Uniti da una sofferenza condivisa
scelto da Luigi Accattoli | 19 novembre 2014
"Noi quattro in famiglia, intorno ad Arianna, la sorella più grande, cerebrolesa, siamo come atomi di una stessa molecola in cui i legami, per la sofferenza che condividiamo, sono forti e indissolubili"
di Alice Pareyson

Alice Pareyson, studentessa universitaria, è la secondogenita di una famiglia milanese la cui primogenita, Arianna, 23 anni, è totalmente disabile e costringe i genitori (Anna Visciani e Davide Pareyson) e i due fratelli (Alice e Daniele, il più giovane) a ruotare intorno a lei, che se ne resta muta e immobile. La mamma Anna ha scritto una tribolata ma non lacrimosa storia di loro cinque, che ospita capitoli affidati al marito e ai figli: Se Arianna. Storia vera di una famiglia diversamente normale (Giunti 2014). E' un libro che fa bene per la sua asciuttezza, dove non c'è abbellimento al dolore e dove l'affetto di ognuno per Arianna è detto senza pietismi.

Così parla l'autrice principale: "Io sono fortunata, ho due figli diversamente abili. Il maschio ha un grande talento nel disegno, la femmina è straordinariamente intonata. E poi ho un'altra figlia, che dicono diversamente abile ma che in realtà non ha alcuna abilità. E' una ragazza cerebrolesa con una tetraparesi grave. Arianna è così. Non può fare nulla, nemmeno se aiutata. Non essendo in grado di parlare, camminare, mangiare o bere da sola, è totalmente dipendente da un'altra persona. Che sono io". Il legame che viene dalla prova condivisa è l'insegnamento di questo libro, che non nasconde le lotte che ognuno ha dovuto condurre. Così parla Daniele: "Ho sempre pensato che la presenza di Arianna fosse molto ingombrante. È totalizzante non solo quando è con noi, ma paradossalmente anche quando non c'è. È come se si accaparrasse continuamente la mamma e il papà, qualunque cosa succeda".

Un bacio ad Arianna e un abbraccio ai quattro baldi componenti della famiglia Visciani Pareyson, maestra di schiettezza nell'amore.

 

 

05/02/2015 17:40 Maria Letizia Ruggeri
Ho letto il libro, è straordinariamente bello perché con poche parole semplici, tutti componenti della famiglia mi hanno fatto riflettere sul miracolo di avere un figlio sano.Che non è poi una cosa così scontata, anzi.
Con ammirazione al grande coraggio, auguro a tutti voi tanta forza e tanta determinazione fino alla fine dei giorni.....



20/11/2014 10:09 Lorenzo Cuffini
Di per sé la sofferenza divide, non unisce.
Tende a isolare e a separare.
Ma se si decide di viverla comunque "insieme", stando al proprio posto senza tante menate, lottando e lottandoci, senza enfasi e senza tragedioni, quotidianamente per quello che è, allora sì, ci si puo' ritrovare incredibilmente uniti "in " essa.
Se posso, pure io mi aggregherei al bacio e all'abbraccio di Luigi a tutta quanta la famiglia Visciani Pareyson.



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Luigi Accattoli

Luigi Accattoli già giornalista della Repubblica (1976-1981) e poi del Corriere della Sera (1981-2008), ora collabora al Corriere della Sera, a Liberal. Scrive per la rivista Il Regno da 37 anni. Modera il blog www.luigiaccattoli.it

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