Il creato nel cuore
di Maria Teresa Pontara Pederiva | 16 giugno 2015
Alla vigilia dell'enciclica «su un tema da ecologisti» c'è da chiedersi non tanto se la conversione sarà sincera, ma se saremo capaci di cambiare davvero i nostri stili di vita

E allora ci siamo. Quello che molti attendevano da anni (e che qualcuno temeva da quel 13 marzo 2013 con l'elezione del gesuita Bergoglio) è diventato realtà. Tra poche ore, precisamente a mezzogiorno di giovedì 18 giugno, verrà pubblicata la prima enciclica che si occupa della custodia del creato: un dono di Dio per TUTTI gli uomini, ma che nei secoli è stato iniquamente spartito, danneggiato e depredato con arroganza e indifferenza da una parte dell'umanità, ahimè quella a cui noi apparteniamo.

Un tema che solo fino a pochi mesi fa induceva sorrisi di sufficienza nella quasi totalità dell'ambito cattolico dalle redazioni dei giornali alle case editrici, ai blog, dai convegni alle commissioni fino ai consigli pastorali di ogni ordine e persino nell'insegnamento teologico (se nel convegno promosso dalla CEI a Torino nell'autunno scorso si scopriva che risulta praticamente assente dai corsi e pure dai manuali); un tema che non è MAI stato oggetto di alcun documento dei vescovi italiani, unico caso nel panorama occidentale dove esistono episcopati che hanno prodotto decine di interventi ufficiali (noi abbiamo solo i Messaggi per la Giornata del creato al 1° settembre che si ritagliavano a fatica un po' di spazio persino nei settimanali diocesani) ora diventa l'argomento principale di un documento papale.

Roba da verdi o quantomeno da gente di sinistra, non certo da cristiani di Santa Romana Chiesa (che sono comunque chiamati a pensare e agire politicamente ...), pensavano in tanti, ignari che i cristiani (gli "altri" fratelli) si muovevano da anni e che anche in campo cattolico il tema non teneva banco solo fra quattro gatti esaltati, ma erano stati i pontefici a porlo per primi al centro dell'attenzione, se pure inascoltati, anche se nel 1988 i vescovi tedeschi denunciavano: "Manca ancora un'enciclica sull'ambiente" ("Agire per il futuro della creazione", 44).

Eppure già nel 1970 Paolo VI alla FAO ammoniva: "Tutti i miglioramenti introdotti dall'uomo nell'agricoltura hanno una ripercussione dannosa sull'equilibrio del nostro ambiente naturale e ciò rischia di condurre ad una vera catastrofe ecologica: non è più soltanto questione di dominare la natura: oggi l'uomo deve imparare a dominare il suo stesso dominio sulla natura" e l'anno successivo, un anno prima del Rapporto "I limiti dello sviluppo" del MIT di Boston, nell'Octogesima Adveniens (1971) "con uno sfruttamento mal ponderato della natura l'umanità rischia di distruggerla e divenire a sua volta vittima della degradazione" (21) e la Populorum Progressio (22-25, 37) andava ancora più a fondo.

Poi hanno continuato Giovanni Paolo II nella Redemptor hominis (8,15-18), la Laborem exercens (4-5), la Centesimus annus (52) più l'intero capitolo 34 della Sollicitudo rei socialis fino al Messaggio per la Giornata mondiale della Pace 1990 "Pace con Dio creatore, pace con tutto il creato". "Il segno più profondo e più grave delle implicazioni morali, insite nella questione ecologica, è costituito dalla mancanza di rispetto per la vita, quale si avverte in molti comportamenti inquinanti: spesso le ragioni della produzione prevalgono sulla dignità del lavoratore e gli interessi economici vengono prima del bene delle singole persone, se non addirittura di quello di intere popolazioni" (7).

Non si contano quasi gli interventi di Benedetto XVI (che molti fuori dai confini italiani non temevano certo di chiamare "il papa più verde della storia") che nella Caritas in Veritate dedica l'intero IV capitolo a "Sviluppo dei popoli, diritti, doveri, ambiente". "Dobbiamo avvertire come dovere gravissimo di consegnare la terra alle nuove generazioni in uno stato tale che anch'esse possano degnamente abitarla e ulteriormente coltivarla" (CV, 50) fino a quel concetto di "ecologia umana", introdotto col Messaggio per la Giornata della Pace 2007 (8). E poi tutta una serie di interventi della Pontificia Accademia delle scienze, del Consiglio Giustizia e Pace, religiosi e laici ...

Senza spendere parole sui tentativi di chi rema contro, dai cattolici conservatori (magari futuri candidati alla presidenza USA) ai petrolieri dell'Heartland Institute di Chicago fino a sedicenti scienziati o quanti lo sono pure, ma ai margini della comunità scientifica, conforta quanto si è mosso in questi mesi di attesa.

Se pure con molti distinguo a effetto - "non sarà un'enciclica verde", "il primato è sempre dell'uomo" (ma la religione cristiana non è antropocentrica, bensì teocentrica ...) - dei soliti pompieri attanagliati dalla paura , si può dire che abbiamo assistito ad una conversione generale (forse un'autentica inversione a U) che si può riscontrare dai media cattolici alle omelie.

C'è da chiedersi non tanto se questa sarà sincera o indotta (per questo ci sono le coscienze), bensì se saremo capaci come cattolici davvero cambiare i nostri stili di vita. Se come famiglie sapremo educare i nostri figli alla sobrietà accantonando ogni spreco, se quando viaggeremo, ci sederemo a tavola, decideremo del futuro le nostre scelte saranno più sostenibili, se il nostro pensiero andrà almeno qualche volta a cosa potremo fare per salvaguardare il pianeta, la nostra casa comune, per il resto dei suoi abitanti (che ha diritto di usufruirne come noi) e per quanti verranno dopo. Che in altre parole significa vivere con il creato nella mente e nel cuore. E diventare operatori di pace.

 

20/06/2015 07:52 Pietro B.
http://www.kurzweilai.net/the-sixth-mass-extinction-is-here-say-stanford-researchers?utm_source=KurzweilAI+Weekly+Newsletter+Plain+Text&utm_campaign=8546537d27-UA-946742-1&utm_medium=email&utm_term=0_43205bd0ea-8546537d27-282158101
Secondo me stiamo vivendo un tempo drammatico!
Qui si parla della ns.estinzione!



19/06/2015 18:47 Maria Teresa Pontara Pederiva
Hai, ragione: è stato nell'epoca di Martini quando lui era anche presidente dei vescovi europei (ne parlo anche nel mio libro e l'ho citato spesso anche di recente), ma io mi riferivo alla CEI .... Che non ha mai dedicato al tema nessun documento alla stregua degli altri episcopati alcuni dei quali citati dal papa e questo mi sembra un segnale di novità non da poco in un'enciclica.


19/06/2015 17:28 Gerolamo Fazzini
Mah... non voglio difendere la CEI d'ufficio, però il dovere di cronaca mi impone di ricordare che i vescovi lombardi scrissero un documento sull'ecologia nel 1988 (sì, la data è quella, non un refuso)
basti leggere qui
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/09/16/chi-inquina-uccide-la-terra-vescovi.html
Purtroppo rimae lettera morta...



16/06/2015 08:18 Massimo Menzaghi
"un tema che non è MAI stato oggetto di alcun documento dei vescovi italiani"

per questo bastava aggiungerlo ai valori non negoziabili e se ne sarebbe parlato un giorno sì e l'altro pure...
... ma è molto meglio così: ognuno resti nel proprio brodo e se ne prenda finalmente la responsabilità, evitando che di non negoziabile restino solo le loro poltrone...

ma si sa, a certa gente fanno paura persino i colori... (sia singoli - verde - sia assieme - arcobaleno...)

voliamo alto e guardiamo avanti!

PS un giorno qualcuno forse proverà a raccogliere cosa ha fatto di buono la cei in questi anni: speriamo di andare oltre i 140 caratteri...



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Maria Teresa Pontara Pederiva

Maria Teresa Pontara Pederiva, trentina (1956), sposata con Francesco, ha tre figli. Laureata in scienze naturali a indirizzo ambientale a Padova (1978) e diplomata in scienze religiose all’FBK di Trento (1990), ha insegnato scienze naturali per 39 anni nella scuola provinciale trentina. Nella Chiesa di Trento lavora, insieme a Francesco, nella pastorale famiglia e cultura-università, oltre che nella propria parrocchia.

Giornalista freelance dal 1984, si è occupata di famiglia, giovani, scuola, attualità ecclesiale e pastorale, ecumenismo, bioetica, salvaguardia ambientale e custodia del creato.

E’ stata tra i fondatori e redattori delle riviste Il Margine e Didascalie (La rivista della scuola trentina). Attualmente collabora perlopiù con il portale Vatican Insider-La Stampa, le Riviste delle Edizioni Dehoniane e i settimanali diocesani Vita Trentina e Il Segno.

Tra i libri pubblicati assegna un posto speciale a La Terra giustizia di Dio. Educare alla responsabilità per il creato (prefazione di Giancarlo Bregantini) EDB 2013.

 

 

 

 

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