Parate oceaniche inutili e dannose
scelto da Luigi Accattoli | 09 febbraio 2015
"Conversazione con Capovilla sempre interessante, anche se qualche volta assume un'asprezza impetuosa. Spera che l'AC non faccia neppure con Paolo VI parate oceaniche, inutili e dannose per le anime dei giovani. Papa Giovanni le aveva proibite"

A 35 anni dalla morte di Vittorio Bachelet (1926-1980) l'editrice AVE pubblica, Taccuino 1964 (a cura di Miesi, Maria Grazia e Giovanni Bachelet, pp. 192 - euro 9), che è una buona lettura di poche righe per pagina. Sono gli appunti personali del suo primo anno di presidente dell'Azione Cattolica Italiana (1964-1973), nel pieno del Concilio. Al 5 settembre 1964 annota: "Conversazione con monsignor Capovilla, sempre interessante, anche se qualche volta assume un'asprezza impetuosa. Spera che l'AC non faccia neppure con Paolo VI parate oceaniche, inutili e dannose per le anime dei giovani. Papa Giovanni le aveva proibite".

Sono stato nella Fuci poco dopo e quella disposizione di Papa Roncalli ci era nota. Ma è curiosa la prospettiva storica: Roncalli e Montini non volevano le parate che avevano avuto la ribalta con Pio XII e l'Aci di Gedda (1946-1959). Ma con Giovanni Paolo II sono venute le Giornate della Gioventù, che sono continuate con Benedetto XVI e proseguono con Francesco, che poco fa si rallegrava della folla di Manila. Ed è lo stesso Francesco che ha fatto cardinale Capovilla. La storia propone, contrappone e ricompone a suo talento.

Altre parole vive del carissimo Vittorio che ho frequentato e pianto: 5 settembre: Paolo VI "mi dà una benedizione profonda"; 23 settembre: "Predominio degli assistenti nella discussione [in una riunione di Aci], e - ciò che è più grave - mentalità 'ecclesiastica' dei laici che si sforzano di parlare - e confusamente - come i preti"; 10 novembre: "Bisogna insegnare a fare della buona amministrazione. I pasticci e i disordini non meritano la Provvidenza di Dio". Al 25 agosto incontri questa nota sui funerali di Togliatti: "Vado a 'curiosare' un poco lungo i Fori imperiali. Meditazioni sulla vita e sulla morte. Su ciò che conta, su ciò che si vede, su che importanza abbia ciò che si vede, sul perché tanta umile gente abbia trovato qui una fede e una speranza e perché non si riesca a spalancare loro la vera Fede e la vera Speranza; sul significato e sul valore emotivo delle bandiere. Onore senza fede, senza speranza, senza preghiere. Che vale? Dico intanto il mio Rosario".

Mia emozione a risentire così diretta la voce di Vittorio. Un abbraccio a Miesi e ai figli che ce le hanno donate.

 

24/02/2015 12:36 Fabricianus
Grazie, grazie a Luigi e grazie a Giovanni.

Sono molto emozionato: mi iscrissi e completai gli studi in Giurisprudenza anche perchè una delle figure che mia madre mi fece conoscere, durante la mia pre-adolescenza e adolescenza tramite la lettura, fu Vittorio Bachelet.
Oggi ho l'onore (immeritato per me), di leggere le parole dirette di Giovanni.

Grazie di cuore.



18/02/2015 13:15 Giovanni Bachelet
Per fortuna la fede nella buona novella e nella risurrezione di Gesù non può essere distrutta, e viene donata dal Signore in ogni tempo e in ogni paese proprio nella misura giusta che solo Lui sa. Negli anni in cui era presidente dell'azione cattolica, agli amici preoccupati del presente e tentati di rimpiangere il bel tempo andato, papà disse una volta: «questo nostro tempo non è meno ricco di generosità, di bontà, di senso religioso, di santità, persino, di quanto non lo fossero altri tempi passati».


11/02/2015 08:03 Pietro Buttiglione
Oggi anche quella "fede" la hanno distrutta.
Societá liquida di singoli.
Ma un singolo con la nostra Fede potrebbe
rovesciare il mondo. Potrebbe.



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Luigi Accattoli

Luigi Accattoli già giornalista della Repubblica (1976-1981) e poi del Corriere della Sera (1981-2008), ora collabora al Corriere della Sera, a Liberal. Scrive per la rivista Il Regno da 37 anni. Modera il blog www.luigiaccattoli.it

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