«Attenti al papa?»
di Maria Teresa Pontara Pederiva | 25 giugno 2015
Di avversari se ne contano. Eppure se una ha letto la dottrina sociale della Chiesa «Laudato Sì» non dovrebbe rappresentare affatto una sorpresa

Di papi guerrafondai ne abbiamo avuti tanti nella storia: papi che indossavano con più disinvoltura le vesti del cavaliere o del re invece dei paramenti sacri. Fino al secolo scorso esistevano vescovi col titolo di principe ... ma ormai è storia, appunto.

Che oggi si possa immaginare una qualsivoglia forma di timore nei confronti di quell'uomo vestito di bianco (che per di più ha indetto l'Anno della Misericordia) avrebbe del risibile per chiunque.

Eppure qualcuno ha avuto il coraggio di affermare che "Il pontefice è l'uomo più pericoloso del mondo". Povero Greg: cosa non si fa per compiacere qualcuno, che magari ti garantisce una carriera. Intanto il video dell'emittente americana Fox ha fatto il giro del pianeta.

Sembra che sia arrivata qualche critica anche dall'interno della redazione (forse perché un sondaggio ha recentemente rilevato che il 53% dei suoi connazionali dà ragione a papa Francesco riguardo all'ultima enciclica?). In un Paese dove non è ancora finita la lotta contro i Cattivi (e purtroppo ora è la volta di quella funesta bandiera confederata issata a Charleston...), qualcuno evidentemente ha bisogno estremo di un nemico di turno.

Sta di fatto che di avversari se ne contano, soprattutto in terra nordamericana, dalla pubblicazione dell'Evangelii Gaudium dove il discorso sul mercato a qualcuno non è proprio andato giù. E ancor più ora con la Laudato Si' che poi non dovrebbe rappresentare una sorpresa in termini di contenuti e stile, se uno ha letto la Dottrina sociale della Chiesa e ha imparato a conoscere Bergoglio da due anni in qua. L'attesa era tanta, e le anticipazioni pure (non la violazione dell'embargo dell'ineffabile M.).

E dire che l'avevano spiegata in diversi l'enciclica in arrivo, soprattutto fra gli stretti collaboratori, dai cardinali Maradiaga, Marx e Turkson al vescovo missionario in Amazzonia Kräutler o il vescovo Toso e soprattutto ne aveva parlato papa Francesco in persona quando all'udienza generale di mercoledì 17 giugno aveva detto: "Questa nostra "casa" si sta rovinando e ciò danneggia tutti, specialmente i più poveri. Il mio è dunque un appello alla responsabilità, in base al compito che Dio ha dato all'essere umano nella creazione: "coltivare e custodire" il "giardino" in cui lo ha posto (cfr Gen 2,15). Invito tutti ad accogliere con animo aperto questo Documento, che si pone nella linea della dottrina sociale della Chiesa".

"In questa Enciclica, mi propongo specialmente di entrare in dialogo con tutti riguardo alla nostra casa comune" (LS 3) ha scritto nel testo e l'ha messo in pratica con citazioni impensabili in un documento pontificio.

Ora forse appare più chiaro che per un cristiano la responsabilità per il creato non può essere MAI disgiunta dall'imperativo della giustizia. "Tutto è collegato. Per questo si richiede una preoccupazione per l'ambiente unita al sincero amore per gli esseri umani e un costante impegno riguardo ai problemi della società" (LS 91).

Preoccuparsi per la terra, custodire la creazione non ha niente a che vedere con un "romanticismo irrazionale" (LS 11) da guardare con sufficienza, se non con disprezzo, ma diventa un appello per "uno sviluppo sostenibile ed integrale" (LS 13) per TUTTA la famiglia umana.

Perché nella Dottrina sociale della Chiesa niente può essere disgiunto dalla promozione umana, pur evitando il rischio di quell'"antropocentrismo deviato" (LS 69) che ci fa ritenere despoti del pianeta.

Esattamente il 19 giugno 1208 nella Chiesa di San Lorenzo a Trento veniva firmato il primo Codice minerario (il Codex Wangianus). Federico vescovo stabiliva le norme riguardanti le miniere d'argento sulla collina sovrastante la città: "a chi avrà danneggiato un pozzo sarà tagliata la mano", "chi non verserà l'affitto dovrà pagare il doppio, e se non pagherà, sarà frustato". Ma anche "nessuno neghi la paga ai minatori" ...

Se la cultura e la prassi penale del XIII secolo è affidata al giudizio storico, non si può dimenticare quell'attenzione alla paga dei lavoratori (tra l'altro di derivazione evangelica). Che in documento papale di oggi si insista sull'ecologia integrale, ossia fermarsi a riflettere sulle condizioni di vita e di sopravvivenza con l'onestà di mettere in dubbio modelli di sviluppo, produzione e consumo (LS 138) - perché quando si parla di "ambiente" si fa riferimento ad una particolare relazione, quella tra la natura e la società che la abita (LS 139) - e ancora di "ecologia sociale" che si allarga a diverse dimensioni, dalla famiglia fino alla comunità locale e internazionale con tutte le istituzioni coinvolte in prima persona (LS 142) o di "ecologia culturale" - che chiede non solo di salvaguardare il patrimonio artistico, ma anche quello delle popolazioni locali di un territorio (LS 143) - non dovrebbe quindi stupire nessuno. E infatti i poteri forti non si stupiscono, reagiscono violentemente.

Se poi aggiungiamo l'ecologia della vita quotidiana, dalla nostra casa al luogo di lavoro (LS147) fino alle grandi scelte urbane per assicurare una casa a chi non ce l'ha (LS 150-155), il cerchio si chiude e qualcuno comincerà davvero a gridare "Attenti al papa!".

Che sia davvero così destabilizzante per i poteri forti quell'uomo vestito di bianco che nel Tweet del 23 giugno scriveva: "L'amore di Dio è gratuito. Lui non ci chiede nulla in cambio; chiede solo di accoglierlo"?

 

 

 

01/07/2015 19:51 Maria Teresa Pontara Pederiva
E' vero: la verità è scomoda. Ma da lì ad associare il papa alla lista delle 10-15 persone più pericolose del pianeta (e quindi da mettere a tacere con ogni mezzo, è la parola d'ordine dei corpi speciali americani ...) alla stregua di terroristi o dittatori ce ne corre.
Oggi in Vaticano Ottmar Edenhofer, attuale presidente IPCC ha parlato delle diseguaglianze prodotte dal cambiamento climatico, che colpisce in modo particolare le popolazioni più povere. La capacità della Terra è stata stressata troppo dalle classi elevate e medie che la abitano e le conseguenze ricadono sui più deboli. Per la prima volta nella storia poi «si fa riferimento all'atmosfera come a un bene comune di tutta l'umanità» e per questo va utilizzata secondo criteri di giustizia, tenendo conto che rappresenta un diritto umano fondamentale.
Parlare di giustizia, proprio come fa Bergoglio nell'enciclica, è destabilizzante, per un sistema che non ha intenzione di invertire la rotta. Ma se ci provassimo?
Se tanti (troppi) cristiani dormono ancora sonni tranquilli nonostante le risorse del pianeta siano distribuite in maniera scandalosamente ineguale, forse, come dice il papa, occorrerà davvero lavorare con quanti cristiani non sono, ciononostante si sentono responsabili dei fratelli del mondo impoverito.



27/06/2015 15:55 paola andrisani
la verita' fa male!
E' un vecchio detto ma sempre valido!



25/06/2015 19:20 Alberto Hermanin
Concordo su tutto, con una postilla. Chi si stupisce che il mite Pontefice Romano di oggi sia considerato una persona pericolosa forse non ha riflettuto sul fatto che chiunque dica la verità è pericoloso, sempre e in ogni luogo."Mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia".
Pare che adesso anche chi ricorda che i bambini hanno bisogno di un padre e di una madre sia entrato nel novero delle persone pericolose, tanto quanto chi ricorda che "nessuno neghi la paga ai minatori" o l'accoglienza ai disperati che scappano dalla guerra, dalla fame, dalla miseria.
Destabilizzante per i poteri forti? Altrochè. E non è nè il solo nè tantomeno il primo. A qualcuno come lui, non poi tanto tempo fa, per farlo star zitto hanno anche sparato...



25/06/2015 10:18 Sergio Di Benedetto
Il messaggio di Papa Francesco destabilizza perchè inquieta, scuote perchè costringe a rivedere false certezze, scotta perchè tocca coscienze infreddolite, risulta poco comprensibile ai critici perchè ha il gusto del Vangelo, e non delle glosse al Vangelo. I censori nostrani, alcuni in buona fede, altri con piena disonoestà intellettuale, provano tutto ciò con le loro reazioni a volte tanto livorose da suscitare il sorriso.


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Maria Teresa Pontara Pederiva

Maria Teresa Pontara Pederiva, trentina (1956), sposata con Francesco, ha tre figli. Laureata in scienze naturali a indirizzo ambientale a Padova (1978) e diplomata in scienze religiose all’FBK di Trento (1990), ha insegnato scienze naturali per 39 anni nella scuola provinciale trentina. Nella Chiesa di Trento lavora, insieme a Francesco, nella pastorale famiglia e cultura-università, oltre che nella propria parrocchia.

Giornalista freelance dal 1984, si è occupata di famiglia, giovani, scuola, attualità ecclesiale e pastorale, ecumenismo, bioetica, salvaguardia ambientale e custodia del creato.

E’ stata tra i fondatori e redattori delle riviste Il Margine e Didascalie (La rivista della scuola trentina). Attualmente collabora perlopiù con il portale Vatican Insider-La Stampa, le Riviste delle Edizioni Dehoniane e i settimanali diocesani Vita Trentina e Il Segno.

Tra i libri pubblicati assegna un posto speciale a La Terra giustizia di Dio. Educare alla responsabilità per il creato (prefazione di Giancarlo Bregantini) EDB 2013.

 

 

 

 

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