«Sono invalido ma in buone mani»
scelto da Luigi Accattoli | 04 gennaio 2015
«Una paraparesi spastica mi rende invalido. Avevo appena avvertito il desiderio di fare il prete quando caddi in chiesa con il calice in mano ma vinsi la paura affidandomi alla misericordia del Signore e ora sono prete e parroco»
di Francesco Cristofaro

Don Francesco Cristofaro è lento e insicuro sulle gambe ma è forte dentro. La sua disabilità è compensata da un gruppo di collaboratori che gli forniscono gambe e braccia. Così racconta il suo affidamento a Dio:

"Nasco settino nel 1979 con una paraparesi spastica alle gambe. A due anni ancora non cammino. Mia mamma, di nuovo incinta del terzo figlio, è costretta a tenermi sempre in braccio e ad accompagnarmi insieme al papà alla fisioterapia. La mia famiglia non frequentava la chiesa, la domenica facevo due chilometri a piedi per la messa. In parrocchia svolgevo il ruolo di ministrante, poi di catechista, di animatore liturgico, ma il dono che mi piaceva impiegare di più era quello dell'accoglienza e di regalare un sorriso a chiunque entrasse in chiesa. Un giorno mi trovavo nel giardino di casa a leggere il mio vecchio libricino della prima comunione e alle parole 'prendete questo è il mio corpo' provai un grandissimo desiderio di consacrare la vita a Dio e ai fratelli. Ma poco dopo, mentre servivo la messa delle prime comunioni, cado a terra con il calice in mano. Mi dicevo 'se non riesco a tenere un calice come posso fare altro?'. Fu la crisi più profonda, opera della tentazione. E tentazione viene anche dal culto che questa società ha per i perfetti, i belli, i forti mentre chi è disabile viene rifiutato. Tutti invece - ognuno a suo modo - possiamo dare gloria a Dio ed essere utili al prossimo. Io sono invalido ma in buone mani. Ho vinto quella tentazione affidandomi alla misericordia del Signore. Nonostante il passo incerto ho celebrato la prima messa nel 2006, ho preso la licenza in teologia spirituale alla Pontificia Facoltà del Teresianum e sono parroco a Simeri Crichi, Catanzaro. Se oggi qualcuno mi chiedesse di andare a parlare di Gesù sott'acqua, lo farei, perché il suo amore è immenso e non si può tacere ciò che hai visto e toccato. Vorrei mostrare ogni giorno il volto di Gesù. Vorrei dire all'uomo di credere sempre nel domani. Vorrei regalare a tutti il mio sorriso, quello bello che solo il Signore ti dona nel contatto quotidiano con lui".

Don Francesco è su facebook e ha un sito: donfrancescocristofaro.it. Da queste fonti e da un servizio del settimanale Il mio Papa del 7 gennaio 2015 ho preso le parole con cui ho narrato la sua storia. Gli mando un abbraccio riconoscente.

 

16/07/2015 17:08 Ferdinando Del Duca
Reverendissimo don Francesco, mi scusi del mio ardire per rivolgerle queste mie confidenze:
in età scolastica, allora, 60 anni orsono, chierichetto e con la vocazione al sacerdozio, per scegliere la scuola secondaria dopo quella primaria, volendo andare in seminario diocesano a Policastro, i miei ricevettero la visita dell'allora rettore don Antonio Cantisani, ora arcivescovo emerito di Catanzaro Sua Diocesi, mio vicino di casa, con l'elenco del corredo per la residenza ivi. Non sufficientemente incoraggiato desistetti frequentando le medie in paese rinviando il tutto a dopo. Per il detto della "frittata di Pasqua", tutto fini in una bolla di sapone. Ora io, rimpiangendo il mio mancato sacerdozio, vorrei riparare facendo almeno gli studi per il conseguimento della licenza di Diaconato permanente.
Il mio vescovo mi fa sapere che dovrei andare al seminario regionale di Potenza, ma io, 72enne e cardiopatico, non sono idoneo per questo per cui vorrei eseguire gli studi di Teologia da casa, online. Ringrazio dell'attenzione e se potrò ricevere qualche informazione La ringrazio e faccio presente che le mie condizioni economiche non sono eccellenti, per cui desidero sapere cosa posso fare. Tramite un amico conosciuto nella rete, che è diacono permanente, Massimo Cicatelli, ho saputo che, data la mia età, potrei fare dei corsi. Gentile don Francesco, che ho seguito stamane su TV 2000, mia rete privilegiata, per favore mi dia un consiglio, cui tengo molto. La ringrazio del disturbo e La saluto distintamente



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Luigi Accattoli

Luigi Accattoli già giornalista della Repubblica (1976-1981) e poi del Corriere della Sera (1981-2008), ora collabora al Corriere della Sera, a Liberal. Scrive per la rivista Il Regno da 37 anni. Modera il blog www.luigiaccattoli.it

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