persona umana in qualsiasi situazione si trovi, sana o malata , giovane o elderly perché tutti sono preziosi agli occhi di Dio. E questo Papa oggi parla si ai poveri ma chi è il povero e chi è il ricco secondo Cristo? …quel crocifisso su falce e martello che ora sappiamo disegnato dal martire gesuita Luis Espinal, ucciso nel 1980 in Bolivia dai paramilitari. Chissà, forse lo stesso Luis Espinal, oggi, in quel suo disegno di allora non si riconoscerebbe più.”…. E perché invece non leggerlo come un segno che ha ancora il intrinseco valore , la falce usata ancora oggi da molti contadini segno di un lavoro sudato, faticoso: il martello attrezzo dell’artigiano che serve per piantare chiodi compresi quelli del Cristo crocifisso allora, Ma quanti non sono i crocifissi oggi !!!! che il Papa ha fatto visita. Questa è anche una lettura dell’oggetto pensato e realizzato da un sacerdote santo, e pertanto ben si comprende il Santo Padre che l’ha posto là dove è giusto, ai piedi della Santa Vergine perché preghi il Figlio di soccorrere il suo popolo in sofferenza.
Francesca Vittoria



10/07/2015 19:33 malina
Una lettura interessante perché libera.
Purtroppo ieri ho notato da parte di qualche giornalista e seguaci l'ossessione di un segno, la paura, il gridare allo scandalo, l'incapacità ostinata di chi non vuole il confronto- perché secondo questi la fede va difesa con le unghie e con i denti- strumentalizzando il tutto. La fede si testimonia guardando in Alto,mano nella mano del Pastore che indica la direzione, insieme a ogni uomo e ogni donna...creando sempre un'occasione e non x imporre un punto di vista,una simpatia o un'antipatia, la fede non è una battaglia!
L'augurio di Vivere la fede e annunciare il vangelo con quella santa capacità di uscire da quei luoghi comuni..buoni /cattivi.."quella stagione é passata" !! Ritorno al futuro!



10/07/2015 14:53 Pietro B.
Guarda al futuro... Sì... Ma preferisco "scava nel profondo"
dice cose indicibili che NESSUNO puó smentire..
Che fine hanno fatto quelli del papa illegittimo?!
Misericordia anche per loro... Ma... di quale e quanta responsabiità Francesco si sta caricando.. Quali Aspettative.. Meglio tacere x ignavia?
Alte e forti risuonano nel mio le parole di don Ciotti ieri sera a Riva Ligure: NON possiamo tacere la/le verità noi cristiani! Anche se piccoli e al margine, come si proclama lui, don Ciotti invitando tutti ad assumersi le proprie responsabilità civili. Per questo non possiamo tacere di fronte alla "puzza" che ci circonda.. Per questo Francesco alza la voce e scava i contenuti e non puó non farlo, costi quel che costi.



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Giorgio Bernardelli

Giorgio Bernardelli, giornalista della rivista Mondo e Missione e del sito mondoemissione.it, ha lavorato per dieci anni alle pagine di informazione religiosa di Avvenire, quotidiano con cui tuttora collabora oltre che con il portale internazionale di informazione religiosa VaticanInsider. Porta nel cuore Gerusalemme, città a cui ha dedicato diversi libri e che racconta nella rubrica La porta di Jaffa sul sito www.terrasanta.net.

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